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Nanotecnologia: manipolazione a livello
molecolare
La Radio piu' piccola del
mondo - Un nanotubo di carbonio riceve segnali, li
amplifica e li rinvia. E si sente davvero.
C'è qualche crepitio, ma la colonna sonora di Guerre
stellari si distingue chiaramente nella registrazione
effettuata dai ricercatori della Universi ty of
California di Berkeley. La musica arriva dal
radioricevitore più piccolo della storia: un nanotubo di
carbonio lungo 700 nanometri (milionesimi di millimetro)
e 10 mille volte più sottile di un capello. "Finora
eravamo riusciti a costruire solo i singoli componenti
della radio" dice Alex Zettl, fisico di Berkeley, "ma
non sapevamo come integrarli in un unico strumento. La
soluzione trovata è semplice: un nanotubo è già una
radio completa, perché può funzionare come antenna,
sintonizzatore, amplificatore e demodulatore".
Una differenza di potenziale fra due elettrodi vicini al
nanotubo carica la sua punta di elettricità negativa,
rendendoia sensibile a oscillazioni come le onde radio:
in loro presenza il nanotubo vibra e si sintonizza con
la radiofrequenza identica a quella delle sue
vibrazioni, fungendo da sintonizzatore. Agendo sui due
elettrodi si possono sottrarre cariche elettriche
negative dalla punta del nanotubo, rendendolo capace di
vibrare con varie frequenze e di captare più di una
"stazione".
A cosa servirà la nanoradio, che per ora riceve ma può
essere modificata anche per trasmettere?
"Inserita nel canale uditivo di una persona che sente
poco può amplificare i suoni» prevede Zettl. «O,
all'interno di una cellula, agire da terminale di
raccolta di informazioni coordinato da impulsi radio".
By Giuliano Altiffi - Tratto da Panorama n° 47 - 22/Nov.
2007
NON solo la Nanotecnologia potra' produrre "nanopatologie",
ma gia' oggi si possono riscontrare questo tipo di
patologie dall'inquinamento
dell'ambiente,
cibi
industriali, acque malsane,
agricoltura
industriale (Chimica)
farmaci e
vaccini !
vedi:
http://video.google.com/videoplay?docid=7395495186822276391
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Nanofibre, l'ombra
del sospetto
Alcuni tipi di nanotubi
hanno provocato lesioni
nell'addome dei topi simili a quelle dell'amianto.
Cauti gli stessi ricercatori: serve uno studio più
approfondito.
Introdotte nell'addome di
alcune cavie, particolari tipologie di nanotubi di
carbonio possono provocare lesioni simili a quelle
dell'amianto. Lo studio, pubblicato su Nature
Nanotechnology, al momento viene accolto con cautela
anche dai suoi stessi ricercatori e dovrà essere oggetto
di ulteriori indagini: il prossimo obiettivo sarà
verificare se esiste il pericolo che un'inalazione
eccessiva di queste sostanze possa avere effetti
cancerogeni.
I nanotubi di carbonio – in
fase di sperimentazione in molte applicazioni
tecnologiche grazie alle loro proprietà elettriche e
meccaniche - sono strutture di dimensioni minuscole
(appena qualche miliardesimo di metro). La forma
cilindrica è però simile a quella delle fibre di
amianto. Ed è proprio questa somiglianza strutturale ad
aver spinto il tossicologo Ken Donaldson e un gruppo di
ricercatori dell'Università
di Edimburgo (Gb) a verificare se, come succede per
le fibre di minerali appartenenti al gruppo dei
silicati, possa provocare formazioni cancerogene nel
mesotelioma, lo strato cellulare che ricopre la
superficie del torace e della cavità addominale.
Donaldson ha effettuato,
così, alcune comparazioni tra tipologie di nanotubi di
diverse dimensione e le fibre di amianto, scoprendo che
– come accade per le fibre lunghe del minerale – i
nanotubi lunghi e a parete multipla possono determinare
l'inibizione delle cellule macrofaghe del sistema
immunitario e la conseguente formazione di lesioni nei
polmoni delle cavie. Analoghe evidenze, tuttavia, non
sono state riscontrate per quanto riguarda i nanotubi
più piccoli: fatto, questo, che a detta dello stesso
Donaldson rende necessari altri approfondimenti prima di
poterne denunciare la reale pericolosità.
