Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo
al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno
gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto
establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities
per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua
posizione dominante di successo evitando per quanto
possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie
possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti"
venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso
effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito
scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente,
mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima". L'osservazione è di
Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale. "Continuano a trattare i bambini come
fossero, dal punto di vista metabolico, degli
adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare
ai bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
FARMACI e PROTOCOLLI per Bambini (da Panorama di Apr. 2008)
SOLO il 2 % degli studi
clinici per testare i farmaci a scopo pediatrico, si
basa su Comitati di Controllo Indipendenti (non legati
ad
industrie farmaceutiche), per valutare l’eventuale
presenza di reazioni avverse.
Questo e’ quanto emerge da un’analisi, effettuata dall’Universita’
di Nottingham (UK) ed apparsa sulla rivista Acta
Pediatrica di 739 trial internazionali effettuati
fra il 1996 ed il 2002, ed alcuni test comprendevano
anche adulti assieme ai bambini…
Mentre il 74 % degli studi pubblicati descriveva il modo
in cui era stato condotto il monitoraggio sulla
sicurezza, solo 13 su 739 avevano comitati composti da
membri NON arruolati dalle
aziende farmaceutiche
!
Reazioni avverse ai medicinali (fra cui l’ipertensione,
emorragie, insufficienza renale, psicosi, ecc.) sono
state segnalate in circa 37 % dei trial; nell’11 % le
reazioni erano da moderate a serie, e 6 studi clinici
sono stati interrotti precocemente a causa della
grave tossicita’ del
farmaco; non a caso erano anche quelli con comitati
di controllo indipendenti !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Se
ripensate ai vostri rapporti con i medici, scoprirete con sorpresa che non
somigliano a nessun’ altra relazione tra chi offre e chi usufruisce del
servizio.
Il tipico rapporto medico paziente si rivela in una frase che è
diventata parte del linguaggio comune: me l’ ha ordinato il dottore, i
medici danno ordini ai loro pazienti, mentre gli avvocati o i
commercialisti si limitano a dare consigli. In generale la fiducia data ai
pediatri è spesso mal riposta.
Il loro comportamento affabile, che ispira
fiducia, è volto semplicemente a mascherare gli elementi dello pratica
pediatrica che spaventano il bambino.
E qui voglio elencarvi alcune delle
ragioni per cui sto affermando questo.
È il pediatra che recluta nuovi clienti per la medicina,
è lui che induce fin dalla nascita quella dipendenza
alle cure mediche, che si protrarrà per tutta la vita.
Questo reclutamènto inizia attraverso tutta una serie di
controlli e vaccinazioni dei primi mesi di vita e
prosegue con le visite annuali e di routine e le
interminabili terapie per le malattie che passerebbero
spontaneamente se non si intervenisse.
Il pediatra, tra tutti gli
specialisti, è quello che con minor probabilità informerà i genitori
dei possibili effetti collaterali dei farmaci e delle
cure che prescrive.
Quale pediatra ha mai parlato alle madri dell’evidenza che lega un alto
livello di piombo (NdR: e mercurio) nel sangue del lattante e la Sindrome da Morte
Improvvisa (S.I.D.S).
Quale pediatra, se non dietro pressione degli organi
d’informazione, ha mai informato i genitori dei rischi di epilessia e di
ritardi mentali connessi ai vaccini che inocula
?
Quale pediatra spiega ai
genitori che l’uso degli antibiotici dovrebbe limitarsi ai casi in cui
non esistono alternative accettabili e che un’assunzione frequente ed
indiscriminata può avere in futuro conseguenze negative sul bambino ?
L’ingiustificata somministrazione di potenti farmaci insegna ai bambini,
fin dalla nascita, la filosofia, della pastiglia per ogni male. Ciò può
indurre il bimbo, più tardi, a credere che esista un farmaco come rimedio
e che le droghe siano una risposta adeguata e giusta alle normali
sensazioni di frustrazioni, depressioni, ansia, insicurezza ecc..
I
pediatri sono direttamente responsabili per milioni di persone che devono
ricorrere alle droghe prescrivibili e sono indirettamente responsabili
della condizione di tutti coloro che si volgono verso le droghe illegali
perché, fin dalla più tenera età, sono stati abituati a pensare che un
farmaco possa curare qualsiasi male li affligga, comprese le condizioni
psicologiche ed emotive. Hanno troppi clienti e poco tempo.
