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Questo
è il testo del "Comunicato Stampa" inviato a tutta la stampa
italiana nel mese di Dicembre del 1995, dal presidente dell’Associazione
Universo Bambino e che è passato in totale sordina:
L’Associazione Universo Bambino di Bari, comunica:
"Lo studio presentato e
pubblicato su:
The Mediterranean Journal of
Surgery and Medecine dal
dott.
Massimo Montinari, Medico Chirurgo,
Presidente dell’Associazione Universo Bambino, è riferito a 48 pazienti
che si sono rivolti alla sua Associazione dopo essere stati ricoverati
presso numerosi Centri Ospedalieri nazionali e stranieri; questi sono
stati selezionati da ben 186 malati, affetti da patologie del SNC (Sistema
Nervoso Centrale), osservati nel periodo Apr/94 - Ott/95.
Nella storia di ogni paziente si documentava l’insorgenza di segni
clinici relativi al SNC ed apparato digerente, in concomitanza o
immediatamente dopo la somministrazione di vaccini (per la Polio Sabin e
Salk, Difterite-Tetano, Morbillo, Difterite, Tetano, Pertosse,
TBC).
La proposta di studio è riferita alla valutazione del quadro immunitario
dei pazienti ed al ruolo dell’immunogenetica nella diagnosi di patologie
ad eziopatogenesi spesso dubbia ed handicappanti; l’attento studio del
braccio corto del
Cromosoma 6 dell’uomo, la caratteristica genetica e l’azione
di virus a DNA in soggetti sottoposti a vaccinoprofilassi in età
pediatrica, ha consentito di valutare una caratteristica ricorrenza di alleli nel quadro genetico di tutti i pazienti
sottoposti a
vaccinoprofilassi e insulto da virus a DNA ".
By UNIVERSO BAMBINO
-
montinari.m@libero.it
Importante, vedi: Le
dichiarazioni del
Prof. F. Nobile (Istituto dei Tumori di Siena)
il quale essendo stato audito dalla
Commissione del Senato per l'Uranio
Impoverito, ha affermato di
aver controllato,
con apposite analisi
cliniche di laboratorio, TUTTI i militari della
divisione "Folgore", militari tutti quanti
plurivaccinati, e li ha trovati TUTTI
IMMUNODEPRESSI !
Gli
anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino
NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in
confusione è che parte della reazione nei confronti del
vaccino porta alla produzione di anticorpi.
Ciò è falsamente considerato
immunità.
vedi:
Cosa e' un VACCINO
+
Contenuto dei Vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vaccinazioni: un danno al
sistema
immunitario
Nuove Conoscenze sul Sistema
Immunitario e Conseguenze a Medio e Lungo Termine
dell'Utilizzo dei Vaccini
Il dott. Heinrich Kremer è
medico e ricercatore e insieme al dott. Stefan Lanka fondò
a suo tempo REGIMED, un gruppo di ricerca scientifica
che si avvaleva della collaborazione di scienziati,
medici e giornalisti.
Il dott. Kremer è stato uno dei primi medici ad
occuparsi di AIDS in Germania dove ha rivestito la
carica di Direttore dell’Ospedale interregionale per le
malattie legate alle tossicodipendenze e quella di
incaricato ministeriale della politica sanitaria per le
tossicodipendenze in cinque “lands” tedeschi (compresa
la città di Berlino) proprio grazie alla sua trentennale
esperienza nell’ambito delle droghe.
Qui di seguito anticipiamo
un estratto da un suo recente e approfondito studio
sulle dinamiche dell’aggressione che i vaccini compiono
a danno del sistema immunitario.
Gli studi su cui il dott.
Kremer basa le sue ricerche mettono in luce quanto siano
antiquati i fondamenti su cui si impernia la teoria
vaccinale. Oggi, grazie a ciò che Kremer documenta e che
oramai sappiamo sul sistema immunitario, è palese che la
tecnica di produzione e di inoculazione dei vaccini si
rivela priva di fondamento scientifico e di elementi che
la sostengono, soprattutto quando pretende di trattare
ogni neonato o bambino con la stessa dose, le stesse
sostanze e alla stessa età indipendentemente dalle
particolari specifiche caratteristiche biologiche di
razza, gruppo sanguigno, eredità genetica ecc.
Questo preteso rimedio
universale è tanto amato dai ciarlatani e dall’industria
di massa per gli innegabili vantaggi che esso comporta:
ovviamente, produrre un milione di “pezzi” tutti uguali
è molto più facile e redditizio che produrre un milione
di “pezzi” tutti diversi.
