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Questo
è il testo del "Comunicato Stampa" inviato a tutta la stampa
italiana nel mese di Dicembre del 1995, dal presidente dell’Associazione
Universo Bambino e che è passato in totale sordina:
L’Associazione Universo Bambino di Bari, comunica (1996):
"Lo studio presentato e
pubblicato su:
The Mediterranean Journal of
Surgery and Medecine dal
dott.
Massimo Montinari, Medico Chirurgo,
Presidente dell’Associazione Universo Bambino, è riferito a 48 pazienti
che si sono rivolti alla sua Associazione dopo essere stati ricoverati
presso numerosi Centri Ospedalieri nazionali e stranieri; questi sono
stati selezionati da ben 186 malati, affetti da patologie del SNC (Sistema
Nervoso Centrale), osservati nel periodo Apr/94 - Ott/95.
Nella storia di ogni paziente si documentava l’insorgenza di segni
clinici relativi al SNC ed apparato digerente, in concomitanza o
immediatamente dopo la somministrazione di vaccini (per la Polio Sabin e
Salk, Difterite-Tetano, Morbillo, Difterite, Tetano, Pertosse,
TBC).
La proposta di studio è riferita alla valutazione del quadro immunitario
dei pazienti ed al ruolo dell’immunogenetica nella diagnosi di patologie
ad eziopatogenesi spesso dubbia ed handicappanti; l’attento studio del
braccio corto del
Cromosoma 6 dell’uomo, la caratteristica genetica e l’azione
di virus a DNA in soggetti sottoposti a vaccinoprofilassi in età
pediatrica, ha consentito di valutare una caratteristica ricorrenza di alleli nel quadro genetico di tutti i pazienti
sottoposti a
vaccinoprofilassi e insulto da virus a DNA ".
By UNIVERSO BAMBINO
-
montinari.m@libero.it
Definizione: Con il nome
di cromosoma 6 si indica, per convenzione, il sesto
cromosoma
umano in ordine di grandezza. Come di ogni
autosoma, si hanno due copie anche del cromosoma 6.
Il cromosoma 6 possiede all'incirca 170 milioni di
nucleotidi. I due cromosomi 6 rappresentano all'incirca
il 6% del DNA totale nelle cellule umane. Sono stati
individuati oltre 1300
geni. Si ritiene però possa contenerne fino a 1600. Tra
di essi, figurano oltre cento geni correlati al
complesso maggiore di istocompatibilità (o MHC),
meccanismo
immunologico fondamentale per l'organismo umano.
Commento
Importante, vedi: Le
dichiarazioni del Prof.
F. Nobile (Istituto dei Tumori di Siena) il quale
essendo stato audito dalla
Commissione del Senato per l'Uranio
Impoverito, ha affermato di
aver controllato,
con apposite analisi
cliniche di laboratorio, TUTTI i militari della
divisione "Folgore", militari tutti quanti plurivaccinati,
e li ha trovati TUTTI
IMMUNODEPRESSI !
Questo e' cio che la
medicina allopatica afferma sull'immunodeficienza:
Con il termine immunodeficienze si indica uno spettro molto
eterogeneo di malattie, distinte le une dalle altre sia sul
piano eziologico che patogenetico.
In generale le immunodeficienze derivano da alterazioni di
diverso tipo a carico sia dei componenti della
immunità specifica (umorale e cellulo-mediata), che
innata (principalmente
sistema del complemento e dei
fagociti mononucleati).
Le immunodeficienze vengono suddivise in due tipi
principali:
- immunodeficienze congenite o primitive: derivano da
alterazioni intrinseche del sistema immunitario; -
immunodeficienze acquisite o secondarie: così definite
perché, in esse, il deficit immunologico è secondario a
patologie diverse, come
AIDS e
malattie neoplastiche e
autoimmunitarie, sia sistemiche che organo-specifiche.
La classificazione delle immunodeficienze è molto
complessa e non ancora ben definita.
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino
NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in
confusione è che parte della reazione nei confronti del
vaccino porta alla produzione di anticorpi.
Ciò è falsamente considerato
immunità.
Comunque questo e' cio' che gli stessi
medici allopati
vaccinatori affermano:
Le
ImmunoGlobuline (chiamate anche anticorpi) esistenti
nell’organismo umano, si dividono in diverse categorie : IgA
- IgG - IgM - IgE; ognuna di queste ha funzioni diverse.
Le IgG sono la categoria più importante nella difesa dalle
malattie dette infettive.
Le IgE sono invece uno degli indici più fedeli della
tendenza allergica dell'organismo: più il livello delle IgE
è elevato, più è probabile che l'organismo possa sviluppare
malattie allergiche: esempio, dermatite atopica, orticaria,
rinite allergica, asma).
Uno
degli esami più comuni per valutare l'esistenza delle
allergie è infatti il RAST, che misura il livello nel
sangue delle IgE specifiche contro certi antigeni:
esempio, graminacee - pelo del gatto - acaro della
polvere allergie varie, ecc.).
Di solito, si afferma che i vaccini creano
nell'organismo una risposta immunologica simile a quella
creata dalla malattia per cui ci si vaccina, e per
dimostrare ciò e per verificare l'efficacia dei vaccini,
si misura il livello delle IgG che l'organismo ha creato
contro l'antigene introdotto con il vaccino (virus o
batterio).