Tra le
corporazioni mediche, quella dei pediatri è tra le più attive nel
promuovere e difendere leggi che obbligano ad usufruire delle sue
prestazioni.
(NdR: specie per le Vaccinazioni
- i pediatri fanno terrorismo psicologico
sui genitori per costringerli con la
paura, a vaccinare i figli....)
Sono i pediatri, non i politici, i responsabili
dell’obbligo di istillare gocce di nitrato d’argento o di antibiotico
negli occhi dei neonati, di visite mediche scolastiche obbligatorie e che
favoriscono l’opportunità di effettuare diagnosi creative e test
psicologici su bambini sani. Sono i pediatri, ancora più degli ostetrici,
i responsabili del parto ospedalizzato obbligatorio e dell’uso di
controversi trattamenti cui genitori sempre più si oppongono.
Scoraggiano
le madri ad allattare ai seno materno, sono i principali nemici
dell’allattamento al seno, nonostante sia un’evidenza
incontrovertibile che è uno dei modi più efficaci di assicurare la
salute futura del vostro bimbo. Sebbene alcune organizzazioni stiano
iniziando a contrastare l’influenza che i produttori di latti
artificiali esercitano da molto tempo sui pediatri, molti medici
evitano di incoraggiare o addirittura scoraggiano attivamente,
l’allattamento al seno.
Basta dire che, lo sviluppo della pediatria in
tutto il mondo può venire attribuito in larga parta al supporto
finanziario delle multinazionali che producono lotti artificiali e che
utilizzano da un lungo periodo i pediatri stessi come venditori non
stipendiati.
Il miglior modo di crescere un bambino in buona salute è
quello di tenerlo lontano dai medici salvo peri casi di emergenza,
incidenti o malattia di sicura gravità.
Se vostro figlio mostra sintomi
di indisposizione, controllatene attentamente le condizioni, ma non
cercate l’aiuto del medico prima che compaiono chiari sintomi di
malattia. La prima coso importante che dobbiamo fare è prendere in
braccio il nostro bimbo, dagli tanto amore e comunicare con lui. Dovremmo
metterlo nella condizione ideale per far si che si possa esprimere.
Facciamolo parlare su come è andata la giornata, ha avuto difficoltà a
scuola ? La maestro si è rivolta a lui con dei toni
invalidanti ? Qualche
sua brillante idea è stata soppressa da qualcuno ? C’è stato qualcuno
che gli ha impedito di fare qualche cosa ? Un suo compagno ha alzato le
mani su di lui ? Lui ha alzato la mano su un compagno e adesso si sente
pentito ? Come sono andati i compiti del giorno precedente, erano tutti
giusti ? C’è qualche difficoltà nel modo in cui sta
studiando ? Il suo
abbigliamento è corretto per andare a scuola ? Sta mangiando
correttamente ? Forse ha bisogno di un po’ di vitamine per tirarsi su
? Di
notte quando dorme è tranquillo, ha degli incubi, si agita ? Al mattino
quando si sveglia è tutto sudato ?
Comunichiamo, comunichiamo, vediamo di
metterlo a suo agio, magari siamo proprio noi che non andiamo bene, siamo noi che non gli stiamo dando attenzioni, siamo noi che gli stiamo
mettendo troppi obblighi, lo stiamo tartassando con troppo lavoro,
vogliamo assolutamente che sia il primo della classe, vogliamo che da
grande sia un avvocato, un dottore, vogliamo che sia più bravo del nostro
vicino di casa, lo sgridiamo perché non tiene in ordine la sua stanza,
continuiamo a digli di non fare questo, di non fare quest’altro, che non
si può, che non si deve, mio Dio forse siamo noi che dobbiamo cambiare.
Lasciamo che sia lui a gestirsi la sua camera, è il suo spazio.
Se da
grande vogliamo che gestisca un’azienda con 500 operai, lasciamo che
gestisca la sua camera, i suoi giocattoli, il suo letto, i suoi mobili, il
suo PC, le sue pareti, i suoi poster, lasciamolo in pace, è il suo spazio
e li non dovete entrare.
Se vogliamo avere miei figli che diventino abili
e che vogliano lavorare da grandi, dobbiamo permettere loro di poter
lavorare da piccoli, quindi diamogli una responsabilità, loro la
vogliono, è molto semplice.