Scoperti venti anni fa, i
nanotubi di carbonio sono stati definitivi “la
meraviglia del XXI secolo” nel campo dei nuovi materiali
e si prevede che il loro mercato, nei prossimi sette
anni, oscillerà intorno ai due miliardi di dollari.
Tuttavia, sono diverse le voci che hanno denunciato il
rischio per la salute. “Il nostro studio servirà a
garantire la sicurezza e lo sviluppo responsabile delle
nanotecnologie”, afferma Andrew Maynard, coautore della
ricerca: “Se, da una parte, non è possibile pensare di
non sfruttare le incredibili opportunità offerte dai
nanotubi, dall'altra non si deve ripetere l'errore
commesso in passato proprio con l'amianto”. (l.s.)Tratto
da: galileonet.it
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La Nanotecnologia puo' essere utile per il nostro
furuto, ma nel caso della salute occorre
PRIMA accertare se
i Nanocomponenti, che potrebbero entrare nei tessuti umani, non
rappresentino un azzardo per la salute.
La loro applicazione all'agricoltura suscita gravi
preoccupazioni di carattere ambientale e sanitario !
Uno studio parla di
nanocosi che girano in un organismo vivente....!
Anche il
Principe
Carlo d'Inghilterra pone grosse riserve !
Vedi gli studi dell'
ETC
Group (Org Internaz. Ricerca e Tutela - Ottawa, Canada)
La Nanotecnologia presenta gravi implicazioni per la sovranita' alimentare mondiale ed e' possibile che tale
tecnologia venga adattata a fini di sorveglianza,
controllo sociale e guerra biologica.
Le nanocapsule e le microcapsule rappresentano un
vettore ideale per la diffusione di armi biologiche e
chimiche...
Ecco le PROVE dei DANNI delle Nano particelle
http://www.biomat.unimo.it/nanopat.htm
Particelle di Alumino-Silicato in un linfonodo in un
caso di cancro della bocca (sx) e particelle di Zirconia
in un caso di cancro del colon (dx).
12/01/04 - Londra
La respirazione di componenti Nanotecnologici potrebbe provocare
seri problemi di salute. L'avvertenza arriva dai primi risultati
delle ricerche che vengono condotte dal dipartimento di
Tossicologia respiratoria dell'Università
britannica di Edinburgo.
Secondo il professor Ken
Donaldson,
le dimensioni ridottissime dei "nanocosi" che sono al
centro delle ricerche e delle produzioni più avanzate di un certo
numero di industrie consentono loro di penetrare le membrane
protettive del corpo. Questo, almeno, è quanto accaduto fino a
questo momento negli esperimenti condotti sui topi, che dimostrano
come i nanocomponenti possano letteralmente "viaggiare"
all'interno dell'organismo, arrivando nei polmoni o al cervello
oppure diffondendosi nel sangue.
In effetti lo stesso Donaldson ha spiegato che non ci sono
prove che questo costituisca un danno per la salute
dell'uomo.
Tanto più che gli organismi umani sono da sempre
esposti ad una grande quantità di particelle che hanno quelle
stesse dimensioni e con le quali il corpo ha imparato a fare i
conti, fino a tollerarle talvolta anche in grande quantità.
"La preoccupazione - ha spiegato alla Reuters - si deve alla
possibilità che le imprese di settore sviluppino nanoparticelle
sostanzialmente diverse da quelle a cui siamo già esposti".
Se oggi molte particelle provocano le patologie respiratorie più
diverse, come asma o patologie cardiovascolari, domani la
diffusione delle nanotecnologie potrebbe quindi moltiplicare
questi effetti dannosi.
Donaldson si è però detto contrario a qualsiasi moratoria
sulla ricerca nel settore della nanotecnologia, una
soluzione che è stata in passato intrapresa con conseguenze a suo
dire disastrose. "L'impatto - ha dichiarato - sarebbe lo
stesso della moratoria sulle modifiche genetiche in Germania che
ha spazzato via l'intera scienza biologica per 30 anni.
