Cattolicesimo
Terrorismo, chiesa cattolica e codice penale
!
Articolo 402 Codice Penale:
"Vilipendio alla religione dello stato;
Chiunque pubblicamente vilipende la
religione dello Stato è punito con la
reclusione fino ad un anno."
Commento NdR: La Corte
Costituzionale, con la sentenza N. 508 del
20 novembre 2000, ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale di questo
articolo.
Pensate quanto odio il Codice Penale ha
introdotto nella società civile.
La
Costituzione, in vigore fin dal 1948 ha
potuto rimuovere questa aberrazione
dell'articolo 402 soltanto nel novembre del
2000.
L'articolo 402 del codice Penale ha
terrorizzato le persone costruendo
conflittualità sociale per 52 anni !
Non
averlo rimosso prima, come avrebbe dovuto
fare il Parlamento della Repubblica ha
costituito un atto di terrorismo nei
confronti delle Libertà fondamentali
affermate dalla Costituzione Italiana.
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IL PRIMO ANNIVERSARIO del PONTIFICATO di
RATZINGER
I cinquecento anni della basilica di S.
Pietro
Ma È PROPRIO SECONDO le SCRITTURE dei
VANGELI ? VEDIAMO
Pochi giorni fa si è celebrato il primo
anniversario di papa Ratzinger con la solita
invasione di folla e con la solita pompa:
Ratzinger aveva gli stessi vistosissimi e
preziosi paramenti di quando fu detto per
lui l'"Habemus Papawm" e il corteggio dei
cardinali, dei vescovi e dei preti era
egualmente chiassoso di allora, così come
era chiassoso lo scampanio.
Un mondanissimo e scandaloso "gloria in
excelsis" celebrato non per la nascita di
Gesu’, ma per l'elevazione al "soglio
pontificio" di uno dei sedicenti vicari.
Poiché, come solito, qualcuno si sentirà
offeso e violato nei propri sentimenti
"religiosi" (molto spesso sinceri, perché
inculcati precocemente nella sua mente)
cerchiamo di vedere se tutto cio' è
fondato o no sulle Scritture, che la massa
dei fedeli si contenta di sentirsele
raccontare dai preti, o, se magari a volte
tenta di leggerla, non puo' farlo che per
trovare conferme di quanto gli hanno
inculcato.
Di lui disse bene il profeta: quando
dichiara siffatti fedeli ciechi e sordi, pur
avendo occhi ed orecchi.
Spero che dopo questa premessa che avrà
disturbato non pochi, qualcuno, almeno "quel
resto" di cui parla la Scrittura, colga
l'occasione per togliersi i ceppi
dell'indottrinamento interessato
e precoce e per usare quel bene che ci rende
simili a Dio, e cioè l'intelligenza e la
volontà di bene.
E allora, come altre volte, taglio e incollo
dalla Bibbia di Gerusalemme, che reca
l'imprimatur della chiesa cattolica: puo'
darsi che qualcuno si accorgerà che qualcosa
non torna.
Ecco: Matteo, Cap. 23.
Allora gesu' si rivolse alla folla e ai suoi
discepoli dicendo: "Sulla cattedra di
Mose'
si sono seduti gli scribi e i farisei.
Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma
non fate secondo le loro opere, perché
dicono e non fanno. Legano infatti pesanti
fardelli e li mettono sulle spalle della
gente,
ma loro non vogliono muoverli neppure con un
dito. Tutte le loro opere le fanno per
farsi vedere dagli uomini: allargano i loro
astucci della legge e allungano le frange
dei loro mantelli; amano posti d'onore nei
banchetti, i primi seggi nelle sinagoghe e i
saluti nelle piazze, come anche sentirsi
chiamare 'rabbi' dalla gente". "Ma voi
non fatevi chiamare 'Rabbi', perché uno
solo è il vostro maestro e voi siete tutti
fratelli.
E non chiamate nessuno 'padre' sulla terra
perché uno solo è il Padre vostro, quello
del cielo.
E non fatevi chiamare 'maestri' perché uno
solo è il vostro maestro. Il più grande tra
voi sia vostri servo; chi invece si
innalzerà, sarà abbassato; e chi si
abbasserà, sarà innalzato".
E veniamo allora al cap. 4 del Vangelo di
Giovanni, eccolo: "Arrivo' intanto una donna di Samaria a
prendere acqua. Le disse gesu': "Dammi da
bere".
