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La Prevenzione, il
riconoscimento, la Cura del danno Biologico e
neuro-comportamentale indotto dalle vaccinazioni infantili
By Massimo
Montinari - Carlo Tonarelli - Associazione
Universo Bambino - Associazione A.P.O.I. (pediatri omeopati
italiani)
Riassunto:
Alla stragrande maggioranza dei bambini italiani vengono
somministrati nei primi
ventiquattro mesi di vita 21 vaccini di cui 12,
comunque, di legge.
Tutto questo senza tenere alcun conto di possibili
interferenze costituzionali o miasmatiche o della tossicità
indotta dagli stessi costituenti vaccinali, come il Maestro
ha voluto insegnarci.
Diversi omeopati, in tutto il mondo, si sono occupati del
problema raccogliendo i casi clinici dei soggetti che hanno
subito danni da vaccinazione
senza però approfondire il meccanismo
immunogenetico del
danno.
Il presente studio si pone l'obiettivo di fornire.
1) indicazioni sul danno biologico prodotto da
metalli pesanti ed
eccipienti contenuti nei
vaccini.
2) indicare gli screening da effettuare nei neonati prima di
sottoporli a pratica vaccinale tramite la tipizzazione
linfocitaria ed HLA.
3) indicare gli esami diagnostici da effettuare per
confermare, in presenza di sintomi concordanti, il danno
biologico subito.
4) analizzare i sintomi presenti nei bambini con lesioni
cerebrali minime e danno neurocomportamentale e la loro
possibilità di recupero tramite il trattamento omeopatico
individualizzato.
5) sollecitare il Ministero della Salute e le aziende
farmaceutiche ad una produzione di vaccini che possa ridurre
il danno biologico.
6) favorire a livello nazionale l'introduzione dello
screening della tipizzazione linfocitaria e HLA in bassa
risoluzione.
Parole chiave :
Vaccinazioni, danno biologico da metalli, tipizzazione
linfocitaria e HLA, tipologie omeopatiche da danno biologico
da vaccinazioni.
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Delib. GR. 586 del 4/6/1999 - vedi
Calendario vaccinale Italia
Premessa
L'uso dei vaccini per
eliminare le malattie è una pratica introdotta negli Stati
Uniti e da lì esportata in tutto il mondo, lasciando a parte
le non trascurabili implicazioni economiche della questione,
la medicina
ufficiale è certamente favorevole all'uso più
largo possibile dei vaccini. Perché ?
Le malattie sono concepite com'entità a sé stanti, e quelle
causate da microrganismi come i virus e i batteri sono
considerati come prove evidenti di ciò. Visto il successo
della prima vaccinazione di massa, quella contro il vaiolo,
e i progressi nel campo dell'immunologia e della biologia,
si è pensato di combattere anche le altre malattie infettive
facendo terra bruciata intorno agli agenti di queste
malattie, privandoli del terreno sul quale si possono
riprodurre, sviluppare. Il ragionamento non fa una grinza,
se si ragiona solo in termini di malattie e non di persone:
o meglio le persone sono considerate ma sempre come
potenziali malati.
Quindi per evitare - proposito eccellente - un certo numero
di complicanze e di decessi dovuti alle malattie perciò si
propone la vaccinazione s'introducano, già al terzo mese di
vita, nell'organismo del bambino: virus, tossine, parti di
DNA, proteine ed altre sostanze di cui si conosce solo
l'effetto diretto di stimolazione della risposta anticorpale,
ma non si sa nulla sui possibili effetti a lunga data.
Sebbene, in astratto, l'immunità dell'organismo contro certe
malattie potrebbero aumentare per mezzo di un vaccino - che
è quanto si desidererebbe - la pratica in realtà mostra
che l'intero sistema
difensivo può esserne molto indebolito.
Immunosoppressione post-
vaccinale - vedi
Immunodepressione da vaccino =
mini Aids
Un aspetto
assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni
consiste nella soppressione post- vaccinale della difese
immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di
linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione.
Questa fase, sembra non sia molto nota
ai medici che vaccinano.
Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti del
50%, più di due vaccini insieme del 70%
I vaccini riducono il numero dei globuli bianchi, la
capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleati, la
vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili (l).
La letteratura medica ci da indicazioni puntuali su vaccini
di un tipo che possono aumentare l'incidenza di malattie
virali d'altro tipo osserviamo, ad esempio, un gruppo di
bambini apparentemente in buona salute,
sviluppare dopo una vaccinazione
tutta una serie d'infezioni, oppure bambini in
cui preesistenti disturbi si aggravano
nettamente.
Un sistema immunitario
indebolito
si manifesta spesso con
raffreddori cronici, infezioni alle orecchie,
bronchiti, mal di gola, questi sono quadri orami frequenti
di malattia, l'indebolimento immunitario è poi peggiorato da
un accanimento terapeutico farmacologico irrazionale con
l'utilizzo d'antibiotici e antinfìammatori, così che vediamo
bambini piccoli sempre più malati.
L'indebolimento delle difese si può ascrivere ad uno
spostamento dal livello dell'immunità cellulare (legata
all'attività dei globuli bianchi) al livello dell'immunità
umorale (quella legata all'attività anticorpale): una
vaccinazione rinforza l'immunità umorale e indebolisce
quella cellulare.
(2,3,4,5,6)
Se ciò accade quando il bambino
ha solo pochi mesi di vita e la sua immunità cellulare è in
via di formazione, la conseguenza sarà una forte diminuzione
del suo meccanismo naturale di difesa e una maggiore
sensibilità a contrarre infezioni in genere.
La maggior parte degli immunologi è dell'opinione che il
sistema immunitario dell'organismo se è spostato troppo dal
livello cellulare al livello umorale diventa molto meno
efficace e qualsiasi disturbo comincia ad assumere un
carattere di cronicità: questo spiega il considerevole
aumento delle "allergie"
nei bambini.
La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quel che
tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o
prevenire quando entrano in contatto con un virus: ovvero
l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza
che siano state attivate le difese locali e fagocitarie,
offrendogli accesso libero e indisturbato verso alcuni
target più delicati e questa volta vulnerabili.
Un'altro degli effetti della vaccinazione è di aumentare la
permeabilità intestinale ed ematoencefalica, con la
conseguenza di favorire il passaggio virale ai tessuti
periferici. (7,8,9,10)
Sta di fatto che i vaccini sono
agenti invasivi nel corpo umano. La storia della medicina
dimostra che dopo l'utilizzo di un prodotto vaccinale su
larga scala, per un periodo sufficientemente lungo, questo
provoca danni a numerosi bambini e finisce per essere
ritirato dal commercio (vedi vaccino
antipertosse cellulare,
antiepatite B,
antiPolio etc.)
Quando la scienza e lo Stato "scoprono" questi effetti
dannosi corrono ai ripari: non mettono
ovviamente in discussione il principio della vaccinazione e
della sua obbligatorietà e tanto meno i metodi di
sperimentazione, controllo e distribuzione del
prodotto, bensì organizzano una campagna pubblicitaria a
sostegno del nuovo prodotto che immetteranno in commercio e
ne decantano i sicuri benefici - come sta accadendo adesso
per la vaccinazione esavalente.
Per questo motivo il pediatra -
omeopata viene sempre più spesso consultato da quei genitori
che si sono avvicinati all'omeopatia
perché critici nei confronti della medicina tradizionale.
Non si può affermare che esista un'opposizione preconcetta
da parte dei pediatri omeopati - il concetto di vaccinazione
è assimilabile al principio omeopatico del simile che cura
il simile, inoltre è innegabile che questo tipo d'intervento
sanitario abbia contribuito efficacemente ad eliminare o per
lo meno a ridurre la morbosità d'alcune gravi malattie,
anche se certi studi statistici contestano questo dato.
Le vaccinazioni sono un'arma di prevenzione per le malattie
infettive ed una delle conquiste della medicina, hanno un
unico difetto sono dei farmaci e sono iniettati in lattanti
a tre mesi nuovamente a quattro mesi e ancora a 12 mesi e a
15 mesi.
(NdR: quando il sistema immunitario e' ancora in fase di
formazione...)
Per questi motivi nonostante che
da parte dei pediatri tradizionali, delle autorità
sanitarie, degli organi di stampa, ci sia un coro unanime
d'inviti più o meno categorici a far fare ai bambini i
vaccini sia obbligatori che facoltativi, i dubbi e le
perplessità sulle vaccinazioni non sono pochi.
A nostro parere l'informazione ricorrente fornita circa la
totale innocuità dei vaccini ha determinato una falsa
certezza negli operatori sanitari e negli utenti della
sanità perciò qualunque segno clinico di reazione avversa da
vaccino, anche sospetto, non è preso in considerazione,
quasi mai sono segnalati i segni mascherati d'encefalite
blanda da vaccino quali: iporesponsività, pianto
inconsolabile protratto per alcune ore, obnubilamento del
sensorio, iperpiressia superiore ai 38°.
