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Verso una
Medicina Sistemica
Dall'emozione al sintomo: un approccio olistico alla
persona, la medicina sistemica e’ cosi’ chiamata perché pone la
massima attenzione all'interconnessione sempre esistente tra
aspetti psichici e fisici nel determinare l'insorgenza della
malattia e della sofferenza, di fatto e’ un altro nome della
Medicina naturale.
"Le Medicine Non
Convenzionali (MNC) devono essere riconosciute"
Secondo stime del Parlamento
europeo i cittadini degli stati membri che utilizzano
terapie alternative o non convenzionali ammontano al
20-50 per cento della popolazione generale, con punte in
Francia dove gli utenti regolari di queste metodiche
rappresentano tra il 40 e il 50 per cento della
collettività. Con una preferenza per omeopatia,
agopuntura, chiropratica ed osteopatia.
E' sulla scorta di questi dati che il Consiglio
d'Europa ha approvato una risoluzione (numero 1206) con
la quale invita gli stati membri a regolarizzare lo
status di queste medicine in modo che possano essere
inserite a pieno titolo nei Sistemi sanitari nazionali.
Rispondendo cosè a una forte richiesta dei cittadini.
E non è la prima volta che un'istituzione
europea si pronuncia su tale tema. Infatti già nel
maggio del 1997 il Parlamento europeo aveva approvato
una risoluzione, a suo modo storica, nella quale si
invitava l'Unione Europea a mettere in moto il processo
di riconoscimento delle Medicine non convenzionali, dopo
aver condotto gli studi opportuni, e a sviluppare
programmi di ricerca sull'innocuità e l'efficacia di
dette medicine.
Una decisione che aveva fatto da battistrada anche in
Italia al delicato processo di integrazione delle
medicine non convenzionali nelle politiche per la
salute, voluta da pazienti ed operatori.
Il Consiglio d'Europa si muove quindi sulla
falsariga di quella presa di posizione e, pur
riconoscendo la superiorità della medicina
convenzionale, invita alla coesistenza delle diverse
forme terapeutiche che potrebbero completarsi l'una con
l'altra, a tutto vantaggio del cittadino.
Sulla questione dello status giuridico se da una
parte ribadisce l'importanza di salvaguardare le
diversità nazionali, dall'altra individua le possibilità
di "definire un approccio europeo comune al tema delle
medicine non convenzionali, basato sulla libertà di
scelta terapeutica dei pazienti", problematica di
scottante attualità.
Il Consiglio d'Europa non nasconde le difficoltà
insite in questo percorso ma ritiene che il cammino
indicato, per quanto accidentato, sia comunque da
preferire al caos della situazione attuale. Una
situazione in cui il livello di riconoscimento e lo
status giuridico di cui godono queste terapie variano
considerevolmente da uno stato all'altro.
E la regolarizzazione va sostenuta soprattutto a
garanzia dell'utente, il quale ha diritto a
professionisti preparati, consapevoli dei propri limiti,
dotati di un sistema di autoregolamentazione e
sottoposti a controllo esterno.
La risoluzione del Consiglio d'Europa prefigura
dunque un quadro di integrazione delle diverse forme di
medicina, convenzionali e non, che il paziente potrà
eleggere volta per volta su consiglio del medico di
famiglia o in base alla propria libera scelta.
Viene affrontato infine anche il tema della
formazione e della ricerca, fondamentali per un adeguato
sviluppo del processo di integrazione. Nel primo caso
auspicando il coinvolgimento delle Università alle quali
spetterebbe il compito di organizzare nelle proprie
strutture corsi adeguati sulle medicine non
convenzionali e complementari.
Per quanto riguarda invece la ricerca, l'Assemblea
invita gli stati membri a sostenere e sviluppare gli
studi comparativi e i programmi di ricerca in corso
nell'Unione Europea e a diffonderne ampiamente i
risultati.
Una richiesta che viene avanzata con forza, da anni, da
tutti gli operatori delle medicine non convenzionali.
Articolo di Mariella di Stefano e Elio Rossi - Trovato
su: La Repubblica Salute - Marzo 2000
Forse questa sarà la volta buona, qualcuno di Noi
(La Leva)
abbiamo sempre sostenuto la necessità di dare
al cittadino la massima libertà di scelta. Abbiamo
sostenuto e propagandato il
modello olandese, perchè in Olanda già da diversi
anni esiste la libertà di cura, oltre che la libertà del
cittadino di scegliere !

