I
MEMI
La Memetica è una nuova scienza ed è la scienza dei Memi, il vero,
invisibile DNA della società dell'informazione.
La Memetica fu introdotta da Richard Dawkins,
nel suo bestseller The Selfish Gene - 1976
(trad. italiana: Il Gene Egoista, Zanichelli,
1982). A partire dalla pubblicazione, di quei
libri, si è sviluppata questa disciplina che si
basa sull'applicazione dell'algoritmo evolutivo
darwiniano.
Virus della mente
tradotto in sette lingue, cult book
statunitense, è l'avvincente viaggio nel mondo
della memetica di un eclettico e geniale autore:
Richard Brodie, assistente personale di Bill
Gates negli anni della folgorante ascesa di
Microsoft, poi divenuto uno straordinario,
ironico e accattivante comunicatore e studioso
di memetica.
La memetica è una disciplina che si inscrive
all'interno degli studi sul "contagio sociale".
Essa ci permette di analizzare ogni tipo di
pratica sociale da un nuovo punto di vista, ciò
attraverso l'attività di replicazione e
diffusione da parte del sistema imperante dei
memi all'interno della società, per cercare di
condizionare gli umani.....
I "memi" su
applicati, cioe' messi in pratica nella vita
quotidiana, siccome contengono errori ben
precisi (comportamentali), producendo "dolore" =
immagini mentali e quindi divengono quasi
immediatamente (quando vissuti) degli "engrams",
nella mente di coloro che li accettano cosi'
come sono inviati dalla scuola, universita',
mass media, radio TV, films, propaganda, ecc.
ENGRAMS (circuiti mentali errati che
bloccano la mente in situazioni di dolore e di
incapacita' all'azione della soluzione del
problema; sono veri e propri virus della mente)
Quale autore e webmaster di questo Portale (non
sono Scientologo) li chiamo anch'io cosi', anche
se il nome deriva da una parola conniata ed
utilizzata dalla
Chiesa di Scientology
La mente reattiva
(parte della mente non razionale) non
immagazzina ricordi così come noi li conosciamo.
Immagazzina particolari tipi d’immagini mentali,
detti engram.
Questi ultimi sono registrazioni accurate fin
nel minimo dettaglio, di ogni percezione
presente in un momento di parziale o totale
“incoscienza”.
Ecco un esempio di engram: una donna riceve uno
schiaffo e cade a terra “inconscia”. Viene presa
a calci su un fianco, le viene detto che è una
bugiarda, che è una buona a nulla, che è
volubile. Nel frattempo cade una sedia, c’è un
rubinetto che perde in cucina e un’auto passa in
strada.
L’engram contiene una registrazione senza
interruzioni di tutte queste percezioni.
Questa la definizione che
Dianetica -
Chiesa di
Scientology fornisce e che noi accettiamo come
utile, per capire e diffondere i vari meccanismi
della
mente...che alle volte mente.... -
vedi
Cervello
Possono essere eliminati con particolari
tecniche di
autiting-confessione effettuati in
stato di rilassamento.
Commento NdR:
esempio_ "i vaccini fanno bene" - "le
Vaccinazioni salvano dalle malattie" sono
MEMI pericolosissimi perche' i
Vaccini iniettano
nel corpo
sostanze tossiche che creano
immunodepressioni e
mutazioni genetiche
piu' o meno occulte, a TUTTI i vaccinati, e
generano il
mercato dei malati attraverso il
Terrorismo PsicoMediatico.
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La fabbrica dei
memi
Sono
particelle di trasmissione culturale: creano
mode e precisano strategie. La loro diffusione
determina il successo di alcune idee. E non di
altre...
Vi è mai capitato di
essere in balìa dei vostri pensieri ? Di essere
campo aperto per scorribande di idee, flash
mentali, inezie e divagazioni di ogni genere che
vi tempestano le sinapsi inducendole a lavorare
senza un effettivo vantaggio per voi ?
Certo che vi è capitato, come a tutti. E di non
riuscire a fermare questo flusso che si
autoalimenta, che si infittisce razziando tra
tutto quello che durante la giornata vi ha
bombardato la vista e l'udito ?
Magari sono cose senza senso, immagini e parole
captate senza prestar loro alcuna reale
importanza, ma che poi si riaffacciano, tentano
di sopravvivere, di assumere un ruolo, una vita
più duratura nella mente ?