In genere questi eventi occorrono dopo la somministrazione
della seconda dose vaccinale e sono banalizzati dai
genitori, quasi contenti che il bambino, nelle 24 /48 ore
dopo la vaccinazione, sia febbrile e in stato soporoso;
confortati dai pediatri curanti che prescrivono
l'antipiretico di turno e che parlano di reazioni innocue e
pienamente accettabili: quali il grosso pomfo cutaneo che si
forma nel punto d'inoculazione del vaccino sul quadricipite
femorale.
Manca quindi l'attestazione di
tali reazioni - che sono molto frequenti - alle strutture
sanitarie "accreditate", quindi l'esclusione di tali dati
dalle statistiche nazionali dalle quali sono estrapolati gli
studi epidemiologici riconosciuti.
Anche perché, di solito, sono
esposti solo quelli che sono i vantaggi delle vaccinazioni,
e gli effetti " collaterali" presi in considerazione da
parte della medicina ufficiale sono limitati a quelli
direttamente e immediatamente connessi con la malattia
contro la quale si vaccina. Il Ministero della Salute ha
avviato nel 2003 in tutta Italia una vasta campagna
vaccinale con il vaccino
trivalente MPR che è eseguito, in sostanza
obbligatoriamente, sui bambini al 15° mese di vita.
L'Italia rimane uno dei pochi paesi dove sono scarsi gli
studi epidemiologici che mettano in discussione i metodi
impiegati per la reazione passiva relativa agli eventi
avversi post-vaccinali, anzi si osserva un'evidente
sottostima di tali eventi. Ma possiamo assicurare che tale
vaccino spostando l'equilibrio immunitario - come già detto
- sta generando molti malati di
tipo cronico.
I danni da
Mercurio e
Alluminio
II 21 giugno 2000 il FDA (Food
and Drug Administration, USA) ha affermato che i bambini
che ricevono dosi multiple dei vaccini contenenti
thimerosal
(composto di mercurio) potrebbero essere esposti ad una
quantità totale di mercurio che eccede i limiti federali. Il
1° luglio 2000, la FDA ha quindi inviato una lettera ai
produttori di vaccini chiedendo la rimozione del Thimerosal.
Anche l'agenzia europea per la valutazione dei prodotti
medicinali (E.N.E.A.) ha sollecitato le industrie
farmaceutiche a mettere a punto un vaccino pediatrico senza
thimesoral al più presto possibile.
Per rispondere a questa richiesta le
aziende produttrici di vaccini
hanno sollecitato e ottenuto una campagna di massa con
vaccino esavalente privo di thimerosal
ma contenente alte dosi d'alluminio.
I nostri ragazzi di 12 anni sono vaccinati per l'epatite B
stanno ricevendo dal 1992 vaccino contenente thimerosal, le
scorte americane si esauriranno nel 2008, ma il ministero
della salute ha garantito che dal luglio 2004, il vaccino
antiepatite B sarà senza thimerosal.
In Italia, i nostri figli hanno ricevuto contemporaneamente
(dal 1992 due vaccini), poi, ben tre vaccini che contengono
mercurio, (antipolio iniettabile, Antiepatite B,
Antidiftotetanica).
La dose di mercurio nei vaccini a tre mesi è equivalente a
30 volte l'esposizione giornaliera massima Oltre questo i
vaccini contengono quantità - seppur infinitesimali, ma
farmacologicamente attive - di stabilizzanti tipo
formaldeide (PolioSalK ),albumina umana ovvero cellule
diploidi umane aminoacidi, neomicina solfato,
fenolsulfonftaleina, lattosio ,mannitolo ( Morbillo,
Parotite, Rosolia ) o antibiotici tipo kanamicina e
streptomicina (Difterite - Tetano) che spesso sono necessari
per prevenire la crescita batterica e stabilizzare
l'antigene.
Inoltre i vaccini sono composti da sostanze chimiche
chiamate adiuvanti, necessarie perché il vaccino provochi la
risposta anticorpale, ma di cui non è chiaro il meccanismo
d'azione, anche se è chiaro che senza adiuvanti i vaccini
non funzionano (ottimo esempio di medicina scientifica !?).
L'adiuvante più usato è l'Alluminio (Alluminio ossido idrato
(A1OH3) e Alluminio fosfato (A1PO4) assieme al Fenossietanolo. In diversi casi si possono scatenare
reazioni da ipersensibilità verso questi componenti, anche
se il più delle volte sono ben difficile capire quale sia il
componente che ha scatenato la reazione nel ricevente.
La tossicità del
Mercurio
Ampiamente discussa
risulta l'etiopatogenesi della "sindrome
autistica" (AS) che
riconosce diversi fattori quali: l'azione del
Mercurio,
dell'Alluminio, dei DNA virus, virus lenti, da Fenilchetonuria, Istidinemia, Deficit di
adenilosuccinato-liasi, Deficit di Diidropirimidina
deidrogenasi, Superattività
della 5'-nucleosidasi, Deficit di
Fosforibosil Pirofosfato, Carenza dell'enzima ornitina
transcarbamilasi, esposizione al Talidomide.
Tra le ipotesi etiopatogenetiche maggiormente accreditate
nella letteratura internazionale rientra l'azione di metalli
tossici, quali il Mercurio (Hg) e l'Alluminio (Al) con
riferimento alla loro azione sulle funzioni biochimiche
delle cellule nervose, sia neuroni, sia cellule appartenenti
alla GLIA.e l'azione dei virus lenti.
Importantissimo è il ruolo ricoperto dal fenotipo d'ogni
paziente, infatti, le reazioni avverse del SNC sono
strettamente correlate a particolari aplotipi.
Ci riferiamo espressamente alla possibilità documentata che
i metalli pesanti, specie il Mercurio (Hg), sotto forma di
vapori, adiuvanti vaccinali,
amalgama dentale, o prodotti
industriali, possano determinare irreversibili danni
enzimatici nel ciclo della respirazione cellulare, con
danni irreversibili sul
DNA, sia
nucleare, sia
mitocondriale.
Ciò che è importante considerare
è che l'azione dei metalli pesanti, con la conseguente
insorgenza di una sindrome autistica (AS), non è correlata
alle dosi "tossiche" degli stessi, ma all'azione diretta,
anche di minimi quantitativi che sono in grado di agire
sulla biochimica delle cellule nervose.
Studi clinici confermano che il
mercurio:
1) produce danno biologico agli esseri umani alle dosi
considerate tollerabili (11)
2) iniettato è più dannoso del mercurio ingerito (12)
3) colpisce il sistema nervoso centrale è particolarmente
dannoso per il cervello in fase di sviluppo. (13,14)
4) entra molto più facilmente nei tessuti cerebrali del
bambino perché la barriera ematocerebrale è più recettiva; è
stato dimostrato che neonati esposti al mercurio,
diversamente da ciò che accade negli adulti, accumulano
notevolmente più mercurio nel cervello rispetto ad altri
organi.
5) i bambini sotto i sei mesi non riescono ad espellere
mercurio, principalmente per la loro incapacità a produrre
bile, la principale via d'escrezione del mercurio organico.
La tossicità del mercurio è
cumulativa e si verifica quando la velocità d'esposizione è
maggiore di quella d'eliminazione. In tal modo c'è una
neurotossicità ritardata nel tempo, che può manifestarsi
mesi (NdR: anche dopo anni) dopo l'esposizione interferendo con la migrazione neuronaie e deprimendo la divisione cellulare nel cervello
in via di sviluppo, due vie che stanno alla base del danno
autistico.
La commissione dell'FDA americano ha valutato in uno studio
del 2001 la possibilità di correlazione fra Thimerosal e
specifici sintomi neurocomportamentali in 400.000 bambini
seguiti nell'ambito del progetto di monitoraggio sulla
sicurezza dei vaccini (15)E' stata dimostrata una
correlazione statisticamente significativa tra esposizione
cumulativa al mercurio e ritardi nello sviluppo, tic,
sindrome da deficit attentivo, minori capacita di linguaggio
e d'apprendimento
L'organo bersaglio è rappresentato quindi dalla struttura cellulare della Glia, altamente immunocompetente per la presenza sulla superficie delle
proprie cellule di un grande numero di molecole HLA.
Sulla Glia si attivano reazioni immunitarie verso agenti
patogeni tra cui DNA virus, stealth virus e virus lenti,
quali quelli presenti, sotto forma attenuata, in alcuni
vaccini.
Dagli studi presentati da Sallie Bernard si evidenzia come
sia importante il ruolo ricoperto dall'aplotipo individuale
nella slatentizzazione di reazioni avverse, e su tale guida
è utile riferirsi.
Studi clinici hanno dimostrato che la molecola
dell'alluminio ha la facoltà di allontanare tra loro le
molecole HLA di superficie, determinando la
rottura dei
legami aminoacidici e la conseguente formazione d'antigeni
solubili.
Recentemente l'alluminio rientra come fattore etiopatogenico nelle encefalopatie, osteopatie e anemie
specificatamente osservate nel corso dei trattamenti
dialitici. E' stato anche ipotizzato che rientri nella
patogenesi della malattia d'Alzheimer, comunque studi
sperimentali su animali hanno confermato la neurotossicità.
