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Lo
Sbattezzo
Come cancellare gli effetti civili del battesimo, secondo
l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
- 10-04-2005 - Fonte: uaar.it
Stando al catechismo della Chiesa cattolica, il
battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato
e, rigenerati come figli di dio, si diventa membra di Cristo, ci si
incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Come
un bambino di pochi giorni possa essere reso partecipe della missione
della Chiesa resta, ovviamente, un mistero della fede.
Va ricordato che il battesimo è un rito estraneo alla narrazione
evangelica: l’unico passo esplicito (Mt. 28,19) è spesso
considerato dagli studiosi come una manipolazione posteriore, mentre
Gesù, pur battezzato da Giovanni, personalmente non battezzò mai
nessuno, né tanto meno risulta siano mai stati battezzati gli
apostoli.
Commento
NdR: Inoltre il battesimo dei neofiti della chiesa cristiana
nascente era effettuato per immersione e NON per aspersione come oggi
viene effettuato dalle chiese cristiane cattolico ed ortodossa,
infatti in greco la parola “Batismos” significa solo immergere !
PERCHÉ la CHIESA
(Cattolica) BATTEZZA i NEONATI ?
Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto
trent’anni. Né la Madonna, né san Giuseppe gli imposero nulla
quando era in fasce.
Agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli
adulti.
Successivamente, con l’affermarsi della nuova religione, il rito
venne gradatamente anticipato a causa dell’elaborazione teologica
del peccato originale, tuttora in vigore.
Ancora oggi, infatti, la Chiesa ritiene che i bambini «nascono con
una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e
hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle
tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di dio».
Se un neonato non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non
si capisce a maggior ragione perché debba compiere, dopo pochi giorni
di vita, una scelta che potrebbe pregiudicarne - da un punto di vista
religioso - l’accesso al paradiso. La palese assurdità della cosa
ha spinto la maggior parte delle Chiese ad istituire la cresima, o
confermazione in età adulta della “presunta” volontà del neonato
di farne parte.
La Chiesa cattolica ha tuttavia, anche in questo caso, giocato
d’astuzia, anticipando progressivamente l’età della Cresima, che
oggi viene somministrata anche a dieci anni.
Il BATTESIMO COME ADESIONE alla CHIESA CATTOLICA: È LEGALE ?
Il codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa
assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non
cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro
la volontà dei genitori»!
Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero
denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della
Costituzione.
Ricordiamo che tale articolo stabilisce che «è dovere e diritto
dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli».
Attenzione, però: «istruire» non significa affatto «imporre».
Insegnare ai propri figli la verità della religione cattolica non
deve quindi avere come automatica conseguenza l’adesione vita
natural durante alla Chiesa cattolica, così come insegnare ai propri
figli il gioco degli scacchi non deve comportare l’iscrizione vita
natural durante al club degli scacchi.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha inoltre stabilito
che l’adesione ad una qualsiasi comunità religiosa debba essere
basata sulla volontà della persona: difficile, a nostro avviso,
rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni. Infine,
secondo la legge 675/96, l’appartenenza religiosa è considerata un
dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e
politica, la vita sessuale e alla salute dell’individuo.
Non si
capisce pertanto perché, se la legge impedisce ai genitori di
iscrivere i propri figli ad un sindacato, ad un partito, ad
un’associazione gay, non debba conseguentemente impedire
l’adesione ad una organizzazione religiosa.
L’USO STATISTICO dal BATTESIMO da PARTE della CHIESA CATTOLICA
Ogni elaborazione statistica delle convinzioni religiose (e non) di
una comunità di essere umani si scontra, oltre con l’incertezza di
molte persone, anche e soprattutto con la tendenza degli enti cultuali
a sovrastimare i propri aderenti.
La Chiesa cattolica non si astiene da ciò: anzi, con la politica dei
numeri riesce spesso a piegare la politica dei politici.
Essa, infatti, ogni dodici mesi pubblica un Annuario Pontificio col
quale sottolinea la propria condizione di religione "number
one" quanto a fedeli: oltre un miliardo. Di questi, circa 56
milioni sarebbero italiani, ovvero il 98% della popolazione.
Sono cifre chiaramente fantasiose, ma frutto di una loro logica: sono
infatti basate sul registro dei battezzati.
Tale registro è il frutto
di un semplice aggiornamento del dato in possesso al parroco alla data
di rilevazione precedente, aumentato dei battesimi e diminuito dei
funerali.
Il fatto che una persona, battezzata, finisca per maturare convinzioni
diverse non viene quindi automaticamente registrato dalla Chiesa, che
teoricamente perpetua l’errore per l’eternità.
