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Cristo fu
inventato sulla
persona di Giovanni di Gamala. - Martedì,
maggio 02/2006
La denuncia contro la Chiesa Cattolica nella
persona di un parroco è in esame al Tribunale
dei Diritti Umani:
STRASBURGO - "Gesù Cristo non è esistito, ma è
stato inventato dalla Chiesa ed è un personaggio
di pura fantasia come lo sono i personaggi delle
favole." E' quanto afferma Luigi Cascioli lo
studioso, ex seminarista, autore del
libro-denuncia "La favola di Cristo -
Inconfutabile dimostrazione della non esistenza
di Gesù". Secondo lo studioso i fatti presentati
come veri dalle Sacre Scritture sono in realtà
dei falsi. Primi fra questi quelli
inerenti la figura di Gesù detto il Cristo che è
stata costruita sulla persona di Giovanni di
Gamala, figlio di Giuda il Galileo della Casta
degli Asmonei, sedicenti discendenti della
stirpe di Davide.
I fatti:
Don Enrico Righi, parroco-rettore della ex
diocesi di Bagnoregio (Viterbo), scrisse
in un giornale che Gesù nacque da Maria e
Giuseppe e visse in carne ed ossa. Cascioli, in
base a questa dichiarazione, l'11 settembre 2002
sporse querela contro la Chiesa Cattolica, nella
persona di don Righi, per abuso della credulità
popolare (Art. 661 C.P.) e sostituzione di
persona (Art. 494 C.P.). Il 27 gennaio 2006 il
Tribunale di Viterbo archiviò il caso benché il
prete non portò alcuna prova ammissibile
dell'esistenza di Cristo.
Da marzo 2006 gli avvocati di diritto
internazionale Giovanni Di Stefano e Domenico
Marinelli dello Studio Legale Internazionale di
Roma si occupano del caso Cascioli, dopo essersi
occupati di casi importantissimi: Saddam
Hussein, Kennedy, Lady Diana, George W. Bush,
Roberto Calvi Banco Ambrosiano, Milosevich,Tariq
Aziz, Telekom Serbia.
Il 18 marzo 2006 Cascioli ricorre al
Tribunale dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo:
la pratica N. 14910/06 della "non esistenza di
Cristo" è ora in fase di esame. "Ripongo
molta fiducia nel Tribunale dei Diritti Umani e
nel mio avvocato Giovanni Di Stefano affinche'
il processo venga finalmente aperto in Italia"
commenta Cascioli. "Inutile che la Chiesa, il
Vaticano si ostini a tacere; se possiede le
prove concrete dell'esistenza storica di Cristo
le esibisca all'umanità. Un paio di miliardi di
persone che hanno seguito la dottrina indicata
dalla Chiesa attendono una risposta. Chiara.
Cristo è esistito oppure
no ?
Se la Chiesa si ostina a tacere sull'esistenza
di Gesù significa solo che non avendo prove
concrete essa è ben consapevole e cosciente che
Cristo è un personaggio di fantasia e quindi la
Chiesa sta imbrogliando l'umanità nella
consapevolezza di farlo".
Cosa significa per il cristianesimo dimostrare
che Cristo non è esistito? Commenta Cascioli:
"Sarebbe la fine della Chiesa. Significa
cancellare dogmi fondamentali sui quali si basa
il cristianesimo e il cattolicesimo.
Scomparendo la figura di Cristo uomo che sarebbe
venuto sulla terra per riscattare il peccato
Originale, la dottrina cristiano-cattolica
crollerebbe all'istante. Le conseguenze
immediate: scomparirebbe il sacramento
dell'Eucarestia. Nessun prete potrà più dire:
"Questo è il corpo di Cristo", cioè il corpo di
un personaggio mai esistito. Oltre che una
dichiarazione ridicola e assurda diverrebbe una
truffa perseguibile per legge in tutti i paesi,
come per chiunque inventasse l'identità di una
persona inesistente e la proponesse come vera.
La Chiesa non potrà mai più avvalersi del dogma
della Transustanziazione, cioè il vino e il pane
che si trasformerebbero nel momento della
consacrazione nel "sangue" e nel "corpo di
Cristo", cioè nel sangue e nel corpo di un
personaggio mai esistito. Diverrebbe impensabile
diffondere il dogma della Santa Trinità:
Dio-Padre, Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo dal
momento che il Dio-Figlio risulterebbe essere un
personaggio non esistito. E questi sono solo
alcuni tra i tanti dogmi e assiomi della fede
che andranno in pezzi sciogliendosi come neve al
sole". Si tratta di una denuncia contro la
Chiesa Cattolica, sottolinea Cascioli: "La
Chiesa sostiene un'impostura basata su falsi
documenti, quali la Bibbia e i Vangeli". Il
romanzo "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown e il
"Vangelo di Giuda" annunciato con clamore dalla
rivista National Geographic che stanno creando
guai alla Chiesa, cioè dubbi ai fedeli, sembrano
inezie se paragonati al caso Cascioli il quale
diverrebbe di planetaria dimensione.
Gli studi di Cascioli con la dimostrazione della
"non esistenza di Cristo" distruggono in un solo
colpo e in pochi minuti la dottrina cristiano
cattolica. Per evitare ciò la Chiesa dovrebbe
esibire all'umanità prove storiche
dell'esistenza di Cristo, prove inconfutabili,
prove ammissibili concrete e non i soliti
argomenti di teologia e catechismo.
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Dal settimanale
Archeology del 18 giugno 2003: "Il vero
dramma del cristianesimo è che, dopo 2000 anni, i
cristiani ancora cercano febbrilmente le prove
dell'esistenza di Gesù.