Sono state anche ipotizzate le associazioni tra
neurotossicità ed osteotossicità con alcune preparazioni
alimentari per neonati e nelle soluzioni per la nutrizione
parenterale domiciliare (riduzione della velocità di sintesi
ossea).
P. Zatta che opera presso il CNR è coordinatore del progetto
"Interdisciplinary approach to thè study of alumin toxicity"
(13) a nella sua relazione presentata alla conferenza
internazionale Metalli e Cervello ha fra l'altro
raccomandato:
I ) I pazienti a rischio di
sovraccarico iatrogeno da alluminio sono i pazienti con
insufficienza renale i neonati e i bambini.La concentrazione
d'alluminio del siero di questi pazienti dovrebbe essere
inferiore a 30 mg/L.
2) II contenuto d'alluminio
dovrebbe essere specificato su tutte le preparazioni
alimentari e nei prodotti farmaceutici
3) I neonati pre-termine sono
particolarmente vulnerabili agli effetti tossici
dell'alluminio per la loro funzione renale immatura - sono
vaccinati comunque fra il 2° e il 3° mese di vita.
4) Tutte le preparazioni
da infondere per via endovenosa dovrebbero essere
controllate monitorando l'alluminio.
Il contenuto massimo d'alluminio da infondere a neonati e
bambini dovrebbe essere di 10 microgrammi /L.
Non tutti i bambini cui è iniettata una certa dose di
mercurio e d'alluminio sviluppano le stesse reazioni.
La suscettibilità all'intossicazione dipende da fattori
genetici e ambientali quali:
1) l'abilità a disintossicare i metalli pesanti
2) la capacità a mantenere una microflora intestinale
equilibrata, da cui dipende la maggior parte della rimozione
dei metalli.
3) l'ipersensibilità immunitaria al mercurio e
all'alluminio.
Autismo o encefalopatia blanda
da vaccinazioni infantili
II patologo olandese
E.de Vries dimostrò per primo negli anni 60 che il cervello
dei bambini a causa della propria immaturità, non è in grado
di reagire fino a circa il terzo anno di vita al
danno
causato dalla vaccinazione.
Nei primi tre anni si crea al massimo un edema cerebrale e
questa reazione asintomatica, denominata da de Vries "encefalopatia
post-vaccinica blanda", si distingue dalla encefalite post-
vaccinica che avviene solo dopo il terzo anno d'età quando
la struttura cerebrale del bambino è più matura.
Questa differenziazione tra le forme di patologie
(encefalite ed encefalopatia) non fa ancora parte della
cultura medica generale, pur avendo ampie conseguenze
L'encefalite ha un quadro clinico ben definito e
riconoscibile mentre l'encefalopatia è difficilmente
riconoscibile spesso, immediatamente dopo la vaccinazione, i
bambini hanno febbre, disturbi intestinali, inappetenza,
alterazioni del tono dell'umore e del sonno etc... che
possono essere di breve durata ma che possono anche
persistere a lungo; non pochi casi giungono alla nostra
osservazione in cui i genitori dicono "Da quando ha fatto
la vaccinazione non è più lui ".
Per le USL o i medici pediatri tradizionali questi disturbi
non esistono o non sono da mettere in correlazione con la
vaccinazione, ma piuttosto con la dentizione o con altre
motivazioni.
Per stabilire una correlazione causa-effetto fra una
patologia e un trattamento farmacologico, nel nostro caso le
vaccinazioni infantili, occorre che siano soddisfatte alcune
condizioni:
A) La condizione clinica del
paziente era buona prima del vaccino
B) Ci sono state reazioni avverse ai vaccini, cioè reazioni
con una chiara correlazione temporale con la vaccinazione.
Reazioni locali: l'iniezione spesso causa un ematoma o
l'infiammazione di un nervo che dura diversi giorni, spesso
associata a rialzo termico ( questa reazione non è mai
segnalata all'autorità sanitaria).
Reazioni allergiche:
alle diverse componenti sopra illustrate dei vaccini.
Scatenamento della malattia: può accadere che la
vaccinazione provochi la malattia per evitare la quale si è
fatta la vaccinazione.
L'indagine tramite le molecole
HLA classe I e II
Se questa indagine
clinica fino a ieri non poteva essere considerata
sufficientemente comprovante il danno biologico e
neurocomportamentale provocato da vaccino oggi la
correlazione fra molecole HLA di classe II e patologie
post-vaccinali, autoimmunitarie è il risultato dello studio
di diversi autori.
E' oggi molto ampio il capitolo relativo alla correlazione
fra HLA e malattie, infatti, sono stati individuati molti
antigeni d'istocompatibilità correlati a patologie
autoimmunitarie altamente invalidanti, che con meccanismi
oramai in via di completa definizione, potrebbero essere
attivate in seguito allo stimolo diretto sul DNA.
L'associazione tra HLA e malattie autoimmunitarie è dunque
abbondantemente documentata in letteratura, come è certa la
multifattorialità nella loro azione. Gli antigeni del
sistema HLA si ritrovano sulle cellule di tutti gli organi,
ad eccezione del globulo rosso maturo non nucleato
dell'uomo.
La sintesi di questi markers immunogenetici si effettua in
seno al complesso d'istocompatibilità situato, nell'uomo,
sul braccio corto del cromosoma sei. I geni del sistema HLA
sono suddivisi in quattro gruppi :A,B,C,D.
Si è visto che alcuni markers HLA sono predittivi per
malattie quali xeliachia, psoriasi, arterite reumatoide
giovanile, sclerosi a placche, miastenia, diabete, morbo di
Graves, rettocolite ulcerosa ed altre.
Tutte malattie che possono essere scatenate e slatentizzare,
per i motivi che ho sopra esposto dai vaccini I vaccini
peptidici esplicano un ruolo fondamentale per l'attivazione
di tale sistema, infatti C.Cox e A.Coulter (16) hanno
documentato, come altri centri di ricerca nel mondo, che i
vaccini agiscono direttamente sull'HLA, senza dunque la
presenza di ulteriori fattori di attivazione.
Tale studio australiano rappresenta la conferma di quanto
presentato da R.K. Gupta e G.R. Siber (17) che già nel 1995
dimostravano le possibili reazioni
avverse causate dalla presenza di eccipienti tossici nei
vaccini.
Sottopopolazioni linfocitarie -
HLA e vaccinazioni
Mitchell e altri (18)
hanno dimostrato che l'HLA ricopre un ruolo fondamentale
nella slatentizzazione di patologie a lui correlate
,infatti, nei casi specifici ,la presenza di antigeni DR1 e
DR4 era associata ad artropatia post-vaccinale con incidenza
di circa otto volte superiore alla norma,mentre i geni DR4 e
DR6 manifestavano un'incidenza 7,1 volte superiore.
Poland ed altri (19) ponevano le basi della stretta
correlazione tra alleli HLA classe I ,infatti documentavano
che diversi alleli HLA classe I (HLA B13 ,B44 e Cw5) erano
associati all'assenza di risposta immune al vaccino
antimorbillo , mentre altri alleli di classe I (HLA B7 e
B51) erano invece associati ad una iper-risposta immune.
Da tale lavoro si osservava come i livelli di immunizzazione
al vaccino antimorbillo fossero strettamente correlati ad
alleli di classe I.
Nell'agosto del 1999 E. Fombonne (20) a completamento della
sua ipotesi iniziale , poneva la discussione sull'ipotesi
etiopatogenetica che vedeva il virus del morbillo e il
vaccino antimorbillo associati all'insorgenza di autismo
anche A.K. Akoberg e Thomas (21) hanno documentato la
correlazione fra autismo, malattia
infiammatoria
cronica e
vaccinazione MPR.
Poland in un nuovo studio del marzo
1999(22) ha documentato il meccanismo immunogenetico della
risposta anticorpale al vaccino antimorbillo con il relativo
ruolo dei geni HLA: tale studio dimostrava il diretto
interessamento delle molecole HLA di classe I e II che
intervenivano nella risposta anticorpale al vaccino.
Nel
settembre 1999 G.T.Roberts (23) e altri pubblicavano sul
Lancet un lavoro relativo alla stretta correlazione fra
vaccinazione MPR e autismo.
Encefalopatie post-vaccinazione antimorbillo sono state
documentate nel lavoro di R.M. Souza e altri nel febbraio
2000 che ha riportato i dati relativi ai controlli eseguiti
in seguito ad una campagna vaccinale del 1998 in Australia.
P.Griffin (24) nell'agosto 2000 ha pubblicato un lavoro su
autismo e vaccino MPR, sempre nello stesso periodo M.
Campbell (25) presentava un lavoro sugli effetti avversi
psico-neurologici riscontrati su giovani adulti in seguito a
vaccinazione antimorbillo.
Da segnalare sempre sullo stesso argomento i recenti lavori
di Bitun A. e di Maldonado.(26,27)
II vaccino
antiepatite B e il
DTP esercitano la propria azione sul complesso maggiore di
istocompatibilità (28) mediante molecole ad azione
co-stimolante che ne accentuano l'immunogenicità quali il
thimerosal,l'alluminio idrossido e gli altri adiuvanti
contenuti nei vaccini. Le corrette risposte immunitarie dei
vaccini sono strettamente dipendenti dall'intervento delle
sottopopolazioni linfocitarie, spesso non idoneamente
considerate nel corso delle comuni pratiche profilattiche.
