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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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SANGUE TOSSICO, quindi INFETTO
TRASFUSIONI di SANGUE  +  Trasfusioni = Danni
POSSONO ANCHE UCCIDERE INVECE di SALVARE
 

Sangue e affari. Uno scandalo internazionale nell'industria dei farmaci
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=948&c=QJVN1M6JS7OLR

Un'inchiesta che racconta come migliaia di emofilici europei, tra i quali circa 250 pazienti italiani, infettati dai virus dell'Hcv e dell'Hiv, stiano partecipando a un'azione legale internazionale, sotto forma di citazione in giudizio collettiva, in corso negli Stati Uniti contro quattro case farmaceutiche produttrici di emoderivati. Illustra quali interessi abbiano spinto i quattro colossi a produrre emoderivati contaminati, facendo ricorso a donazioni a rischio in America e nel Terzo Mondo, spiega come le stesse aziende omisero di rivelare i pericoli derivanti dall'uso dei loro prodotti e di effettuare i trattamenti per la distruzione del virus e di come continuarono a venderli all'estero, una volta vietata la vendita negli USA.

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Immagini del dramma: un libro bianco per raccogliere e denunciare alcune fra le tante disgrazie nell'ambito dello scandalo del sangue infetto.
 
A scandalo si aggiunge scandalo: il Ministero della Salute, pur responsabile di quanto fatto e disfatto dai suoi funzionari, rimarrà assente.
Eppure in Italia dal 1970 si sono contratte malattie, quali il virus dell'HIV o dell'HCV, mortali o comunque gravemente invalidanti ad esclusivo beneficio, secondo la Procura, delle speculazioni della case farmaceutiche e di alti funzionari del Ministero della Salute (latitante).
 Eppure è accaduto a tutti coloro che sono stati contagiati da trasfusioni di sangue e di emoderivati o vaccinazioni infette.
Come se non bastasse, oltre al danno del contagio, molte di queste persone hanno avuto la beffa del rifiuto dell'indennizzo: prima nessuno li ha informati dell’esistenza della legge; poi, fatta la domanda, a distanza di anni gli interessati o i loro eredi, hanno saputo che era stata respinta in quanto presentata fuori termine.
 
Un termine, quello di tre anni per l’HCV (epatite), palesemente troppo breve, a fronte dei gravissimi danni, spesso letali, provocati dalla malattia o ancora dalla possibilità che la persona ammalata non sappia , ancora, di averla contratta.
E allora sarebbe più consono indicare in almeno 10 anni, come peraltro già previsto per la contrazione da HIV, il termine per la domanda.
Anche se giustizia sostanziale vorrebbe che fosse lasciata libertà al cittadino malato o ai suoi parenti di decidere se e quando fare la richiesta.
 
Invece così non è: si è preferito imporre perentori termini capestro e poi, ingolfati gli uffici per scarsezza di personale e soprattutto insensibilità delle istituzioni competenti, a tutti i livelli, lasciare attendere per anni i richiedenti.
Associazione Politrasfusi Italiani
magrini@politrasfusi.it - Maggiori informazioni : http: //www.politrasfusi.it

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Sangue infetto, udienza preliminare per 27 imputati