I suoi discepoli infatti erano andati in
città a fare provvista di cibi. Ma la
Samaritana gli disse: "Come mai tu, che sei
giudeo, chiedi da bere a me, che sono una
donna samaritana ?". I Giudei infatti non
hanno buoni rapporti con i Samaritani. gesu' le rispose: "Se tu conoscessi il dono
di Dio e chi è quello che ti dice: 'Dammi
da bere, tu stessa saresti stata a
chiedergliene ed egli ti avrebbe dato acqua
viva". Gli disse la donna: "Signore, tu non
hai un mezzo per attingere e il pozzo è
profondo; da dove hai dunque quest'acqua
viva ? Sei tu forse più grande del nostro
padre Giacobbe che ci diede questo pozzo e
ne bevve lui con i suoi figli e il suo
gregge ?".
Rispose gesu': "Chiunque beve di quest'acqua
avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua
che io gli daro', non avrà mai più sete;
anzi, l'acqua che io gli daro'
diventerà in lui sorgente di acqua che
zampilla per la vita eterna". "Signore, gli
disse la donna, dammi di quest'acqua,
perché non abbia più sete e non continui a
venire qui a prendere acqua". Le disse: "Va'
a chiamare tuo marito e poi ritorna qui".
Rispose la donna: "Non ho marito".
Le disse gesu': "Hai detto bene: 'Non ho
marito, infatti hai avuto cinque mariti e
quello che hai ora non è tuo marito; in
questo hai detto il vero".
Gli replico' la donna: "Signore, vedo che tu
sei un profeta. I nostri padri hanno adorato
Dio su questo monte e voi dite che è
Gerusalemme il luogo in cui bisogna
adorare".
gesu' le dice: "Credimi, donna, è giunto il
momento in cui né su questo monte, né in
Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate
quello che non conoscete, noi adoriamo
quello che conosciamo,
perché la salvezza comincia dai Giudei. Ma è
giunto il momento, ed è questo, in
cui i veri adoratori adoreranno il
Padre in spirito e verità perché il Padre
cerca tali adoratori. Dio è spirito, e
quelli che lo adorano devono adorarlo in
spirito e verità". Gli rispose la donna:
"So che deve venire il Messia, quando egli
verrà, ci annunzierà ogni cosa". Le disse
gesu': "Sono io, che ti parlo".
In quel momento giunsero i suoi discepoli
e si meravigliarono che stesse a
discorrere con una donna".
Come si vede qui non si dice di adorare
Dio,
nei templi, come vogliono i preti, specie
cattolici, che vi spadroneggiano: Essi hanno
fatto dei templi le loro piazzeforti, o se
vi piace meglio, lo loro trappole per
acchiappare chi in loro crede e non in Dio.
Dio infatti va adorato "in spirito e verità"
e non importa il luogo ma l'interiorità
della coscienza e del cuore. Possibile che
questo sia stato scritto inutilmente e che i
pontefici romani possano annullarne il
valore per loro tornaconto senza che Dio poi
ne chieda loro conto ?
Ma ancora un'altra breve citazione, fatta
con il taglia incolla dal Vangelo di Matteo.
È breve ma significativa, sintesi delle
sintesi del come i vangeli aboliscano tutti
i luoghi di culto per pregare.
Eccola: "Quando pregate, non siate
simili agli ipocriti che amano pregare
stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli
delle piazze, per essere visti dalla
gente. In verità vi dico: hanno già così
ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua
camera e, chiusa la porta prega il Padre
tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede
nel segreto ti ricompenserà".
Dunque non in chiesa per fari vedere dei
preti, che hanno il compito di poliziotti e
di indottrinatori, mi sembra evidente.
Mi attenderei che chi non è d'accordo, che
ama l'assetto cattolico, obiettasse
qualcosa, servendosi, ovviamente delle
Scritture. Ma questa è forse un'illusione,
almeno in un grande numero di casi.
Non insisto oltre, anche se potrei citare
mille altri passi. Ma tanto - l'ho già
ripetuto, il profeta diceva: hanno gli occhi
ma non vedono; hanno le orecchie ma non
odono."
Concludendo dunque sono certo di poter
afferrare, che non esistono altri Padri,
specie santi, all'infuori del Padre Celeste.
Il resto è menzogna, semente di satana, e
che ne raccoglie e se ne ciba perché ha
creduto senza accertarsi attingere alla
fonti vive e per tutti disponibili.
