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Caso interessante quello
presentato sul canale di Sky TV.
In sintesi si trattava di questo: una bambina asseriva
sin da piccola che sua madre non era la sua vera
madre.(Forti sensi di colpa in quest' ultima) i luoghi
ove viveva non erano i "suoi", si ricordava inoltre come
era morta (annegata in un fiume) e tutto il resto che
accompagna simili dichiarazioni. Più in la con gli anni
decidono lei e la famiglia di incontrare la famiglia
"originale" ancora vivente.
La ragazza "riconosce" subito la madre, le si butta in
ginocchio.
La "madre" riconosce nella ragazza la bambina morta
annegata nel fiume anni prima.Quest' ultima, capace di
nuotare e senza fobie riguardanti l' acqua prova un
terrore quando passa sul punto del fiume dove "era"
annegata.I fatti si sono svolti nello Sry Lanka, Paese
dove la reincarnazione è in genere accettata.
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Da
sempre, le scuole spirituali dell'Oriente postulano che il bambino, nei
primi anni della sua vita, conserva ricordi e "condizionamenti"
derivantogli dall'esistenza precedente. Di che natura siano questi
"condizionamenti", possiamo disquisire
a lungo. Secondo l'abitudine occidentale tendente alla razionalizzazione
di ogni aspetto della vita umana, anche questi temi
possono essere affrontati solo in due modi: o dichiararli del tutto
estranei alla propria portata indagatoria perché facenti parte di una
generica sfera fideistica, oppure cercarne qualche conferma sperimentale.
Studiosi che si sono impegnati, in questo senso, non mancano così come
non manca la casistica che pare suggerire che la reincarnazione sia molto
più di una semplice illusione consolatoria, come vorrebbero gli
scettici..
Il più famoso ricercatore in questo senso, è Ian Stevenson,
dell'Università della Virginia, che raccolse parecchie centinaia di
presunte retrocognizioni ipnotiche. In particolare, riguardo ai bambini, i
casi in cui i piccoli hanno fornito particolari che hanno permesso di
ricostruire dettagliatamente una possibile vita precedente, non sono
pochi. C'è anche un libro che ne parla diffusamente: "Bambini
che ricordano altre vite", di I. Stevenson, Ed. Mediterranee, 1991.
E' certo che un semplice ragionamento ci permetterebbe, quanto meno, di
ribattere logicamente ad una delle classiche obiezioni di coloro che sono
contrari alla reincarnazione. Se quest'ultima fosse vera, dicono costoro,
perché mai non ricordiamo nulla delle nostre vite precedenti? Intanto, va
precisato che il fenomeno del "ricordare" pone gli stessi
problemi
alla nostra mente sia che si tratti della vita "attuale" o che
si tratti di una presunta vita precedente. Infatti, nessuno di noi, credo,
è in grado di ricordare esattamente, a livello conscio, tutti i dettagli
del proprio passato, anche andando indietro di un breve lasso di tempo. Ma
il più elementare principio di consapevolezza delle dinamiche mentali
gestite dal cervello (non create, però!) ci dice che i ricordi
"dimorano" dentro di noi in quello che genericamente possiamo
chiamare subconscio. In secondo luogo, a proposito della memoria di vite
precedenti, l'oblio è necessario ed indispensabile per preservare da
traumi da eccessiva consapevolezza o, se si preferisce, da
"sovraccarico", la nostra coscienza ordinaria.
Come ci dice Manuela Pompas, nota studiosa italiana di fenomeni
paranormali ed autrice del libro "La terapia R, guarire con la
reincarnazione" (Mondadori), "Noi non ricordiamo perché
l'anima, come diceva Platone, prima di incarnarsi passa attraverso il Lete,
il fiume dell'oblio (il liquido amniotico dentro il ventre materno?).