Soltanto per avere la possibilità prima di
insediarsi in voi, poi di farsi comunicare, di
duplicarsi, attraverso la vostra voce o il
vostro comportamento, un gesto, una ripetizione,
un atto che le faccia riemergere in superficie,
che le pubblicizzi, che offra loro l'opportunità
di espandersi, propagarsi, contagiare gli altri
?
Ebbene, in questi casi avete la diretta
percezione di essere infestati dai "memi", o
meglio: da virus della mente che tentano di
catturare la vostra attenzione, polarizzandola
su di loro, insistentemente, per utilizzarvi
come veicoli di trasmissione, casse di risonanza
e "untori" verbali a esclusivo vantaggio della
loro replicazione in ulteriori "nidi" mentali.
Ma cosa sono questi memi ?
Pensate al Dna, al codice genetico custodito in
ogni nostra cellula, la ricetta fondamentale
della vita che ha consentito la nostra
"fabbricazione" biologica: ecco, il meme non
sarebbe altro che l'unità di informazione
culturale e mentale analoga al gene che, in
milioni di esemplari in continua ricombinazione,
costituirebbe la nostra mente, durante il
percorso esistenziale che affrontiamo giorno per
giorno, anno dopo anno. I memi formerebbero una
specie di doppia elica fatta di pura
informazione in perfetto stile "digitale",
ovvero una catena di istruzioni per attuare
comportamenti, per prendere decisioni, per
esprimere convinzioni e credenze, per formulare
opinioni, per seguire mode e perfezionare
strategie e ideologie di tutte le fogge.
Insomma, i veri protagonisti della scena, gli
attori principali del lungometraggio sociale e
culturale su questo pianeta. Un vero e proprio
groviglio di "parassiti" che non farebbero altro
che scorrazzare tra le teste delle persone,
ricche e spiantate, colte e analfabete, giovani
e attempate, sotto ogni latitudine e in ogni
remoto angolo del globo, perfino tra gli
aborigeni sperduti e non ancora contaminati dal
contatto con il mondo consumista e
ipertecnologizzato.
Il termine se l'è inventato trenta anni fa
Richard Dawkins - zoologo britannico strenuo
difensore della teoria darwiniana - coniandolo
su ispirazione dei termini memoria + mimesis (in
greco antico "imitazione") e inserendolo tra le
pagine del suo best-seller, Il gene egoista.
Nel saggio del 1976 Dawkins sosteneva come i
geni siano i veri fautori dell'evoluzione
naturale sul pianeta Terra, molto più di
individui e specie, e come la selezione naturale
agisca, guarda caso, al loro livello biologico,
premiando le configurazioni genetiche che
forniscono agli esseri viventi dei tratti
particolarmente adatti al contesto ambientale,
favorendo così implicitamente la loro corsa
senza fine verso l'immortalità.
E il meme in tutto questo discorso fungerebbe da
alter ego genetico nel brodo primordiale della
cultura. Sì, perché queste particelle senza
scopo e senza alcuna volontà antropomorfica,
sono istintivamente proiettate verso la
sopravvivenza, e farebbero di tutto per invadere
una nuova mente proprio attraverso il potere
straordinario, così immediato per la nostra
specie, dell'imitazione: il desiderio morboso di
emulare tutto e tutti, per stare al passo coi
tempi, per apparire migliori, per sfruttare idee
e comportamenti che negli altri sembrano così
vincenti. In tal modo esplodono periodicamente
epidemie memetiche di proporzioni globali nei
più diversi settori della società: pensate
soltanto alle mode estive che imperversano sulle
spiagge, non ultima la febbre del Sudoku, che ha
tutti i caratteri di un fenomeno squisitamente
memetico. E, in pratica, come funziona il
meccanismo di diffusione dei memi ?
Perché alcune idee, prodotti, mode si affermano
con successo mentre altri non riescono neppure a
emergere in superficie? Perché siamo ferocemente
contagiati da banalità quotidiane e raramente
prestiamo attenzione a fatti e comportamenti che
invece potrebbero essere più utili e
interessanti ?
Domande senza prezzo, certo, a cui ogni
pubblicitario, ogni azienda, vorrebbe oggi
rispondere con certezza, con cognizione di
causa, ipnotizzando milioni di teste pensanti e
sbaragliando ogni tentativo di concorrenza. Ma
non crediate che sia poi così difficile
rispondervi.
Prima di tutto è importante cambiare
prospettiva: accogliere il punto di vista del
meme, non pensare più secondo il principio di
razionalità, in chiave umana nel preferire
qualcosa a qualcos'altro, ma accettare piuttosto
il fatto che siamo "pilotati", meglio ancora,
infettati da potenti agenti virali, complessi di
memi che, uniti per sopravvivere, contagiano le
persone senza che queste ne siano effettivamente
consapevoli.