In particolare rivestono un ruolo fondamentale gli helper T
linfociti (HTL) che svolgono la propria azione nella
induzione delle risposte immuni sia umorali, sia cellulari.
Diverse sono le malattie autoimmunitarie HLA correlate , che
presentano un esordio post-vaccinale.(29-30)
A rendere più
complessa la genetica delle malattie autoimmunitarie
contribuisce anche il fenomeno detto Linkage Disequilibrium,
perciò alcuni alleli HLA sono ereditati in associazione fra
di loro: la suscettibilità alla malattia potrebbe pertanto
essere legata non a un singolo allele, ma alla contemporanea
presenza di altri alleli coereditati a quello
presumibilmente correlato.
Nel 1992 nel corso del 1° International Workshop on soluble HLA Antigens Saririan Wall
e Almeida (31) presentavano uno studio che dimostrava
l'incremento sierico dei livelli di molecole HLA di classe
I, successivo alla somministrazione vaccinale antinfluenzale
; questo dimostrava che in seguito allo stimolo vaccinale ,
nei soggetti responder, si presentavano in circolo alti
livelli di antigeni solubili questo venne confermato nei
lavori presentati gli anni successivi .(32)
Nel 1966 Montinari, Faviono, Roberto (33) presentavano uno
studio su 48 pazienti affetti da patologie post-vaccinali
con interessamento del SNC e di altri apparati nei quali i
primi sintomi erano insorti in concomitanza o immediatamente
dopo la somministrazione di vaccini.
Tutti i pazienti erano sottoposti a indagini sierologiche
per virus erpetici (IgG e IgM) nonché tipizzazione tessutale
HLA DR-DQ allo scopo di accertare una eventuale correlazione
tra l'insorgenza di patologie a carico del SNC e questi
antigeni, tale da spiegare una possibile base immunogenetica
di tipo autoimmunitario nei processi di demielinizzazzione.
Il confronto statistico aveva messo in evidenza un aumento
degli antigeni HLA A3 e HLA DR7. La presenza di A3 e/o DR7
era stata osservata nel 73% dei pazienti; con tale studio si
proponeva di indagare sull'etiopatogenesi di altre malattie
autoimmunitarie.
Nel 1996 anche Choen Shoenfeld (34) potesse
indurre autoimmunità ,nel 1997 anche Kalmar (35)
sottolineava l'importanza del sistema HLA nella risposta ai
vaccini.
Montinari e Favoino (36 ) presentavano un altro studio su
antigeni HLA e patologie post vaccinali..
Nel 1998 Shields e
Kubota (37) hanno dimostrato l'effetto della beta2
microglobulina umana sul complesso maggiore di
istocompatibilità di classe I.
Così Poland (38) ha evidenziato una stretta correlazione tra
gli alleli HLA-DQAI e la risposta umorale alla vaccinazione
antimorbillo .
Mitchell (39) ha presentato uno studio relativo
all'associazione tra artrite reumatoide e vaccinazione
antirosolia.
Cosa fare nei bambini che devono
essere vaccinati per Leqqe al terzo mese
II governo Inglese ha
stanziato 50 milioni di sterline per poter effettuate la
tipizzazione sierologica e molecolare HLA dal sangue del
funicolo ombelicale sui neonati.
Questo per avere la predittività di malattie immunitarie, i
genetisti inglesi hanno convito Tony Blair che 10 mila
malattie sono causate da mutazione dei singoli geni, il che
equivale al 5% di tutta la popolazione e che sei inglesi su
dieci sviluppano malattie che il test DNA evidenzia, non si
vuole affermare che molte più malattie e più malati
cronico-degenerativi stanno facendo saltare la spesa
sanitaria e si sta cercando la strada per correre ai ripari.
La strada intrapresa dal governo inglese è per noi altamente
auspicabile per arrivare a capire quanto e come le
vaccinazioni inducano la slatentizzazione delle
malattie immunogenetiche.
Quindi in tutti i bambini
prima delle vaccinazioni di Legge è altamente consigliato
richiedere i seguenti esami :
1) Richiesta di Tipizzazione linfocitaria
2) Richiesta per l'estrazione DNA tipizzazione genomica
HLA(A,B,C) DR DQ in bassa risoluzione da effettuarsi
presso un laboratorio di tipizzazione tissutale
3) Es. emocromo con formula e dosaggio immunoglobuline
I dati raccolti vanno confrontati con la tabella sotto
riprodotta:
Tabella n° 1 Malattie secondo la tipizzazione sierologica
e Molecolare HLA
La presenza di alleli indicanti
la possibilità di malattia autoimmunitaria deve essere
certificata alle autoritarie sanitarie con una lettera tipo
quella sotto presentata e il ciclo vaccinale deve essere
sospeso ! I genitori diventano obiettori nei confronti delle
vaccinazioni e verranno , nel peggiore dei casi multati ,
cioè avranno una sanzione amministrativa.
Bisogna
informare i genitori che non occorre essere vaccinati per
poter frequentare la
scuola
e il bambino non vaccinato
non è
soggetto a nessun tipo di preclusione nella comunità.
Tabella 2
:
Lettera tipo da inviare alla ASL
Si certifica che il
bambino.......nato il........ è stato sottoposto dal
sottoscritto a visita medica, anamnesi familiare, ad
eccertamenti immunologici e immunogenetici.
Presenta i seguenti antigeni d'istocompatibilità
correlati a :
HLA(A-B-C) ....Esempio.....
Al (Vitiligine, m.di Hodgkin,
epatite cronica attiva senza ant.su.Epat.B, dermatite
erpetiforme, m. di Grave, tiroidite di Hashimoto, miastenia
grave, epatite cronica attiva, lussazione congenita
dell'anca, CR prostata, CR fegato, Iperfunzione
adenocorticale, A19 (30) Sarcoma Kaposi, rettocolite
ulcerosa, panencefalite sclerosante sub acuta, linfoma
addominale, B18 nefropatia memebranosa idiopatica, diabete
mellito giovanile, CW4 psoriasi,s chizofrenia, diabete
mellito giovanile, CW7 psoriasi, epatite cronica attiva).
HLA (DR-DQ)
DR7 (Artrite reumatoide,
sclerosi multipla, alterata conduzione del neuorne,
m.celiaco, s.di Behcet, s.nefrosica, psoriasi)
DRll (Ipotiroidismo, tiroidite
di Hashimoto, artrite reumatoide, anemia perniciosa, sarkoma
di Kaposi, scleroderma d'AIDS)
DQ3 m.celiaco
L'esame obiettivo evidenzia la
presenza di:
In considerazione del fenomeno
detto Linkage disequilibrium per cui alcuni alleli HLA sono
ereditati in associazione fra loro la suscettibilità alla
malattia potrebbe essere legata non ad un singolo allele, ma
alla contemporanea presenza d'altri alleli coereditati
assieme a quello presumibilmente correlato.
Nel caso in esame il bambino è un soggetto a rischio per
patologie autoimmunitarie quali rtiroidite, sclerosi
multipla, artrite reumatoide.
Le indagini immunologiche hanno
evidenziato la presenza di IgA:
Tali patologie possono essere
slatentizzate da virus - DNA, infezioni streptococciche,
agenti chimici come adiuvanti presenti nei vaccini -
aluminio, mercurio, ac.acetilsalicilico.
PERTANTO SI CONTROINDICA, VISTA
LA FAMILIARITÀ' POSITIVA PER HLA . La vaccinazione
Anti-epatite B e altre vaccinazioni di legge.
Cosa
fare nei bambini già vaccinati che presentano sintomi di
malassorbimento e malattia celiaca o disturbi di tipo
neuro-comportamentale.
I rapporti immunogenetici fra sistema nervoso,
malassorbimento e malattia celiaca.
II lavoro che presento scaturisce dallo studio di questo
gruppo di medici dell'associazione Universo-Bambino che
sotto la guida di Massimo Montinari ha maturato
un'esperienza che è sintetizzata in questo estratto :
Approccio
omotossicologico alla "sindrome autistica"
Montinari M.G. MD FRSH *, Gamba W. MD, Costi A. BD**,
Rabolli P. MD,
Rotunno C. MD, Resasco M. MD, Tonarelli C. MD, Conte M. MD,
Roberto A. MD
Corso di Omotossicologia - Azienda Ospedaliera - Ospedale
Policlinico Consorziale - Bari- Italia
*Dirigente Medico Azienda Ospedaliera - Ospedale Policlinico
Consorziale - Bari
Direttore del Corso di Omotossicologia.
** Specialista in Biochimica e Chimica Clinica
Materiali e metodi
Con il nostro studio
ci riferiamo a 730 casi di pazienti affetti da AS con età
variabile tra i 3 anni e 32 anni, osservati dal gennaio 1996
al gennaio 2003, in trattamento omotossicologico, formulato
da M.G. Montinari, ed in costante osservazione clinica.