Tratto da:
http://www.laleva.cc/cura/nonconv.html
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Ecco il "medico
integrato" alla Toscana - Italy
Il Consiglio
Regionale della Toscana ha da poco approvato una
proposta di legge che disciplina l'esercizio delle
medicine complementari da parte dei medici chirurghi e
odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti.
Il provvedimento è stato approvato all'unanimità. Le
disposizioni normative della legge riguardano le
medicine complementari, agopuntura, fitoterapia e
omeopatia, già inserite nei Livelli Essenziali di
Assistenza dal Piano sanitario regionale (vedi "Salute"
del 3/2/2005) e incluse nell'accordo regionale
applicativo dell'Accordo Nazionale sulla specialistica
ambulatoriale ("Salute" 30/11/2006).
La legge stabilisce che gli ordini professionali creino
elenchi di professionisti esercenti le medicine
complementari sulla base di requisiti, che verranno
definiti da un'apposita Commissione regionale. Agli
elenchi possono iscriversi i medici chirurghi e
odontoiatri, i medici veterinari e i farmacisti, purché
in possesso dei titoli previsti da un'apposita
commissione regionale.
Questa Commissione regionale è composta dai
rappresentanti della direzione generale dell'assessorato
al Diritto alla salute e politiche di solidarietà, dai
rappresentanti di medici, veterinari e farmacisti, dei
centri regionali di riferimento per le medicine
complementari, delle associazioni delle discipline in
oggetto (agopuntura, fitoterapia e omeopatia), delle
Università toscane e gli esperti designati dal Consiglio
Sanitario Regionale.
I compiti della commissione sono innanzitutto di
definire i criteri sufficienti per l'ammissione
all'elenco dei medici chirurghi, odontoiatri, medici
veterinari e farmacisti che praticano le medicine
complementari, quindi i criteri di accreditamento degli
istituti pubblici e privati di formazione nelle singole
discipline.
Gli istituti pubblici e privati che possono attestare,
con idonea documentazione, che adottano programmi di
studio conformi ai criteri che verranno definiti,
possono ottenere l'iscrizione all'elenco degli istituti
di formazione accreditati dalla Regione.
Grande soddisfazione ha espresso Fabio Roggiolani, primo
firmatario della legge: "La Toscana non solo afferma
il suo primato nell'utilizzo delle medicine
complementari ma può proporsi come apripista per
analoghe proposte di legge depositate alla Camera e al
Senato".
Un legge dunque che intende garantire il principio della
libertà di scelta terapeutica del paziente e la libertà
di cura del medico, riconoscendo pari dignità a terapie
che ora saranno finalmente integrate.
By Elio Rossi
Nota bene:
La Federazione nazionale - Italiana - degli Ordini dei
medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO)
riconosce dal 2002 nove medicine non convenzionali (MNC):
agopuntura,
medicina tradizionale
cinese,
medicina
ayurvedica,
medicina omeopatica,
medicina
antroposofica,
chiropratica,
fitoterapia,
omotossicologia,
osteopatia.
Come richiede l'OMS l’Organizzazione Mondiale della
Sanità, è necessario ed etico tutelare,
salvaguardare, promuovere,
studiare,
tramandare e applicare
il patrimonio culturale dei saperi e dei sistemi medici
e di salute antropologici
sia occidentali sia orientali, nell'assoluto
rispetto dell'integrità originaria e tradizionale dei
singoli paradigmi ed epistemi.
È necessario riformulare quindi lo statuto
epistemologico della
medicina ufficiale
quale medicina centrata sulla
persona.
Ecco dunque la chiave di lettura: centrare l’attenzione
sulla persona e le sue necessità e non sul farmaco e
sugli interessi delle lobby dell’industria
farmaceutica.
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COMUNITÀ INTERNAZIONALE DIVISA: I "TRADIZIONALISTI"
VOGLIONO le MNC FUORI da SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
- 30/07/2007
Se qualcuno, incerto sulle cure mediche tradizionali
o sulla medicina alternativa, volesse approfondire la
questione, si troverebbe di fronte a un bel dilemma: a
chi credere ? In effetti la pubblicistica in materia è
piena di opinioni, commenti, riflessioni che parlano di
tutto e del contrario di tutto.