È poco noto però, che alcuni vaccini (per la
difterite,
tetano,
influenza) fanno aumentare anche il livello
delle IgE specifiche contro l'antigene introdotto con la
vaccinazione: questo significa che questi vaccini fanno
aumentare la tendenza allergica dell'organismo ed
infatti, in alcuni studi effettuati, è stata notata una
stretta relazione fra l’aumento delle IgE e la comparsa
di effetti collaterali dopo il vaccino.
In particolare nell'abstract: “Vaccinazione di
bambini con malattie allergiche con dosi ridotte di
anatossina DT-m adsorbita”, si afferma che: "durante il
periodo postvaccinale essi hanno
inoltre manifestato un incremento dei livelli di IgE e
un'esacerbazione della malattia di fondo nel 17.8% dei
casi."
Questo significa che un elevata percentuale di bambini
(quasi 1/5) presenta, secondo questi studi, un
aggravamento della propria
malattia allergica come conseguenza
diretta della vaccinazione.
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VACCINI e MALATTIE GRAVI
Abstract:
“le
vaccinazioni sono indicate come uno fra i candidati
ambientali che contribuiscono agli
immuno-processi che
possono portare piu’ tardi al diabete di tipo I. (…)
Concludiamo che la vaccinazione HIB (antiHaemophilus B) puo’
avere un’effetto stimolante policlonale non specifico che
aumenta la produzione di GADA e di IA-“A.
Questo
potrebbe essere importante nella circostanza in cui la
immuno-risposta correlata
alle cellule beta sia attivata da altri
meccanismi”.
In pratica i
ricercatori danno una spiegazione del meccanismo che si
attiverebbe dopo la vaccinazione in relazione al
manifestarsi del diabete.
Nel marzo 1999 su “Drug Safety”,
compare un articolo dei ricercatori del Dipartimento di
Virologia dell’ospedale universitario di Tampere, Finlandia,
Gli autori partono evidenziando che studi su animali hanno
mostrato la possibilita’ che le vaccinazioni possano
influenzare la patogenesi del diabete insulinodipendente.
Parlano poi della vaccinazione
antiparotite e persino dell’antipolio, concludendo che la
correlazione fra diabete e vaccinazioni NON puo’ essere
esclusa.
E’ chiaro come tutte queste evidenze scientifiche non
possano essere ignorate ulteriormente, ed e’ evidente anche
come non possa bastare la pubblicazione di un articolo su di
una rivista scientifica che neghi qualsiasi correlazione per
chiudere un’argomento tanto spinoso, complesso ed
importante.
Soprattutto diventa necessario poter valutare l’attendibilita’
della fonte da cui proviene quell’informazione, poiche’,
come gia’ diffusamente spiegato in precedenza, il conflitto
di interesse ormai permea parte della ricerca scientifica !
Vi e’ poi un altro grande
“capitolo” che si puo’ aprire riguardo i potenziali legami
fra vaccinazioni e patologie gravi e riguardo il cancro.
Verra’ in seguito illustrata,
nella trattazione del vaccino per la polio la correlazione
fra il virus SV40, passato all’uomo attraverso il vaccino
per la polio e diverse forme di cancro; ma vi e’
dell’altro:
Innanzitutto le stesse case farmaceutiche dichiarano e
trascrivono sulle schede tecniche della maggior parte dei
vaccini come non si sia provveduto a testare e valutare in
questo senso i vaccini stessi, nemmeno sugli animali.
NON vengono cioe’ effettuati studi per sapere e scoprire se
i vaccini (che oggi sono sempre piu’ spesso sono prodotti
geneticamente modificati) possono
favorire l’insorgenza
del cancro o
provocare mutazioni
genetiche (come dimostrano gli studi del dott.
M.
Montinari – Bari, Italy, 1996).
Riportiamo i passi di alcune schede tecniche di diversi
vaccini - vedi anche
Contenuto dei Vaccini:
La frase: “NON e’ stato valutato per questo vaccino il
potenziale carcinogenico, mutagenico ed i potenziali danni
sulla fertilita’”, si legge, per esempio, nelle schede
dei seguenti vaccini:
Attenuavax (vaccino per il
Morbillo della Merck)
ComVax della Merck (antihaemophilus B coniugato con proteina
meningococcica e per l’epatite B
MMR II (vaccino trivalente per il morbillo, parotite,
rosolia, della Merck)
MMVax (bivalente per il
morbillo, parotite della merck)
Meruvax (vaccino per la rosolia
della Merck)
Mumpvax (vaccino per la
parotite, della Merck)
PedVax (vaccino antihaemophilus
B coniugato con proteina menginococca, della Merck)
Proquad (vaccino quadrivalente
per il morbillo, parotite, rosolia, varicella, della Merck)
Boostrix (vaccino acellulare
per difterite, tetano, pertosse, della GlaxoSmithKline –
GSK)
EngerixB (vaccino per l’epatite
B, della GSK)
Fluarix (vaccino per
l’influenza, della GSK)
Havrix (vaccino per l’Epatite A,
della GSK)
Infanrix (vaccino trivalente
acellulare per difterite, tetano, pertosse, della GSK
Pediarix (vaccino per la
difterite, tetano, pertosse acellulare, epatite B, polio,
della GSK)
Twinrix (vaccino per l’epatite A
e B, della GSK)
Menactra (vaccino trivalente per
menginococco coniugato con polisaccaride difterico e
tetanico, della Aventis -Pasteur)
Flumist (vaccino per
l’influenza, della Medimmune Vaccines)
Tetramune (vaccino quadrivalente
per la difterite, tetano, pertosse, haemophilus B, della
Wyeth Ayerst Lederle)
Vaqta (vaccino per l’epaitite A,
della Merck
Varivax (vaccino per la
varicella, della Oka, Merck)
Prevnar (vaccino eptavalente:
pneumococcico coniugato con proteina difterica, della Wyeth
Lederle)
Yf-Vax (vaccino per la febbre
gialla, della Aventis-Pasteur)
Altre schede tecniche riportano
frasi leggermente differenti ma con lo stesso significato:
Per il Tentacel (vaccino per l’haemophilus coniugato con
proteina tetanica, della Ventis-Pasteur si legge: “
Nessuna valutazione e’ stata fatta rispetto al potenziale
carcinogenico e mutagenico”.