Questi pazienti rientrano nella casistica di 1180 pazienti
osservati dagli autori, di cui 450 sono usciti dallo studio
osservazionale per precise motivazioni individuali. Tutti i
pazienti erano già in trattamento riabilitativo senza
presentare recuperi soddisfacenti: di questi n° 473 erano
Maschi e n° 257 Femmine .
Nel corso del trattamento omotossicologico abbiamo impostato
un progetto di collaborazione con genitori, terapisti della
riabilitazione e neuropsichiatri infantili al fine di
valutare, descrivendole, le variazioni comportamentali, le
nuove eventuali acquisizioni cognitive e relazionali,
l'incremento del proprio vocabolario, le risposte alla
Comunicazione Facilitata (CF), quando applicata, e il
linguaggio proprio.
Per ogni paziente, se
scolarizzato, è stata chiesta anche la valutazione
psico-pedagogica dai propri insegnanti per la determinazione
del profitto e di eventuali progressi nell'apprendimento e
socializzazione.
Tutti i pazienti osservati sono stati testati per i virus
erpetici e sottoposti a Tipizzazione Tessutale HLA (A,B,C) e
HLA DR-DQ, tutti sono stati testati per malattie metaboliche
e sono stati eseguiti esami genetici che hanno escluso
pertanto malattie genetiche, metaboliche o da virus
erpetici( EBV, CMV,HSV loe2°,VZV).
Ogni paziente è stato sottoposto a
ricerca degli anticorpi per Antipoliovirus (test dineutralizzazione),
Antimorbillo, Antiparotite, Antirosolia.
Ogni paziente è stato sottoposto
a studi immunologici quali la ricerca delle IgA, IgG, IgM,
IgE, e Sottopopolazioni linfocitarie.
Sono state eseguite valutazioni neurologiche,
psichiatriche e psicologiche , nonché i pazienti sono
stati tutti sottoposti a RMN encefalo ed EEG, e ad ulteriori
studi specialistici in relazione ai singoli casi osservati.
Quali conclusioni offre la
ricerca
L'esperienza maturata
sulla cura dei casi giunti alla nostra osservazione negli
ambulatori dell'associazione Universo-bambino ha dimostrato,
come già preannunciato da studi di ricercatori molto
attenti, una stretta correlazione tra i danni prodotti da
vaccini sul sistema nervoso centrale , in particolare le
cellule che compongono la GLIA e sul sistema immunitario
dell'apparato digerente e del sistema neuroendocrino.
I ricercatori si sono
concentrati sul ruolo ricoperto dalle funzioni biochimiche
dei mitocondri,in particolare nel ciclo di Krebs, che
rappresentano il motore energetico cellulare e nel quale
l'eventuale carenza enzimatica potrebbe consentire un
accumulo di radicali liberi con il conseguente blocco delle
funzioni cellulari.
II disordine del sistema immune
intestinale glutine -dipendente conduce ad un elevato
rischio di sviluppare malattie ad alterata risposta
immunologica quindi sia malattie autoimmuni che
neurologiche.
Abbiamo constatato che la
malattia autoimmune si sviluppa in un soggetto con malattia
celiaca non diagnosticata. La malattia celiaca è
un'intolleranza permanente al glutine la cui diagnosi fino
al 1995 era affidata unicamente all'istologia della mucosa
intestinale, mentre oggi di grande ausilio si presenta Io
studio immunologia) e immunogenetico quali la ricerca degli,
oramai tradizionali, anticorpi antigliadina (AGD),
antiendomisio (AEM) e anticorpi antitransglutaminasi.
La ricerca contemporanea delle tre specificità anticorpali
conferisce un'elevata sensibilità e specificità ai test
sierologici.
La tipizzazione HLA e la
celiachia
Ma cosa ancora più
importante che abbiamo rilevato è lo studio del fenomeno HLA
mediante il quale è possibile individuare precocemente nel
neonato aplotipi a rischio di malattia (40). Il 90% dei
pazienti affetti da celiachia presenta cloni di linfociti T
HLA-DQ ristretti glutine specifici.
Condizione necessaria per
sviluppare la celiachia è la presenza sulla membrana delle
cellule immunocompetenti di una molecola HLA di classe II
formata da due particolari catene alfa e beta ( il cosidetto
eterodimero HLA) codificate dagli alleli Alfa0501 e Beta0201
,in grado di legare con alta affinità peptidi e gliadina e
di presentarli agli specifici linfociti T.(41,42,43,44)
Quando la tipizzazione HLA era
effettuata con tecniche sierologiche questa configurazione
prendeva il nume di DQ2.In realtà , non sempre al fenotipo
DQ2 corrisponde la presenza dell'eterodimero caratteristico
della celiachia .L'eterodimero è sempre presente quando al
DQ2 si associa il DR3 (Aplotipo DQ2-DR3) e in soggetti con
aplotipo DQ2-DR7/DR5.
Nel primo caso, l'analisi di
linkage ci mostra che sullo stesso cromosoma sono presenti
sia i geni della catena a, alfa0501,sia quelli della catena
b, beta0201 (configurazione in cis)
Nel secondo caso i due geni si trovano su cromosomi diversi
(in trans) : sul cromosoma che esprime la specicicità
sierologica DR7 è presente la sequenza A0501 per la catena
alfa .In una minoranza dei celiaci (8%) la predisposizione è
legata al DQ8 associato al DR 53 egualmente dotato di alta
affinità per la gliadina.
Nella quasi totalità dei pazienti con malattia celiaca sono
stati dimostrati anticorpi antigliadina (AGD) E' stato
osservato che il titolo degli AGD è correlato con l'attività
della malattia e si riduce in maniera drammatica nei
pazienti sottoposti a dieta priva di glutine.
Quindi uno dei primi sintomi
riscontrabili nel bambino che ha subito danno vaccinale è la
constatazione di un malassorbimento dovuto a
danno
intestinale con scatenamento della malattia celiaca.
I primi esami da fare ad un
bambino che presenti sintomi da reazione a vaccinazione sono
quindi :
1) Ricerca anticorpi (1°,2°,3°) Antipoliovirus
2) Markers Epatite B e C
3) Test tipizzazzione tissutale HLA ( A,B,C) e HLA DQ- DR
(sierologica)
4) IgG e IgM per CMV , EBV , VZV, HSV ( 1° e 2°)
5) Emocromo
6) Anticorpi antiendomisio, antigliadina, transglutaminasi
Stiamo valutando l'opportunità e
l'affidabilità del Cytotoxic test - test citotossico - sul
sangue da additivi e alimenti (anche perché è un test a
pagamento). La risposta a tale esami ci indicherà la strada
terapeutica da seguire.
Nel corso della terapia
omotossicologica di
Massimo Montinari
non si sono mai
osservati effetti collaterali o reazioni indesiderate.
Dopo i primi dieci-quindici giorni di somministrazione dei
prodotti, i pazienti presentavano un quadro clinico
caratterizzato da aumento del nervosismo, iperattività, in
alcuni casi aumento delle stereotipie; tali manifestazioni
regredivano spontaneamente dopo alcuni giorni ed erano
strettamente correlate con la liberazione dai tessuti di amine tossiche che, drenando nel tubo digerente, avrebbero
potuto stimolare i recettori neuro-gliari mediante il
circolo entero-ematico.
Tali manifestazioni erano strettamente associate alla
disbiosi intestinale che, nei primi venti giorni di terapia,
assumeva un proprio idoneo equilibrio con l'eliminazione di
feci fortemente maleodoranti per alcuni giorni, fino alla
completa eliminazione dei radicali liberi in eccesso
presenti.
Nel corso della terapia si sconsigliava
la somministrazione di:
antibiotici, cortisonici, immunosoppressori e farmaci a componente chimica.
Il quadro clinico dei pazienti
si modificava lentamente, ma progressivamente; in genere i
primi segni clinici che indicavano un miglioramento, si
presentavano nei primi due-tre mesi di terapia,
caratterizzati da una maggiore attenzione del paziente verso
il mondo circostante, riduzione delle stereotipie, maggiore
apprendimento di informazioni fornite dai terapisti,
coordinamento dei movimenti finalizzati e del pensiero,
acquisizione di vocaboli, risposta precisa ad ordini e
richiesta motivata e finalizzata, interessamento della sfera
affettiva con evidente comparsa dell'affettività e della
partecipazione alla vita familiare e sociale.
I progressi sono stati costanti e stabili, anche se la
terapia ha subito brevi interruzioni.
Perché parlare di un problema
come quello delle vaccinazioni a un congresso di omeopati
?
II criterio di valutazione delle malattie croniche
adottato da Hahnemann trova una buona corrispondenza nella
ricerca di base della moderna immunopatologia.
Secondo l'originario modello omeopatico,
infatti, le malattie croniche sono innescate da un processo
infettivo che determina, nell'individuo, una graduale ed
ingravescente alterazione della Forza Vitale.
Tale alterazione si manifesta con una sintomatologia
evolutiva e può essere facilmente paragonata alla risposta
immunitaria, mediante la quale l'individuo interagisce in
maniera specifica con l'agente patogeno innescante.
Il ruolo degli agenti infettivi, in base a questo modello,
non è deterministico sulle conseguenze patogenetiche, bensì
mediato dalla risposta immunitaria specifica, fornendo un
ottimo esempio di modello patologico condivisibile dalla
metodologia omeopatica.