Sarebbe un disastro".
tratto da:
http://punto-informatico.it/archivio/rubriche.asp?i=News
Sull'argomento vedi anche:
La
nanotecnologia deve essere discussa
Washington
punta sulla nanotecnologia
Nanotecnologie
all'assalto dell'Europa
Fermate
la tecnologia. Ritorna Joy
Si richiede pertanto una
immediata moratoria
sugli esperimenti di laboratorio e sulla
diffusione ambientale (agricoltura, alimentazione, industria), che non siano commercializzati
prodotti contenenti o provenienti da nanotecnologia e se gia' introdotti
sul mercato che essi vengano immediatamente ritirati e distrutti
fino a
quando non si sara' dimostrato con CERTEZZA l'assoluta innocuita' di tali
pratiche !
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Nanotecnologie
senza controllo ?
Un
rapporto USA parla di gravi mancanze nella legislazione di
controllo sulle nanotecnologie. Ma gli enti governativi
ribattono: nessun pericolo per la salute. Almeno per ora
Washington
(USA) - Le nanotecnologie sono sempre più spesso
protagoniste di un acceso dibattito all'interno della
comunità scientifica mondiale sulla sicurezza dei
materiali avanzati. I nuovi materiali trovano sempre più
spazi applicativi ma la loro sperimentazione, così come
la diffusione sul mercato, non sembra soggetta a regole
capaci di tutelare la salute pubblica e l'ambiente. Almeno
negli USA.
Un rapporto indipendente, realizzato per il
Project
on Emerging Nanotechnologies della
Woodrow
Wilson International Center for Scholars -
organizzazione di ricerca della
Smithsonian
Institution - ha evidenziato che i
controlli sui nanocosi sono insufficienti
perché la legislazione in materia è carente.
Secondo
Clarence Davies - analista di politiche ambientali e
redattore del documento - le leggi non sarebbero in grado
di proteggere i
cittadini dai rischi provenienti dalle
nanotecnologie. "Esiste ancora la possibilità di
recuperare e fare tesoro dagli errori commessi in passato
in altri ambiti tecnologici. Sappiamo da quello che è
successo per le biotecnologie applicate all'agricoltura, o
nel settore nucleare, che senza un adeguato supporto
legislativo le reali potenzialità non possono essere
espresse al meglio. In questo caso il sistema legislativo
non è in grado di servire la causa", ha spiegato
Davies.
Le
affermazioni di Davies sono tenute di buon conto a
Washington, soprattutto per il suo passato professionale
legato alle amministrazioni Johnson, Nixon e Bush. Senza
contare la sua attuale collaborazione con l'accreditato
think tank
Resources
for the Future.
Alcuni
rappresentanti del Governo, nonché certi portavoce del
settore privato, hanno reagito aspramente alle conclusioni
del rapporto. "Abbiamo ancora molto da imparare.
Prendi un foglio e leggi che una cosa è tossica e
dannosa, ne leggi un altro e scopri che è falso e che in
verità porta benefici. Tutti gli enti con cui siamo in
contatto da tempo ci hanno detto che, con le informazioni
attualmente disponibili, le regolamentazioni sono
sufficientemente adeguate", ha dichiarato E. Clayton
Teague, direttore del
National
Nanotechnology Coordinating Office, che
supervisiona gli investimenti governativi (circa un
miliardo di dollari) nel settore nanotecnologico.
La
nanotecnologia, come noto, si occupa della manipolazione
atomica di sostanze. A queste dimensioni, i materiali sono
in grado di mostrare proprietà fisiche e chimiche
radicalmente diverse da quelle a cui siamo abituati.
Alcuni studi hanno rivelato che la dispersione di
particelle così piccole potrebbe creare gravi effetti
collaterali sia all'ambiente che alla
salute dell'uomo. Il rapporto di Davies si concentra
proprio su questo punto, ovvero sugli strumenti che la
legge ha istituito per proteggere la comunità dagli
eventuali rischi.
Il Toxic Substances Control Act (TSCA),
ad esempio, obbliga i produttori a comunicare alla
Environmental
Protection Agency quali composti chimici
desiderino commercializzare, e danno all'agenzia
governativa il potere di veto su quelli potenzialmente
rischiosi. Il problema è che la clausola della
"piccola quantità" non rende possibile
applicare il TSCA a tutte le produzioni: le sostanze
chimiche prodotte in quantità inferiori alle 11
tonnellate sono infatti escluse dalle limitazioni.
"Il
fatto che ne siano prodotte poche quantità non è
sinonimo di sicurezza", ha aggiunto Davies.