Con queste cifre gonfiate il Vaticano presenta poi il conto ai
governi, sostenendo di rappresentare ad esempio pressoché l’intera
popolazione italiana, ed ottenendo un ascolto e dei privilegi
assolutamente ingiustificati.
Tutti i sondaggi d’opinione concordano
nel dimostrare l’assurdità di certe cifre.
PERCHÉ CANCELLARE gli EFFETTI del BATTESIMO ?
Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione
laica lo riterrebbe una cosa seria.
Ci sono invece motivazioni ben più importanti:
· per coerenza: se non si è più
cattolici non vi è alcuna ragione per essere considerati ancora tali
da chi non si ritiene più degni della propria stima;
· per impedire alla Chiesa cattolica di conteggiare tra i propri
sostenitori anche chi non lo è: andando poi a trattare con i governi
sbandierando cifre improbabili, ed ottenendo privilegi ingiustificati
a danno dell’intera comunità;
· per una questione di democrazia: troppo spesso il clero cattolico,
convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria
parrocchia, "invade" la vita altrui (pensiamo alle
benedizioni natalizie, o più banalmente al rumore prodotto dalle
campane). Si crea così una sorta di "imposizione
teocratica" e si diffonde la convinzione che bisogna battezzare,
cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere
discriminati all’interno della propria comunità. Abbattere questo
muro è una battaglia essenziale per vivere in una società veramente
libera e laica.
· Per rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della
propria vita. Non essere più cattolici comporta l’esclusione dai
sacramenti, l’esclusione dall’incarico di padrino per battesimo e
cresima, la necessità di una licenza per l’ammissione al matrimonio
(misto), la privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di
segni di ripensamento da parte dell’interessato.
Significa quindi non dover sottostare alle richieste del proprio
futuro coniuge di voler soddisfare la parentela con un rito in chiesa,
non vedersi rifilare una estrema unzione (magari mentre si è
immobilizzati), e avere la sicurezza che i propri eredi non effettueranno
una cerimonia funebre in contrasto con i propri orientamenti.
L’ASSOCIAZIONE per lo SBATTEZZO
L’Associazione
per lo Sbattezzo nasce negli anni ’80 proprio su queste
tematiche, che porta avanti attraverso l’organizzazione di meeting
anticlericali, campagne di sensibilizzazione e pubblicazioni.
Suo il merito di aver sollevato il problema in Italia: attraverso
questa associazione sono partite le prime lettere verso le parrocchie
italiane. Oggi la parola "sbattezzo" è entrata a far parte
dei dizionari.
L’INIZIATIVA GIURIDICA dell’UAAR
Nel 1995 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha
avviato una campagna per la "bonifica statistica" dei
battezzati. Dopo aver verificato le risposte fumose ed evasive alle
richieste di cancellazione ricevute dai parroci (le poche volte che
costoro si degnavano di rispondere), ha preferito spostare il
confronto in sede giudiziaria.
Attraverso un socio individuato ad hoc, ha così intrapreso un ricorso
al Garante per la protezione dei dati personali (Stefano Rodotà),
chiedendo di intervenire nei confronti delle parrocchie refrattarie
alla cancellazione del battesimo.
IL SUCCESSO dell’INIZIATIVA GIURIDICA UAAR
Nel settembre 1999 il
Garante
per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul ricorso del
socio UAAR.
Secondo il Garante non si può cancellare il battesimo, in quanto
documenta un episodio effettivamente avvenuto: inoltre, anche in
questo caso, la doppia ragione sociale di Stato estero e di ente
religioso permette alla Chiesa di usufruire di privilegi che altre
confessioni non hanno.
È però possibile, per chiunque lo desideri, far annotare la propria
volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica. Si tratta di
un riconoscimento importante, con il quale per la prima volta la
giurisprudenza italiana stabilisce un metodo per l’ottenimento di un
elementare diritto civile, quello di non essere più considerati
“figli della chiesa”.
Clicca
qui per il comunicato del Garante.
Lo sconcerto cattolico deve essere stato notevole, se persino un
esponente considerato "illuminato" come don Zega, dalla
prima pagina della "Stampa" del 29 settembre 1999, riusciva
a confondere UAAR e Associazione per lo Sbattezzo, cercando poi di
buttare tutta la vicenda sul goliardico.
Come conseguenza pratica, però, l’iniziativa dell’UAAR ha
costretto la Conferenza Episcopale Italiana ad emanare già il 20
ottobre 1999 un Decreto Generale sull’argomento.
L’UAAR, incassato il parziale successo, ha comunque deciso di
ricorrere al tribunale di Padova, che ha in sostanza confermato quanto
statuito da Rodotà, sancendo però che «è lo Stato che si
riserva il potere di verificare se sussistano i presupposti per
escludere il proprio intervento con riguardo agli atti dell’autorità
ecclesiastica».