Il modello patogenetico innescato dalle vaccinazioni
presenta analogie con la metodologia di studio delle
malattie croniche ereditata da S. Hahnemann. In base a
questa analogia, il cui elemento caratteristico è
l'innesco infettivo, è possibile individuare un farmaco che
offra un buon criterio di similitudine sulla sintomatologia
globale dei pazienti e sugli elementi etiologici della
malattia.
Alcuni agenti infettivi, infatti, intervengono
nell'attivazione del processo specifico , inducendo una
risposta immune (più precisamente autoimmune)
recuperando la nozione hahnemanniana di specifico
antinfettivo, lo studio della materia medica ci permetterà
di individuare i rimedi in grado di agire sulla risposta
immunitaria specifica . Inoltre l'analisi omeopatica dei
sintomi offre un metodo solido per "trattare il paziente e
non la malattia" e il rimedio prescritto secondo la legge
dei simili è "specifico" a una sindrome particolare di
malattia, a un particolare complesso di sintomi.
I bambini che hanno subito danni
da vaccini a livello borderline quindi non
autistici sono la
stragrande maggioranza e per la maggior parte ancora
misconosciuti dai genitori e dai pediatri curanti.
Pensiamo
anche ai ragazzi che a 12 anni sono sottoposti a
vaccinazione Epatite B con
thimerosal.
Sia a livello fisico ma ancor più a livello
neuro-comporatamentale, questi bambini e ragazzi ,
presentano quadri di similitudine con i tanti nostri rimedi.
Sono state individuati durante le visite le seguenti,
più frequenti, tipologie di bambini corrispondenti a
rimedi ben descritti nella materia medica
omeopatico - di
cui qui accenno un sunto parziale e per ovvie ragioni
approssimativo:
Il rimedio statisticamente più significativo è il:
MERCURIUS Dulcis, solubilis,
corrosivus, cinnabaris: autoritario aggressivo vendicativo
tanto impulsivo e violento quanto lento a
capire, memoria debole, difficoltà per la matematicaxosciente della sua debolezza è diffidente e
sospettoso, impaziente e inquieto.
Bambino con scialorrea dentizione ritardata e dismorfìca,
mani umidicce e untuose, sudorazione abbondante soprattutto
alla nuca e al collo. Sono bambini che vengono portati per i
disturbi del sonno o della digestione , insorti dopo il 2°
vaccino. Il sonno è agitato frequenti risvegli con incubi,
aggrava per il caldo del letto.
La digestione diventa lenta e difficoltosa con diarree
mucose e sanguinanti accompagnate da dolori addominali (
pensare subito alla celiachia).
STRAMONIUM: paura di rimanere da solo con enorme ansia di
notte che obbliga i genitori ad addormentarsi accanto al
bambino, terrori notturni, paura del buio, paura dell'acqua,
paura dei cani, grande sete, violento, rabbia violenta,
gelosia, agitazione estrema, si strappa i vestiti di dosso.
OPIUM: totale indifferenza,come se fosse in un sogno,
estrema sonnolenza, irresoluto, respirazione irregolare,
bocca aperta durante il sonno, respiro stertoroso, occhi
aperti durante il sonno, forte costipazione con feci dure,
nere come palle.
SACCHARUM: molto pallido, bianco come lo zucchero, suda a
profusione sopratutto di notte, tocca tutto,s i succhia le
dita e si mette tutto in bocca, si mangia le unghie, anche
le unghie dei piedi, ha paura di rimanere da solo, nostalgia
di casa, strema agitazione che aggrava dopo aver
mangiato dolci, dolore attorno all'ombelico, estremamente
agitato, geloso, aggressivo,i rresoluto,difficoltà di
concentrazione, va da un gioco all'altro cambiando
continuamente la sua attività, non riesce a fissare
l'attenzione.
BELLADONNA : soffre di mal di testa, agitazione estrema,
crisi di delirio selvaggio (morde, sputa, tira gli oggetti),
ha allucinazioni vede mostri, cose orribili sulle pareti dei
muri, facce mostruose, digrigna i denti, iperestesia di
tutti i sensi, sensibile alla luce, ad essere toccato,
aggrava col movimento, testa calda ed estremità fredde,
avversione ai cibi caldi alle verdure ed al latte, tocca
tutto, irritabile al risveglio, malizioso, ostinato
TARENTULA: grande agitazione, estremamente frettoloso, deve
muoversi sempre non riesce a stare mai fermo, sensibile alla
musica, violento, distruttivo, paura delle cose volanti,
avversione ad essere toccato, ostinato, disobbediente,
eptomane, vede mostri, animali, insetti, fantasmi.
VERATRUM: rimedio femminile per la pubertà, ragazze con
difficoltà mestruali, agitate, quasi isteriche con manie,
tagliano i vestiti, non sorridono mai sempre tristi,estrema
freddolosità o di tutto il corpo o del naso della faccia:
Disperano di guarire, oscene, ninfomani, baciano tutti, sono
ossessionate dall'idea del matrimonio.
MEDHORRINUM: frettoloso, impaziente, agitazione dei piedi,
si mangia le unghie, deve lavarsi le mani, bambino con
deficit neurofisiologici: difficoltà di concentrazione
errori nello scrivere, nel parlare, nell'ortografia e di
orario, comportamento aggressivo e irrequieto: picchia ,
rompe gli oggetti, collera, furia, permaloso, urla durante
il sonno, posizione genu-pettorale, dondolio della testa,
bruxismo
CUPRUM METALLICUM: avversione ad essere toccato, crampi o
spasmi, sensibile al dolore, grande agitazione e tensione
mentale, ene i pugni chiusi, paura degli estranei,
avversione ad essere toccato,dittatoriale, molto irritabile,
sputa in faccia, desidera mordere, piedi freddi, irritabile,
distruttivo, terrori notturni, loquace.
LYCOPODIUM: dittatoriale, mancanza di fiducia in se stesso,
necessità di essere continuamente approvato del suo
comportamento, paura delle novità, irritabile e triste al
mattino al risveglio, desiderio di dolci, insolente,
disubbidiente, ipersensibile al dolore, agitato anche da
seduto, flatulenza, borborigmi, distensione addominale.
TUBERCOLINUM BOVINUM: aggressivo distruttivo, irritabile al
mattino al risveglio, vendicativo, mai soddisfatto, dal
comportamento imprevedibile, si offende facilmente,
desiderio di cambiare continuamente , getta gli oggetti,
profusa sudorazione nel sonno, desiderio di dolci, di sale e
latte, appetito vorace,impulso a correre, capriccioso,
ostinato, enuresi, ansioso di notte.
CHAMOMILLA: violento, rabbia violenta, irritabilità, estrema
sensibilità al dolore, impazienza, capricciosità,
insoddisfazione, desiderio di essere trasportato, tanta
sete, grande agitazione, sudorazione profusa di notte,
diarrea verdastra come di uova sbattute, escoriazione
attorno all'ano, coliche con flatulenza.
CALCAREA CARBONICA: obeso, pigro, ostinato,avversione ai
cibi caldi, desiderio di dolci di gelato e latte,
sudorazione alla testa, piedi freddi sopratutto di notte,
costipazione.
BARYTA CARBONICA: Estrema debolezza. Estrema incertezza nel
prendere qualsiasi decisione. Si mangia nervosamente le
unghie. Dismorfismo - nanismo mancanza di fiducia in sé
stessi, indecisione. Difficoltà scolastiche, scarsa
concentrazione. Perdita della fiducia in sé stessi, rifiuto
della scuola.
CARCINOSINUM - CARCINOSINUM CUPRUM: sensibile alle
critiche, si offende facilmente, rifiuta di obbedire ai
genitori, risponde male, picchia i fratelli più piccoli, è
un bulldozer, Sclere blu, macchie a caffé e latte, nei sulla
schiena, verruche sulle mani e i piedi, ama la natura,
desiderio di cioccolato, ama il mare, gli animali, i
temporali, difficoltà ad addormentarsi.
E' chiaro che non
esiste il rimedio omeopatico per gli effetti collaterali
da vaccinazione, l'omeopatia è un metodo scientifico in
quanto da al medico la possibilità di prendere in esame
tutte le differenze minime, ma significative fra un
paziente e l'altro.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il dott.
Massimo Montinari a cui si deve
il grande sforzo di aver avviato questo lavoro sulle
vaccinazioni ha intrapreso un trattamento
omotossicologico
che ha migliorato la qualità della vita di molti piccoli
pazienti e ha ottenuto dei risultati insperabili. Credo che
dobbiamo trarre esperienza da quanto Montinari ha realizzato
ma dobbiamo integrare al suo metodo il metodo omeopatico
unicista.
Quindi mi permetto di proporvi
un Protocollo di cura,
tenendo conto che le indagini biochimiche intraprese
supportano, che nei disturbi neurocomportamentali, fino
all'autismo in un bambino che abbia subito danno biologico
da vaccinazione, vi sia un disturbo metabolico nel quale
alcuni componenti peptidici, attivati biologicamente,
derivanti principalmente da glutine e caseina del cibo.