È più semplice di quanto si pensi. Avere un
figlio intelligente, che non fa i capricci e che tiene in ordine la sua
camera e che vada bene a scuola, è più semplice di quanto noi pensiamo,
dobbiamo semplicemente, per un solo istante, metterci nei suoi panni. A
voi piacerebbe fare quello che voi vorreste che lui faccia ?
Trattatelo da
adulto, a vostro pari e avrete un bimbo adulto ai vostro pari. Ci
dimentichiamo che quando abbiamo deciso di avere un figlio, avevamo anche
un lavoro, degli impegni, una casa, una famiglia, degli amici, degli hobby
e quindi se abbiamo preso una decisione in quel momento avremmo anche
dovuto organizzare la nostra vita per dedicare il giusto tempo ai nostri
figli, in fondo l’educazione non è altro che comunicazione. Se voi
siete in grado di comunicare, che è diverso che parlare, e quando dico
comunicare intendo capire esattamente quello che una persona pensa voglia
esprimere, ed essere in grado di accettare qualsiasi suo pensiero senza
commentario o senza nessun tipo di reazione, ma semplicemente e con
responsabilità essere in grado di aiutare questa persona a farsi sentire
bene..
Oggi tutti danno i consigli, andate dal panettiere vi dà un
consiglio, andate dal meccanico, vi dà un consiglio, fate benzina e vi
consigliano I’additivo, a parte il medico che vi ordina, che è diverso
dal consiglio.
Tutti, dal vostro amico a vostra madre, hanno un consiglio
per voi. Diffidate dei consigli, non abbiamo bisogno di consigli, abbiamo
bisogno di comunicare senza consigli, abbiamo bisogno, di trovare qualche
persona che sia in grado di ascoltarci e di guardarci serenamente senza
darci nessun consiglio, ma semplicemente che ci ascolti e, così facendo,
possiamo scaricare il nostro turbamento ed alla fine, quando abbiamo
espresso le nostre esternazioni, dovremmo semplicemente sentirci bene,
compresi, capiti, senza aver ricevuto nessuna valutazione, nessuna
indicazione, nessuna invalidazione, senza aver preso nessun consiglio e
sentirci semplicemente noi stessi.
Quindi, quando vostro figlio ha mal di
gola, gli fanno male le orecchie o ha qualche lineetta di
febbre, la prima
cosa che noi dovremmo fare è quella di comunicare.
E’ solo così che potremmo aiutare il nostro bimbo a superare quel
momento critico, diamogli subito della vitamina-C (NdR:
succhi di arance spremute e/o del kiwi ma e soprattutto
polvere micronizzata di Rosa
Canina + Echinacea + frizioni
fredde), diamogli dei Minerali
Colloidali, un buon bicchiere di latte di riso con un bel
cucchiaio da minestra di miele, bello caldo.
Facciamogli un dolce
massaggio su tutto il corpo ed intanto lo facciamo parlare, sicuramente il
99,9% delle volte non si evolverà in nessun sintomo di malattia.
La
maggior parte dei medici sembra ignorare che il corpo umanò è una
macchina meravigliosa, dotata di una strabiliante capacità di
autoriparazione.
Se portate il vostro bimbo ammalato dal medico, con ogni
probabilità questo naturale processo sarà impedito dalla
somministrazione di farmaci di cui non ha bisogno e che non dovrebbe
assumere, con conseguenti effetti collaterali che il corpo non è in grado
di controllare. Le visite di controllo sono inutili e rischiose.
Se vi
convincerete della sensatezza del mio consiglio, evitando di consultare il
medico ogni qualvolta il buon senso ve lo suggerirà, scamperete alle
trappole che la pediatria ha teso a vostro figlio.
La prima di queste
trappole è costituita dalla visita di controllo al nuovo nato, dopo la
dimissione dall’ospedale, rituale stabilito dai pediatri, che
contribuisce ad allargare le loro entrate ma non rappresenta niente di
costruttivo per vostro figlio. Il rischio di queste visite risiede nella
tendenza dei medici a scoprire malattie dove non ci sono, la diagnosi
porta ovviamente ad una cura con conseguenze che possono far realmente
ammalare il bambino.
Il momento opportuno per consultare un medico è
quando vostro figlio è ammalato, non quando sta bene.
