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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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FARMACI e CONTROINDICAZIONI
MINISTERO "SALUTE" italiano informato su DANNI VACCINI
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Le Corporazioni  Messaggi Subliminali  +  Lobbies  +  Gruppo Bilderberg  +  Caduceo
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Archivio sui danni dei farmaci
 +  Statistiche Ministero manipolate  +  Inquisizione medica
La Teoria sui germi che generano malattie e' Falsa +  Norimberga 2  +  Potere e Giustizia
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Ricerca Scientifica 
+  Dittatura Sanitaria  +  Guerra conto le Donne (con i Vaccini) 
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
Medici pagati da case farmaceutiche  +  Statistiche in campo sanitario

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata
FARMACI e CONTROINDICAZIONI

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata
e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
 
e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
 

Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it 


Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:

Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato  un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che affermano di agire nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle industrie farmaceutiche.

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Otto arresti per medicine-truffa - Bufera sull'Agenzia (Italiana) per i farmaci

TORINO - L'origine ha una data precisa: 3 agosto 2005. Quel giorno un rapporto dei Nas di Torino lancia pesanti ombre su come l'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, classifica e cataloga i medicinali da immettere sul mercato. La sperimentazione di due prodotti bio-equivalenti, i corrispondenti generici di un composto griffato, non convince.

Ieri l'inchiesta partita dal capoluogo piemontese, e approdata a Roma, nel cuore dell'agenzia statale del ministero della Salute, arriva al giro di boa dei provvedimenti cautelari. L'esecuzione di otto delle venti ordinanze di custodia chieste dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, i primi arresti da lui firmati in quarant'anni di carriera. Tre persone finiscono in carcere per corruzione, altre quattro vengono mandate ai domiciliari, un'ottava riesce a schivare le manette perché probabilmente è in Svizzera. Due, i corrotti, sono alti dirigenti della stessa Aifa. Sei, i corruttori, lavorano in posti chiave di case farmaceutiche o in agenzie di intermediazione e rappresentanza.

In questi mesi ci sono stati pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, la documentazione video del passaggio di una mazzetta, timide e parziali ammissioni. I capi di imputazione, trenta, elencano i singoli episodi e tratteggiano uno scenario devastato. Il gip Sandra Recchione, il giudice che ha filtrato le richieste di arresto e firmato le ordinanze, si spinge ad affermare come "dalle indagini sia emerso che Nello Martini, quale direttore generale dell'Aifa, intrattenga rapporti privilegiati con gruppi multinazionali di società farmaceutiche e, in particolare, con le società Bayer e Glaxo Smith and Kline".

A Martini, oltre alla corruzione, viene contestato il favoreggiamento di un suo funzionario: il subalterno lo avrebbe aiutato "a eludere le investigazioni della procura di Torino, avvertendolo che il suo telefono era sotto controllo".
Non solo. A Palazzo di giustizia, nel capoluogo piemontese, c'era una gola profonda. E altri personaggi - pubblici ufficiali in corso di identificazione, come la talpa della procura, una donna - avrebbero passato informazioni e notizie riservate.
Omologazioni di farmaci, fasce di prezzi, sperimentazioni.

Tutto, stando alle indagini dei Nas, sarebbe avvenuto al di fuori delle regole. E i rapporti, i contatti, le mazzette allungate avrebbero garantito un risultato sicuro. L'Aifa, per la procura, andava azzerata. Il gip Recchione, invece, ha centellinato gli arresti perché seppur è certa l'agevolazione garantita dai funzionari alle case farmaceutiche, manca la prova del pagamento del denaro.

Da oggi, per competenza territoriale, a diradare le ombre che avvolgono l'operato dell'Aifa continuerà la procura di Roma. A quella di Torino resta una minima parte del fascicolo. E un impegno. Il procuratore aggiunto Guariniello, coordinatore del pool "sicurezza e tutela dei consumatori", spiega che si lavorerà ancora sulla catena di controlli, certificazione e immissione sul mercato dei farmaci, perché l'inchiesta ha dimostrato le falle del sistema e ci potrebbero essere possibili implicazioni per la salute di chi consuma i medicinali approvati con procedure non ortodosse e tempi dilatati.
By Lorenza PleuteriI & Emilio Randacio
Tratto da larepubblica.it - 22 maggio 2008

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Quanti sono a conoscenza che la maggior parte dei farmaci di uso comune hanno "effetti collaterali" non solo sul corpo ma anche sulla psiche ?