E attenderanno purtroppo ancora poiché la recente
scoperta che aveva dato un pallore di speranza al cuore
di alcuni si è rivelata purtroppo un'impostura
supplementare che s'iscriverà nella lunga lista
delle menzogne e contraffazioni praticate dalla Chiesa.
In
ottobre 2002, André Lamare , direttore alla scuola di
Alti Studi, aveva annunciato come avvenimento
sensazionale la scoperta di un'iscrizione
su un ossario di Gerusalemme.
Il contenitore d'ossa portava, apparentemente, una prova
dell'esistenza di Gesù Cristo per via di una menzione,
in aramaico, di "Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello
di Cristo".
L'ossario avrebbe dunque contenuto i resti del fratello
di Gesù. Se questa notizia ha trasportato al settimo
cielo alcuni credenti, altri, facenti parte della
gerarchia cattolica, l'accettavano piuttosto male poiché
l'esistenza di un fratello di Gesù distruggeva l'idiota
dogma della verginità della Madonna.
La soluzione è venuta il 18 giugno 2003 da un'analisi
effettuata dal dipartimento della Antichità Israelite:
l'urna è autentica ma le iscrizioni sono recenti, esse
sono state apportate con lo scopo di dare un senso
religioso all'oggetto.
Si tratta quindi di una falsificazione e il proprietario
dell'ossario, certo Odan Golan, è sospettato di esserne
lui stesso l'artefice.
Bisogna rimarcare che questa contraffazione ha
fortemente svalorizzato il valore dell'oggetto
archeologico".
E ancora dal
giornale
Liberazione del 23 ottobre 2003: "
Il 21 giugno 2003 è stato arrestato dalla polizia
israelita Odad Golan accusato di essere il responsabile
della falsificazione operata sull'ossario. Degli
strumenti utilizzati per eseguire questo arresto sono
stati trovati presso il suo domicilio insieme ad altre
falsificazioni in fase di realizzazione.
Il valore dell'ossario è così passato da più di
unmilione di dollari praticamente a nulla.
Odad Golan, in seguito al processo, è stato condannato a
sei mesi di reclusione e a un risarcimento verso lo
Stato d'Israele di unmilione di dollari".
E ancora dal settimanale "Times"
del 30 giugno, pag. 14: "La più antica e unica prova
della vita di Gesù che poteva venire da un contenitore
funerario di pietra che si riteneva custodire
frammenti ossei di Giacomo, fratello di Gesù, è stato
dichiarato un falso dall'Autorità Israeliana delle
Anvichità. Il gruppo di esperti ha trovato incongruenze
nella patina e nel linguaggio dell'iscrizione sulla
tomba, "Giacomo, il fratello di Gesù" che l'autore
colloca in tempi moderni".
Fino a quando dovremo assistere alle tante e tante
falsita' della cristianita'
?
vedi:
False
traduzioni della Bibbia
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Il Cristo Eterno.
Gesù o il
dio sole? di
autori vari
- Maggio 2006
La vita di Gesù
narrata nei Vangeli coincide con gli antichi
miti, un fatto che ha dato adito a un dibattito
ancora aperto, tanto nel seno della cultura
cristiana che di quella profana. Qual è il
significato della ripetizione di questa storia
sacra ?
Perché sorge in modo spontaneo in tutte le
civiltà del mondo ?
Il
Cristianesimo sostiene che, con Gesù, Dio stesso
irruppe nella storia umana. Nel quadro culturale
della sua epoca, sia la nascita da una madre
vergine in seguito a una procreazione miracolosa
sia la resurrezione il terzo giorno successivo
alla sua morte sulla croce equivalevano ad
attribuirgli i segni distintivi della divinità.
Nelle civiltà del Mediterraneo orientale del I
sec. d.C. questi prodigi supremi erano segni
propri dei numi pagani agrari e solari. Il mito
di base, che si esprime in forme diverse per
ogni cultura, consiste nel dramma del giovane
dio che muore nel pieno della sua vita per
rigenerare la natura con il suo sangue, ma
rinasce con il grano nuovo della primavera per
trasformarsi nel "Signore dei vivi e dei morti"
e nel "Salvatore dell'Umanità".
In Egitto questo dio è
Osiride,
in Persia è
Mitra, in
Asia Minore è Attis, in Grecia è
Dioniso.
Non si tratta solamente di un
mito
fondamentale del Mediterraneo, ma riveste un
carattere universale. Per questo stesso motivo
non può essere spiegato in maniera semplicistica
come il risultato delle successive
rielaborazioni di un modello originale, visto
che lo troviamo anche in culture molto lontane
tra loro, che non ebbero alcun contatto e che lo
reinventarono autonomamente. Tra i nativi
prenobscott degli Stati Uniti, ad esempio, è
la Dea Madre che, commossa dalla fame dei suoi
figli, si autosacrifica seminando le sue membra
nella terra per tornare col raccolto di mais e
di tabacco. Tra i
celti
esistevano riti che prevedevano il trascinamento
della donna per i campi come rappresentazione
del sacrificio della dea del raccolto,
simbolismo
di per se stesso centrale nel mito di Ci-bele e
in quello di Demetra e Persefone, ma che non
manca neanche nella religiosità orientale, in
cui, come osservò il grande mitologo Joseph
Campbell, il mito della creazione ricorre all'autosmembramento
del dio.
Questo prestigioso specialista crede, inoltre,
che in Occidente predomini il sacrificio, mentre
in Oriente si preferisca l'autosacrificio.
