|
SV 40
Questo virus potrebbe
potenziare in qualche modo l’asbesto, il principale fattore di rischio
del mesotelioma.
L’SV40 o simian virus 40 è stato scoperto nel 1960. Può
essere isolato da alcuni specie di scimmie, nelle quali tipicamente non
causa segni o sintomi di malattia, a meno che l’animale non abbia
problemi di immunodeficienza cronica. In questo caso gli animali
presentano lesioni indotte dal virus a livello renale e cerebrale.
Questo
virus, (NdR:ci dicono le autorita' sanitarie, ma
NON ne hanno la certezza),
non avrebbe alcuna relazione con l’HIV, il virus
dell’immunodeficienza acquisita umana, né con l’SIV, un virus che
causa una malattia AIDS-simile in alcuni tipi di scimmia.....
infatti vedete:
AIDS
Poco dopo la sua
scoperta, l’SV40 è stato
rinvenuto all’interno del
vaccino per la
polio, oltre agli altri
contaminanti.
A quell’epoca il vaccino veniva preparato utilizzando
delle cellule renali di
scimmia rhesus; alcune di queste contenevano il
virus
SV40. E’ del 1961 la scoperta che questo virus provoca alcuni tipi
di tumore nei roditori.
A quel punto, ad un numero
imprecisato di persone (centinaia di
milioni di
soggetti) era già stato somministrato (cioe'
contaminati) con il
vaccino per la polio
infetto.
Il governo
federale dispose allora che tutte le partite di
vaccino venissero
controllate attentamente, "scartando" quelle eventualmente infettate dal
virus. (NdR e come mai lo stesso
contaminante e' stato rinvenuto negli
umani anche molti anni piu' tardi ?, semplice, per
via dei
vaccini per la
polio che hanno
ricevuto)
E per diversi anni la questione è caduta nell’oblio. Finchè
negli anni 1980 l’SV40 non è stato individuato all’interno di
alcune rare forme tumorali nell’uomo a cominciare dal
mesotelioma.
Non
è noto se, al di là della presenza di questi frammenti virali, vi sia
anche una relazione patogenica, ma di sicuro molti ricercatori e medici, hanno trovato la cosa
piuttosto inquietante. (NdR: queste sono le "certezze" del sist6ema
sanitario al servizio delle,
case farmaceutiche !
Attualmente tutte le colture cellulari di scimmia
dalle quali si ottiene il
vaccino per la polio, sono
senza contaminazione da SV40, .....cosi affermano le autorita'
"sanitarie" che coprono e nascondono sempre tutto
sui
vaccini !.
MA NON E' VERO ! vedi sopra
i vari link che
dimostrano il contrario !
Abstract:
Simian virus 40, or SV40, was discovered in 1960. It occurs
naturally in some species of monkeys, though it does not
typically cause symptoms or illness except in cases where the
animal has chronic problems with its immune system (Shah and
Nathanson, 1976). In those cases, the animals develop lesions
associated with SV40 in their kidneys and brains (Newman et al.,
1998).
Cosa dice il
National Cancer Institute
- USA:
- Simian virus 40 (SV40) is a virus that infects several species
of monkeys and typically does not cause symptoms or disease in
them.
- When reports appeared in 1961 that injection of SV40 into
hamsters could induce tumors (2-5), the United States government
instituted a screening program requiring all new lots of
poliovirus vaccine be free of SV40 because of concerns about
possible adverse effects on human health. (Earlier lots were not
withdrawn from the mass immunization program.)
- Over the last four decades, an intense research effort has
been made to determine whether this route of exposure to SV40
has caused health problems in people, including cancer.
- In order to resolve why some laboratories detect traces of
SV40 in mesothelioma while others do not, an International SV40
Working Group, which included the majority of laboratories
studying SV40 in human tissues was formed in 1997.
- The NCI is continuing to evaluate the possible link between
SV40 infection and human cancers through intramural research
conducted by the Division of Cancer Epidemiology and Genetics (DCEG),
which is still monitoring populations known to have been exposed
to SV40-contaminated vaccines.
vedi
anche:
Vaccini
con SV40
+
CONTENUTO dei VACCINI
+ Coadiuvanti dei Vaccini
REPLICAZIONE LENTA
e VELOCE
Sono noti due ceppi di
SV40, quello a replicazione lenta e quello a replicazione veloce;
entrambi sembrano aver contaminato i vaccini anti-polio prima el 1963.