Adaxcel (vaccino trivalente, per
la difterite, tetano, pertosse acellulare, della
Aventis-Pasteur) si legge: “ NON sono stati effettuati
studi con aducel per valutare il potenziale carcinogegenico
e mutagenico ed i danno potenziali alla fertilita’ “.
Vivotif (vaccino per il tifo,
della Berna) si legge: “ Studi a lungo termine sugli
animali con vivotif non sono stati fatti per valutare il
potenziale carginogenico e mutagenico ed i potenziali danni
alla fertilita’ ).
Rabavert (vaccino per la rabbia,
della Chiron) si legge: “ Studi a lungo termine con
Rabavert non sono stati effettuati per stabilire il
potenziale carcinogenico e mutagenicio ed i potenziali danni
alla fertilita’).
Fin qui e’ chiaro quanto ancora
non si sa: evidentemente non si puo’ assolutamente escludere
cio’ che non e’ stato studiato, ne’ cercato, TANTO PIU’ SE
IN LETTEREATURA SCIENTIFICA EMERGONO PERIODICAMENTE E DA
ANNI, OSSERVAZIONI E STUDI CHE LASCIANO SUPPORRE LE
CORRELAZIONI !
Nel 1997 i ricercatori del
dipartimento di epidemiologia e biostatistica della facolta’
di medicina dell’Universita’ di San Francisco (CAL, USA)
hanno analizzato fra il 1988 ed il 1995 una popolazione di
1593 soggetti con lifoma NON-Hodgkin e 2515 soggetti come
gruppo di controllo ed e’ emerso che uno dei fattori di
aumento del rischio di linfoma Non-Hodgkin era la
vaccinazione per la poliomielite ricevuta al di sotto dei 10
anni di eta’.
Tre anni piu’ tardi, nel 2000, un’analoga conclusione fu
raggiunta da alcuni ricercatori dell’Isituto di ricerche
farmacologiche "Mario Negri" di Milano, Italy; anch’essi
avevano appurato come la vaccinazione per la poliomielite e
quella per la tubercolosi fossero fattori che facevano
aumentare il rischio di linfoma Non-Hodgkin.
Nel 2004 viene pubblicato il risultato di un’altro studio
condotto in Germania fra il 1999 ed il 2003 su 700 malati di
linfoma Hodgkin e NON-Hodgkin con un gruppo di controllo di
altri 700 soggetti.
Una diminuzione del rischio di
linfoma e’ stata associata al fatto di aver avuto il
morbillo e/o la pertosse, mentre un aumento del rischio di
linfoma e’ stato associato alla vaccinazione per la
tubercolosi.
Anche andando indietro negli
anni si trovano studi e dati che attestano come diversi
osservatori in diverse situazioni abbiano rilevato
l’esistenza di un legame fra vaccinazioni e cancro.
Il limite e’ che questo filone di studio NON e’ stato
percorso ed i dati non sono stati mai organizzati dalla
scienza medica convenzionale, eppure esistono ed eccone
un’assaggio:
Gia’ negli anni 50’ e 60’ si
registrarono casi di cancri maligni in seguito a
vaccinazioni per il vaiolo, si trattava di forme tumorali
particolarmente aggressive che si manifestavano nelle
vicinanze del luogo in cui avveniva la cosiddetta
“scarificazione”, cioe’ l’incisione con uno strumento medico
affilato imbevuto di virus vaccinico.
Vennero registrati anche casi di carcinomi squamosi, tumori
della pelle, melanomi, maligni, epiteliomi a cellule basali
anche a distanza di tempo dalla vaccinazione stessa.
Fino a che uno studio del 1976 individuo’ la capacita’
carcinogenica del virus vaccinico del vaiolo, cioe’ la
capacita’ di questo virus vaccinico di provocare il cancro
nell’uomo.
Quattro anni dopo viene osservato anche l’epitelioma a
cellule basali nel sito in cui era avvenuta la
“scarificazione” della vaccinazione per la tubercolosi.
Le segnalazioni seppur isolate e mai correlate fra loro, si
susseguono negli anni. Ma continuano a NON essere svolti ne’
richiesti studi approfonditi e metodologicamente
significativi.