Certo anche la
Bibbia è stata violata dalla
cupidigia degli uomini: ma per quanto essi
abbiano potuto intorbidare le acque non
hanno potuto sporcare quelle limpide e vive
di cui parla il Vangelo di Giovanni più
sopra citato.
Villa Rosa. domenica 23 aprile 2006
By Luigi Melilli - “tratturo” -
luigi_melilli@libero.it - Newsgroups:
it.cultura.religioni
Commento NdR: E' di tutta evidenza la
totale incoerenza fra cio' che
dovrebbe essere il comportamento dei
cristiani, secondo i loro scritti i vangeli,
e gli attuali comportamenti delle piu' alte
autorita' del cattolicesimo, "pretenziosi
depositari" della verita' ed autonominatisi
"rappresentanti di cristo in terra =
vicarius filii dei".....
Preti ammalati
d'Aids,
suore molestate da preti e indotte
ad abortire dagli stessi, preti gay in
totale crisi esistenziale, ecclesiastici
coinvolti in sordide vicende di
pedofilia.
Situazioni umane di sofferenza che pochi
conoscono, ma che sono il risultato della
contraddittoria morale sessuale cattolica e
dell'ipocrisia di facciata (definita
"prudenza") della Santa Sede, che non nega i
fatti perché non puo', ma ripete la prassi
del "sedare", del "sopire". Sono avvolti nel
mistero, nessuno ne parla, nessuno ne
scrive.....
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Preti Sposati ?
Sì, grazie ! - Sono oltre centomila i preti
sposati nel mondo.
Quel che è proibito a Roma è possibile ad
Atene.
Una questione che sta facendo soffrire
inutilmente moltissime persone. Il
timore è che l´esempio dei preti sposati di
rito orientale contagi anche la Chiesa
latina. Il caso ucraino. Le parole in
libertà del neocardinale O´Brien
ROMA - Tra i
nuovi cardinali che il 21 ottobre ricevono
la berretta color porpora ce n´è uno
pericolosamente loquace.
È lo scozzese Keith Michael Patrick O´Brien,
arcivescovo di Saint Andrews ed Edinburgo.
Il giorno dopo che il papa aveva annunciato
la sua nomina, ha parlato a favore del clero
sposato, del clero omosessuale e della
pillola contraccettiva. Creando in Vaticano
una comprensibile irritazione.
Il 7 ottobre s´è rimesso in riga. Ha colto
occasione dall´insediamento di un nuovo
canonico nella sua cattedrale per recitare
una solenne professione di fede, con la mano
sopra la Bibbia. Al termine della quale ha
recitato testualmente: "Io attesto che
accetto e intendo difendere la legge del
celibato ecclesiastico così come proposta
dal magistero della Chiesa cattolica; io
accetto e prometto di difendere
l´insegnamento ecclesiastico sull´immoralità
dell´atto omosessuale; io accetto e prometto
di predicare sempre e dovunque cio' che il
magistero della Chiesa insegna riguardo alla
contraccezione".
Ma una settimana dopo s´è rimangiata la
prima di queste tre promesse tornando a
caldeggiare l´idea di un clero sposato. L´ha
fatto in un´intervista al "Daily Telegraph".
Nella quale ha detto che ai vertici della
Chiesa è ora se ne discuta.
E a suo sostegno ha portato due fatti. Il
primo è che "in molte delle Chiese orientali
in unione con Roma c´è già un clero
sposato". Il secondo è che "vi sono preti
sposati anche in varie diocesi cattoliche
dell´Inghilterra e del Galles".
Verissimo. Il secondo caso è quello dei
preti con moglie e figli convertiti
dall´anglicanesimo al cattolicesimo. Sono
alcune decine in Gran Bretagna e in
Nordamerica e il Vaticano bada che non
abbiano incarichi di rilievo e se ne stiano
nell´ombra.
Ma il primo caso è molto più cospicuo. I
preti sposati di rito orientale sono alcune
migliaia e il Vaticano teme - non da oggi -
che essi trasmettano il contagio alla Chiesa
d´occidente: se loro sono legittimamente
sposati, perché non lo potranno essere anche
i preti di rito latino?
Una prova delle contromisure che il Vaticano
ha preso per fermare il contagio è in un
passo compiuto la scorsa estate dalla
conferenza episcopale italiana.
La Cei ha chiesto ai vescovi cattolici
dell´Ucraina (nella foto, il papa a Leopoli)
di non mandare più in Italia sacerdoti
sposati, a prendersi cura delle migliaia di
loro connazionali immigrati. E perché?