Peptidi che non riescono ad essere smantellati correttamente
dall'organismo e che ,in presenza di danni alla membrana
intestinale, passano in elevate quantità nel sangue.
La presenza di questi composti nel sangue e nelle urine è
rilevabile. L'azione di filtro della barriera sanguigna del
cervello è gravemente compromessa nei casi di autismo, e
dunque si verifica un ulteriore passaggio di queste sostanze
, questa volta nei tessuti cerebrali.
I peptidi arrivati in tal modo nel cervello hanno la
capacità di attivare i recettori oppioidi
Per informazioni sui test di peptidi oppiodi K. Reichelt
Pediatrie Research Istitute Oslo, Norway, e-mail
Reichelt@klinmed.uio.no o prof. P: Shattock - University
of Sudeland, e-mail
aru@sunderland.ac.uk
Protocollo di cura 1.
Sospensione della
caseina : Alimenti con proteine del latte
DIETA PRIVA DI PROTEINE DEL LATTE VACCINO -
vedi:
Bevete piu' latte che vi fa male
EVITARE I SEGUENTI PRODOTTI :
latte (fresco, conservato, in
polvere, ad alta digeribilità, ecc.) burro, latte di soja,
panna, yogurt, formaggi latte condensato, liofilizzato, in
polvere, siero di latte, latticello, lattosio, caseinati,
creme di ogni tipo, salse cremose, besciamella, purea di
patate biscotti (PLASMON compresi), dolci, torte, paste
croissant, merendine gelati cremosi, gelati confezionati
cioccolato al latte nutella e similari prodotti tipo
ovomaltina, nesquick, ecc.
prosciutto cotto, mortadella, pancetta, lardo, salame
industriale, wurstel carne di vitello, omogeneizzati al
vitello maionese confezionata cibi fitti nel burro pastella
(frittelle, ecc.) pane bianco, pane al latte pizza
marmellata di castagna farinalattea (sapone di marsiglia,
cosmetici contenenti derivati del latte)
CONTROLLARE E SELEZIONARE I SEGUENTI PRODOTTI : TUTTI GLI
ALIMENTI CONFEZIONATI
pane, pasta, pasta all'uovo, grissini, crackers salse,
condimenti, caramelle, chewing-gum dolcificanti, surgelati,
saponi, shampoo, detersivi, (cosmetici, creme idratanti,
detergenti, notte/giorno, ecc.
(N.B. molti prodotti
apparentemente "insospettabili" pane, pasta, grissini,
ecc...contengono come additivi componenti del latte vaccino.
Conviene comunque diffidare di tutto: se non si ha
l'assoluta certezza che nel prodotto non sia presente latte,
è meglio non assumerlo o non utilizzano) (dieta priva di
latte vaccino) CONSENTITI: latte di capra e derivati latte
di riso latte di cocco latte di mandorla, margarina di soia
(le altre margarine vegetali sono consentite, ma
biologicamente non sono consigliabili) burro di cocco
sorbetti artigianali alla frutta, dolci, biscotti e affini
"esenti da latte vaccino" dolci prodotti con latti vegetali
(e possibilmente zucchero grezzo), seitan, tamari, yogurt
vegetale 100%, cioccolato fondente, cacao amaro pizza senza
mozzarella o altri formaggi prosciutto crudo, bresaola
prosciutto cotto o altri insaccati specificati "senza
componenti del latte" (saponi, detergenti, cosmetici,
detersivi senza componenti del latte).
ALCUNI ESEMPI DI PRODOTTI SENZA
COMPONENTI DEL LATTE VACCINO:
BISCOTTI:
Privolat Colussi, Pavesini, Gran Cereale Mulino
Bianco, Essere cereali aggregati, Hob Nobs Me \tuu\ linee
alla soia "Cercai" o "Valsoia", Tue Saiwa, biscotti e
crackers Wasa. Yogurt "Biflsoy".PROSCIUTTO COTTO: Rovagnati
gran biscotto, Lupi, Breda, Ferrarmi. Mortadella "Regina"
Citterio Linea "Polial" Plasmon. (Linea per l'igiene "Neutralia")
N.B. Sono solo alcuni esempi; i prodotti senza latte vaccino
sono molti e vanno ricercati con cura.
La rimozione di prodotti caseari
ha effetti di solito rapidi e visibili. Entro 3 settimane
abbiamo nel 66% dei pazienti grossi benefici,abbiamo
scoperto che il picco delle beta -casomorfine ( peptidi
derivanti dal malassorbimento della caseina ) scompare dal
profilo urinario rapidamente dopo la rimozione dei prodotti
caseari (entro un paio di giorni). Nel 1995 Lucarelli S ed
altri, hanno posto delle strette correlazioni tra
intolleranze alimentari e autismo, in particolare,
segnalando il ruolo dei peptidi alimentari nella produzione
di effetti tossici a livello del SNC che interagissero con i
neurotrasmettitori, evidenziavano l'intolleranza al latte
vaccino presente in 36 pazienti autistici; osservavano un
miglioramento dei sintomi dopo circa due mesi dalla
sospensione dalla dieta del latte vaccino, con un incremento
delle IgA per caseina, latto-albumina e beta-lattoglobulina,
nonché IgG e IgM per caseina.
Nell'Autismo sono presenti
frequentemente disordini
gastrointestinali, correlati essenzialmente al
malassorbimento , al quale si associa nel 70% dei casi una
patologia da reflusso gastro-esofageo. Nella nostra
esperienza il reflusso gastro-esofageo era correlato
soprattutto a gastropatie da intolleranze alimentari (latte
vaccino e glutine).
Nel novembre 1999, osservazioni
analoghe sono state riportate da Horvath K ed altri: essi
dimostrano la presenza, in pazienti autistici di disordini
gastrointestinali, specialmente esofagite da reflusso, e
malassorbimento di disaccaridi.
Gli autori osservano anche
un incremento di secrezione bilio-pancreatica che depone per
un interessamento dei recettori della secretina del fegato e
del pancreas.
E' importante documentare ulteriori condizioni di
malassorbimento che favoriscono l'accumulo di amine tossiche
a livello del SNC, in particolare negli astrociti.
Dopo tre settimane
2. Sospensione del glutine. Alimenti contenenti glutine
Non è una operazione semplice. La riduzione dei peptidi
derivanti dal glutine non avviene immediatamente (come nel
caso della caseina) . Whiteley parla di una riduzione del
26% dopo cinque mesi.
DIETA PRIVA DI GLUTINE - EVITARE
I SEGUENTI ALIMENTI:
frumento (vedi dieta specifica) segale,
orzo, avena, triticale (cereale ibrido di grano e riso)
prodotti "ai cereali", al frumento, al malto malto di
frumento, seitan (i seguenti cereali possono o meno dare
reazioni di allergia—intolleranza in soggetti sensibili al
glutine.
Si consiglia di introdurli nella dieta quotidiana uno alla
volta e controllare eventuali reazioni; se non si
manifestano sintomi il cereale è tollerato e può essere
utilizzato 2-3 volte la settimana) grano saraceno miglio
amaranto sorgo
CONSENTITI:
mais, riso
(preferibilmente integrale), farro (a volte può non essere
ben tollerato; è una questione individuale) quinoa, tapioca,
manitoba, soia e derivati (esclusa la salsa di soia),
prodotti "senza glutine" (in farmacia e nei negozi di
alimentazione naturale)
N.B. Sono stati generalmente citati gli alimenti "base". E'
assolutamente obbligatorio controllare tutti gli alimenti
preconfezionati ed informarsi al ristorante sulla
composizione delle pietanze. In presenza del minimo dubbio,
evitare l'assunzione dell'alimento.
N.B.
A VOLTE LE AZIENDE ED I PANIFICATORI INSERISCONO LA FARINA
DI GRANO NEGLI INGREDIENTI SENZA SPECIFICARLO NEL PROSPETTO
DI COMPOSIZIONE DELL'ALIMENTO.
3. Arginare i lieviti
intestinali e sistemici, cura della
disbiosi
Utilizzo di probiotici quali il Salivarius Casei (FI9) per
almeno sei mesi . E'un nuovo probiotico che ha dimostrato di
sopravvivere in tutto il tratto gastrointestinale
colonizzandolo.Ha una azione immunomodulante e
antinfiammatoria con formazione di cytokine IL-lbeta,IL-8 e
IL-10 e una azione antiossidante ben documentata. (45-46-47)
4. Somministrazione del rimedio omeopatico A.
PAscending potency
Dalla 6 KV alla 30 KV alla 200KV alla MKV in kit di 4
flaconi da 10 mi a distanza di quindici giorni l'uno
dall'altro con verifica mensile dei risultati e/o
cambiamento di sintomi e eventuale ulteriore utilizzo di
potenze crescenti o nuovo rimedio seguendo i criteri di
omeopatia unicista.
5.Somministrazione di cloruro di magnesio cristallizzato e
di Zn oligoelemento.