Ci sono personaggi autorevoli i quali sostengono che “la
medicina alternativa non è scienza”; mentre altri
sostengono il contrario. Persino la
chiesa
cattolica è intervenuta sul tema con un documento
dell’ufficio nazionale della Cei che ha messo sotto
accusa omeopatia e agopuntura perché “ispirate a
filosofie incompatibili con la fede”. Orientarsi in una
situazione del genere appare problematico.
Ma la questione non è di poco conto, se è vero che
milioni di donne e uomini nel mondo (in Italia 1
cittadino su 4) ricorrono alla medicina alternativa.
Un no definitivo alla equiparazione tra medicina
ufficiale e medicina alternativa lo hanno pronunciato,
in Italia, gli scienziati dell’associazione Galileo
2001, del Gruppo 2003 e della Società italiana di
medicina interna, alle quali appartengono scienziati del
calibro di Veronesi, Tirelli, Garattini, Regge, Mannucci,
Mantovani.
Nel documento ufficiale emanato si sostiene che il
Servizio sanitario nazionale “ha il dovere di offrire
solo interventi di provata efficacia e sicurezza”,
mentre mancano del tutto prove scientifiche
sull’efficacia della medicina alternativa. Dunque, si
potrebbero creare confusioni, false aspettative e uno
sperpero di denaro pubblico.
Ogni pratica che abbia a che fare con la salute,
sostengono in sostanza i nostri scienziati, dovrebbe
essere testata e monitorata per confermarne la provata
efficacia. Al contrario, sinora, non c’è alcuna evidenza
scientifica.
Già il “Lancet”, una delle più prestigiose riviste
scientifiche mondiali, aveva affermato che l’omeopatia
avrebbe fallito e che i dottori dovrebbero essere
“coraggiosi e onesti con i pazienti. I benefici
dell’omeopatia non si vedono”. Eppure queste pratiche
non sono state inventate oggi o nate all’improvviso, ma
le fondò e codificò 250 anni fa il dottor Samuel
Hahnemann.
Chi difende la medicina alternativa, al contrario,
sostiene che lo studio del “Lancet” nasce da errori
metodologici ed è stato anche criticato dalla comunità
scientifica. A chi sostiene che queste pratiche siano
uguali ad un “placebo” rispondono che sarebbero
egualmente efficaci e costituirebbero una valida
alternativa terapeutica in parecchi casi. Oltretutto,
dicono i sostenitori delle Mnc, svolgerebbero una
concreta azione biologica, come testimonierebbero i
numerosi elementi contenuti nelle banche dati
internazionali e confermate nel libro del professor
Sukul, intitolato “Farmacologia delle alte diluizioni”.
Comunque, tra critici e difensori della medicina
alternativa
si pongono invece quelli che ritengono che il fenomeno
meriti di essere approfondito e studiato,
perché non possono essere negate sapienze di secoli,
elementi che affondano in tradizioni espressi da antiche
civiltà.
In sostanza, quanti si trovano in mezzo ai due
schieramenti, sostengono: che paura c’è di discutere di
un tale argomento e perché ci si scaglia contro elementi
che potrebbero contenere anche rimedi validi ed efficaci
per la salute ?
Le opinioni in materia sono varie e contrastanti e
nessuno può dimostrare che la propria tesi sia
inattaccabile. Occorre semplicemente evitare che vengano
immesse nella società pratiche nocive o che vengano
propalate vane e inutili speranze nei malati che ad esse
si affidano. Per il resto, ognuno si affiderà alla
propria coscienza.
By Emilia Saugo
Tratto da:
http://www.avanti.it
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Pratiche “non
convenzionali” - L’Istat non documenta
l’esistente -
News del 27-08-2007
In Italia e nel mondo l’individuo,
la famiglia ed i gruppi sociali fanno comunemente ricorso ad un
repertorio di accorgimenti e strategie per prevenire le
malattie, ottimizzare la propria salute, curare i disturbi e le
malattie, migliorare la propria qualità della vita.
Questo repertorio comprende da un lato interventi autonomi,
allorché l’individuo applica su di sé conoscenze maturate da
solo o attraverso l’accesso ad utensili culturali e scientifici,
dall’altro interventi di altri, persone comuni o professionisti,
a cui l’individuo fa ricorso.
La quantità degli interventi che appartengono al campo della
cura di sé è in genere molto maggiore degli interventi che
appartengono al campo delle cure “ricevute”.