Tuttavia con Cristo siamo davanti a un modello
che combina entrambe le varianti: Gesù non solo
si assume volontariamente il supplizio della
croce, ma, dato che lui è «l'agnello scannato
sin dalla fondazione del mondo» secondo il
Libro dell'Apocalisse di San Giovanni, la sua
crocifissione è stata decisa da sempre ed
equivale a un autosacrificio di Dio. La Chiesa
greco-ortodossa accoglie questa idea nella
dottrina della kenosis, che concepisce la
Creazione come uno svuotamento o rinuncia di Dio
a se stesso.
La "sacra" commissione
Nel IV sec. d.C,
quando si posero le basi del Cattolicesimo a
Nicea, i primi cristiani di Roma avevano
familiarità con tutti questi miti e convivevano
mescolandosi con i seguaci dei vari culti solari
analoghi al loro, come quello di Mitra (sorto
verso il II sec. a.C), che similmente nacque da
una vergine in una grotta, venne adorato dai
pastori e fu assassinato dai suoi nemici che gli
trapassarono il costato con una lancia,
resuscitando al terzo giorno.
Di fatto, il trasferimento della festa della
Natività di Gesù al 25 dicembre fu operato per
far coincidere in essa i tre grandi culti
monoteisti stabilitisi a Roma e dedicati a
Cristo, Mitra e al Sol Invictus.
La mitologia comparata ha dimostrato sino a
che punto vennero reinventati i dettagli del
modello di base.
La Maddalena, come la Iside egizia, vaga in
cerca del dio morto finché non lo trova; Iside
resuscita Osiride, e Cristo risorto appare alla
Maddalena dandole la novella del miracolo
supremo. Di fatto esiste una speculare
simmetria, un incredibile parallelismo che
riguarda persino i dettagli apparentemente più
triviali dei differenti miti.
La prima "Sacra Famiglia" fu egizia: Osiride,
Iside e Horus. Lo furono anche la prima
"Immacolata Concezione" (in una variante del
mito di Osiride, Horus viene messo al mondo
senza ricorrere alla sessualità, e in un'altra
leggenda, raccolta da Plutarco, si autogenera a
Edfu), la prima "Eucarestia" (la comunione
osiridea con pane e vino), il primo "Dio Supremo
Uno e Trino" e persino la prima "Comunione dei
fedeli" nel corpo del dio, compreso il tema
della "fusione mistica". Osiride fu il primo
figlio a fondersi in un unico essere con il Dio
Padre (Ra) e il primo Salvatore degli uomini. Ma
la quantità di numi agrari e solari che seguono
lo stesso modello è considerevole: Adone
(Siria), Bacco (Italia), Prometeo (Grecia),
Orfeo-Zagreo nei culti misterici e così via.
Il «Cristo eterno" di
Sant'Agostino
Tutti i grandi
padri della Chiesa primitiva, la cui opera è
conosciuta come patristica, conoscevano questi
miti.
A tale proposito, nei primi secoli della nostra
era, si formarono due correnti opposte. Una, che
si rifaceva a una tradizione rappresentata da
San Giustino martire, sosteneva che questi miti
erano parodie diaboliche ordite per proiettare
dubbi sul Cristo e burlarsi del suo sacrificio.
L'altra, che può contare su rappresentanti
prestigiosi come
Sant'Agostino,
credeva si trattasse di prefigurazioni
profetiche ispirate da Dio per rivelare agli
uomini il carattere universale e la legittimità
divina della missione di Cristo. Visto che
l'irruzione di Dio nella storia, assumendo un
destino terreno, era il fulcro del piano del
Creatore, non c'era niente di più logico e
naturale che imprimere quest'immagine nella
profondità dello spirito umano, facendo in modo
che si esprimesse diverse volte nei sogni, nei
miti e nelle trance mistiche. Secondo
Sant'Agostino la vera religione era sempre
esistita «dall'inizio della razza umana, sino
a che Cristo venne in un corpo, quando cominciò
a chiamarsi cristiana, già esisteva».
Da questa sua prospettiva, comune ad altri
celebri pensatori della patristica, Osiride,
come il Prometeo greco, era una profezia
ispirata da Dio. E' curioso osservare come
questa polemica continua a persistere ancora
oggi in seno al Cattolicesimo. Recentemente la
Congregazione per la Dottrina della Fede,
diretta dal cardinale Ratzinger, ha castigato
con il regime del silenzio il sacerdote e
teologo gesuita Jacques Dupuis per aver
sostenuto idee in questa linea, nel suo libro
Verso una teologia del pluralismo religioso,
mentre il cardinale emerito di Vienna, Franz
Kòning, e altri 75 teologi cattolici si
affrettavano a firmare una lettera di appoggio a
Dupuis.
Il problema è vecchio e obbligò, a suo tempo,
Sant'Agostino a ritrattare la dottrina del
"Cristo eterno".
La chiave per comprendere il motivo di questa
resistenza della gerarchia cattolica ad
accettare tale tesi è semplice: facendolo si
rinuncia al concetto secondo il quale «non
c'è salvezza al di fuori della Chiesa» e,
allo stesso tempo, si riconosce che esistono
altre vie, anch'esse legittimate dalla
rivelazione, per accedere alla verità di Dio.