Nel 1960 viene documentato lo
sviluppo di linfoma di Hodgkin in conseguenza alla
vaccinazione per il vaiolo, nel 1963 : carcinoma a cellule
basali dopo vaccinazione per la tubercolosi.
Nel 1964 idradenoma ancora dopo vaccinazione per la
tubercolosi
Nel 1965 leucemia acuta dopo vaccinazione per il vaiolo e
coma in un bambino dopo 15 giorni dal vaccino per la polio,
che rivela un’acuta leucomi.
Il problema, in quegli anni, non viene pero’ del tutto
sottovalutato, tant’e’ che nel 1968 viene pubblicato
un’articolo, rimasto caso pressoche’ isolato, tal titolo
significativo: “ Tumori maligni come complicanza della
vaccinazione”.
Verso la meta’ degli anni 60’ comincia in quasi tutti gli
stati industrializzati, la campagna di vaccinazione per la
poliomielite e qualche anno dopo, come peraltro vedremo
nelle successive pagine, emerge che la vaccinazione per la
polio rappresenta un fattore che aumenta il rischio di
linfomi e leucemie.
Nel 195 viene pubblicato uno
studio finlandese, nel quale si attesta come il vaccino per
la polio comporti un’aumento del rischio per la leucemia e
l’anno successivo viene documentata linfadenite
postvaccinica trasformatasi in linfoma di Hodgkin
A partire dagli anni 90’ questo
genere di pubblicazioni scientifiche e’ diminuito….sarebbe
interessante sapere da cosa dipende questo fenomeno:
1 - da una minore attenzione
verso il problema ?
2 - dalla necessita’ di non far calare un cosi’ importante
punto interrogativo sulla ormai consolidata pratica delle
vaccinazioni di mass ?
3 - dalla totale scomparsa di casi simili ?......
Bibliografia:
Medical History and Risk of Hodgkin’s and Non-Hodgkin’s
lynfoma – “European Journal of cancer prevention”, Febb.
2000
Population-based study of Lynfoma in Germany: rational study
design and first results – “Leuk. Res.” Lug. 2004
Squamous carcinoma on vaccination scar – “South African
Mwedical Journal”, 26 Magg 1956
Skin Cancer in smallpox vaccination scars: a report of five
cases – “Cardiologia”, Magg 1960
Malignant melanomas in smallpox vaccinations scars : report
of six cases – Archives of Dermatology” – IMJ III Med. J.,
Dic. 1975
Vaccinia virus: the possibilities of its
oncogenicity in Humans, - “Cancer Lett.”
Mar 1976
In questo abstract si legge che:
Contrariamente a quanto in
precedenza accettato, secondo cui il virus vaioloso si
replica nel citoplasma solo di un limitato target di
cellule, i dati che si vanno raccogliendo mostrano che il
genoma virale rimane nel nucleo per un periodo limitato.
Questo insieme ai molti casi dove e’ stata sospettata o
stabilita una stretta correlazione fra cancro della pelle e
vaccinazione, suggerisce che il virus vaccinico possa agire
come virus oncogenico nell’uomo.
Tratto dal Libro: Vaccinazioni fra Scienza e Propaganda –
Editore “il Leone Verde”
By C. Benatti, F. Ambrosi, C. Rosa
Commento NdR:
Quello che
non si vuole ammettere anche in questi studi e’ che i
vaccini, oltre a presentare sicuri rischi per certe malattie
come indicato, destabilizzano anche e non solo il sistema
immunitario di tutti i soggetti vaccinati e quindi TUTTI i
vaccinati sono a rischio di patologie anche gravi nel tempo, perche’ i virus vaccinali che si insediano nelle cellule
inquinano il plasma endocellulare e quindi modificano la
funzionalita’ della cellula e dei mitocondri alterando anche
il loro patrimonio genetico e questi virus vaccinali pur
rimanendo per breve tempo nel nucleo della cellula,
rilasciano comunque ed istantaneamente la loro informazione
patologica al DNA nucleico, generando nel tempo, anche dopo
anni, varie e gravi patologie, non piu’ facilmente
riconducibili alla vaccinazione subita anni prima, oppure
trasmettendo alla prole attraverso il proprio DNA ormai
“mutato” alla prole !
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ImmunoDepressione dai Vaccini (Squilibrio
immunitario Th2 a seguito di vaccinazioni)
Bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e
riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella
soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie,
con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10
giorni dopo l'inoculazione.
Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti
del 50%, 3-4 vaccini insieme del 70%.
Ormai (anno 1999) sono una
norma 3 vaccini nella stessa iniezione
(NdR: dal 2004 la trivalente e' "sparita" dal commercio ed
e' stata imposta l'esavalente
che contiene anche vaccini facoltativi...), il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche
mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili
polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la
segmentazione dei neutrofili (Robin, 1997)
"Il vaccino attenuato del morbillo produce soppressione immunitaria che contribuisce ad un
aumento di suscettibilità ad altre infezioni.
Recentemente vaccini antimorbillo ad elevato titolo
sono stati correlati a mortalità a lungo termine dei
soggetti vaccinati" (Auwaeter, 1996)
Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente
immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla
OMS, fu sperimentato da 1500 bambini di un quartiere
di Los Angeles che su bambini del Messico, Haiti ed
Africa.