Tra le cure autonome: la pulizia e l’igiene personali, un
alimentazione sana, uno stile di vita salubre, la ricerca
dell’equilibrio, di relazioni e di ambienti gratificanti che
sostengano la propria vitalità ed il proprio benessere, la
preghiera per sé, cattolica, protestante, luterana, calvinista,
di rito bizantino, ortodossa, buddista, zen, hindu, lo yoga, la
meditazione, la ginnastica a corpo libero, la ginnastica in
acqua, step, Pilates, karaté, aikido, judo, atletica leggera,
attività sportive di gruppo, partecipazione da spettatori a
spettacoli ed avvenimenti sportivi reali o virtuali, televisivi,
radiofonici, via internet.
Tra le cure eteronome: tagli di capelli ed acconciature, cure
estetiche, cure podologiche, massaggi estetici o drenanti,
sensuali o linfatici, olistici, rilassanti, orientali,
taylandesi, coreani, cinesi, giapponesi, esalen, occidentali,
preghiera per altri, massofisioterapia, kinesiologia,
riflessologia, reflessologia, rolfing, integrazione posturale,
posturologia, cure dentali, shiatsu masunaga, oloshiatsu, meiso
shiatsu, zen shiatsu, keiraku shiatsu, shiatsu Namikoshi,
bioenergetica, terapia reichiana, orgono terapia, orgonomia,
Pilates, logopedia, naturopatia, medicina olistica, medicina
funzionale, medicina tradizionale cinese, nutrigenomica, terapia
nutrizionale, macrobiotica, vegetarianesimo, dieta zona, terapia
vibrazionale, pranoterapia, terapia bioradiante, nonché tutta la
medicina convenzionale, dalla culla alla tomba, ginecologia ed
andrologia, ostetricia, fisioterapia, scienze infermieristiche,
terapia della riabilitazione, psicologia, psicoterapia,
psichiatria, oncologia, cure termali, chirurgia, trapianti ed
espianti, anestesia–rianimazione, gerontologia.
Per l’istat e per la Fnomceo, di tutta la realtà “non
convenzionale” esiste solo la parte che i medici si sono
annessa.
Dovendo documentare statisticamente il fenomeno della medicina
da loro definita “non convenzionale”, l’Istat infatti che fa ?
Invece di documentare l’esistente ed operare un censimento delle
pratiche e degli utilizzatori restringe il campo al solo uso
eteronomo delle cure e per giunta ricerca soltanto l’uso di
quelle medicine “non convenzionali” da loro stessi definite
“solo mediche”, in testa alla lista della Fnomceo: omeopatia,
agopuntura e fitoterapia.
Ricordiamo ancora una volta le definizioni e la classificazione
del NCCAM che, nel rispetto della sua funzione istituzionale,
censisce e documenta l’esistente:
"Medicina Convenzionale, Medicina Complementare, Medicina
Alternativa, Medicina Integrativa. La medicina convenzionale é
praticata da dottori in Medicina e da dottori in Osteopatia, e
dalle professioni sanitarie associate, come quelle dei
fisioterapisti, degli psicologi e degli infermieri. Altri
termini descrittivi della medicina convenzionale sono:
allopatia, occidentale, ortodossa, biomedicina.
Alcuni medici convenzionali possono anche essere operatori della
medicina complementare alternativa.
La lista delle Medicine complementari ed alternative cambia man
mano che terapie e metodi vecchi o nuovi si dimostrano sicuri ed
efficaci e vengono inglobati nella medicina convenzionale e man
mano che altri nuovi iniziano ad essere sperimentati al di fuori
dell'ortodossia.
Si definisce medicina complementare quella che è usata insieme
alla medicina convenzionale. Per esempio l’aromaterapia, usata
come sollievo dopo interventi chirurgici.
Si definisce medicina alternativa quella usata al posto della
medicina convenzionale: per esempio una dieta speciale per
trattare il cancro al posto della chirurgia, della terapia
radiante o della chemioterapia, prescritte da un medico
convenzionale.
Medicina integrativa: uso combinato di terapie mediche
convenzionali e terapie complementari o alternative, per le
quali sussista evidenza scientifica, di alta qualità, di
efficacia e sicurezza.
Classificazione delle principali categorie della medicina
complementare e alternativa
Questo elenco ivi citato, è l’inventario, la classificazione e le definizioni del Nccam.