Nel novembre 2002 la Conferenza dei vescovi italiani, riunita in
assemblea plenaria, ha dovuto confermare la legittimità delle
richieste formulate col modulo UAAR.
COSA BISOGNA FARE per non ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI ?
· se si conosce la chiesa presso la quale si è stati battezzati,
bisogna semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si
chiede che sia annotata la propria volontà di non far più parte
della Chiesa cattolica. Non è necessario fornire alcuna motivazione.
Clicca
qui per una lettera modello, oppure
qui per scaricarla in formato *.RTF; è altresì
disponibile in
formato *.pdf.
· se non la si conosce (oltre a fare un tentativo collegandosi a
www.parrocchie.it),
è possibile spedire una lettera dello stesso tenore al vescovo della
diocesi di origine (elenco disponibile su
www.chiesacattolica.it/cci_new/diocesi
). Clicca
qui per una lettera modello, qui
per scaricarla in formato *.RTF; anche di questa lettera è
disponibile
la
versione in formato *.pdf .
Consigliabile una raccomandata con
avviso di ricevimento: indispensabile richiedere la conferma
dell’avvenuta annotazione e allegare la fotocopia della carta
d’identità.
Nel caso vengano frapposti degli ostacoli, chiediamo a tutti di
segnalarcelo a
soslaicita@uaar.it
per ottenere una consulenza sull’argomento. La campagna avviata
dall’UAAR ha infatti provocato un discreto sgomento all’interno
delle gerarchie cattoliche. Sul magazine dei sacerdoti Vita
Pastorale del luglio 2002 mons. Battaglino, pur riconoscendo come «del
tutto legittima la richiesta presentata per iscritto dall’avente
diritto di far annotare a margine dell’atto di battesimo come parte
integrante di esso il sopravvenuto rifiuto dell’appartenenza alla
Chiesa cattolica e di pretendere dal responsabile dei registri la
comunicazione scritta dell’avvenuta annotazione», è arrivato a
sostenere che «mancando tutt’ora il regolamento attuativo,
promesso ma non ancora stilato, di queste disposizioni, si suggerisce
di accusare ricevuta della richiesta notificando la riserva di
renderla operativa appena possibile». Una posizione arbitraria e
giuridicamente non sostenibile.
Ricordiamo che - in mancanza di risposta da parte della parrocchia -
è possibile presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati
personali: alcuni soci UAAR hanno già avuto soddisfazione proprio in
virtù di un intervento del Garante stesso.
Clicca
qui per un estratto della Relazione sull’attività
2002 presentata dal Garante stesso.
Il 13 luglio 2003 il
quotidiano
La Repubblica ha pubblicato con grande rilievo l'articolo «La mia
lunga battaglia per essere sbattezzato» a firma di Jenner Meletti,
sulla storia di una richiesta formulata da un socio UAAR e sulla sua
vittoriosa lotta contro il parroco che non voleva provvedere
all’annotazione.
Il Vicariato di Roma aveva preso l’abitudine di contattare i
richiedenti per avere conferma della richiesta nel corso di un
colloquio. Questo colloquio non è assolutamente necessario per il
buon esito della richiesta, come ha sancito ancora una volta il
Garante della Privacy nel novembre 2003.
LO SBATTEZZO all’ESTERO
Il problema dello sbattezzo non è solo italiano: lanciato in Belgio
alcuni decenni fa da Alternative Libertaire, ha calamitato
l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto in Francia.
Qui la legge ha sancito sia il diritto alla cancellazione, sia il
dovere dell’ente ecclesiastico di fornire prove della stessa: i
vescovi di Carcassone e Mende hanno rischiato pesanti condanne per non
aver provveduto nei termini stabiliti.
Clicca
qui per aggiornamenti sulla campagna di sbattezzo in Francia, a cura
di Europe et Laïcité
oppure
qui, a cura di Vivre au Présent.
In Germania le cose sono ancora più semplici: una legge del 1919
impone alle religioni di "contare" i propri membri in base
alla volontà dei propri fedeli di versare una somma variabile tra
l’8 e il 10 per cento delle proprie imposte.
Se non si vuole pagare
questa tassa si è automaticamente fuori dalla Chiesa e cessano gli
effetti del battesimo, mentre se si è battezzati si è invece
obbligati a pagare le tasse alla propria Chiesa.
La dichiarazione ufficiale di uscita dalla chiesa è effettuabile a
partire dal raggiungimento della maggiore età (ovvero a quattordici
anni, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa).
Clicca qui per
quanto riguarda il problema in Svizzera.
Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2005
Tratto da:
www.uaar.it
vedi:
CATTOLICESIMO
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SBATEZZATEVI
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