|
Aspetti
clinici dell’impiego del Coenzima Q 10
Revisione della letteratura a cura della Redazione de “Il
Medico Sportivo”
Poichè il Coenzima Q10 viene impiegato utilizzato per una
molteplicità di malattie, in questa revisione vengono
illustrate le più recenti acquisizioni sull’utilizzo di
questo enzima, con particolare enfasi per quelle aree
terapeutiche nella quali questo approccio è completamente
nuovo.
Le proprietà del Coenzima Q10 in ambito cardiovascolare sono
state oggetto di ulteriori studi in particolare per quanto
riguarda la protezione del miocardio durante interventi di
cardiochirurgia, prevenzione dell’infarto, cardiomiopatia
pediatrica e rianimazione cardiopolmonare. Questo grazie
all’attività svolta dal Coenzima Q10 a livello endoteliale e
vascolare.
Studi recenti su differenti malattie neurologiche che
coinvolgono disfunzioni mitocondriali e stress ossidativo, hanno
recentemente illustrato alcuni dei meccanismi neuroprotettivi
del Coenzima Q10. Uno studio con follow-up di 4 anni su 10
pazienti affetti da atassia di Friedreich, trattati con Coenzima
Q10 e vitamina E, ha dimostrato un significativo miglioramento
della bioenergetica del muscolo cardiaco e dei muscoli
scheletrici, con evidente beneficio a livello cardiaco e della
forza muscolare sotto sforzo.
Inoltre, ulteriori studi che hanno dimostrato come le
disfunzioni mitocondriali giochino un ruolo importante nella
patofisiologia delle cefalee e della degenerazione maculare,
hanno anche confermato il potenziale di miglioramento espresso
dal Coenzima Q10 in tali situazioni patologiche.
Infine, l’attività del Coenzima Q10 a livello della
muscolatura scheletrica, espressa come capacità di migliorare
la produzione di energia a livello cellulare, ha indotto
l’impiego del Coenzima Q10 anche in medicina sportiva, dove
alcuni studi effettuati su atleti professionisti di ciclismo e
sci di fondo hanno dimostrato l’effetto positivo sugli indici
di performance fisica e del tono muscolare.
In conclusione, sebbene il Coenzima Q10 sia stato studiato per
molti anni, il suo ruolo nel trattamento di malattie
caratterizzate da sbilanciamenti negativi delle bioenergie
mitocondriali e da intenso stress ossidativo deve essere
ulteriormente approfondito in quanto le attuali premesse
scientifiche ne fanno supporre un ruolo importante anche in
malattie di elevato impatto sociale.
Bibliografia:
Battino
M et al., Mol Aspects Med. 1997;18 Suppl:S241-5.
Bonakdar RA et al., Am Fam Physician. 2005 Sep 15;72(6):1065-70.
Dimauro S et al., Curr Opin Neurol. 2005 Oct;18(5):538-42.
Espinos-Armero C et al., Rev Neurol. 2005 Oct 1-15;41(7):409-22.
Lamperti C et al., Arch Neurol. 2005 Nov;62(11):1709-12.
Littarru GP et al., Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2005 Nov;8(6):641-6.
Nachtigal MC et al., J Altern Complement Med. 2005 Oct;11(5):909-15.
Risser N et al., Nurse Pract. 2005 Nov;30(11):66-7.
Salles JE et al., Diabetes Res Clin Pract. 2005 Oct 24.
Tiano L et al., Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2005 Nov;8(6):641-6.
Zamurovic D et al., Pediatr Cardiol. 2005 Oct 18.
Indietro
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|