Che cosa va a determinare invece la forzata riduzione di varietà
all’italiana e le sue definizioni? Innanzitutto la creazione di
un settore sommerso che poiché non esiste non può che isolarsi,
non deve dar conto a nessuno di sé e delle sue pratiche e
diventare autoreferenziale, poi la perdita di qualità di tutti i
servizi, l’impossibilità di creare comunicazione e scambio di
esperienze tra mondo convenzionale e “non convenzionale”.
Il NCCAM invece mentre inventariava il settore, promulgava anche
i requisiti di qualità, trasparenza, evidenza ed efficacia,
nella pratica e nella ricerca, ai quali ciascuna pratica,
alternativa, complementare, tradizionale o integrativa si devono
adeguare, requisiti e standard al vincolo dei quali, per
l’occasione veniva ribadito, è chiamata ad adeguarsi ed a
rispondere sempre anche la medicina convenzionale.
Le corporazioni convenzionali della sanità italiana non sono
ancora pronte a rispettare questi vincoli e ad uscire dalla loro
posizione separata, superiore e non implicata dall’alto della
quale non intendono dar conto del proprio operato al di fuori
dei propri ordini professionali. Qui si tratta di rientrare
“peer to peer” nel parlamento delle cose, che è fatto anche di
prove di evidenza e di efficacia, per i singoli professionisti,
per gli enti, per gli ospedali, per i reparti.
Allo stato delle cose siamo lontani da queste possibilità. Le
nostre corporazioni allora non possono permettersi il lusso di
confrontarsi con nuove professionalità, nuove esperienze e nuove
conoscenze siano esse convenzionali o “non convenzionali”,
complementari, alternative, integrativi o tradizionali. Non
hanno scelta: Possono solo rimuoverle ed esserne reciprocate:
una lotta tra bande medioevali.
By Raffaele Cascone
Tratto da: Notizie RADICALI
vedi: Fondamenti della
Medicina Naturale
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ISTAT e Medicine Complementari -
La SIOMI contesta le
affermazioni del prof. Garattini
By Simonetta
Bernardini - Presidente SIOMI - Venerdì, 31
agosto 2007
I risultati diffusi
dall'ISTAT riguardanti la diffusione delle medicine
complementari in Italia sono stati riportati e commentati da
diversi organi di stampa. Nell'occasione il Prof. Silvio
Garattini ha ritenuto appropriato formulare le seguenti
affermazioni che vogliamo riprendere e commentare. Il
Professor Garattini ritiene che la diminuizione degli utenti
delle Medicine Complementari che si è verificata ultimamente
in Italia dipenda dal fatto che "circa 1 milione di
cittadini italiani" abbia realizzato l'insussistenza di una
medicina " basata sulle impressioni anziché sull'evidenza".
Egli attribuisce la "fuga dall'Omeopatia" anche alla presa
di posizione di Società scientifiche, associazioni di
consumatori e ricercatori. Auspica, infine, che vi sia un
ripensamento riguardo la necessità di una Legge dello Stato
italiano che regolamenti il settore delle Medicine
Complementari e che anche la Regione Toscana, che ha scelto
di accogliere l'Omeopatia nel Servizio Sanitario Regionale,
rivaluti i propri intendimenti. In riferimento a tali
dichiarazioni la SIOMI desidera precisare quanto segue:
1. La
pratica delle medicine complementari da parte dei medici
italiani è riconosciuta dalla Federazione Nazionale
degli Ordini dei Medici fin dal 2002. Contro tale
decisione, oramai ampiamente consolidata, sembra volersi
schierare apertamente il Prof. Silvio Garattini.
2. Le
medicine complementari in Italia sono a carico totale
dei cittadini i quali devono pagare di tasca propria sia
le visite che i medicinali. E'straordinario pertanto
constatare come, nonostante la non mutuabilità di tali
prestazioni, dal 1999 al 2005 gli utenti di tali
medicine siano enormemente aumentati, passando da 6
milioni a ben 9 milioni di cittadini (Doxa 2005,
indagine relativa all'anno 2004). In particolare,
secondo l'indagine DOXA 2005, ad utilizzare anche i
medicinali omeopatici per la cura della propria salute è
una percentuale addirittura maggiore, pari al 23,1%
degli italiani, ovvero 14 milioni di cittadini. Tale
medicina è più diffusa tra cittadini a più alto grado di
istruzione, a conferma del fatto che essa è tanto più
utilizzata quanto più è conosciuta.