Per
alcuni individui ricordare sarebbe traumatico. Meglio rinascere senza
ricordi e senza condizionamenti. Inoltre cancelliamo i nostri ricordi a
causa dei condizionamenti culturali." L'ipnosi regressiva
risulta con molta verosimiglianza una tecnica in grado di rimuovere o,
forse, semplicemente di "navigare" il fiume Lete senza
affondare, e non sono rari i casi in cui questo avviene con i bambini.
L'età prescolare sembra quella migliore, forse perché la mente
ordinaria, quella più associata agli involucri temporanei che
costituiscono l'individuo da poco reincarnatosi, non è ancora subissata
dai condizionamenti della vita.
Personalmente, ho sentito molte storie di genitori rimasti esterefatti di
fronte ad improvvise uscite dei loro piccoli, di solito non più che
cinquenni, che non sanno davvero come spiegarsi. Come quella compagna
d'asilo di mia figlia che, per un certo periodo, continuava a ripetere
alla mamma che annegare è bello perchè quando lei é annegata, "giù
dal barcone in
mezzo al lago", aveva visto gli angeli. Oppure un figlio di una mia
amica, bimbetto di quattro anni, il quale non solo vede spesso dei
"piccoli esserini" girare per la casa ma continua a dire che
sono gli stessi che vedeva quando viveva nel bosco con delle capre...
Suggestioni date dalla vita di oggi immersa nei mezzi massmediali ?...
Non
posso escluderlo, ma di norma, questi casi presentano un tipo di
"chiara consapevolezza" ben differente dalle normali fantasie
infantili. Io stesso ho un vago ricordo di precise sensazioni molto chiare
provate e vissute costantemente nei primi anni delle mia vita. Ma si
tratta di casi, per quanto numerosi, non della regola. Osservando
attentamente mia figlia e l'ho ascoltata nelle sue esternazioni improvvise
degli anni della prima infanzia, e posso dire che alcune di esse, che ora
per brevità non sto a descrivere, non si contestualizzavano di certo con
un suo vissuto attuale.
In "Scienze della Mente", di Massimo Biondi e Giovanni Iannuzzo,
quest'ultimo scrive:
"Gli studi di Ian Stevenson, psichiatra notissimo e, sino agli anni
ottanta altrettanto noto esponente del "movimento
parapsicologico" (sino a quando non ha deciso di allontanarsene),
hanno aperto la strada allo studio scientifico dell'ipotesi della
"reincarnazione", studio fondato non solo su evidenze empiriche,
ma anche su importanti ricerche sul campo".
Tali studi hanno promosso la field inquiry in un campo prima negletto.
Il
presente articolo percorre questa stessa strada. Gli AA. hanno sottoposto
a valutazioni di personalità e di capacità mentali 27 coppie di bambini
(soggetti e controlli) in Sri Lanka che pretendevano o meno di ricordare
eventi della loro vita passata. Contemporaneamente, questionari sul loro
comportamento, sviluppo e ambiente familiare sono stati somministrati ai
loro genitori.
I bambini convinti di ricordare memorie di una vita passata
sono risultati più bravi a scuola, rispetto ai loro pari, e non più
suggestionabili. Valutati con il Child Behavior Checklist, rivelano più
problemi di comportamento, fra cui tratti oppositivi e caratteristiche di
tipo ossessivo. Sottoposti a un altro strumento d'indagine, il Child
Dissociation Checklist, hanno rivelato maggiori tendenze dissociative.
Non vi è sembra alcuna strutturazione dell'ambiente familiare che
differisca in maniera misurabile dal gruppo di bambini di controllo. Gli
AA. non traggono specifiche conclusioni: suggeriscono però (e questo è
un pregio), la necessità di uno sforzo sul piano neurocognitivo,
neurobiologico, psicologico e pedagogico per comprendere lo sviluppo della
personalità di questi bambini. E ipotizzano provocatoriamente che,
sebbene questi risultati siano stati ottenuti nello Sri Lanka, è anche
possibile che fenomeni simili avvengano in altre parti del mondo e in
altre culture."