Se il vostro
pediatra chiede di portare il bambino per visite di controllo periodiche a
scadenze regolari mensili, bimestrali o altro, chiedetegli perché lo
ritiene necessario. Domandategli se esiste un qualsiasi studio obbiettivo
che dimostri l’efficacia di questa consuetudine nel migliorare la salute
dei bambini.
Personalmente non ne ho mai visti, e credo che neppure lui
saprà indicarvene uno.
Si
chiama S.I.D.S. il male oscuro dei piccoli in
culla
Tre bambini al giorno muoiono di S.I.D.S. Più di mille in un anno.
Muoiono più bambini di S.I.D.S. che per cancro,
meningite e incidenti
sommati insieme. Eppure, quasi nessuno sa cosa sia la S.l.D.S.
E in
Italia, unico paese europeo con la Grecia, i! registro lstat delle cause
di morte non lo prevede neppure.
La sigla sta per Subden lnfant Death
Syndrome, sindrome di morte infantile improvvisa, conosciuta anche come
morte in culla o morte improvvisa del lattante.
Non ne sanno niente i
profani ma anche i medici la conoscono poco. Se il più delle volte le
autopsie parlano di soffocamento o di rigurgito. Invece poi si scopre che
si trattava di S.I.D.S.
E la prima causa di morte nei paesi
industrializzati, colpisce i bambini tra un mese ed un anno di vita, con
un picco massimo d’incidenza tra il secondo ed il quarto mese. Bambini
sanissimi, che durante il sonno smettono di respirare e muoiono. (NdR:
alcune autopsie hanno evidenziato un alto tenore di
metalli tossici - che sono anche contenuti nei vaccini -
nel cervelletto).
Jean Pierre Cereghetti -
Presidente
In
Giappone, da quando
hanno
eliminato le vaccinazioni obbligatorie
(1993),
la
SIDS
(morte
nella culla)
e' diminuita
del 90% !!
La
Regione
Veneto ha abolito dal
01/01/2008 l'obbligo
vaccinale !
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QUANDO il PEDIATRA SBAGLIA –
19.01.2006
Pediatria - Sezione di Farmacovigilanza
per il Pediatra
By Adriana Ceci (Dipartimento di
Farmacologia e Fisiologia Umana, Bari)
L'Errore Terapeutico in Pediatria
Prof.ssa Adriana Ceci, Dipartimento Di
Farmacologia e Fisiologia Umana,
Universita’ di Bari
Definizione: Si definisce 'errore
terapeutico' l'evento derivante da un
errore nelle diverse fasi della
preparazione, prescrizione,
distribuzione, somministrazione o
monitoraggio di un medicamento.
Estensione del fenomeno:
* dopo aver calcolato che l'errore
terapeutico 'uccide ogni anno da 44.000
a 98000 Americani (BMJ 1999, 319:1519)
l'FDA ha dedicato a questo problema un
pubblico dibattito e avviato una seria
riflessione; (1)
* un rapporto dell'Institute of
Medicine, USA nel 1999 ha stimato che
muoiono piu’ persone a causa di errori
terapeutici che a causa di incidenti
stradali, AIDS, tumori della mammella o
incidenti sul lavoro; (2)
* l'MCA, dopo aver calcolato che circa
un terzo dei letti ospedalieri viene
occupato a causa di un errore
terapeutico, ha avviato un'azione per
aumentare la segnalazione di tali eventi
e imparare a prevenirli.
Errore Terapeutico in Pediatria
Una recente review, condotta in USA,
comprendente 16 aree di specialita’
mediche, ha dimostrato che la pediatria
pur essendo al sesto posto come
numerosita’ degli specialisti
considerati e’ al secondo come incidenza
di 'errori terapeutici' evidenziati. Un
errore compare in pratica 12 volte piu’
spesso che per ogni altra branca
specialistica. (3)
Inoltre una ricerca svolta in ambito
ospedaliero ha dimostrato che l'errore
terapeutico avviene in ambito pediatrico
3 volte piu’ frequentemente che per
l'adulto (4)
Causalita’ dell'errore terapeutico
Esistono diverse tipologie di errore.
Gia’ le modalita’ in cui un prodotto
terapeutico e’ etichettato e le
modalita’ di compilazione del foglio
illustrativo possono facilitare una
cattiva interpretazione delle modalita’
di uso (o conservazione, interazioni,
dosaggi, ecc.)