La SIOMI ritiene che
la riduzione del numero di utenti di tali medicine che,
secondo l'ISTAT, si è registrata nell'anno 2005 debba
essere attribuita in primis a ragioni economiche. A
supportare tale affermazione è la stessa indagine ISTAT
che evidenzia come il ricorso alle medicine
complementari sia poco comune tra pensionati e operai.
Inoltre, è importante notare come l'ISTAT non riveli una
diminuizione degli utenti della medicina omeopatica
nella fascia d'età 0-14 anni a conferma che i genitori,
qualora fossero costretti a rinunciare a curare se
stessi con l'omeopatia, non rinunciano all'Omeopatia per
i loro figli. Questo premesso, tuttavia, è opportuno
anche sottolineare che le indagini di mercato relative
all'anno 2007 (fonte IMS) evidenziano una netta ripresa
della vendita dei medicinali omeopatici, con un
incremento, rispetto al 2006, del 8,1%.
3. La
SIOMI fa notare che, secondo la stessa indagine ISTAT
2007, la medicina Omeopatica viene riconosciuta efficace
da una percentuale elevatissima di pazienti: il 91% dei
suoi consumatori. Peraltro, una indagine realizzata
dall'Osservatorio Epidemiologico della Regione Toscana
ha evidenziato che in questa Regione (dove l'Omeopatia è
erogata anche negli ambulatori del servizio sanitario
regionale) la percentuale di utilizzatori è più alta
della media nazionale. Non solo, c'è anche da
sottolineare che i maggiori consumatori dell'Omeopatia
sono, in Toscana, proprio i medici, i quali se ne
avvalgono per la cura della propria salute in
percentuale superiore alla media degli altri cittadini.
4. Le
Società scientifiche negli ultimi anni si sono molto
adoperate per cercare di comprendere il valore della
medicina omeopatica grazie anche all'impegno della SIOMI
in favore del confronto e dello scambio culturale tra i
diversi protagonisti della medicina. Al giorno d'oggi
sono sempre più frequenti le collaborazioni tra SMS
delle Medicine Complementari e SMS della medicina
classica. La migliore prova è la costituzione
all'interno della Federazione delle Società Scientifiche
Italiane (FISM), che riunisce quasi tutte le Società
scientifiche italiane della medicina, di uno specifica
Commissione per le Medicine Complementari cui partecipa
la SIOMI e le altre SMS delle Medicine Complementari
federate.
5. Negli
ultimi anni si è registrato un aumento di Corsi di
formazione in Medicine Complementari anche nelle
Università italiane (Milano, Firenze, Chieti, l'Aquila).
Questo dimostra che anche in Italia si stia avviando un
percorso di integrazione del pensiero delle medicine
complementari nella medicina del nostro tempo. A tale
proposito si ricorda che già nel 2004 in America 36
Università si sono riunite in un Consorzio
interuniversitario per l'insegnamento delle Medicine
Complementari all'interno del Corso di Laurea in
Medicina e come più strutture ospedaliere, oramai, sia
in Europa che in America eroghino servizi di medicine
complementari a fianco delle offerte formative
convenzionali, con grande soddisfazione sia dei pazienti
che dei medici.
6. In
merito alla ricerca scientifica, sono oggi sempre più
numerosi i lavori di ricerca che dimostrano l'efficacia
di agopuntura, fitoterapia e omeopatia. Affermazioni
quali "le medicine complementari non hanno evidenze
scientifiche" o "i medicinali omeopatici sono solo acqua
fresca" appaiono inconcepibili per chi ha a disposizione
i data bases della letteratura scientifica.
Per quanto
riguarda l'Omeopatia, un panorama della letteratura
scientifica è ospitata nella Rivista on line " Omeopatia33"
edita da EDRA SPA, curata dalla SIOMI e distribuita a
circa 20.000 lettori tra medici, veterinari, odontoiatri
e farmacisti italiani.
7.
Riguardo le associazioni di consumatori, l'Associazione
dei Pazienti Omeopatici, APO Italia, è da anni
fermamente impegnata a rappresentare alle Istituzioni la
necessità di una Legge di regolamentazione del settore,
affinché i cittadini italiani che si avvalgono, con
piena soddisfazione, anche della medicina omeopatica
siano tutelati nella loro scelta di salute dallo Stato
italiano e siano protetti dai fenomeni di abusivismo
della professione medica che purtroppo possono
verificarsi in assenza di una regolamentazione.