Oltre a questa polemica interna, gli antecedenti
mitici di Gesù provocano un altro dibattito,
questa volta con il materialismo. Da una
prospettiva profana e razionalista, gli
antecedenti agrari e solari di Gesù vengono
percepiti come prova del fatto che i
Vangeli non
narrano una storia reale, ma un mito che avrebbe
usurpato l'esistenza storica di un maestro di
saggezza: un profeta o un messia giudaico. Di
questo essere storico casualmente si tramandò
che venne condannato e giustiziato, a cui
vennero in seguito aggiunti gli elementi
leggendari adottati dalle divinità di altre
culture. Il problema di questa teoria è che
esistono prove documentali precise del fatto che
le coincidenze tra il mito di base già
menzionato e la vita di Gesù non vennero
aggiunte all'interno di un processo storico che
culminò nel IV sec. d.C. a Nicea - quando
vennero selezionati i quattro Vangeli canonici
scartando tutto il resto - dato che le stesse
fonti giudaiche (Talmud) avallano
l'ipotesi che già fossero presenti in ciò che
predicavano i suoi seguaci iniziali dopo la sua
morte, compresa la Resurrezione.
Affinché l'argomento avesse realmente un peso,
la credenza in essa o nel suo carattere di
"Figlio di Dio" avrebbe dovuto essere
posteriore, come risultato dell'evoluzione
culturale e delle modificazioni indotte nella
storia originale dalla crescente contaminazione
di elementi mitologici estranei, adottati da
altre culture.
Ma è palese che i cristiani affermarono la
vicenda della Resurrezione immediatamente a
Gerusalemme e non quattro secoli dopo essersi
mescolati a Roma con i fedeli di Mitra.
La psicologia profonda
E' possibile
che il grande psicanalista
Carl Gustav Jung
- che non è sospettato di aver favorito il
Cristianesimo - abbia apportato una soluzione in
grado di evitare il falso dilemma di questa
polemica.
Per Jung, infatti, esiste un Cristo
pre-cristiano e pagano nella stessa misura in
cui «Cristo non è tanto un fatto storico
quanto un fatto psicologico che tende ad
accadere di per sé stesso». Vale a dire,
l'universalità del mito si deve al fatto che si
tratta di un
archetipo
della psiche profonda, impresso nell'inconscio
collettivo e, pertanto, sorge spontaneamente di
quando in quando nel simbolismo dei sogni, degli
stati visionari, delle trance mistiche,
dei miti, delle leggende e della poesia. Da
questo punto di vista, avremmo un Cristo eterno
che si rivelerebbe a tutti gli uomini di tutte
le culture grazie alla sua stessa condizione
archetipica. La sua sede sarebbe l'inconscio
collettivo, del quale anche Jung arrivò a
domandarsi se non era per caso lo stesso che,
dalla loro esperienza mistica, altri chiamavano
"Dio". Ciò non esclude che Gesù di Nazareth
incarnasse storicamente l'archetipo, data la sua
tendenza a emergere e a esprimersi. E ancora, è
naturale che questo accada di tanto in tanto.
La tradizione mistica cristiana definisce questo
fatto con il concetto di "Imitazione di Cristo"
(naturalmente non letterale, ma originale e con
mezzi propri), la cui base evangelica va cercata
in tutte quelle misteriose apparizioni di Cristo
ai suoi discepoli, dopo la morte, sotto altre
spoglie in modo da renderlo uno sconosciuto per
costoro e che si associano alla sua promessa di
essere presente sino alla "fine dei tempi". In
questo senso, tutti i martiri cristiani si
ergono in una Imitatio Christi.
Tuttavia, la questione se tale incarnazione
si produsse in una circostanza storica precisa,
come culmine della promessa messianica
universale implicita in questo mito archetipico,
è argomento che si situa a un livello
differente: l'ambito della fede. Questa sostiene
che c'è stata un'incarnazione unica, perfetta
dell'archetipo, attraverso la quale Dio in
persona assunse effettivamente, nell'esistenza
di Gesù, ciò che sino ad allora aveva unicamente
rivelato come prefigurazione profetica: un viso
e un destino umani e reali. Credere che fu
davvero così è ciò che distingue e definisce
l'esperienza del sacro per i cristiani. Non si
tratta di una deduzione, ma del vissuto
profondo: un'evidenza spirituale che racchiude
tutta la vita psichica dell'individuo.
La Mitologia comparata
Nella loro
opera The Jesus Mysteries (inedito in Italia,
N.d.T.), Timothy Freke e Peter Gandy
studiano dettagliatamente le incredibili
coincidenze tra il mito di base degli dèi
sacrificati, che identificano genericamente con
il nome di Osiride-Dioniso, e la vita di Cristo.
Quelli che seguono sono solamente alcuni dei
parallelismi più importanti. Tutti questi dèi
vengono percepiti con il seguente profilo:
·
-
Sono il "Salvatore degli uomini", Dio fatto uomo
e Figlio fuso in uno con il Padre.
·
-
Sono nati da una madre vergine in una caverna o
grotta, il 25 dicembre o il 6 gennaio, festività
caratteristiche di tutti i culti solari.
(vedi su Riflessioni.it:
Le radici pagane del Natale di Elena
Savino –
Il natale e le sue tradizioni e
Gesù
di Ermando Danese).
·
-
La loro nascita è stata annunciata da una
stella.
·
-
Hanno ricevuto la visita di alcuni maghi che
resero loro onore con gli stessi doni simbolici:
oro, incenso e mirra.
·
-
Sono stati battezzati, un rito iniziatico comune
a tutti i culti misterici del I millennio d.C.
·
-
Offrivano ai loro seguaci una seconda nascita
attraverso il rito del battesimo.
·
-
Hanno realizzato il prodigio di convertire
l'acqua in vino.
·
-
Coincisero nella realizzazione di miracoli
simili: la cura degli infermi, l'aiuto ai
pescatori per una pesca miracolosa e l'atto di
calmare le acque durante una tempesta.