Come si misura poi il tasso di infettività di
questi memi? Semplice: in base a quanto essi
"spingono" sui nostri atavici tasti biologici
che ci portiamo emozionalmente e mentalmente
dentro sin dalla nascita, esemplari della specie
umana cablati da madre natura in un ben
determinato modo, malgrado tutta la complessità
culturale che oggi ci circonda. Questi pulsanti
ce li abbiamo in testa: sesso, potere e
sopravvivenza, grandi bacini di attrazione della
nostra vita, la fanno da padroni. Ed è proprio
lì che nascono e si alimentano le lusinghe dei
memi, per far breccia nel cuore e nella mente di
ognuno di noi, riuscendovi il più delle volte,
da migliaia di anni.
Seguendo dei trucchetti precisi e sempre validi,
come calcare sull'unicità e l'originalità -
meglio se non troppo innovativa -, sul valore
nostalgico, il coinvolgimento emotivo, le
associazioni con altre idee ed eventi positivi,
sull'empatia e la personificazione del prodotto
o servizio immessi sul mercato. Tutte
caratteristiche che, se opportunamente
ingegnerizzate in chiave memetica, fanno subito
percepire l'azione della selezione culturale:
un'opera incessante quanto invisibile, che
struttura il nostro universo di significato,
ricco di innumerevoli tentazioni di consumo
quotidiane che, a loro volta, incarnano miriadi
di memi pronti a farsi assumere come "credo" di
turno o "modo di essere" contemporaneo. Noi
siamo i nostri memi e loro stessi ci
costituiscono per quello che siamo, in un
perfetto gioco simbiotico, analogamente a quello
che accade a livello biologico per le
combinazioni di triplette presenti sulla doppia
elica dell'acido deossiribonucleico.
La "ricetta" è sempre il punto di partenza di un
processo che via via produce un effetto
irreversibile, l'individuo, fatto di carne e
memi, una macchina da riproduzione a duplice
livello: fisico e mentale. E i gruppi di memi
che guarda caso meglio si diffondono sono sempre
quelli che godono di una "collosità" contagiosa
di prim'ordine, che scatenano reazioni di
imitazione immediata nei gruppi più ristretti,
nelle ormai famose "reti sociali": quegli umani
"small world" (piccoli mondi) che, grazie ai
pochi opinion leader che fungono da
super-connettori e primi adottatori di nuove
mode, permettono con relative facilità e
velocità la propagazione di queste colonie di
memi egoisti.
Lo stanno ben capendo le multinazionali di tutto
il pianeta che ora, più che mai, cominciano ad
affidarsi al passaparola digitale tra amici e
conoscenti, piuttosto che continuare a
bombardare i potenziali clienti con le
classiche, quanto ormai inefficaci e
anacronistiche campagne pubblicitarie di massa.
Individuare quei pochi leader, sintonizzarsi su
di loro per convincerli a ospitare i memi
giusti, per diffondere la "buona novella" del
loro brand. Facendola passare come gioco o
divertente video su Internet, che all'apparenza
poco o nulla avrebbe a che fare con esplicite
manovre di marketing spinto. Ecco uno dei
segreti del marketing memetico.
Un esempio per tutti ? Andatevi a vedere
www.subservientchicken.com.
Siamo dunque nell'epoca dei memi. Un'età in cui
la nostra vita ha a che fare ogni giorno con
l'informazione a ogni livello della realtà, e in
cui stiamo sempre più capendo che è lei, appunto
l'informazione, a vivere per noi, con noi e in
noi. Arredandoci la mente e permettendoci di
essere umani, proprio per replicarla senza posa.
Anche con il rischio di vedere le tremende
conseguenze di memi nocivi per l'umanità
all'opera su aerei dirottati e in vagoni delle
metropolitane. *Francesco Ianneo (Roma, 1968) è
dottore di ricerca in Filosofia con indirizzo
epistemologico. Formatore e consulente
aziendale, ha appena pubblicato per Castelvecchi
Memetica, un libro sulla teoria delle idee
contagiose. I suoi attuali interessi
professionali analizzano come si innescano le
epidemie di acquisto e la propagazione di mode e
tendenze, attraverso strategie mirate di
marketing virale. È ideatore di un workshop su
Teoria e Pratica Memetica rivolto a privati e ad
aziende.
http://memetica.interfree.it
By Francesco Ianneo - Tratto da:
http://dweb.repubblica.it