Fu rivelato che i bambini iniettati con tale
prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine
africane, cui nell'esperimento fu somministrata una
dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una
mortalità significativamente maggiore di quella dei
bambini.
Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal
mercato. Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione del sistema immunitario.
Le vaccinazioni spingono l’organismo verso un rilascio
di citochine infiammatorie e un eccessivo generalizzato
utilizzo di effettori Th2 (cioè allergie e tendenza ad
autoimmunità). Questo fenomeno lo possiamo vedere anche
nelle cavie di laboratorio: con le vaccinazioni sale il
livello di allergie. Numerosi dati sono disponibili che
mostrano che rinite allergica, asma bronchiale
allergico, dermatite atopica, rappresentano il risultato
di uno stato eccessivo Th2, con risposta nei confronti
di antigeni ambientali altrimenti innocui. Le
vaccinazioni spostano l'equilibrio Th1/ Th2
(rispettivamente il braccio e la mente del sistema
immunitario) verso la predominanza di Th2.
Con la vaccinazione si tira
per il collo una parte immunitaria, tale che pavimenta
la strada per un organismo con allergie [Muhlemann
1996, Reizis 1987, Goldman 1966].
Durante più di un secolo è stata nota questa
correlazione [Petov 1930, Kong 1953, Jocquelin 1955,
Hopper 1961, Bakanov 1968, Hannik 1969, Oricchio 1971,
Delarue 1972, Fischmeister 1974, Schreurs 1980, Steinman
1982, Lohiya 1987, Yamane 1988, Aggerbeck 1995, Naito
1995, Mark 1995, Dannemann 1996, etc.].
Questo fenomeno patologico non è nemmeno più in
questione, gli scienziati delle varie università ora lo
discutono alla luce del sole, Martinez [1997], Blumberg
[1991], Dankova [1993] e tanti altri si chiedono: cosa
si può fare e pensare per avere vaccinazioni che non
squilibrino il sistema immunitario ?
Per parlare di
attivazione autoimmune
(malattie inguaribili) di solito si devono attendere i
tempi per l’attivazione dell’HLA. Il meccanismo di
questo è spiegato da Marichal [1990]: la fase di
immunosoppressione precede sempre la fase di innesco
dell’autoimmunità. E' possibile spiegare questo con una
metafora. Nel caso di una città fortificata con 20 porte
nelle mura, prima il nemico era stato tenuto a distanza,
molto fuori città; poi l’imponenza e il reiterarsi degli
assalti conducono ad un assedio ed infine il controllo
delle mura diventa carente, per esempio la maggior parte
delle porte rimangono incustodite. Allora la difesa
viene affidata principalmente all'opera della polizia
municipale all’interno delle mura. Ma questa polizia in
città, che ora controlla le carte d'identità dei
passanti, diventa così oberata di lavoro, influenzata o
ingannata da forestieri, che impazzisce e non riconosce
più neanche le carte d'identità dei propri cittadini
(AUTO-ANTICORPI!). In una situazione normale (le porte
della città ben presidiate), le forze di polizia
municipale (l'HLA della nostra metafora) adempiono a ben
altri e più tranquilli compiti, cioè la presentazione
dei peptidi alle cellule immunocompetenti o, rimanendo
nella nostra metafora, dirigono il traffico e sono uno
strumento cui la pubblica amministrazione affida compiti
anche burocratici.
La ricchezza
qualitativa e quantitativa di determinanti di membrana
del sistema immunitario può essere sinteticamente
rappresentata come segue. Le cellule più semplici
faranno nel nostro organismo il lavoro di primo livello
con gli intrusi neutralizzandoli se non particolarmente
aggressivi e non presenti in quantità eccessiva: a
questo livello, difesa e digestione si confondono nella
stessa nozione-funzione di fagocitosi, come avviene
negli esseri unicellulari. In caso che sia richiesto un
impegno più consistente, l'aggressore entrerà in
contatto con cellule maggiormente specializzate, i
linfociti T, i linfociti B e le cellule da essi prodotte
(immunoglobuline, etc.).
I linfociti T (comparsi per la prima volta con gli
invertebrati) sono la nostra cavalleria, hanno azione
“citotossica” verso gli intrusi. I linfociti B (comparsi
nei vertebrati) sono dei veri e propri luogotenenti
ognuno dei quali dispone di artiglieria o arcieri: sono
capaci di combattere l’avversario a distanza. Cellule
specializzate inglobate da fette di tessuti, con compito
di riconoscimento e smistamento immunitario, si formano
in tutto il corpo (per es. la glia).
Nel bimbo piccolo,
fino a quando alcune cellule non si siano specializzate
e alcune strutture affinate, l’immunità è affidata
completamente alle difese di primo livello, es. i suoi
natural killer [Kimman 1989]. In questo momento non è
proprio possibile permettere una carenza di minerali, su
cui questo tipo di immunità è super-dipendente.