Secondo gli studi citati da
Kremer, il sistema immunitario umano ha avuto
un’evoluzione nel corso dei millenni in conseguenza dei
nuovi stimoli dovuti a variazioni ambientali esterne,
come ad esempio la comparsa dei vermi.
In origine, dice Kremer, il sistema difensivo umano era
costituito esclusivamente da cellule di tipo T
(linfociti T), prodotte dalla ghiandola del timo, che
funzionavano bene sui virus che aggredivano l’organismo
neutralizzandoli con l’emissione di un gas venefico, il
monossido di azoto. Con la comparsa di microorganismi
più grandi (i vermi), dato che l’emissione di una
quantità adeguata di gas letale avrebbe compromesso la
funzionalità di un numero consistente di cellule anche
non infettate, conducendo quindi a un indebolimento
dell’organismo e poi al suo soccombere, il sistema
immunitario iniziò a produrre un altro tipo di cellule
difensive, le cellule immunitarie B, prodotte a partire
dal midollo osseo, che intervengono attraverso una
reazione anticorpale e distruggono gli aggressori più
grandi che si introducono nel nostro corpo.
Un’evoluzione analoga ha
caratterizzato il sangue umano. Inizialmente esisteva
solo il gruppo sanguigno di tipo 0 (zero), quello dei
cacciatori carnivori preistorici. In seguito si sono
aggiunti i gruppi A, B e AB, propri delle popolazioni di
agricoltori stanziali ad alimentazione prevalentemente
vegetale che seguirono l’epoca dei
cacciatori-raccoglitori.
Kremer dimostra, dunque, che
a seconda del gruppo sanguigno posseduto e a seconda
della predominanza di un tipo di cellule immunitarie (o
T o B) ci sono reazioni diverse all’aggressione da parte
di virus o di altre sostanze tossiche per l’organismo.
È ormai noto che gli
individui con gruppo sanguigno di tipo 0 hanno di
consueto forti reazioni immunitarie con cellule di tipo
T, per cui di fronte ad una vaccinazione a virus vivi
(tipo l’antipolio Sabin o l’antimorbillosa) reagiranno
violentemente, talvolta con gravi conseguenze (paralisi,
meningite, anafilassi ecc.), senza però poi manifestare
altre patologie a lungo termine (sebbene lo stress
vaccinico possa costituire in questo caso l’atto di
partenza di malattie degenerative come il diabete o la
sclerosi multipla).
Gli appartenenti agli altri tre gruppi, invece, hanno
solitamente forti reazioni di tipo anticorpale (con
cellule immunitarie di tipo B) e quindi di fronte alle
vaccinazioni reagiranno con una maggiore “sopportazione”
nell’immediato e a breve termine, salvo poi, al
contrario, manifestare nel lungo periodo patologie
altrettanto gravi come asma, neurodermiti, allergie,
poliartrite cronica ecc. dovute ad un eccesso di
produzione di anticorpi conseguente lo shock della
stimolazione artificiale del sistema immunitario.
Estratto:
Il Sistema Immunitario
Il sistema immunitario (S.I.) dell’uomo adotta due
tipologie di strategie nei confronti delle sostanze
estranee.
Una cosiddetta del tipo 1 e l’altra del tipo 2.La prima
(tipo 1), quella più antica, è espressa dalle cellule
immunitarie T ed è altamente specializzata per
difendersi da virus, batteri intracellulari (come quello
della malaria) e protozoi; virus, batteri e protisti che
si insediano prevalentemente all’interno delle cellule
umane, dando origine alle cosiddette infezioni
intracellulari. L’“arma”, che le cellule T utilizzano
per eliminare le cellule infettate, è il monossido di
azoto (NO): un gas a struttura molecolare molto piccola
e particolarmente reattivo, che riesce ad oltrepassare
la membrana cellulare e, una volta penetrato
all’interno, altera la catena di respirazione dei
mitocondri, una categoria di organelli vitali per la
sopravvivenza e l’equilibrio della cellula stessa.
Dato che il gas NO è particolarmente reattivo (tossico),
vi è nell’organismo un delicato equilibrio tra questo
gas e le sostanze antiossidanti che riescono a
neutralizzarlo rendendolo così innocuo per le cellule
sane.
Nel corso dell’evoluzione, a
partire dalla comparsa dei vertebrati, comparve una
nuova classe di microbi: i vermi.
I vermi erano (e sono), in genere, di dimensioni molto
più grandi dei parassiti fino ad allora conosciuti ed il
sistema immunitario delle cellule T non era in grado di
rispondere efficacemente ad agenti microbici che
aumentavano in dimensione. Si sviluppò così l’altra
strategia di difesa (la tipo 2) attraverso gli anticorpi
o, in generale, attraverso le cellule immunitarie B
prodotte a partire dal midollo osseo. Le cellule B
reagiscono infatti a sostanze estranee di grandi
dimensioni e alle sostanze tossiche (risposta
anticorpale).