Lo Zinco_è un componente essenziale con circa 90 enzimi
presenti attivamente in tutte le principali vie metaboliche
(48) . Tra i metalloenzimi zinco-dipendenti dei mammiferi,
particolare importanza rivestono l'anidrasi carbonica, la
fosfatasi alcalina, le carbossipeptidasi, le aminopeptidasi
e numerose deidrogenasi.
Riconosciuto è il ruolo dello Zinco, quale costituente della
RNA e DNA polimerasi, nella sintesi degli acidi nucleici e
delle proteine, e ben dimostrato è il suo ruolo nel
metabolismo degli acidi grassi e della Vitamina A (49).
Lo Zinco è assorbito nel piccolo
intestino mediante un meccanismo di trasporto attivo in
particolare nel duodeno e nel digiuno prossimale ed è
regolato dalla presenza di una proteina a basso peso
molecolare "legante lo Zinco" o ZBL. Qualunque lesione
istologica della mucosa, come avviene nella m. celiaca,
determina una riduzione notevole dell'assorbimento dello
Zinco. Importantissimo è il ruolo ricoperto dallo Zinco
nelPimmunocompetenza in età pediatrica, infatti da studi di
Giovannini , Rottoli A., Riva E ed altri (50) si dimostra
come deficit di zinco si associano a involuzione del timo e
del tessuto linfatico, diminuzione del numero di linfociti T
circolanti e parallelamente un aumento del numero di
linfociti T immaturi nella milza, riduzione della
proliferazione linfocitaria e delle principali funzioni
della linea T e, in grado meno evidente, della linea B,
caduta dei livelli plasmatici di IgG2, IgA e IgM, riduzione
della citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente (ADCC)
dei linfociti K, dell'attività citotossica diretta dei NK e
di una sottopopolazione di linfociti T, competenze
principalmente dirette alla difesa contro i tessuti
neoplastici e nel rigetto dei trapianti.
Ruolo indiscusso è dunque quello
ricoperto dallo zinco nel metabolismo, nell'alimentazione,
nella genesi della risposta immunitaria e nel controllo
delle infezioni (51,52).
Lo zinco è quindi un componente essenziale di numerosi
metallo-enzimi che regolano e controllano numerose vie
metaboliche interessanti i carboidrati, i lipidi, le
proteine e la sintesi e la degradazione degli acidi nucleici
(53) ed alcuni di questi metallo-enzimi rispondono ad una
carenza di zinco con una rapida diminuzione di attività.
Nel nostro studio su pazienti
affetti da AS e malassorbimento, si è osservato, spesso
empiricamente, che la somministrazione di latte vaccino
determina un incremento delle stereotipie ed un accumulo di
tossicità, nonostante i pazienti non risultino intolleranti
alle proteine del latte di vacca; è ipotizzabile che la
notevole quantità di caseina presente nel latte di vacca
potrebbe essere una delle cause dello scarso assorbimento di
zinco da questo alimento. E' anche verosimile, come già
accennato, che il ZBL siano più di uno e che
nell'assorbimento dello zinco giochi un ruolo importante
anche un carrier a livello della membrana (54), come non
sembra migliorare l'assorbimento di zinco l'aggiunta di
acido citrico al latte di donna e a latti formulati (55). La
tioneina, proteina ricca di zolfo e capace di legare i
metalli, gioca un ruolo importante nel passaggio dello zinco
dalle cellule della mucosa intestinale ai vari distretti
dell'organismo, mentre l'albumina potrebbe essere la
proteina vettrice dello zinco dal sistema portale al fegato.
Il normale metabolismo intestinale dello zinco sembra
includere anche un circolo enteropancreatico, infatti la sua
concentrazione nel succo pancreatico è sei volte maggiore di
quella della bile.
Nell'intestino gli alimenti stimolando il pancreas liberano
zinco endogeno. Il chimo contiene sia zinco endogeno, che
proviene dal pancreas, sia esogeno, proveniente dai cibi.
Sono da escludere dalla dieta
dei pazienti gli alimenti a base di soia che ostacolano
l'assorbimento dello zinco in essi contenuto, e di quello
presente in altri alimenti assunti contemporaneamente.
Altra inibizione della biodisponibilità dello zinco è
determinata dai fìtati, largamente rappresentati nel latte
di soia, nelle fibre vegetali, ed è dimostrato che cereali e
leguminose, ricchi sia di fitati che di fibre, sono alimenti
che contribuiscono notevolmente a deprimere la
biodisponibilità dello zinco.
Importante osservazione è anche che: il ferro non eminico, e l'acido
folico risultano essere inibitori dello assorbimento
intestinale dello zinco, pertanto nei pazienti
con malassorbimento associato a sindrome autistica,
risulterebbe controindicata la la somministrazione di ferro
per via orale e di acido folico.
Pertanto se ne deduce che l'aggiunta di sali di ferro ad un
latte formulato provoca una significativa riduzione
dell'assorbimento di zinco.
Nelle sindromi da carenza di zinco sono riconosciuti sintomi
quali anoressia, ipogeusia, disgeusia, disosmia, rash
cutanei, confusione mentale, atassia.
Nel 1981 Burnet ha prospettato un possibile ruolo etiologico
dello zinco nella patogenesi della dementia.
Nella terapia un ruolo importante è ricoperto dal
Cloruro di
Magnesio.
Ha la formula Mg CI 2 e peso
molecolare 95.23; la massima presenza la si registra
nell'acqua di mare con circa 7.5 g per litro.Cox I.M.,
Campbell M.J. e Dowson D. (18) dimostrano il ruolo ricoperto
dal magnesio nella sindrome da astenia cronica ( chronic
fatigue syndrome CFS).
In tale sindrome si è dimostrato come siano bassi i livelli
eritrocitari di magnesio e che la somministrazione dello
stesso determini uno stato di benessere in questi pazienti.
Analogie etiopatogenetiche sono state da noi osservate tra
la CFS e la sindrome autistica, infatti nella CFS è stata
presa in considerazione la possibilità che DNA virus ( EBV,
CMV, HSV, VZV) o virus Coxackie B siano all'origine della
sindrome da astenia cronica i cui meccanismi sono ancora
sconosciuti e discussi. Si conoscono tre forme di Mg C12^
1)
Cloruro di Magnesio
cristallizzato (Farmacopea Ufficiale)
2) Cloruro di Magnesio
essiccato (Farmacopea Tedesca e Francese)
3) Cloruro di Magnesio anidro
(Non riveste alcun interesse terapeutico)
Noi impieghiamo il Cloruro di
Magnesio cristallizzato ottenuto dalla evaporazione
dell'acqua di mare; contiene sei molecole di acqua (Mg C12
6H2O) con peso molecolare 203.33, sale anidro 46.84% e H2O
53.16%.
Questo risulta il solo cloruro di Magnesio iscritto alla
Farmacopea Ufficiale. E' altamente igroscopico ed è molto
solubile in acqua.
In forma salina, se non è ben conservato al riparo
dall'aria, assorbe umidità divenendo una sostanza mielosa,
successivamente sciropposa, difficilmente maneggiabile.
La posologia varia in relazione all'età e alle condizioni
cliniche del paziente, al quale viene somministrata una dose
massima giornaliera di 3 gr. di Magnesio Cloruro per
consentire il mantenimento del pH intestinale al di sopra di
7, questo al fine di neutralizzare le ammine tossiche nel
colon acido per opera di batteri e virus e miceti che
decarbossilano gli amminoacidi.
Le decarbossilazioni infatti
procedono particolarmente in ambiente acido con pH 3.5 e 6
ad opera di batteri, quali lo streptococcus fecalis e di
miceti.
La presenza del Cloruro di Magnesio consente la creazione di
un legame stabile con le amine tossiche che vengono così
eliminate direttamente con le feci senza consentirne il
riassorbimento mediante il circolo entero-ematico e
successivo stato di tossicità cerebrale, e fattore
importantissimo risulta il coinvolgimento del magnesio nella
sopravvivenza cellulare (57).
CONCLUSIONE
Il mio
ringraziamento, più sentito, va a
Massimo Montinari, che ha
speso su questo argomento anni di lavoro e fatica ed ha
pubblicato illuminanti studi e testi.
Ho tratto spunto, per questo marginale contributo, dalla Sua
ineguagliabile esperienza perché penso questa presentazione
necessaria per far conoscere sempre a più medici quanto sia
diventato drammatico il problema "vaccinazioni" per le nuove
generazioni. Ritengo che questa esposizione possa
rappresentare un utile strumento per prevenire e
riconoscere il danno
biologico indotto dai vaccini.
Dobbiamo adoperarci al fine di raccogliere i nostri casi di
pazienti adulti e bambini soprattutto i casi misconosciuti i
borderline, e presentare questa casistica in via ufficiale
al Ministero della Salute.
Fare a tutti i neonati, come in
Inghilterra, la
tipizzazione HLA
in modo da poter dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno,
quanto dannoso sia continuare a
vaccinare bambini che presentano rischio
immunogenetico-miasmatico.
Carlo Tonarelli MD c/o A.P.O.I. Via Medaglie d'oro ,40 17031
Albenga - E.mail xharlieton @tin.it -
Telefax :0182542878
E.mail: dott. Massimo Montinari MD
FRSH:
montinari.m@libero.it
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