·
-
Sono stati accusati di tenere una condotta
licenziosa.
·
-
Hanno avuto un gruppo scelto di 12 seguaci o
discepoli associati simbolicamente ai segni
zodiacali.
·
-
Sul dorso di un asino sono entrati trionfalmente
in una città e dalla folla sono ne stati
acclamati re.
·
-
Sono stati equiparati simbolicamente al pane e
al vino, convertiti in segni della loro carne e
del loro sangue.
·
-
Sono morti assassinati o sacrificati, sono stati
avvolti in un telo, sono stati unti e sono
resuscitati dopo tre giorni.
·
-
I loro seguaci hanno fatto visita al sepolcro
trovandolo vuoto.
·
-
La loro morte e la loro resurrezione vengono
celebrate con un agape rituale, che simboleggia
la volontà di fusione del credente con i loro
corpi mistici.
·
-
I loro sacrifici portano la redenzione.
·
-
I loro seguaci sperano che ritornino per
giudicare gli uomini alla "fine dei tempi" e
fondare un'Età dell'Oro.
By
Luis G. La Cruz
Tratto da: I Misteri
di Hera, monografie, Gesù, L'uomo,
L'iniziato, Il Dio - Autori Vari, Ed. Hera
periodici, Agosto 2004
Gesù o il dio sole ?
[…] Il 25 dicembre è associato al giorno di
nascita o di festeggiamento di personaggi divini
risalenti anche a secoli prima di Cristo. Per
citarne alcuni:
Il dio Horus
egiziano
I mosaici e gli
affreschi raffiguranti immagini di Horus in
braccio a Iside ricordano l’iconografia
cristiana della Madonna col bambino, tanto da
indurci a credere che in epoca cristiana, per
ovvi motivi, alcune rappresentazioni di Iside e
Horus, spesso raffigurato come un bambino con la
corona solare sul capo, furono probabilmente
“riciclate”.
Il dio Mitra indo-persiano
Quello di
Mitra fu il
culto più concorrenziale al
cristianesimo
e col quale il cristianesimo si fuse
sincreticamente. A proposito, anche Mitra era
stato partorito da una vergine, aveva dodici
discepoli e veniva soprannominato “il
Salvatore”.
Gli dei babilonesi Tammuz e Shamas
Nel giorno
corrispondente al 25 dicembre odierno, nel 3000
a.C. circa, veniva festeggiato il dio Sole
babilonese Shamash. Il dio solare veniva
chiamato Utu in sumerico e Shamash in accadico.
Era il dio del Sole, della giustizia e della
predizione, in quanto il sole vede tutto:
passato, presente e futuro.
In Babilonia successivamente comparve il culto
della dea Ishtar e di suo figlio Tammuz, che
veniva considerato l’incarnazione del Sole. Allo
stesso modo di Iside, anche Ishtar veniva
rappresentata con il suo bambino tra le braccia.
Attorno alla testa di Tammuz si rappresentava
un’aureola di 12 stelle che simboleggiavano i
dodici segni zodiacali. È interessante
aggiungere che anche in questo culto il dio
Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.
Dioniso
Nei giorni del
solstizio d’inverno, si svolgeva in onore di
Dioniso una festa rituale chiamata Lenaea, “la
festa delle donne selvagge”. Veniva celebrato il
dio che “rinasceva” bambino dopo essere stato
fatto a pezzi.
Bacab
Era il dio Sole
nello Yucatan; si credeva che fosse stato messo
al mondo dalla vergine Chiribirias.
Il dio Sole inca Wiracocha
Il dio sole
inca veniva
celebrato nella festa del solstizio d’inverno
Inti Raymi (festeggiata il 24 giugno perché
nell’emisfero sud, essendo le
stagioni
rovesciate, il solstizio d’inverno cade appunto
in giugno).
Tratto da:
Le radici pagane del Natale di Elena Savino
– 2004 - Jubal editore - www.riflessioni.it/testi/radici_natale.htm
[…] Tutte
queste narrazioni sono basate sul moto del sole
attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo di
idee astrologiche/teologiche, avvenute in ogni
parte del mondo. In altre parole, Gesù Cristo e
tutti gli altri miti di analoga struttura, sono
soltanto personificazioni dell'entità solare.
Per esempio, molti degli uomini-dio crocifissi,
in ogni parte del mondo, hanno in comune la data
di nascita fissata al 25 Dicembre. Questo e'
dovuto al fatto che i nostri antenati avevano
notato (da una prospettiva geocentrica) che il
sole si abbassa, annualmente, verso il sud sino
alle date del 21/22 Dicembre, solstizio
d'inverno, dove sembra stia fermo per circa tre
giorni, per poi riprendere nuovamente il suo
movimento ascendente. Durante questo periodo gli
antenati credevano che il sole morisse per tre
giorni per poi risuscitare il 25 Dicembre.
Gli antichi erano ben consci della necessità
vitale che il sole sorgesse regolarmente ogni
giorno, che interrompesse la sua caduta
stagionale e che riprendesse il suo movimento
ascensionale. Fu così che culture, fra di loro
differenti e distanti, celebrassero la rinascita
del dio sole il 25 Dicembre. Qui di seguito
elenchiamo alcune caratteristiche del dio sole:
- Il sole
muore
per tre giorni a partire dal 22 Dicembre,
solstizio d'inverno,
quando arresta il suo movimento discendente, per
poi ritornare a
nascere,
o risuscitare, il 25 Dicembre, riprendendo il
suo movimento ascendente.