Per esempio, i vaccini che non contengono virus vivi
attenuati (come l’antitetanica e l’antipolio Salk),
stimolano una risposta anticorpale, mentre i vaccini a
virus vivi (come l’antipolio Sabin e l’antimorbillosa)
stimolano le cellule T per ottenere una maggior
produzione di gas letale e quindi un’intensificazione
dell’immunità intracellulare.
I due tipi di meccanismi di
difesa (tipo 1 e tipo 2) del S.I. interagiscono
profondamente e il corretto funzionamento di quest’ultimo
dipende proprio dal delicato equilibrio tra immunità
intracellulare e risposta anticorpale.
Se vi fosse, ad esempio, uno sbilanciamento verso il
tipo 1, a sfavore quindi dell’immunità anticorpale (tipo
2), vi sarebbe il rischio di contrarre malattie
autoimmunitarie; uno sbilanciamento invece verso il tipo
2 (un maggior numero di anticorpi in conseguenza di una
risposta anticorpale eccessiva) provocherebbe un maggior
rischio di malattie di tipo allergico.
Reazione in rapporto al
gruppo sanguigno:
Benché sia insufficiente la ricerca ufficiale a questo
livello, è noto che la reazione alla vaccinazione
dipende anche dal gruppo sanguigno. Il gruppo sanguigno
più frequente è lo zero (0) e si sa che i bambini con
questo gruppo sanguigno possono manifestare una forte
reazione vaccinale del tipo 1, soprattutto in caso di
vaccinazione con virus vivi attenuati, quindi con
vaccini antivirali. I bambini, invece, che hanno gruppo
sanguigno A e AB, possiedono una tolleranza
relativamente buona, senza reazioni violente manifeste.
Se per A ed AB è relativamente buona la tolleranza, il
gruppo B ha una particolare predisposizione alle
reazioni post-vaccinali di tipo neurotossiche.
Nel gruppo 0, quindi, con
una vaccinazione a virus vivo, viene potenziata
l’immunità cellulare.
Negli altri gruppi: A, B e AB, vi è invece una reazione
di tipo 1 molto debole. La conseguenza di questo debole
potenziamento dell’immunità cellulare non permette
un’efficace soppressione degli agenti patogeni (in
genere virus) introdotti con la vaccinazione. In questo
modo si rischia di indurre un’infezione sub-cronica che
può manifestarsi anche molto tempo dopo. Inoltre c’è il
rischio di perdere l’efficacia dell’immunità cellulare
anche in età adulta o molto avanzata. Ad esempio, una
poliartrite cronica può comparire all’età di 35 anni,
come pure un’infezione da morbillo dove i sintomi non
sono tipici (atipici) e che quindi, molto spesso, non
viene neanche riconosciuta come tale.
Ovviamente, tutte queste affermazioni sono abbastanza
relative perché la ricerca è molto scarsa in questo
campo. Gli antigeni1 dei gruppi sanguigni presenti sugli
eritrociti2 non sono proteine, come in altri casi, ma
molecole di glucosio (zucchero) e sono i più forti
antigeni nel nostro organismo. Perciò gli antigeni,
sostanze che possono attivare reazioni immunitarie, non
devono necessariamente essere delle proteine. In linea
di principio, tutte le molecole possono essere antigeni,
anche i metalli, come ad esempio il
mercurio, contenuto in
determinati vaccini.
Le reazioni agli agenti esterni (tossine,
organi
trapiantati, vaccinazioni ecc.) sono quindi
individuali: nessuno avrà la stessa reazione alle
sostanze estranee.
Per fare alcuni esempi di
reazioni in rapporto al gruppo sanguigno, il gruppo B ha
una maggior reazione di tipo neurotossica; quindi
maggior pericolo di danni neurologici se viene praticata
una vaccinazioni contenente sostanze neurotossiche come
il mercurio ed altri additivi.
Il gruppo A è sensibile al sistema gastro-intestinale,
di conseguenza sarebbe meglio evitare vaccini vivi
(presi per via orale). Poiché nel periodo prenatale vi è
anche un maggiore rischio neurotossico sarebbe meglio
evitare tutte le vaccinazioni.
Com’è noto, vi sono quattro
principali gruppi sanguigni: 0, A, B e AB. Il più
frequente, come si è detto, è il gruppo sanguigno 0. 0,
A, B e AB è l’ordine decrescente in termini di frequenza
dei gruppi sanguigni in Europa (0>A>B>AB). Due sono i
principali gruppi di persone che possono essere
differenziate in base al gruppo sanguigno. Il primo
gruppo appartiene al gruppo sanguigno 0; l’altro gruppo
ai restanti gruppi sanguigni: A, B e AB.