Raul Vergini
[1994] presenta innumerevoli testimonianze risalenti ad
un’esplosione di
magnesioterapia in Francia intorno al 1900, con
una efficacia incredibile per le malattie infettive:
(dell’essere umano): difterite, poliomielite, tetano,
pertosse, morbillo, rosolia, parotite, scarlattina,
bronchiti, etc. etc., (dei bovini) febbre aftosa,
brucellosi, bronchite verminosa, diarrea bianca dei
neonati, enteriti acute e croniche, mastite post-parto,
aborti in mucche gravide infette; (equini) adenite
equina, tifosi; (dei suini) broncopolmonite; (dei
conigli) coccidiosi; (dei polli) colera dei polli, peste
aviaria, tifosi aviaria, difterite aviaria, polmonite;
anche gatti e cani ne beneficiano come terapia per
cimurro, tifo, gastroenterite infettiva e per malattia
di carré, piroplasmosi, enteriti infettive.
Le malattie
infettive venivano spente mano mano che si riforniva
l’organismo di
cloruro di magnesio.
Il meccanismo
coinvolto in queste guarigioni è un'esaltazione,
magnesio-dipendente, della chimica dei macrofagi [Kubena
1989 e 1990]. Uno stato infettivo acuto altro non fa che
depauperare progressivamente le riserve di magnesio
della cellula (per cui si somministra magnesio e si
supera meglio e in fretta l'infezione).
Nel bimbo piccolo,
non essendo ancora completato il quadro delle risorse,
mettere tanti luogotenenti è molto più pericoloso di non
averne. Perché se questi iniziano a dare ordini senza un
esercito che sia stato messo in correlazione con essi,
gli ordini inevasi vanno ai tessuti specializzandi in
fase immatura o finiscono direttamente all’HLA. Per
questo l’organismo non vuole reazioni infiammatorie in
questa fase della vita!
La
vaccinazione è
una deviazione sostanziale dai programmi del DNA ed è
ben documentato che l’organismo ne esce più impoverito
di prima (vedi alterazione della solfatazione,
ipo-magnesemia, etc.).
Inoltre, le
possibilità che l’evento
tossico vaccinazione agganci l’HLA o i
tessuti nervosi sono sostanzialmente più elevate quando
parliamo dei primi due o tre anni di vita !
By Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA)
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Il dottor Stephen J.
Seligman, immunologo del New York Medical College, lancia
un'allarme: un vaccino contro una patologia provocata da
flavivirus, come il West Nile virus e la febbre gialla,
potrebbe dar vita ad altre forme virali contro le quali la
comunità scientifica si troverebbe impreparata.
Questo vaccino potrebbe generare una combinazione fra il
virus della febbre
Dengue
e il virus della febbre gialla. Questo è un rischio che
potrebbe manifestarsi spontaneamente in quanto questi
vaccini sono composti da virus virulenti, per cui degli
agenti infettivi si potrebbero ricombinare fra loro e
anche con altre specie di virus, facendo nascere nuove
tipologie virali sconosciute.
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La Sindrome da Squilibrio Immunitario da Vaccini (SSIV)
= Squilibrio fra Th1 e Th2
Le
interferenze che ogni vaccinazione determina al livello
immunitario obbliga ad una condotta sanitaria di analisi
clinica anziché di inclusione ubiquitaria. Ciò vuol dire
che per ogni
vaccinazione è d’obbligo la
valutazione clinica del soggetto, caso
per caso e non la indiscriminata distribuzione
longitudinale del prodotto vaccinico, quale esso sia.
Il
sistema immunitario ha due funzioni separate e in equilibrio tra di loro,
Th1 e
Th2.
Con Th1 è indicata l'immunità mediata da fagociti, primaria difesa
contro
funghi,
virus e
protozoi (parassiti); con Th2 è indicata l'immunità umorale
indipendente dai fagociti (IgE, IgM, IgG), che produce anticorpi
specifici.
Th2
rappresenta la memoria e il riconoscimento delle sostanze estranee.
Se
paragonassimo le sostanze che vengono a contatto con il sistema
immunitario al cibo che si sta per mangiare, Th2 sarebbe l'impatto
sensoriale, il riconoscimento visivo e la memoria di un cibo. Th1 sarebbe
invece il processo di digestione ed espulsione del cibo.
Alla
base di ogni problema immunologico c'è uno squilibrio tra le funzioni Th1
e Th2. La risposta davanti ad uno stesso stimolo può essere sia Th1 che
Th2, dipende dallo stato immunologico della persona. Predominanza di Th2
significa risposta allergica (elevati IgE, IgM) o malattia autoimmune
cronica (auto-anticorpi).
Il processo Th1 di distruggere, digerire ed
espellere antigeni estranei dal corpo è noto come "risposta
infiammatoria acuta", i cui classici segnali sono: febbre, dolore,
fuoriuscite di muco o pus, diarrea.
Le vaccinazioni spostano l'equilibrio Th1/ Th2 verso la
predominanza di Th2.
I vaccini
riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la segmentazione
dei neutrofili. Il livello di produzione delle IgE è sotto lo stretto
controllo dei linfociti Th2. Lo squilibrio verso Th2 è un fattore che
predispone a tutti i tipi di malattie allergiche (raffreddori, asma, rash
cutanei, etc..).