Perché "creerebbero confusione tra i nostri
fedeli".
La confusione deriverebbe proprio dal fatto
che hanno moglie e figli. Mentre infatti i
preti cattolici di rito latino sono
obbligati a essere celibi, quelli d´oriente,
pur cattolici anch´essi, sono per la gran
parte sposati per tradizione antichissima. E
finché gli uni e gli altri se ne stanno nei
rispettivi paesi d´origine, al Vaticano sta
bene. Ma appena i preti orientali sposati
emigrano e si mescolano ai celibi, Roma
entra in allarme. Il Vaticano ha chiesto
agli episcopati d´occidente di alzare uno
sbarramento e la Cei l´ha subito fatto, al
pari di altri episcopati europei.
La Chiesa ucraina non l´ha presa bene. La
quasi totalità dei suoi preti sono sposati,
e quindi non più accettati in Italia. Ma c´è
dell´altro. Accusano la Cei di usare due
pesi e due misure, perché anche in Italia
esiste da secoli un clero cattolico sposato,
italiano, con tutti i crismi della
legittimità. È quello delle diocesi di rito
greco albanese, in Calabria, Basilicata e
Sicilia. Di preti sposati queste diocesi ne
hanno oggi una dozzina e se li tengono
stretti. Sono parroci in paesetti di
montagna, più un altro, Sergio Maio, che
vive a Milano e dice messa in rito greco
ogni domenica nella centralissima chiesa dei
santi Maurizio e Sigismondo, in corso
Magenta.
A metà del secolo scorso il Vaticano era
riuscito a estirpare questa prerogativa
delle diocesi greco albanesi in Italia.
Finché nel 1970 il vescovo di Lungro degli
Albanesi s´impunto' e riprese a ordinare
preti sposati, com´era suo diritto. In sua
difesa, in curia, intervenne il cardinale
Johannes Willebrands. Ma non gliela
perdonarono. Passi per i preti sposati di
qualche sperduto paesino, ma a Roma, nel
centro della cattolicità d´occidente, mai.
Un diacono cinquantenne di Lungro, colpevole
d´abitare a Roma con la famiglia, aspetta
invano da vent´anni d´essere ordinato prete.
Pero' almeno i preti sposati italiani di rito
greco sono tollerati. E allora perché non
anche gli ucraini, o i romeni, o i polacchi
? In Polonia orientale c´è una vasta
regione, la Galizia, col proprio rito e col
clero sposato, con uno statuto d´intesa con
Roma vecchio di quattro secoli. E cinque
anni fa il cardinale Angelo Sodano intimo' a
questi preti sposati di "far ritorno in
patria", cioè in Ucraina, senza badare che
essi erano sempre vissuti lì e semmai a
spostarsi erano stati i confini, in seguito
alla seconda guerra mondiale. In Vaticano si
attivarono in loro difesa i cardinali
Achille Silvestrini ed Edward Cassidy, e
Sodano annullo' l´ordine. Ma la linea
dominante in curia resta quella del "cuius
regio eius et religio": niente mescolanze
tra preti celibi e sposati nello stesso
territorio.
Anche a costo di pagare prezzi salati, come
è capitato in America. Nel 1912 Roma vieto'
ai vescovi ucraini degli Stati Uniti e del
Canada, là emigrati assieme a un milione e
mezzo di loro connazionali, di ordinare
preti sposati. L´imposizione provoco' un´autentica ribellione, che finì con un
abbandono in massa della Chiesa cattolica e
col passaggio alla Chiesa ortodossa. Quelli
rimasti fedeli al papa si adattarono ad
aggirare l´ostacolo con l´astuzia. Da allora
gli aspiranti sacerdoti fanno ritorno in
Ucraina, si sposano, diventano preti, e a
cose fatte rientrano in America, col pieno
consenso dei loro vescovi.
Anzi, da qualche tempo i vescovi ucraini e
di rito melkita residenti in America non
obbediscono nemmeno più al divieto del 1912,
formalmente ancora in vigore. A osservare un
analogo comando dei tempi di Pio XII sono
rimasti, negli Stati Uniti, solo i ruteni.
La questione è all´ordine delgiorno della
congregazione vaticana per la Chiese
orientali. Ma regnante Giovanni Paolo II,
tenace difensore della regola celibataria, è
difficile che Roma ceda.
Il loquace neocardinale O´Brien,
evidentemente, già pensa al dopo.