Recenti studi sembrano indicare inoltre che i test di screening utilizzati
immediatamente dopo il 1963 potrebbero non essere stati sufficientemente
sensibili da rilevare entrambi i ceppi virali.
Il vaccino per la polio
inattivato non viene prodotto su colture di cellule di scimmia e dunque
non è a rischio di contaminazione con l’SV40. Quello orale, viene oggi
prodotto in condizioni di sicurezza estrema, per evitare ogni possibilità
di contaminazione con il virus. Si stima che possano essere 10-30 milioni
le persone che hanno ricevuto il vaccino contaminato tra il 1945 e il
1963; l’SV40 ha contaminato i vaccini per la polio inattivati con
formalina e somministrati per via sottocutanea a milioni di persone e
qualche lotto di vaccino orale somministrato a piccoli gruppi di volontari
(forse 10.000 persone) negli anni 1959-1961. E non è tutto.
L’ SV40
avrebbe contaminato anche vaccini contro le infezioni respiratorie (es.
vaccini anti-adenovirus) somministrati a circa 100.000 militari tra il
1955 e il 1966.
Noto è noto a tutt’oggi se qualcuna delle persone alle
quali è stato somministrato il vaccino infetto, abbia sviluppato una
qualche forma di malattia, direttamente attribuibile al virus SV40:
gli
stessi Centers for Disease Control di Atlanta non escludono però che
future ricerche possono dimostrare questa relazione causale. Finora è
corretto parlar solo di un’associazione tra SV40 e alcune rare forme di
tumore, ma non è stato provato che sia l’SV40 a causare questi tumori.
Uno studio di Cicala et al. Del 1993 ha dimostrato che alcuni criceti, ai
quali era stato iniettato l’SV40 nei polmoni, nel cuore e nella cavità
addominale, avevano successivamente sviluppato un mesotelioma.
Nell’uomo
questi rari tumori sono associati all’esposizione all’abesto; tuttavia
l’SV40 è stato isolato nel 47-83 per cento delle forme umane di
mesotelioma.
A livello epidemiologico sono stati effettuati diversi studi dagli anni
’60 ad oggi per ricercare possibili aumenti di incidenza di alcune
patologie, nelle coorti di individui vaccinati negli anni “a rischio”.
In particolare, nel 1998 i National Cancer Institute hanno pubblicato uno
studio che evidenziava come a distanza di 30 anni, non si registrava alcun
aumento d’incidenza di tumore tra le persone che potevano aver ricevuto
il vaccino antipolio contaminato.
Sono stati confrontati anche i tassi di
tumore tre le nostre persone vaccinate con l’anti-polio contaminato
(nati negli anni 1956 – 1962) e gli individui nati negli anni 1947-1952
e 1964-1969.
TIPI DI TUMORE ASSOCIATI
all'SV40
Lo studio si è
concentrato in particolare su quei rari tipi di tumore associati
all’SV40 (ependimomi, osteosarcomi), senza riscontrare alcun aumento di
incidenza. Tutti gli studi di coorte condotti in Europa e negli Stati
Uniti, non sono riusciti a dimostrare una relazione tra esposizione al
vaccino per la polio contaminato e comparsa di tumori. Soltanto due studi
relativi alla vaccinazione materna con vaccini contaminati dall’SV40 e
rischio di comparsa di tumore nei figli, hanno individuato la presenza di
un’associazione.
Heinonen et al. (1973) ha riscontrato una maggior incidenza di neoplasie
cerebrali nei figli nati da madri sottoposte a vaccinazione con poliovirus
inattivato, durante la gravidanza.
Uno studio prospettico su 50.000 donne rimaste incinte ra il 1959 e il
1965 ha individuato 24 neoplasie nella prole, entro i primi 4 anni di
vita; si tratta di un tasso doppio rispetto a quello dei figli nati da
donne non vaccinate durante la gravidanza. La maggior parte dei tumori era
costituito da neoplasie cerebrali.
Un altro studio condotto in
America ha riscontrato 15 casi di medulloblastoma in bambini nati nel
1962: 10 erano nati da madri esposte al vaccino contaminato con SV40. 5 da
donne non esposte.
Questi dati, se tranquillizzanti da una parte, non
esimono dal proseguire studi epidemiologici, poiché non sono ancora note
le conseguenze a lungo termine dell’esposizione al virus SV40; i
mesoteliomi, ad esempio compaiono tipicamente in età avanzata.