Si è visto che il gruppo 0
ha una buona e forte reazione post-vaccinale del tipo 1
(stimolazione dell’immunità cellulare). Il secondo
gruppo (con gruppi sanguigni A, B e AB) ha una migliore
tolleranza al vaccino.
Il gruppo sanguigno 0 è
quello più antico nella storia dello sviluppo dell’uomo.
Apparteneva ai cacciatori, ai mangiatori di carne, circa
35 mila anni fa, cioè all’uomo di Neandertal, il
Cro-Magnon.
Il gruppo A apparteneva ai contadini, agricoltori che si
insediavano da qualche parte sul territorio, la cui
alimentazione era più indirizzata verso i cereali che
non verso la carne. Una delle differenze fra i gruppi
sanguigni 0 ed A, è la diversità delle molecole di
glucosio che fungono da antigeni: vi è una molecola in
più.
Dato che gli antigeni del proprio organismo non sono
uguali per tutti, la reazione alle sostanze estranee
(come una vaccinazione) sarà diversa, ed in prima
approssimazione, lo sarà in funzione ai gruppi
sanguigni.
L’importante qui è sapere che il gruppo A ha una forte
reazione del tipo 2 ed ha anticorpi nei confronti del
gruppo B, mentre il gruppo 0 ha anticorpi contro il
gruppo sanguigno A e B. Il gruppo A sopporta meglio le
vaccinazioni.
E quando si dice sopporta meglio, i parametri con cui si
misura questo “meglio” sono solamente le conseguenze
acute a breve termine. Questo per il fatto che il gruppo
A ha una maggiore immunità a livello di anticorpi.
Vi è quindi già una
differenza fra la vaccinazione di un bambino con gruppo
sanguigno 0 e uno con gruppo A.
Tutti, invece, vengono ufficialmente vaccinati allo
stesso momento, con lo stesso vaccino, con la stessa
dose e con la stessa modalità di somministrazione. Della
differenza fra i gruppi non se ne parla minimamente,
nemmeno tra quelli che sono contro le vaccinazioni.
Perché è importante tutto
questo discorso sui gruppi sanguigni ?
Si è visto che nelle persone con gruppo A l’incidenza
dei tumori è maggiore rispetto a quelli del gruppo 0,
benché il gruppo 0 sia molto più rappresentato rispetto
a quello A. Da studi e ricerche a questo proposito, per
le persone con gruppo 0 che hanno un tumore, per esempio
al seno, la prognosi è migliore rispetto alle persone
con gruppo A.
Il gruppo sanguigno 0 sopporta anche meglio la
chemioterapia rispetto sempre al gruppo A.
Stessa cosa si può dire per l’efficacia della
chemioterapia: più efficace nel gruppo 0 rispetto al
gruppo A. Anche per il gruppo AB vale lo stesso discorso
che per il gruppo A: maggior incidenza di tumori e minor
sopportazione della chemioterapia.
Un medico che si è occupato
di studi relativi al melanoma (tumore alla pelle) ha
voluto esaminare e verificare se le persone affette da
melanoma avevano avuto più infezioni batteriche a
livello di pelle nell’infanzia rispetto alle persone non
affette da melanoma. Poche o nulle infezioni batteriche
significa una buona produzione di anticorpi.
È stato confermato che le persone facenti parte del
gruppo affetto da melanoma, nell’infanzia avevano avuto
poche infezioni batteriche. Il gruppo di controllo
analizzato era composto invece da persone della stessa
età, che avevano avuto durante l’infanzia infezioni
batteriche e che non presentavano melanoma, ma altre
malattie più associabili alla reazione di tipo 1.
Lo stesso vale per altri
tipi di malattie e non solo per il melanoma. L’asma, ad
esempio, (conseguenza di una reazione eccessiva di
anticorpi) non significa altro che uno spostamento
dell’equilibrio immunologico nell’infanzia verso una
maggiore produzione di anticorpi, le cui patologie
tipiche sono appunto: asma, neurodermiti, allergie,
infezioni da vermi (non parassitarie).
By Heinrich Kremer
A cura di Valerio Pignatta
vedi anche:
Studio del dr. Montinari sui Danni dei Vaccini
+
Interrogazione Parlamentare
+
Immunodepressione - 1
vedi anche:
Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo
+
Contenuto dei Vaccini
+ Cosa e' un VACCINO
+
Uranio e Vaccini - 1 +
Uranio e Vaccini - 2
+
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?
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vedi anche
Dati ISTAT sui
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