-
In alcune zone
della terra, il calendario, in origine, iniziava
nella costellazione della vergine ed il sole
risulterebbe quindi
partorito da una vergine.
-
Il sole e' la
Luce del Mondo.
-
Il sole
cammina sopra le nubi e tutti lo
possono vedere.
-
Il sole che si
alza al mattino e' il
salvatore del genere umano.
- Il
sole porta una corona,
corona di spine,
o aureola.
-
Il sole
cammina sulle acque.
- I seguaci del
sole,
apostoli o discepoli
sono i 12 mesi dell'anno, i 12 segni dello
zodiaco, delle costellazioni, attraverso i quali
il sole stesso dovrà passare.
- Il sole, a
mezzogiorno, si trova nella casa, o meglio nel
tempio
dell'altissimo;
così egli inizia il
lavoro del padre suo
al dodicesimo tempo.
- Il sole entra
in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi
sull'orizzonte; quindi il
sole di dio
inizia il suo ministero al trentesimo anno.
- Il sole e' appeso ad una croce (crocifisso) il
che simboleggia il suo passaggio attraverso gli
equinozi e, cadendo a Pasqua l'equinozio
primaverile, a quel tempo risorge.
Tratto da: Suns
of God: Krishna, Buddha and Christ Unveiled.
di D. Murdock ('Acharya S'), 2004
“Cristo Sole”
mosaico presente sulla volta del Mausoleo dei
Giulii (fine II sec. Inizio III) nella necropoli
vaticana. Cristo è rappresentato sul carro
trainato da cavalli bianchi come si usava
rappresentare il Sole che sorgeva ad illuminare
il mondo.
Elenco di Studiosi che da oltre 200 anni
hanno messo in discussione
la storia di Gesù.
·
Hermann Samuel
Reimarus
(1694-1768). 1778,
Sulla
intenzione di Gesù ed il suo insegnamento.
In numerosi scritti, di pubblicazione postuma,
il pensatore dell’epoca dei lumi e professore di
lingue orientali al Ginnasio di Amburgo,
respingeva il concetto della “religione
rivelata” a favore del deismo naturalistico.
Reimarus accusava gli autore del vangelo di
frode consapevole
e di innumerevoli
contraddizioni.
·
Francois Marie
Arouet
(Voltaire)
(1694-1778). Fu il maggiore esponente dell’Epoca
dei lumi: nonostante l’istruzione presso un
collegio di gesuiti, affermava che
"il
cristianesimo è la religione più ridicola, più
assurda e più sanguinaria che abbia mai afflitto
il mondo... Il vero Dio non può essere nato da
una ragazza, morto sulla croce, e nemmeno
mangiato in un pezzo di pane".
Fu incarcerato ed esiliato, mentre le sue opere
furono vietate e bruciate. La grande popolarità
nella Francia rivoluzionaria ha assicurato a
Voltaire un posto tra i grandi nel Pantheon di
Parigi. Alcuni estremisti religiosi trafugarono
i suoi resti per gettarli tra i rifiuti.
·
Charles François
Dupuis,
1794,
Origine de
tous les Cultes ou La Religion universelle.
Nell’opera interpreta il Cristianesimo (e
tutte le religioni)
su basi astronomiche e mitologiche.
“E’ più facile
diffondere una grande menzogna che non una
grande verità, poiché è più facile credere che
non ragionare, e perché la gente preferisce alla
semplicità della storia le meraviglie dei
racconti”. Dupuis
volle distruggere una parte delle sue opere a
causa della violenta reazione che avevano
provocato.
·
Count
Volney,
1787,
Les Ruines;
ou, Méditation sur les révolutions des empires.
Lo studioso francese vedeva nell’antico Egitto
gli elementi precursori del Cristianesimo.
·
Edward
Evanson,
1792,
The Dissonance of the Four
Generally Received Evangelists and the Evidence
of their Respective Authenticity.
Il razionalista inglese mise in
discussione il dogma secondo cui gli apostoli
fossero autori dei vangeli, segnalando inoltre
come aprocrife
diverse epistole paoline.
·
Thomas
Paine,
1795,
The Age of Reason.
Il pubblicista che lanciò il
primo richiamo all’indipendenza americana (Common
Sense,
1776;
Rights of Man,
1791). Paine, come molti rivoluzionari
contemporanei, si professava deista, e
denunciava con toni accesi le atrocità e le
contraddizioni della Bibbia.
·
Robert
Taylor,
1828,
Syntagma Of The Evidences Of The
Christian Religion;
1829,
Diegesis.
Taylor era stato incarcerato per
le sue affermazioni sulle origini mitiche del
Cristianesimo.
"Per i primi cristiani le parole non erano altro
che una personificazione del principio della
ragione, della bontà, o di quel principio,
qualunque cosa fosse, più atta a condurre l’uomo
sul percorso della vita”.
·
Godfrey
Higgins,
1836,
Anacalypsis
–
An Attempt to Draw Aside the Veil
of the Saitic Isis; or an Inquiry into the
Origin of Languages, Nations and Religions.
Scrittore inglese, pioniere
dell’archeologia e massone.
·
Bruno
Bauer,
1841,
Criticism of the Gospel History
of the Synoptics.
1877,
Christus und die Caesaren. Der
Hervorgang des Christentums aus dem romischen
Griechentum.
Iconoclasta di primo livello, il
Bauer contestava l’autenticità di tutte le
epistole paoline (nelle quali intravedeva
l’influenza dello stoicismo) e studiava il ruolo
di Filone Alessandrino nel primo Cristianesimo.