Siamo così deresponsabilizzati e svuotati interiormente che oltre a delegare quotidianamente ai medici la nostra salute (con i risultati che ben sappiamo), non chiediamo neppure informazioni e delucidazioni sui pericoli e gli effetti controindicati dei medicinali che ci vengono prescritti. Ovviamente non è pensabile che un Medico, dall'alto della sua conoscenza, possa prescriverci un prodotto pericoloso per la salute.
Purtroppo NON esistono in commercio farmaci privi di effetti collaterali anche seri e le statistiche sulla mortalità parlano chiaro: le cause iatrogene (dovute a errori medici) sono una delle prime tre cause di morte nel mondo, assieme al cancro e alle malattie cardiovascolari! 
La ricerca statistica (basata su lavori scientifici) pubblicata nel 2003, dal titolo inequivocabile: "Death Medicine", denuncia negli Stati Uniti le seguenti cifre:
- "Reazioni avverse da farmaci in ospedale" provocano ogni anno 106.000 morti;
- "Reazioni da farmaci non in ospedale" --> 199.000 morti;
- "Gli errori medici" --> 98.000 morti. Le reazioni avverse di farmaci prescritti da dottori, provocano (negli Stati Uniti) oltre 300.000 morti ogni anno !
Quando andiamo a "farci guarire" dal dottore, invece di ringraziarlo con reverenza per il tempo dedicatoci, uscendo soddisfatti dallo studio stringendo nelle mani ricette miracolose, impariamo a fare domande e a pretendere soprattutto delle risposte, perché questo ci potrebbe salvare la vita.
Per capire qual è la situazione oggi, ecco qualche esempio estrapolato dal libro del dottor Andrew Weil: "Dal cioccolato alla morfina: tutto quello che c'è da sapere sulle sostanza che alterano la mente", ed. Arcana.
Stampate e portate al vostro medico di base.

Antistaminici
Alcune reazioni allergiche vengono mediate da una sostanza endogena denominata istamina che influisce in modo rilevante su nervi, vasi sanguigni e altri tessuti. Nel tentativo di eliminare i sintomi allergici, i farmacologi hanno creato numerosi farmaci sintetici per bloccare l'azione dell'istamina. Sono molti gli antistaminici attualmente disponibili; in dosaggi elevati vengono prescritti dal medico, ma in dosi ridotte sono venduti come farmaci da banco: alcuni dei più diffusi sono la difenidramina (Benadryl), la clorfeniramina (Teldrin, Chlor Trimeton), la bromfeniramina (Dimetane), la desclorfeniramina (Polaramine), la tripelennamina (PßZ, Piribenzamina), la tripolidina (Actidil), la prometazina (Fenergan), la pirilamina e la doxilamina.
Gli antistaminici sono dei farmaci forti che influiscono su vari apparati dell'organismo, ma spesso non sono così efficaci nell'azione che dovrebbero svolgere: contrastare l'istamina ed eliminare le allergie. Il sistema nervoso centrale è particolarmente sensibile agli antistaminici. Questi farmaci provocano spesso delle profonde alterazioni dello stato d'animo, e non in meglio: rendono depressi, acidi, apatici e incapaci di ragionare in modo chiaro. Alcuni di essi sono chimicamente affini ai tranquillanti forti (come la Torazina ) e producono effetti analoghi sull'umore. La sedazione a cui danno luogo gli antistaminici potrebbe interferire nella guida di autoveicoli o in altre attività che richiedono concentrazione, capacità di ragionamento e buoni riflessi. Tali effetti si intensificano con l'uso contemporaneo di alcol e altri sedativi. Di recente sono stati prodotti degli antistaminici che non entrano nel cervello: il più noto è la terfenadina (Seldane). Non causa sedazione e depressione, ma spesso dà mal di testa e altri effetti collaterali sgradevoli e inoltre è molto più costoso dei vecchi antistaminici.
Nonostante la tendenza a mettere il consumatore di cattivo umore, gli antistaminici sono tra i farmaci più consumati in assoluto: né i medici né i pazienti li vedono come sostanze psicotrope. Inoltre, gli antistaminici sono ingredienti comuni di molti preparati da banco, come i farmaci per il raffreddore e sonniferi; a volte vengono addirittura spediti per corrispondenza come campioni gratuiti. Chiunque soffra di depressione cronica e letargia dovrebbe accertarsi che non sta consumando queste sostanze chimiche sotto qualche forma. Chi soffre di allergia dovrebbe poi sapere che i sintomi allergici spesso rispondono a terapie non farmacologiche, come cambiamenti di dieta e stato d'animo: in questo modo si può interamente evitare l'assunzione di antistaminici.
Alcuni farmaci di questa categoria sono usati specificamente per prevenire il mal d'auto. Il dimenidrinato (Dramamine) è il più noto di questi. Come i suoi farmaci affini, dà spesso sonnolenza e uno stato d'animo sgradevole.
Per quanto sia strano, esiste un antistaminico che viene utilizzato da alcune persone, soprattutto tossicodipendenti, per sballarsi: è la tripelennamina, venduta con i nomi commerciali di PBZ e Piribenzamina. (.)
Un'assunzione di antistaminici in dosi elevate o per lunghi periodi appare dissennata. Questi farmaci, invero, producono tossicità nel corpo e nessuno dovrebbe perdere più tempo del necessario con lo stato d'animo che producono.