"Sono
disponibili numerosi dati che mostrano che rinite allergica, asma
bronchiale allergico, dermatite atopica, rappresentano il risultato di una
risposta Th2 nei confronti di antigeni ambientali innocui
(allergeni)" dr Zironi RC, Le allergie, nuove ricerche e
sperimentazioni, Divisione Aggiornamento e Cultura, Homeopharm, 1999
"In
presenza di infiammazioni autoimmuni o allergie croniche a causa di una
funzione Th2 predominante, una vaccinazione porterebbe la funzione Th2 a
predominare ancora di più, aggravando lo squilibrio del sistema
immunitario e predisponendo l'individuo a sviluppare asma, eczema,
allergie primaverili, intolleranze alimentari ed eventualmente autoimmunità
e produzione di auto-anticorpi” dr Philip F. Incao, 1997.
Imani
& Proud hanno dimostrato una correlazione tra le vaccinazioni e i
parametri biochimici responsabili per l'attivazione dell'asma infantile.
La probabilità di avere asma era doppia in una popolazione di bambini che
aveva ricevuto il vaccino triplo DPT (difterite tetano pertosse) rispetto
a quelli che non lo avevano ricevuto
(Hurwitz & Morgensten, Department
of Epidemiology, Los Angeles Medical School).
IL-9
(InterLeukina 9) è una di quelle sostanze Th2 che diventa iper-attiva,
che sopprime la funzione Th1 e che, insomma, vi condanna ad avere l'asma.
Ricercatori alla McGill University e all'Istituto Pasteur hanno scritto
sul Journal of Allergy and Clinical Immunology che se si riesce ad
abbassare il numero di IL-9, ciò aiuterà a trattare e a prevenire
l'asma.
Predominanza
di Th2 coincide con depressione di Th1, cosa che favorisce lo sviluppo di
infezioni virali croniche (virus influenzale o altri, ma anche candida),
perché l'organismo non riesce più ad arginare e scacciare entità virali
e batteriche aggressive.
È
come se noi davanti ad una mela messa sul tavolo ci mettessimo a piangere
(in uno stato di squilibrio verso Th2 il riconoscimento scatena
inesorabilmente sintomi esasperati, iperattività Th2 fuori luogo) e
comunque non riuscissimo a mangiarla perché non abbiamo
denti o altro (Th1 depresso, impossibile fagocitare
l'elemento esterno)
I
vaccini, tutti i vaccini, sono immunosoppressori (per la precisione
deprimono Th1).
Essi riducono la nostra immunità attraverso molti
meccanismi importanti:
1)
I vaccini contengono sostanze chimiche (formaldeide) e metalli tossici
(mercurio e alluminio) che hanno un forte effetto di depressione
immunitaria (Th1, ridotto numero di macrofagi). Il mercurio è il più
allergizzante dei metalli insieme al nichel (Th2, iperattività IgE, IgM).
2)
I vaccini contengono tessuti e materiale DNA/RNA di altri animali, che
hanno l'effetto di deprimere il sistema immunitario attraverso un
meccanismo di rigetto dell'organismo di cellule estranee.
3)
I vaccini alterano il rapporto di linfociti T helper/ linfociti
soppressori. Tale parametro è un indicatore chiave del grado di
funzionalità del sistema immunitario.
4)
I vaccini alterano l'attività metabolica di neutrofili polimorfonucleari
(NPM) e riducono la loro capacità fagocitante. Gli NPM rappresentano la
difesa dell'organismo contro batteri e virus.
5)
I vaccini sopprimono la nostra immunità non solo sovraccaricando
l'organismo con mercurio ed altro materiale estraneo, ma anche
introducendo virus attenuati e patogeni. Mentre le tossine nei vaccini
rallentano il sistema immunitario, i virus si instaurano e mutano
preparando l'attacco.
6)
I vaccini intasano il nostro sistema linfatico e i linfonodi con grandi
molecole di proteine che essendo state iniettate direttamente nel sangue,
non sono state adeguatamente ridotte dai processi digestivi.
7)
I vaccini impoveriscono il nostro organismo di elementi essenziali per la
vitalità immunitaria, quali vitamina C, A e zinco. Questi nutrienti
permettono ai globuli bianchi e ai macrofagi di funzionare in maniera
ideale.
8)
I vaccini sono neurotossici, rallentano il livello di trasmissione nervosa
e di comunicazione al cervello ed altri tessuti. Ora noi sappiamo che
alcuni linfociti comunicano direttamente con il cervello attraverso una
complessa serie di neurotrasmettitori. Alterare questi fattori avrà
conseguenze anche sulla immunità.
Questa e' una possibile spiegazione all’incremento fino
a 50 mila unità di soggetti colpiti da
sclerosi multipla.
Una
forte polarizzazione verso Th2 è caratteristica di patologie autoimmuni e
sclerosi sistemiche e produzione di auto-anticorpi. Elevati livelli di
anticorpi alle proteine di base della mielina cerebrale sono riscontrati
in oltre il 95% dei bambini autistici secondo gli studi del dott. Singh.
Th1
(cioè i linfociti T helper di tipo 1) produce una serie di modulatori
immunitari molto importanti: interferone gamma, interleukina (IL)-2 e TNF,
tumor necrosis factor.
Uno
studio pubblicato dal Journal of Infectious Diseases ha documentato una
diminuzione di produzione di interferone causata dal vaccino del
morbillo.