Nel bambino, ovviamente, la mancanza di
a) indicazioni riconosciute per l'uso
pediatrico, b) dosaggi stabiliti sulla
base di dati di farmacocinetica
specifici per l'eta’ pediatrica, c)
mancanza di formulazioni pediatriche
spesso comportanti l'utilizzo di forme
non adatte e non biodisponibili, sono
fattori di aggravamento di questa
tipologia di errore.
Sul piano piu’ propriamente medico si
possono distinguere:
- l'errore di pianificazione di una
terapia, e
- l'errore di esecuzione della stessa.
Errore prescrittivo
La popolazione pediatrica comprende
gruppi molto eterogenei che vanno dal
neonato all'adolescente. Di conseguenza
le dosi di uno stesso farmaco possono
variare fino a dieci volte. Se il
dosaggio e’ calcolato per unita’ di peso
corporeo esiste un forte rischio di un
semplice errore matematico. Tale errore
di dosaggio interessa il bambino fino a
4.94 volte piu’ che l'adulto e per il
56% dei casi si traduce in un
sovradosaggio. In pratica:
- nel 27,9% dei casi si tratta di un
errato posizionamento del decimale;
- nel 16,3% non viene suddivisa la dose
giornaliera nelle singole dosi di
assunzione.
In tal modo 3, 25 mg/kg di acetaminofene
sono diventate 32,5 mg/kg (Rowe, Koren,
1998) o 1.0 mg e’ stato interpretato
come 10 mg.
In ambito ospedaliero (5) e’ stato
calcolato che l'errore di dosaggio
incide per il 34% dei casi e nel 54% dei
casi e’ legato ad infusioni endovenose.
Errore di preparazione o di
somministrazione
In alcuni casi la prescrizione e’
corretta ma al paziente vengono
consegnati prodotti 'errati'. Ci e’
stato dimostrato ad esempio con la
Diossina o la fenitoina presenti sul
mercato sia come 'gocce o soluzioni
pediatriche' che come gocce o soluzioni
per l'adulto a piu’ ampia diffusione.
Un'altra fonte frequente di errore,
specie in ambito ospedaliero, deriva
dall'utilizzo di formulazioni ad alta
concentrazione che vengono 'diluite' per
adattarle ad un uso intravenoso, spesso
in concentrazioni non corrette.
A domicilio le cause piu’ frequenti di
errore derivano dalla 'frettolosita’' di
alcune prescrizioni (i medici sono dei
cattivi scrivani!) per cui possono
risultare incomplete le istruzioni sulle
dosi, i tempi e le precauzioni o
interazioni.
Nella tabella 1 viene riportato un breve
decalogo di quanto viene suggerito al
pediatra da un programma di riduzione
del rischio di errore terapeutico
avviato in USA presso l'Universita’
della Virgina (3).
Come prevenire l'errore terapeutico in
Pediatria
Le raccomandazioni emesse dall'American
Academy of Pediatrics e dal Pediatric
Pharmacy Advocacy Group consistono nei
seguenti punti fondamentali (5, 6, 7):
1. Educazione alla prescrizione corretta
2. Uso di tecnologie avanzate per
ridurre l'errore
3. Politiche attive per migliorare la
preparazione la prescrizione e
somministrazione dei farmaci
4. Sviluppo di programmi di Quality
Assurance.
1. Molti studi hanno gia’ dimostrato che
una corretta educazione riduce
l'incidenza di errori di prescrizione.
E' bene che i programmi educativi non
siano limitati ai pediatri ma
coinvolgano i medici di medicina
generale, i farmacisti, il personale
infermieristico e i genitori.
2. La computerizzazione viene suggerita
almeno per evitare la trascrizione
manuale delle informazioni piu’
importanti quali nome del farmaco,
dosaggi giornalieri e singoli,
interazioni, allergie, precauzioni.
Contestualmente i pediatri dovrebbero
disporre di informazioni on-line sui
prodotti che utilizzano.
3. L'esigenza legislativa prioritaria
riguarda la necessita’ di disporre
sempre di formulazioni e preparazioni
specifiche per il bambino oltre che di
farmaci autorizzati all'uso pediatrico
in modo da ridurre l'impiego off-label.
4. La revisione periodica delle pratiche
prescrittive e di eventuali errori
dovrebbe far parte di piani di
assicurazione della qualita’ di ogni
struttura sanitaria comprendente anche
informazioni su come reagire ad un
errore terapeutico e, quindi, prevenirne
di successivi.