"Le aziende descrivono i nanomateriali come composti
ordinari che differiscono
solo per dimensioni. Bene, proprio questo
aspetto è l'elemento chiave". L'EPA, che è a favore
di una regolamentazione "volontaria", non si è
ancora espressa al riguardo.
"Le
altre leggi sono troppo deboli perché non richiedono
studi sulla sicurezza prima che i prodotti vengano
commercializzati", ha spiegato Davies.
Federal
Hazardous Substances Act e le indicazioni del
Food,
Drug and Cosmetic Act riguardanti i cosmetici -
uno dei settori dove viene fatto ampio uso di
nanoingredienti - mettono il Governo in condizione di
agire solo dopo
un eventuale danno registrato dai clienti.
Secondo l'indagine, inoltre, le agenzie che dovrebbero
occuparsi di monitorare la situazione sarebbero
sottodimensionate.
Occupational
Safety and Health Administration dispone di una
forza lavoro inferiore del 25% rispetto al 1980, mentre
nel tempo i suoi compiti sono aumentati considerevolmente.
Consumer
Product Safety Commission, che lavora per far
rispettare l'Hazardous
Substances Act impiega solo 446 persone.
Food
and Drug Administration ha rilasciato un
comunicato riguardante i dubbi sollevati da Davies.
"(...)
L'attuale regolamentazione è probabilmente
adeguata per la maggior parte dei prodotti nanotecnologici.
Stiamo continuando a seguire gli sviluppi rilevanti di
questo settore e valuteremo i benefici che questa nuova
tecnologia potrà dare", si leggeva nel documento
ufficiale.
"I
nanomateriali sono sempre più elaborati con sostanze
biologiche attive che incrementeranno i pericoli per
l'ambiente e le persone. Sarebbe utile che le aziende
spiegassero maggiormente alle istituzioni il loro
operato", ha dichiarato David Rejeski, responsabile
del programma nano-scientifico presso Woodrow Wilson
Center.
"I comportamenti di queste sostanze sono quanto mai
complicati. Ma non vi sono state molte discussioni al
riguardo. Siamo praticamente senza dati".
By
Dario
d'Elia
Nanocosi, stilato un inventario dei prodotti:
La nanotecnologia è già entrata nella vita di tutti i
giorni e una nuova lista di prodotti lo dimostra. Le
paure del pubblico e il latitare di valide ricerche non
fermano il mercato di settore, che ora vale 30 miliardi
di dollariù
http://www.nanotechproject.org/index.php?id=44&id=44&action=view&p=0
Link su una
discussione molto importante su giochi militari
e inquinamento ambientale da metalli, la
catastrofe della vita naturale sulla terra
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=2755&forum=6
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CONTAMINAZIONE da
NANOTECNOLOGIA
Esiste un pericolo
concreto di contaminazione biologica proveniente
dai laboratori biotecnologici sparsi in tutto il
mondo: l'allarme arriva da un rapporto
pubblicato dalla rivista specializzata
Biosecurity and Bioterrorism e viene
rilanciato da Nature.
Richard Ebright della Rutgers University del New
Jersey spiega: "Gli incidenti gravi sono
frequenti, ma non vengono mai resi noti. Siamo
nell'ordine di dozzine di contaminazioni
biologiche solo negli Stati Uniti ogni anno".
Attualmente proprio negli Usa le normative non
obbligano le strutture di ricerca biotecnologica
a comunicare alle autorità federali ogni
incidente.
Le ricerche finanziate dai National Institutes
of Health (NIH) o che implicano tecniche di DNA
ricombinante presentano un obbligo di
comunicazione in caso di eventi avversi, ma non
sono previste sanzioni in caso di mancate
comunicazioni. L'esposizione ad agenti patogeni
inseriti nelle liste riguardanti il
bioterrorismo (come l'antrace) va segnalata
obbligatoriamente ai Centers for Disease Control
and Prevention.
Il rapporto del Center for Biosecurity
dell'University of Pittsburgh sottolinea che
molto deve essere fatto sul fronte della
comunicazione, e che lo stato di cose attuale
rappresenta un rischio elevato per la
popolazione.
Queste affermazioni stanno suscitando viva
preoccupazione sui mezzi d'informazione
statunitensi e internazionali, ma fino ad ora
non arrivano commenti ufficiali.
Un portavoce dell'US Department of Health and
Human Services ha dichiarato che il rapporto
verrà adeguatamente commentato dopo esser
stato analizzato nel dettaglio.
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