Sono 27 gli imputati coinvolti nell'udienza preliminare prevista per domattina dal gup di Trento, Giorgio Flaim a conclusione dell'inchiesta della procura su plasma ed emoderivati infetti. Sono accusati di epidemia colposa.
Il 12 dicembre dello scorso anno Flaim aveva decretato la nullità di una prima richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm Francantonio Granero e Bruno Giardina per i 27 indagati.
Aveva così accolto le eccezioni presentate dagli avvocati Stile, Balducci e Dinoia, che lamentavano di non aver avuto a disposizione tutta le documentazione relativa ai capi di imputazione degli assistiti, in particolare le cartelle cliniche delle persone infette. Di qui la restituzione degli atti ai pubblici ministeri.
Sulla vicenda si era espresso anche il garante per la privacy, che aveva contestato l'immissione in Internet di tutto l'elenco delle parti lese. Per questo il Gup di Trento aveva deciso la notifica via Internet degli atti a tutti gli interessati, ma senza la pubblicazione dell'elenco completo delle parti lese. Fra queste infatti vi sono molte persone morte in questi anni in seguito a infezione da Aids.
E' prevedibile che l'udienza di domani sarà caratterizzata dalla presentazione da parte della difesa di una serie di eccezioni procedurali.
L' inchiesta sul sangue era partita cinque anni fa con un primo megasequestro di sacche di sangue eseguito dalla guardia di finanza nelle celle frigorifere dei magazzini generali di Padova. 
Tra gli accusati dalla procura di Trento vi sono nomi eccellenti della sanità italiana: da Guelfo e Paolo Marcucci, a capo di industrie specializzate nella lavorazione di plasma e accusati anche di epidemia dolosa; a Duilio Poggiolini, già direttore generale del servizio farmaceutico, presidente della commissione trasfusione sangue e componente del Consiglio superiore di sanità; a tecnici del Gruppo Marcucci; ai responsabili della società Copla specializzata nel trasporto di plasma in Italia; ad alcuni sanitari di centri trasfusionali, accusati di aver fornito bleending list in bianco o parzialmente in bianco per consentire l'ingresso nel mercato del sangue italiano di sacche di plasma non testate. 
Di qui l'accusa di epidemia colposa, per casi di contagio registrati tra l'86 e il '97, avanzata dai magistrati trentini in un dossier di 400 pagine, affiancato da una volume di quasi 300 pagine costituito dall'indice degli atti. Atti che occupano uno scaffale lungo 180 metri e che ora sono stati trasferiti su Cd.
Proprio la mole delle fonti di prova era stata alla base della richiesta di eccezione della difesa. 
La richiesta di rinvio a giudizio costituisce uno stralcio della corposa inchiesta condotta per cinque anni dai magistrati trentini e che avrebbe portato ad ipotizzare analoghe responsabilità anche da parte di multinazionali americane, svizzere e austriache, tutte operanti sul mercato italiano degli emoderivati, controllato dal Gruppo Marcucci per circa il 40%.
(By ediz. Red)


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Sangue infetto un'epidemia di cause (Italia, 2006)

Migliaia di nuove azioni legali stanno travolgendo le corti civili.
Promosse da persone infettate con trasfusioni ed emoderivati che hanno scoperto di essere malate solo negli ultimi anni. E la legge dà loro ragione.

Un'epidemia di cause si sta diffondendo nei tribunali civili italiani.
Sono migliaia le richieste di risarcimento danni avanzate da persone contagiate con sangue infetto. Il numero più consistente riguarda la seconda sezione del tribunale di Roma, in un certo senso specializzata in questa materia, che negli ultimi sei anni ha emesso circa 200 sentenze, mentre altre 150 sono nella fase istruttoria.
Domande di risarcimento presentate tra il 2002 e il 2006 («fresche», per dirla con le parole di un magistrato), anche al tribunale di Milano, dove la seconda sezione civile, alla quale affluiscono le cause contro il ministero della Salute, è alle prese con procedimenti intentati da uomini e donne che alla fine degli anni Ottanta hanno contratto il virus dell'aids o si sono ammalati di epatite B e C in seguito a una trasfusione o all'assunzione di emoderivati.

Secondo le stime di Angelo Magrini, presidente dell'Associazione politrasfusi italiani, «ammontano a 3.028 i cittadini che hanno fatto causa per danno biologico.
Che cosa è successo ? Perché si torna a parlare di sangue infetto a distanza di 22 anni dallo scandalo che costò l'accusa di epidemia colposa (e dolosa) a 27 persone, in mezzo alle quali anche Duilio Poggiolini, all'epoca direttore del Servizio farmaceutico e presidente della commissione trasfusione sangue ?
Il fatto è che, seppure con grave ritardo, la giustizia italiana da qualche tempo ha cominciato a dare ragione a quanti, emofilici e non, hanno scoperto di essere stati trattati con prodotti positivi al virus dell'hiv e delle epatiti, specie quella C.

«I risarcimenti» precisa il giudice Antonio Lamorgese «si aggirano in media sui 400-500 mila euro, dipende dall'età della persona infettata e dalla gravità della situazione. In alcuni casi abbiamo accordato anche cifre molto alte, intorno a un milione di euro».

 

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