Al momento
non vengono consigliati né test, né trattamenti alle persone che
potrebbero essere state sottoposte a vaccinazione con partite di vaccini
infetti, negli anni 1955-1963.
”Diversi virus” ricorda Gianni Rezza, Istituto Superiore di Sanità
Reparto AIDS e malattie sessualmente trasmesse , “possono essere trasmessi dagli
animali all’uomo per via iatrogena (farmaci esperimenti xenotrapianti).
L’SV40 rappresenta un discorso a parte; si tratta di un virus che
non provocano malattie nelle perosne sane, mentre nell’ospite
immunodepresso possono, come nel caso del Jc, provocare delle encefaliti.
TRASMISSIBILITA’
in DUBBIO
C’è ancora molta
indecisione circa il fatto che l’SV40 si possa trasmettere o meno
all’uomo. Questo virus è stato coinvolto nella genesi di alcuni tumori,
ma la sua capacità ontogenetica è stata provata solo in vitro e in
alcuni animali; finora non è mai stata provata nell’uomo. Andando
indietro agli anni dal ’55 al ’63, le cellule utilizzate per
realizzare i vaccini anti-polio Sabin e Salk, non erano controllate per
questo virus: così si ipotizza la possibilità di una trasmissione di
questo virus all’uomo mediante le vaccinazioni. Esistono poi dei virus
di recente individuazione, che sono in realtà a ben vedere, delle vecchie
conoscenze. E’ il caso di herpes 8, responsabili del sarcoma di Kaposi
nei pazienti immunodepressi (trapiantati o affetti da malattia da HIV).
”Abbiamo effettuato studi in Papua Nuova Guinea, Amazzonia ecc”,
ricorda Rezza. “su popolazioni isolate: anche in questo caso abbiamo
trovato prevalenze di infezione molto alte.
Si tratta in questo caso di un
virus evidentemente evolutosi nelle scimmie, nelle piccole prima e nelle
grandi poi, quindi passato all’uomo diversi milioni di anni fa: è
quindi sicuramente un virus molto antico”.
E’ sempre il vaccino
anti-polio è stato oggetto di un altro allarme, almeno per ora rivelatosi
infondato, ma che non ha mancato di scatenare un vespaio di polemiche, non
del tutto sopite. Nel 1992 la rivista Rolling Stone pubblicava una teoria
secondo la quale un vaccino anti-polio sperimentale orale, utilizzato alla
fine degli anni ’50, sarebbe stato la causa dell’epidemia di AIDS.
Questa stessa teoria è stata ripresa nel 1999 da Edward Hooper, autore
del libro “The River”.
Per testare la validità di questa ipotesi sono
state quindi condotte una serie di ricerche che tenderebbero ad escludere
la possibilità di un’associazione tra vaccinazione anti-polio orale ed
epidemia di AIDS. L’HIV, il virus dell’immunodeficienza umana, si
trasmette da un individuo all’altro principalmente attraverso sangue
infetto e rapporti sessuali.
E’ possibile inoltre una trasmissione
verticale da una madre infetta al figlio, durante la gravidanza o il
travaglio, ma anche attraverso l’allattamento al seno.
L’AIDS può
essere causato dall’HIV-1, il ceppo prevalente negli USA e in Europa e
dall’HIV-2, isolato soprattutto nell’Africa occidentale. Gli
scienziati ritengono che l’HIV-1 dell’uomo derivi dall’evoluzione di
un virus dell’immunodeficienza dello scimpanzé (SIV simian
immunodeficiency virus). Non è noto quando, né come questo virus avrebbe
effettuato il salto di specie dallo scimpanzé all’uomo; si ritiene
tuttavia che ciò possa essere avvenuto diverse decadi fa, forse intonro
agli anni ’30. Anche il ceppo HIV-2 sarebbe derivato da un SIV di un
altro tipo di scimmia.
La modalità di questo contagio tra specie diverse
ha scatenato una ridda di ipotesi. Il contatto con il virus della scimmia
potrebbe essere avvenuto semplicemente durante la caccia o la preparazione
delle carni infette. I cacciatori potrebbero a loro volta aver diffuso il
contagio per via sessuale o durante riti tribali attraverso lo spargimento
di sangue contaminato.
E’ un fatto però che l’epidemia d AIDS non si
sia verificata fino agli anni ’60, mentre caccia e riti tribali
risalgono a secoli e secoli fa.
Qualcuno ha dunque pensato che le cause dell’epidemia andassero cercate
altrove.