La SIOMI auspica che lo Stato italiano ponga finalmente
rimedio in questa legislatura al vuoto legislativo esistente
da più di venti anni e approvi una Legge di regolamentazione
delle Medicine Complementari che riconosca ai cittadini
italiani il diritto di scegliere la medicina con cui
curarsi. Auspica inoltre che altre Regioni, constatata la
soddisfazione dei cittadini toscani, si adoperino per
integrare anch'esse le medicine complementari nei loro
Servizi Sanitari.
Fonte:
SIOMI, Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata
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La qualità di una ricerca efficace
in Medicina Complementare
In questa pubblicazione di Jama, il gruppo di Weber
riporta i risultati di uno studio eseguito utilizzando
Hypericum perforatum. Questo lavoro, randomizzato, in doppio
cieco e placebo-controllo, è stato condotto per otto settimane
su un gruppo di 54 bambini tra i 6 e i 17 anni, ai quali era
stata fatta diagnosi di deficit di attenzione e disturbi da
iperattività (ADHD), bambini
selezionati tra coloro che non avevano ricevuto altre terapie
per la cura dell'ADHD,
farmaci inclusi, durante l'osservazione. Varie scale di
misurazione sono state utilizzate per valutare le variazioni dei
sintomi, lo stato di salute, i principali risultati, tra cui l'ADHD
Rating Scale-IV e il Clinical Global Impression Improvement
Scale. Ulteriori parametri impiegati sono stati il Child
Behavior Checklist e la Conners' Parent Rating Scale.
Questo è il primo tentativo per valutare l'efficacia di
Hypericum perforatum per la cura dell'ADHD
in bambini e adolescenti, oltre che un notevole esempio di
analisi controllata e randomizzata (RCT) in grado di valutare
una specifica terapia CAM nei bambini. Importanti sono le
risorse espresse dallo studio. E' presente non solo la
valutazione da parte di scale specifiche per l'ADHD,
ma anche la precisa ricerca di diagnosi di ADHD (Adem)
operata da una ben organizzata visita psichiatrica.
L'analisi dello studio viene effettuata durante un periodo di
completa eliminazione dei farmaci. Importante risulta l'utilizzo
del placebo e l'impiego del doppio cieco sia per i partecipanti
che per gli osservatori.
Un osservatore centrale e indipendente è preposto al controllo
della randomizzazione (avvenuta dopo una serie di esclusioni) e
dei dati ottenuti. Inoltre sono ben specificate le valutazioni
riguardanti l'adesione alla cura da parte dei partecipanti, i
controlli di conformità al doppio cieco, l'ottenimento di
risultati variabili, obiettivamente definiti e misurabili e
tutti i parametri riguardanti la randomizzazione dei
partecipanti. Allo studio primario ha partecipato il 57% dei
componenti iniziali.
Questo studio di qualità si inserisce in un programma di ricerca
nell'ambito delle CAM. In verità le CAM, così come i
probiotici, la
melatonina, i
massaggi, lo yoga
e l'agopuntura,
sono diventati parti importanti dell'armamentario della
medicina convenzionale,
mentre il confine tra CAM e medicina generale continua ad
assottigliarsi.
Recenti ricerche mostrano che molti medici di Medicina Generale
conoscono l'interesse dei loro pazienti verso le CAM, credono
che queste terapie possano avere effetti benefici e sono
desiderosi, per la pratica professionale e personale, di
valutare ricerche attendibili, basate sull'evidenza.
Il numero di RCT, per quanto concerne le CAM, è aumentato dai
200 dell'1982 a 1200 nel 2002 e a 7500 nel 2008. Oltre al
numero, tuttavia, esiste anche il bisogno che questi studi
abbiano una metodologia rigorosa e qualità standard per
riportare prove cliniche, come quelle riferite nello studio di
Hypericum perforatum.
Nel 2005 l'Institute of Medicine stabilì di applicare gli stessi
principi e standards di efficacia di trattamento a tutte le
terapie, sia di medicina convenzionale sia per quanto riguarda
le CAM.
Quindi il tempo della cattiva scienza, sia in medicina
convenzionale che in quella non convenzionale, è ormai finito.
By Italo Grassi
Tratto da: JAMA, 2008, 299, (22), 2633 - Per leggere l'abstract
>>> cliccare
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