In generale, sono del parere che il bambino viva, per una certa fase della
sua infanzia, ancora "a contatto" con esperienze e parziali
emotività di vite precedenti e che, nei casi in cui "non tutto va
secondo le regole", questa realtà la si può verificare proprio
dalla voce diretta dei bambini. Poi, come ripeto, la cultura in cui si
nasce condiziona molto e spessissimo
noi frustriamo il bambino che dovesse esprimersi in modo
"incomprensibile" facendolo sentire in colpa, quasi fosse un
bugiardo instradato verso una vita di menzogne.
Ecco, questo tipo di
repressione, a mio parere, è molto pericoloso, e non solo nel senso reincarnazionistico: si tratta senz'altro e comunque di una limitazione
imposta ad un essere in un periodo della vita in cui i confini fra
esistenza focalizzata sul presente e coscienza "globale" sono
ancora abbastanza mischiate.
Per chi naviga in Internet, ecco ora un Link prezioso che, se studiato con
mente aperta e libera, potrà aiutarci ad avvicinarci in senso comprensivo
alla dottrina della reincarnazione scoprendo come essa sia una delle più
belle conquiste mai raggiunte dalla consapevolezza dello spirito umano:
http://www.mednat.org/reincarnaz/reincarnazione2.htm
Siamo Occidentali ed è giusto che la nostra cultura, la
nostra civiltà continuino a trasmetterci i propri valori o i propri
limiti. In questo caso, essi non possono che stimolarci verso una maggiore
apertura di mente e spirito e, a proposito dei destini ultimi della vita,
credo che sarebbe sempre bene tenere presente queste parole che ci
vengono, però, dall'antico Oriente:
"Per l'anima non c'è mai nascita ne' morte. Esiste e non cessa mai di
esistere. È non nata, eterna, esiste sempre, non muore ed è originale.
Non muore quando il corpo muore".
Bhagavadgita 2.20)" By Antonio Bruno
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L'incredibile storia di
Cameron, il bambino scozzese con due vite -
Mamma, sono nato due volte
A 6 anni ha ricordi precisi. Un'altra madre, un'altra casa,
un cane. Che però non aveva mai «visto». Poi un viaggio su
un'isola. E la «scoperta»: quel piccolo era già stato lì. In
un'esistenza precedente ?
Clydehank (Gran Bretagna), luglio 20078 - Biondo, occhi
azzurri e faccina da monello. A prima vista Cameron, sei
anni, e’ un bambino come tanti. A scuola è molto loquace:
adora raccontare alle maestre episodi legati alla famiglia,
alla madre, alla sua casa. E fin qui, tutto normale. Se non
fosse per un unico, piccolo particolare: il bimbo non ha mai
visto ne la famiglia, ne la madre, né la casa di cui parla.
O meglio: non le ha mai viste in questa vita. Ma procediamo
con ordine.
Cameron Macaulay vive con la
madre Norma, separata, e un fratello maggiore a Clydebank,
città industriale vicino a Glasgow, in Scozia. È stato a tre
anni che ha iniziato ad avere un comportamento strano:
parlava sempre di persone immaginarie, che non aveva mai
conosciuto. Ma le sue stranezze non finivano qui: descriveva
nei dettagli alcuni luoghi nei quali sosteneva di aver
vissuto. Com'era possibile se non era mai uscito da
Clydebank ?
A volte diceva di essere
cresciuto a Barra, un'isola sperduta a nord della
Cornovaglia, a 300 chilometri dalia sua città. Dove non era
mai stato prima. Ma soprattutto una cosa preoccupava mamma
Norma: suo figlio nominava di continuo la sua «vecchia»
famiglia, la «mamma e i fratelli di prima». Cameron parlava
anche di suo padre, ma non di quello attuale, vivo e vegeto,
bensì di quello «vecchio», di nome Shane Robertson, morto,
secondo il piccolo, in un incidente d'auto. E descriveva
sempre la casa «di prima»: grande, bianca e affacciata su
una baia di Barra, dalla quale diceva di sentire il rumore
degli aerei che atterravano sulla spiaggia. Spesso il bimbo
si lamentava della sua casa di «adesso», dotata di un solo
bagno mentre quella «di allora» ne aveva tre. Anche la sua
famiglia attuale non gli andava tanto bene, perche’
viaggiava troppo poco rispetto a quella «di prima».