Secondo la rivista Rolling Sotne (1992) e il libro “The River”
(1999) sarebbe stato il vaccino orale sperimentale “CHAT” di Hilary
Koprowski, somministrato alla fine degli anni ’50 ad un milione circa di
abitanti del Congo, Ruanda e Burundi, ad aver consentito il salto di
specie del virus dallo scimpanzé all’uomo.
Al termine di numerose
ricerche gli esperti hanno però stabilito l’innocenza di questo
vaccino.
Una delle tesi contro è proprio quella che suggerisce la
presenza di HIV-1 già negli anni ’30 mentre il vaccino Koprowski
è alla fine degli anni ’50; inoltre per coltivare questo vaccino orale
sarebbero state utilizzate cellule di macaco (che non sono portatrici del
virus HIV-relato) e non di scimpanzé.
Gli scimpanzé sarebbero stati utilizzati solo
per testare il vaccino, non per produrlo.
Senza contare infine che è
estremamente difficile trasmettere l’infezione da HIV per via orale.
D’altro canto, è stato fatto notare che le regioni africane dove è
avvenuta la somministrazione del vaccino Koprowski sono in stretta
contiguità con quelle dove sono stati individuati i primi casi di AIDS.
Questo vaccino è stato però somministrato anche in Polonia Svizzera e
Croazia, mentre i primi casi in Africa. Questo vaccino sperimentale è
stato utilizzato solo negli anni 1957 – 1959; il vaccino Sabin
utilizzato oggi è diverso dal vaccino Koprowski.
Due recenti ricerche
avrebbero permesso di individuare il serbatoio naturale dell’HIV – 1M
nel Pantroglodytes troglodytes, uno scimpanzé dell’Africa occidentale.
Il salto di specie sarebbe avvenuto intorno agli anni ’30.
ALLARME CANCRO PER VACCINO POLIO
CONTAMINATO [19.07.2004]
- vedi anche
SV40= nei Vaccini
(AGI)
- Roma, 8 lug 04. -
Anche un vaccino contro la poliomielite di
produzione sovietica potrebbe essere stato contaminato con un virus delle
scimmie che causa cancro anche fino ai primi anni Ottanta.
L'allarme arriva da uno studio condotto dal medico italiano Michele
Carbone del Loyola University Medical Center di Chicago (Usa) che aveva
gia' individuato questa contaminazione nei campioni di vaccino prodotti
negli anni Sessanta.
Nel corso della conferenza Vaccine Cell Substrate in corso negli Usa,
Carbone ha sottolineato che centinaia di milioni di persone al mondo
potrebbero essere state esposte a questo virus dopo il 1963 dato che il
vaccino era stato esportato dall'Unione Sovietica in Australia, Giappone e
in molti paesi africani.
Il virus in questione si chiama SV40 ed e' tipico delle scimmie macaco.
Con ogni probabilita' e' legato alla comparsa di alcuni tipi di tumore,
tra cui uno particolarmente mortale, il mesotelioma ai polmoni.
La contaminazione e' dovuta al metodo di preparazione del vaccino, che si
basava sull'uso dei reni delle scimmie e su una procedura di
sterilizzazione fondata sul cloruro di magnesio. Sterilizzazione che pero'
funzionava soltanto al 95 per cento.
Solo dopo il 1981, i russi abbandonarono il loro vaccino a favore di uno
prodotto dall'Organizzazione mondiale della Sanita', al 100 per 100 libero
dal virus SV40. Carbone ha scoperto questa contaminazione studiando tre
campioni di vaccino trovati nei congelatori del National Institute for
Biological Standards and Control inglese ma per il momento si e' rifiutato
di aggiungere ulteriori spiegazioni, almeno fino a che i dati non saranno
pubblicati su una rivista scientifica.
Commento (NdR): Intanto il problema
sta assumendo
dimensioni sempre piu'
gravi.
Molti paesi continuano a usare vaccini che
potrebbero essere contaminati e negli Usa, la Food and Drug Administration,
l'ente che controlla farmaci ed alimenti, e' gia' stata citata in giudizio
da alcune persone che ritengono di essere state colpite dal
cancro proprio
a causa di un vaccino per la poliomielite contaminato.
|
"Questo sito WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o
della solvibilità degli
inserzionisti del ns. Network
Webmaster - Copyright ©
1998, Publisher Bamico ltd - All
rights reserved
Tutti
i diritti riservati - Vietata la
copia anche parziale dei contenuti,
se non viene citata la fonte |
|
|