Questo declino persisteva per un anno dopo la vaccinazione, periodo cui fu
limitato tale studio. L'interferone è una sostanza prodotta da Th1 che
rende l'organismo resistente alle infezioni.
Cioè il risultato finale è
che i vaccini portano ad una maggiore vulnerabilità alle infezioni.
Ed
in effetti fu scoperto da uno studio pubblicato dalla rivista American
Journal of Public Health Investigators nel 1990 che, su un campione di
3437 casi di polio nello stato di New York, le vittime avevano probabilità
doppia di avere ricevuto il vaccino DTP nei due mesi precedenti la
comparsa del polio rispetto ai bambini di controllo.
Più
recentemente, in un'epidemia di polio nello stato di
Oman, è stato
dimostrato che le vaccinazioni DPT (difterite tetano, pertosse), avevano
causato la
comparsa di
polio paralitico.
Nello studio pubblicato sulla
rivista The Lancet fu confermato che una percentuale significativamente
elevata di questi bambini con polio avevano ricevuto una vaccinazione DTP
nei 30 giorni precedenti la comparsa del polio.
I vaccini DTP sopprimono
la capacità del corpo di combattere il virus del polio.
Fino
a poco tempo fa veniva spiegato che il meccanismo di azione dei vaccini
era semplicemente che essi causano un aumento di livelli di anticorpi
contro un antigene specifico di una malattia (virus o batterio).
Oggi la
scienza medica ha appreso che il sistema immunitario umano è più complicato di
quello che si era pensato e si distinguono schematicamente almeno due
categorie differenti, Th1 e Th2.
Non
risulta difficile comprendere perché, contrariamente a quanto ipotizzato
in passato, i vaccini non rafforzano o sostengono il sistema immunitario
nel suo complesso.
Anzi predispongono ad
infezioni ed
allergie,
rispettivamente perché deprimono Th1 e spostano l'equilibrio verso Th2.
Ecco
di cosa stiamo parlando. Di un baratto in cui otteniamo una specifica
immunità di 3-4 anni (temporanea) verso un virus innocuo (per es.
morbillo) al posto di una depressione generalizzata del sistema
immunitario.
Germi
e virus sono pleiomorfici, cioè possono cambiare e adattarsi a secondo
dell'ambiente in cui si vengono a trovare. Germi e virus possono
instaurarsi e mutare in un organismo limitatamente alle condizioni
biologiche che trovano in esso.
Più queste condizioni sono squilibrate,
più i virus avranno la possibilità di mutare nelle forme più
aggressive.
Le
vaccinazioni deprimono
le funzioni immunitarie dell'organismo e ciò ci
rende suscettibili a contrarre una serie illimitata di altre patologie. È
un atteggiamento molto infantile pensare che noi possiamo prendere un
vaccino per un solo virus, per es. influenzale, e mai ammalarci delle
tante altre varietà di influenza esistenti, specialmente perché i virus
possono mutare così velocemente quando ci sono condizioni a loro
favorevoli.
Quanto sopra indicato segnala che esistono numerosi
elementi scientifici per dimostrare l’assunto in base al
quale, contrariamente a quanto ipotizzato in passato, i
vaccini non rafforzano o sostengono il sistema
immunitario nel suo complesso.
Anzi predispongono ad infezioni
ed allergie,
rispettivamente perché deprimono T1 e spostano
l'equilibrio verso T2. Da una specifica e tentata, ma
non dimostrata immunità, che se esiste e' solo
temporanea, verso una patologia innocua (per es.
morbillo) si e' opposto e
dimostrata
una depressione
generalizzata del
sistema
immunitario.
Vaccini
e soppressione immunitaria
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illness due to Japanese encephalitis virus" Lancet 1998; 351: 1094-97
vedi anche:
Studio del dr. Montinari sui Danni dei Vaccini
+
Interrogazione Parlamentare
Un progetto intrapreso all'inizio del
1900, vuole eliminare “alcune” razze umane !
Avete paura delle armi batteriologiche ?
Credete davvero che siano i classici “terroristi” ad
eventualmente utilizzarle ? Noi crediamo che tali armi
siano state già diffuse da
parecchio tempo e che i veri fautori si trovino,
come al solito, mischiati anche tra il personale del governo
americano....colluso con i produttori di
farmaci,
vaccini e chimica...
vedi:
http://www.topsecret.naturalia.net/medicina/default.php?IDArticolo=62
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Anche secondo i migliori ricercatori a livello
mondiale, durante l'"immunità incrociata" - quella
che avviene in modo naturale - il nostro corpo sviluppa
anticorpi a ogni nuovo contatto con i vari ceppi dei
virus. Diminuire la probabilità di essere infettati in
modo naturale, quindi, significa anche abbassare il
livello di difesa immunitaria del nostro organismo !
Quindi cio' significa che popolazione dette "pulite",
cioe' vaccinate, sono molto ma molto
piu' deboli
immunitariamente di quelle NON vaccinate ! - vedi
anche l'ultima ricerca sulla Dengue, pubblicata su:
Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).
vedi anche:
Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo
+
Contenuto dei Vaccini
+ Cosa e' un VACCINO
+
Uranio e Vaccini - 1 +
Uranio e Vaccini - 2
+
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?
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