Per tre anni la mamma di Cameron e le maestre hanno
assecondato i suoi discorsi, ritenendoli frutto di fantasia.
Quando Camcron ha compiuto sei anni la situazione è
precipitata: piangeva tutti i giorni perché voleva tornare
dalla famiglia e dagli amici «di allora». Per risolvere la
questione una volta per tutte, a Norma rimaneva solo una
cosa da fare: accompagnare suo figlio a Barra. Era certa che
il bambino, giunto sull'isola, avrebbe ammesso di essersi
inventato tutto. Intanto Norma aveva saputo che una casa di
produzione tv era alla ricerca di storie legate alla
reincarnazione. Così ha contattato la troupe, ha proposto
il caso di suo figlio e insieme con loro ha deciso di girare
un filmato sul viaggio a Barra. Al gruppo si è aggiunto Jim
Tucker, americano, direttore della clinica di Psichiatria
infantile della Virginia University, incuriosito dalla
vicenda.
Cameron era felicissimo.
Arrivati sull'isola, però, la delusione: dopo aver visitato
quasi tutte le case del posto, Cameron si è accorto che
nessuna corrispondeva a quella che descriveva. Ed è stato a
quel punto che nel tragitto verso l'albergo, Norma ha avuto
un'intuizione: Cameron aveva detto di vedere, da casa, la
spiaggia sulla quale atterravano gli aerei.
Avrebbero fatto tappa lì. Pochi
chilometri ed ceco la sorpresa: in lontananza è apparsa la
casa bianca, isolata e affacciata su una splendida baia...
E appena arrivato, Cameron non
ha avuto dubbi: si è fiondato a colpo sicuro verso un
pertugio ben nascosto da cespugli: un'entrata segreta che
non si sa come potesse conoscere, poiché dall'esterno era
totalmente invisibile. E mentre erano lì, stupiti e un po'
sconvolti, è arrivata una telefonata: sì, una famiglia
Robertson era esistita veramente su quell'isola e aveva
abitato in quella casa bianca, affacciata sulla baia di
Cockleshell. Proprio come descritto da Cameron.
La casa era disabitata: gli
ultimi discendenti del clan se n'erano andati da tempo. E
figuratevi lo stupore quando, la sera, sono arrivate in
hotel alcune foto di quella ormai famosa famiglia Robertson
mandate dall'anagrafe: il bambino, infatti, ha riconosciuto
il cane maculato e l'auto nera di cui parlava spesso.
Dunque quel bambino è davvero un
«reincarnato» ? Nessuno scienziato ce lo potrà dire. Di
certo quando il gruppo è ripartito Cameron era tornato
sereno: aveva condiviso con altri il peso di quella «doppia
vita», dolce e amara. Con cui era bello ma a volte troppo
difficile convivere.
By Chiara Dalla Tomasina – Tratto da: Oggi, Ago 2007
In Occidente. Da noi, circa il
15 per cento della popolazione crede nella reincarnazione.
Per gli occidentali la reincarnazione ha una valenza
positiva: è una "ulteriore possibilità" che ci viene
concessa se la vita precedente è andata male, cioe' non ha
evoluto l'individuo verso la coerenza.
In Oriente. "Per le filosofie
orientali invece è una condanna. Ci si reincarna migliaia di
volte, a seconda delle azioni compiute in vita, ovvero il
karma in base al quale si determina in cosa ci si
reincarnerà. Fino all'illuminazione, stadio in cui non ci si
reincarna più e ci si unisce al Tutto o ci si incarna per
aiutare gli altri.
vedi anche:
Bambino
parla della vita su Marte e sulla Terra
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