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Il
Ministero della Salute Italiano non convince. Sul ruolo del
Governo rispetto al maxiprocesso per il sangue
infetto a Trento, l'Associazione Politrasfusi
Italiani si dice ancora insoddisfatta.
"Quanto dichiarato dall'Ufficio Stampa del
Ministero - dichiara Angelo Magrini - più che di
reale volontà sa tanto di rimedio "in
corner" per non creare un caso internazionale
e per non rovinare del tutto le relazioni con le
famiglie dei danneggiati: siamo pronti a
scommettere che senza la nostra accusa tutto
sarebbe rimasto come prima".
Ma non e' finita: per i dirigenti dell'API
"dalle dichiarazioni ministeriali appare un
atteggiamento di evidente estraneità alle carte
processuali: si parla della necessità di
"attenta valutazione della situazione
processuale e dei reali capi di imputazione",
tutti elementi che mezzo mondo conosce, pubblicati
15 mesi fa quando la Procura di Trento emise la
prima richiesta di rinvio a giudizio !".
L'API punta quindi il dito contro il Ministero
sostenendo, con un velo di amarezza, che di fronte
ad accuse di epidemia ed omicidio e in tragedie
nazionali come quella del sangue e dei farmaci
infetti, il ruolo istituzionale e sociale dello
Stato dovrebbe concretarsi in una adesione piena
ed incondizionata: ma sembra che questo momento
sia ancora di là da venire.
Tratto da: http://web.tiscalinet.it/nadir_ong
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