Bauer
respinse l’idea del Gesù storico.
"Tutto ciò che si conosce di Gesù appartiene al
mondo dell’immaginazione". Di conseguenza, nel
1842 Bauer veniva contestato e poi rimosso
dall’incarico di professore di teologia del
Nuovo Testamento a Tübingen.
·
Ralph Waldo
Emerson,
1841,
Essays.
Secondo il poeta, già pastore unitariano, Gesù
era un “vero profeta” mentre il Cristianesimo
organizzato sarebbe stato una "monarchia
orientale".
"Le nostre scuole di religione, chiese e società
di beneficenza sono fardelli sulle nostre
spalle”.
·
Mitchell
Logan,
1842,
Christian Mythology Unveiled.
“Per quanto infondato e assurdo,
l’opinione corrente rimane la regina delle
nazioni”.
·
Ferdinand Christian
Baur,
1845,
Paulus, der Apostel Jesu Christi.
Lo studioso tedesco segnalava
come non autentiche le epistole pastorali,
ritenendo genuine solo le quattro principali
epistole paoline. Era il fondatore della “Scuola
di "Tübingen”.
·
David Friedrich
Strauss,
1860,
The Life of Jesus Critically
Examined.
Pastore luterano e studioso, la
critica come mito dei miracoli evangelici e la
riduzione di Gesù a semplice uomo
gli valsero la fine della carriera
ecclesiastica.
·
Ernest
Renan,
1863,
Das Leben Jesu.
Preparato per il sacerdozio
cattolico, Renan scrisse una biografia romanzata
di Gesù in base alla critica tedesca, che gli
valse la fine della carriera ecclesiastica.
·
Robert
Ingersoll,
1872,
The Gods.
Il noto conferenziere dell’Illinois era un duro
critico della religione cristiana.
“Mi è sempre sembrato che un essere venuto da un
altro mondo con un messaggio di importanza
infinita per l’umanità avrebbe dovuto perlomeno
sottoscrivere egli stesso quel messaggio. Non è
straordinario che non esista nemmeno una parola
scritta da Cristo?"
·
Kersey
Graves,
1875,
The World's Sixteen Crucified
Saviours.
Lo scrittore, un quacchero della
Pennsylvania, svelò il cuore pagano dei falsari
cristiani, pur spesso senza citare le sue fonti.
·
Allard
Pierson,
1879,
De Bergrede
en andere synoptische Fragmenten.
L’autore, teologo e storico
dell’arte e della letteratura, identificava
nelle “beatitudini” una raccolta di saggezza
ebraica. La pubblicazione del Bergrede segnava
l’inizio della
critica radicale olandese.
Egli dubitava dell’autenticità di tutte le
epistole paoline e della stessa esistenza
storica di Gesù.
·
Bronson C.
Keeler,
1881,
A Short
History of the Bible.
Un trattato classico sulle frodi del
Cristianesimo.
·
Abraham Dirk
Loman,
1882,
"Quaestiones Paulinae,"
in
Theologisch Tijdschrift.
Questo professore di teologia di
Amsterdam affermava che tutte le epistole
risalgono al 2° secolo,
presentando il Cristianesimo come fusione tra
pensiero ebraico e quello romano-ellenico.
Quando venne afflitto dalla cecità, Loman
affermava che tale condizione lo aveva
illuminato sulla storia oscura della chiesa!
·
Thomas William
Doane,
1882,
Bible Myths and their Parallels
in Other Religions.
Altra opera sulle
basi pagane
dei miti e dei miracoli della Bibbia.
·
Samuel Adrianus
Naber,
1886,
Verisimilia. Laceram conditionem Novi Testamenti
exemplis illustrarunt et ab origine repetierunt.
Uno studioso di letteratura classica che
intravedeva nelle scritture cristiane i miti
greci.
·
Gerald
Massey,
1886,
Historical Jesus and Mythical
Christ.
1907,
Ancient Egypt-The Light of the
World.
Un altra opera classica sul
Cristianesimo.
·
Edwin
Johnson,
1887,
Antiqua mater. A Study of
Christian Origins.
Secondo il teologo radicale
inglese i primi cristiani erano crestiani,
seguaci di Chrestus che si era appropriato del
mito di Dionysos Eleutherios ("Dioniso
l’emancipatore"), per creare un dio-uomo che si
era autosacrificato. Affermava anche che
i dodici apostoli non eran che una invenzione.
·
Rudolf
Steck,
1888,
Der Galaterbrief nach seiner
Echtheit untersucht nebst kritischen Bemerkungen
zu den Paulinischen Hauptbriefen.
Secondo lo studioso radicale svizzero tutte le
epistole paoline erano contraffazioni.
·
Franz
Hartman,
1889,
The Life of Johoshua: The Prophet di Nazareth.
·
Willem Christiaan
van Manen,
1896,
Paulus.
Professore di Leiden e il più
rinomato dei radicali olandesi, questo pastore
contestava la risurrezione fisica di Gesù
Cristo. Dopo anni di incertezze, van Manen
concludeva che
nessuna delle
epistole paoline era genuina
mentre gli
Atti
derivavano dalle opere di
Giuseppe Flavio.
·
Joseph
McCabe,
1897,
Why I Left
the Church.
1907,
The Bible in
Europe: an Inquiry into the Contribution of the
Christian Religion to Civilization.
1914,
The Sources of
the Morality of the Gospels.
Era un ex frate francescano passato all’ateismo
militante. In numerose opere, McCabe criticava
molti aspetti della leggenda di Cristo –
"Non esiste nei
vangeli una "figura di Gesù". Esistono decine di
figure”.