Conclusioni
L'unica esperienza organica volta alla
raccolta e quindi alla prevenzione di
'errori terapeutici' e’ quella svolta
negli Stati Uniti dove, dal 1986, esiste
una Banca Dati' a cui Ospedali e altre
strutture sanitarie devono far pervenire
tutte le segnalazioni di eventi legati
ad errori terapeutici (non solo
attribuibili ai medici). Questa
esperienza si e’ rivelata totalmente
fallimentare con piu’ dell'80% degli
Ospedali ed il 75% delle altre strutture
che non segnalano alcun evento (8).
D'altro canto, anche se solo l'1% degli
errori prescrittivi o di
somministrazione si traduce in un Evento
Avverso (ADR), occorre tener presente
che non mancano tra questi gli Eventi
Gravi o Mortali e che ben il 50% delle
ADRs gravi o mortali potrebbe essere
evitata con una buona azione di
prevenzione.
Non c'e’ dubbio che tale prevenzione
rappresenti una priorita’ per il
Pediatra che dovrebbe aumentare la
propria attenzione verso 'gli errori che
si possono evitare' tenendo presente che
occorre comunque:
* Abituarsi a non considerare il rilievo
di un 'errore' come un elemento che puo’
indurre un evento punitivo e che quindi
deve essere il piu’ possibile evitato.
La cultura della 'raccolta' di dati di
outcome, siano essi legati al risultato
(efficacia) che al rischio (eventi
avversi) fa parte integrante di un
approccio 'basato sull'evidenza' ma
prima ancora 'sulla scienza e coscienza
del medico curante'.
* Essere consapevoli che, in molti
paesi, l'Italia e’ tra questi, non
esistono facilitazioni per i medici che
intendono intraprendere una raccolta
esaustiva di eventi legati alla propria
diretta pratica clinica e soprattutto
tale attivita’ non e’ gratificata sotto
il profilo clinico o scientifico.
* Il rilievo e la prevenzione di eventi
negativi, legati alle terapie mediche o
ad errori terapeutici, richiede un ampio
coinvolgimento di esperienze e di
professionalita’ non solo mediche e
rappresenta un buon terreno per
rivitalizzare un corretto rapporto
medico/paziente al di la’ delle
burocrazie e dei loro limiti.
Tabella 1: Suggerimenti per ridurre
l'errore di prescrizione e/o di
somministrazione
* Scrivere il peso del paziente sulla
ricetta
* Utilizzare il nome generico del
farmaco (insieme a quello della
specialita’)
* Non abbreviare il nome del farmaco
* Fare attenzione a nomi simili tra loro
(es. CEREBREX e CEREBRYX)
* Controllare le dosi sul Prontuario
* Arrotondare le dosi ad un numero
intero, se possibile
* Calcolare sempre due volte la dose
* Non utilizzare abbreviazioni
* Non utilizzare istruzioni orali
* Ridurre la durata della prescrizione
al minimo indispensabile
Bibliografia
1. Cabinet Secretaries Urge Plan to
Improve Patient Safety
WASHINGTON (Reuters Health) May 24, 2001
2. To err is human: building a safer
health system
Kohn L.T., Corrigan JM
Washington DC : National Accademy Press,
1999
3. Preventing Medication Errors in
Children
Marcia L Buck,
Pediatric Pharmacotherapy 5 (10), 1999
4. Medication Errors and Adverse Drug
Events in Pediatric Inpatients
Rainu Kaushal, David W. Bates,
Christopher Landrigan, Kathryn J.
McKenna, Margaret D. Clapp, Frank
Federico, Donald A. Goldmann
JAMA. 2001;285:2114-2120,
5. New perspectives on preventing
medication errors and adverse drug
events
Vicki S. Crane,
Am J. Health Syst. Pharm, vol 57, April
1, 2000
6. Prevention of medication errors in
the pediatric inpatient setting.
Committee on Drugs and Committee on
Hospital Care, American Academy of
Pediatrics. Pediatrics 1998;102:428-30.
7. Draft guidelines for preventing
medication errors in pediatrics.
Institute for Safe Medication Practices
and Pediatric Pharmacy Advocacy Group. J
Pediatr Pharm Pract 1998;3:189-202.
8. Few incompetent doctors are reported
to US national data bank
Fred Charatan, Florida
BMJ 2001;322:1383 (9 June)
La
Regione Veneto ha abolito dal
01/01/2008 l'obbligo
vaccinale !
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