Commento NdR: Ricordiamo che proprio
nel vangelo nella 1° Lettera a Timoteo cap.
3: vers. 1-5 si afferma come cosa
CERTA
che il vescovo
DEVE
essere
sposato
ed avere dei figli
!
Due associazioni svizzere riuniscono
donne che amano preti cattolici e preti
cattolici che amano delle donne:
Si chiama “Verein der vom Zölibat
betroffenen Frauen in der Schweiz”
(Associazione delle donne vittime del
celibato in Svizzera,
www.kath.ch/zoefra/), abbreviato ZöFra,
ed esiste dal 2000. È un gruppo di donne,
presieduto da Gabriella Loser Friedli
(Università di Friburgo:
www.unifr.ch/sr/de/mitarbeiter/FriedliG_de.htm)
unite dal fatto di amare o di avere amato un
prete cattolico.
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PRETI SPOSATI
SAN PAOLO (Brasile, 2008) - Sono sempre di
più i sacerdoti cattolici che chiedono una
revisione della legge canonica che li
obbliga al celibato, con un occhio a quanto
avviene in diverse confessioni protestanti
dove i pastori possono mettere su famiglia.
Il dibattito è aperto da tempo e la stessa
Chiesa sembra avere assunto in materia
posizioni un po' meno rigide, anche se non
ancora possibiliste.
L'ultimo appello arrivato a papa Benedetto
XVI è dei preti brasiliani che hanno
inserito la loro richiesta nel documento
finale della loro convention nazionale,
terminata martedì a Indaiatuba, nello Stato
di San Paolo).
Il cardinale Claudio Hummes (Ansa)
Il DOGMA che NON C'E' - La
sollecitazione sarà inviata alla Sacra
Congregazione per il Clero, presieduta dal
brasiliano Claudio Hummes, ex arcivescovo di
San Paolo e che era stato uno dei papabili
nel conclave in cui fu eletto il cardinale
tedesco Joseph Ratzinger. E proprio il
porporato brasiliano, grande amico del
presidente Luiz Inacio Lula da Silva, aveva
detto subito dopo il nuovo incarico, che il
celibato dei sacerdoti «non è un dogma» e
che il calo delle vocazioni potrebbe indurre
la Chiesa e «riflettere su tale questione».
OBIETTIVO FAMIGLIA - Nel documento inviato a
Roma si chiedono due tipi di sacerdozio: il
celibatario, che potrebbe essere
obbligatorio per i religiosi che facciano
voto di castità nei rispettivi ordini e
congregazioni religiose; e il sacerdozio
senza l'obbligo del celibato.
E si chiede anche che i vescovi possano
ordinare i coniugati ritenuti degni del
sacerdozio, e possano essere reintegrati
nell'esercizio del sacerdozio quelli che lo
abbiano abbandonato per formare una
famiglia.
SACRAMENTI ai DIVORZIATI - Secondo quanto
riferito al quotidiano spagnolo El Pais da
un vescovo che non ha voluto rivelare il suo
nome, in Brasile già da tempo laici sposati
vengono ordinati sacerdoti: «Roma lo sa, ma
chiede non sia reso pubblico». I sacerdoti
brasiliani chiedono anche che si cambi la
nomina dei vescovi per renderla più
democratica; e che si consenta ai divorziati
che si siano rifatti una nuova famiglia di
accedere ai sacramenti.
Commento
NdR: ....questi "cristiani" che non seguono
neppure le indicazioni dei loro vangeli.....
Nella Bibbia - Nuovo Testamento - nella
Prima Epistola di Paolo a Timoteo al cap. 3
verso 1 si afferma: "Questa e' una parola
certa, se qualcuno aspira all'incarico di
vescovo, egli desidera una cosa eccellente.
Bisogna dunque che sia irreprensibile,,
marito di UNA SOLA donna, sobrio, moderato,
regolare nella sua condotta, ospitale,
appropriato all'insegnamento. Occorre che
non sia dedito al vino, ne' violento, ma
indulgente, pacifico e disinteressato.
Occorrer che conduca bene la sua casa
(famiglia) e che tenga i suoi figli in
soggezione ed in perfetta onesta', perche'
se uno non e' capace di amministrate bene la
sua casa, come potra' avere cura della
chiesa di Dio "?
Come potete osservare la chiesa cattolica e'
MOLTO ma MOLTO distante dai dettami dei
primi cristiani....!
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