Tuttavia, ammetteva la possibile esistenza di un
fondatore storico.
·
Albert
Schweitzer.
1901,
The Mystery of the Kingdom of
God. 1906, The Quest of the Historical Jesus.
Il noto teologo e missionario
tedesco (35
anni nel Camerun)
respingeva l’ideale liberale di un Gesù
umanitario, condividendo allo stesso tempo le
conclusioni dei radicali olandesi. Egli
concludeva con pessimismo che il supereroe era
stato un fanatico di tipo apocalittico, e che
Gesù era morto da uomo deluso.
Si ricorda la sua affermazione secondo cui
coloro i quali sono alla ricerca del Gesù
storico hanno trovato solo loro stessi allo
specchio.
·
Wilhelm
Wrede,
1901,
The Messianic Secret.
Wrede dimostrava come, nel vangelo di Marco, un
falso storico era stato creato dal primo
Cristianesimo.
·
Thomas
Whittaker,
1904,
The Origins of Christianity.
Affermava che
Gesù era un mito.
·
William Benjamin
Smith,
1906,
Der vorchristliche Jesus.
1911,
Die urchristliche Lehre des
reingöttlichen Jesus.
Individua nell’isola di Cipro le
origini di un culto pre-cristiano di Gesù.
·
Albert
Kalthoff,
1907,
The Rise of Christianity.
Un altro studioso radicale
tedesco che vedeva nel Cristianesimo una
psicosi. Cristo era in fondo il principio
trascendentale della comunità cristiana, dalle
tendenze apocalittiche, alla ricerca di riforme.
·
Gerardus
Bolland,
1907,
De Evangelische Jozua.
Il filosofo di Leiden individuava
le origini del Cristianesimo nello gnosticismo
ebraico di epoca antecedente. Il protagonista
del Nuovo Testamento sarebbe il “figlio di Nun”,
citato nel Vecchio Testamento, poi chiamato Gesù
da Mosè. La vergine non è altro che il simbolo
del popolo di Israele. I "Netzerim" portarono
poi il loro vangelo in Palestina.
Nel 1907 Pio X condannava i Modernisti che
“operavano in seno alla Chiesa", e introdusse il
giuramento antimodernista nel 1910.
·
Prosper
Alfaric
(1886-1955) Questo docente francese di teologia,
scosso dall’atteggiamento di Pio X, rinunciò
alla fede: nel 1909 lasciò la Chiesa per
dedicarsi al razionalismo.
·
Mangasar Magurditch
Mangasarian,
1909,
The Truth About Jesus ?
Is He a Myth?
? L’ex pastore presbiteriano svelò l’inganno.
·
Karl
Kautsky,
1909,
The Foundations of Christianity.
Un socialista che interpretava il Cristianesimo
in termini della lotta di classe.
·
Arthur
Drews,
1910,
Die
Christusmythe (The Christ Myth).
1910,
Die
Petruslegende (The Legend of St Peter).
1924,
Die Entstehung
des Christentums aus dem Gnostizismus
(Le origini
gnostiche del Cristianesimo).
Il noto filosofo fu il principale esponente
tedesco della teoria di Cristo come mito. Nei
vangeli si era storicizzato un Gesù di stampo
mistico tratto dalla tradizione profetica e
dalla letteratura ebraica.
La Passione si ritrovava nelle
speculazioni platoniche.
·
John E.
Remsburg,
1909,
The Christ:
A critical review and analysis of the evidences
of His existence.
Analizza le contraddizioni dei vangeli: mentre
Gesù probabilmente non era esistito, era invece
diventato l’eroe sovrannaturale del dogma
cristiano.
·
John
Robertson,
1910,
Christianity and Mythology.
1911,
Pagan Christs.
Studies in Comparative Hierology.
1917,
The Jesus
Problem.
Robertson fece presente la natura
universale
di molti elementi della
storia di Gesù
in relazione ai rituali precristiani di
crocifissione nel mondo antico. Individuava in
Gesù/Giosué una antica divinità che aveva la
forma di un agnello.
·
Alexander
Hislop,
1916,
The Two Babylons.
Esauriente saggio sui
rituali pagani
e altre usanze del
Cattolicesimo.
·
Gustaaf Adolf van den Bergh
van Eysinga,
1912,
Radical Views about the New
Testament.
1918, Voorchristelijk
Christendom. De vorbereiding van het Evangelie
in de Hellenistische wereld.
Il teologo fu l’ultimo dei
radicali olandesi a ricoprire una cattedra
universitaria.
·
Edward
Carpenter,
1920,
Pagan and Christian Creeds.
Uno studio sulle origini pagane
del Cristianesimo.
·
Rudolf
Bultmann,
1921,
The History of the Synoptic
Tradition.
1941,
Neues Testament und Mythologie.
Questo professore luterano di teologia
all’Università di Marburg aderiva alla 'critica
formale” contribuendo alla demitizzazione dei
vangeli. Vedeva nelle storie di Gesù una
teologia presentata nel linguaggio del mito.
Bultmann osservava come il Nuovo Testamento non
fosse la storia di Gesù ma piuttosto una
testimonianza sulle credenze dei primi
cristiani. Asseriva che era inutile ricercare il
Gesù storico:
"Non possiamo sapere nulla o quasi sulla vita e
la personalità di Gesù".
·
James
Frazer,
1922,
The Golden Bough.
Una interpretazione antropologica
del percorso dell’uomo dalla magia, alla
religione ed alla scienza; il Cristianesimo come
fenomeno culturale.
·
P. L.
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