USA: 94% medici ha
contatti con farmaceutiche e 28% riceve
pagamenti di redazionale - 26/04/2007
INDAGINE su NEJM, CARDIOLOGI "COINVOLTI" il
DOPPIO RISPETTO a MEDICI FAMIGLIA
Medici e
industria farmaceutica
legati “a doppio filo” negli Usa.
La quasi totalita' (94%) dei 'camici bianchi'
statunitensi intrattiene infatti rapporti con le
aziende del farmaco. Cene, pranzi, serate di
gala e corsi di aggiornamento 'offerti' dalle
compagnie sono una realta' fra i medici Usa. Ben
uno su quattro poi riceve veri e propri
pagamenti in denaro per consulti di vario
genere. E' quanto emerge da un'indagine
pubblicata sul New England Journal of Medicine'.
Fonte: adnkronos :
http://www.adnkronos.com
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima". L'osservazione è di
Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale. "Continuano a trattare i bambini come
fossero, dal punto di vista metabolico, degli
adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare
ai bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Pagano sempre i pazienti
Chi sbaglia dovrebbe pagare,
ma in sanità a pagare per primi sono sempre i pazienti,
vittime impotenti di errori a cui spesso non si può
porre rimedio. I fatti di cronaca a cui assistiamo da
mesi con crescente angoscia raccontano le eccezioni in
un panorama della sanità italiana complessivamente di
buona qualità, ma ciò non consola, perché gli strumenti
per fendete i nostri ospedali più sicuri esistono e
devono essere adottati al più presto.
Il primo aspetto che va regolamentato riguarda l'obbligo
di denuncia immediata degli errori per evitare che si
ripetano. Tutti devono essere coinvolti medici,
infermieri, tecnici di laboratorio e chi si occupa della
manutenzione degli impianti e delle apparecchiature
tecnologiche, perché chi lavora in sanità sa che
l'errore è in agguato e che da uno sbaglio, anche
banale, può dipendere la vita di un'altra persona.
A Siena la trasparenza di un medico che ha denunciato le
irregolarità è stata offesa dalle minacce, non credo da
parte di pericolosi criminali piuttosto da chi non vuole
controlli sul proprio operato. La situazione dovrebbe
cambiare se sarà confermata la volontà espressa dal
ministro Turco di introdurre per legge la notifica
volontaria ed anonima degli errori da parte degli
operatori sarti tari, seguendo l'esempio positivo di
quanto sperimentato già altrove.
Ma per scovare gli errori, e soprattutto prevenirli,
ogni ospedale dovrebbe avere dei libri di protocolli e
procedure ai quali attenersi rigorosamente. Questo vale
per le terapie ma anche per gli impianti e le
apparecchiature tecnologiche. Sarebbe inoltre utile un
controllo periodico effettuato da un'agenzia
indipendente, esterna all'ASL, che ogni due anni faccia
una vantazione obiettiva di ogni ospedale, verifichi
l'adeguamento alle norme di sicurezza, lo stato della
struttura e dei reparti, il rispetto dei protocolli e il
loro aggiornamento. Banalizzando, una sorta di revisione
come quella, obbligatoria, per le automobili.
Sistemi di questo genere sono stati adottati da molti
paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti, dove dal 1951
esiste un'apposita commissione, un organismo
indipendente e senza fini di lucro che valuta, a
scadenza regolare tutti gli ospedali americani ed i
programmi clinici e da il via libera solo alle strutture
che vengono giudicate sicure.
Ma fornisce anche indicazioni su quello che si deve o
non si deve fare per la sicurezza dei pazienti
aggiornando e migliorando le procedure. E se tutto non è
in ordine, dispone anche in assenza di incidenti la
chiusura immediata sino al momento in cui non vengono
introdotti i correttivi strutturali e procedurali
necessari. Un compito, questo, che in altri paesi come
l'Inghilterra, viene svolto da organismi governativi che
ogni due anni certificano l'aderenza di ogni struttura
clinica agli standard indicati dal ministero e dalle
società scientifiche. Una metodologia da introdurre
necessariamente anche nel nostro paese affinché le
indagini ed i controlli avvengano prima e non dopo
tragiche e certamente evitabili morti.
I margini di miglioramento ci sono, i correttivi sono
semplici da introdurre, però va detto che nulla cambierà
senza la buona volontà, e senza l'assunzione di
responsabilità da parte di chi lavora in ospedale,
qualunque sia il suo ruolo.
By Ignazio Marino' - medico chirurgo, presidente
Commissione Sanità del Senato
Tratto da: L’Espresso del 17/05/07
Vedi anche
Tribunale del Malato
Commento NdR: il
problema non è solo di chi è stato l'errore,
ma il fatto stesso che l'errore c'è stato !
un medico, o comunque chi opera in campo sanitario, non
può e non deve permettersi il lusso di sbagliare....
Egli ha nelle mani la vita delle persone..; se una cosa
non la sa fare lasci perdere, e' stanco per farr un
qualcosa, lasci perdere...una delle doti fondamentali in
ambito sanitario che deve essere sempre presente sia
l'umiltà (ma pare che non lo sia quasi mai) ...NON si
può scherzare con la vita altrui...
HOME
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|