Corticosteroidi (cortisone e affini)
Oltre a produrre l'adrenalina, le ghiandole surrenali secernono altri ormoni che controllano il metabolismo e la chimica corporea: questo gruppo di ormoni proviene dallo strato esterno della ghiandola, o corteccia, e quello principale viene pertanto denominato cortisone. Il cortisone e le sue sostanze affini hanno tutti una struttura molecolare caratteristica denominata nucleo steroide (che condividono con gli ormoni sessuali maschili e femminili descritti più avanti in questo capitolo). La farmacologia ha ormai imparato a produrre numerosi medicinali semisintetici con questa stessa struttura, a partire dal materiali grezzi che si trovano in certe piante. Come gruppo, questi farmaci si chiamano corticosteroidi, o semplicemente steroidi: sia quelli endogeni, sia quelli prodotti dall'uomo.
Uno degli effetti più manifesti dei corticosteroidi è quello di ridurre l'infiammazione e alcune reazioni allergiche, come le eruzioni cutanee. In alcuni nuovi steroidi creati in laboratorio dalla farmacologia tale azione è stata portata al livello massimo. (.)
I medici prescrivono spesso gli steroidi anche per uso sistemico, cioè per essere assunti internamente. Esistono delle indicazioni chiare per questo utilizzo, ma dato che gli steroidi sembrano avere quasi dei poteri magici, i medici tendono a prescriverli in modo eccessivo, a volte somministrandoli per casi blandi come irritazioni da edera del diavolo o da pannolini, mal di schiena e altre patologie non abbastanza gravi da legittimarne l'uso.
Il problema è che l'utile proprietà antinfiammatoria degli steroidi costituisce solo una delle varie azioni di questi potenti ormoni: anzi, anche a dosi moderate gli steroidi sistemici possono sconvolgere in modo drastico l'equilibrio chimico dell'organismo e dare luogo a grave tossicità, fino al decesso. Possono inoltre arrestare la produzione da parte del corpo dei suoi stessi steroidi e le conseguenze possono essere: aumento di suscettibilità, ma anche stress e infezione.
Gli effetti collaterali negativi degli steroidi sono ben noti ai medici, ma poca attenzione viene prestata alla loro psicoattività. Questi farmaci possono dar luogo a euforia estrema, simile alla fase maniaca della psicosi maniaco-depressiva: in questi casi, la capacità di giudizio può essere fortemente limitata e il comportamento può farsi irregolare e illogico. Con l'uso continuato, questa euforia iniziale può trasformarsi in intensa depressione. Gli steroidi possono rendere psicotici alcuni individui o far venire loro manie suicide. Non tutti coloro i quali assumono steroidi sistemicamente hanno queste gravi reazioni, ma probabilmente molti subiscono dei sottili cambiamenti d'umore: nervosismo, insonnia, depressione e altre alterazioni mentali a lungo andare diventano comuni.
Chi ha già avuto problemi psichiatrici dovrebbe essere cauto nel prendere gli steroidi. Tutti, nondimeno, dovrebbero poi sapere che questi composti sono tra i farmaci più forti che si conoscano e andrebbero quindi circoscritti alla cura di malattie davvero gravi.

Farmaci gastrointestinali
Uno dei farmaci più diffusi per la terapia dei crampi intestinali e della diarrea è il Lomotil, una combinazione di un oppiaceo denominato difenoxilaio e di atropina, uno degli elementi costituenti delle solanacee: entrambe riducono il movimento degli intestini paralizzando i nervi che li controllano. Il difenoxilato è una sostanza chimica strettamente imparentata con la meperidina (Demerol), uno dei narcotici medici più forti. Analogamente al suo parente, il difenoxilato può determinare la depressione del sistema nervoso, che può essere intensificata dall'uso simultaneo di altri sedativi; può anche dare euforia e dipendenza. Molti pazienti che assumono il Lomotil per problemi intestinali avvertono degli effetti narcotici sull'umore, ma non hanno minimamente idea del fatto che stanno prendendo un oppiaceo.
L'atropina in sé ha psicoattività limitata a basse dosi: quasi tutti la trovano sgradevole a dosi elevate. Alcuni farmaci di combinazione mescolano l'atropina con altri derivati delle solanacee, compresa la scopolamina: il principale principio psicotropo della famiglia delle solanacee. Il Donnatal è un esempio di tale miscela che include altresì del fenobarbital come sedativo. I medici somministrano spesso questi farmaci ai pazienti, soprattutto a chi soffre di ulcera, crampi gastrointestinali e disturbi urinari. E' raro che medici o pazienti considerino il potenziale di queste terapie nell'alterare stato d'animo e pensiero, ma, come rilevato nel capitolo sui deliranti, i farmaci derivati dalle solanacee possono influenzare profondamente il cervello. L'effetto psicotropo che viene notato più facilmente è con ogni probabilità il torpore, anche se nel tempo o ad alte dosi possono causare cambiamenti ben più bizzarri.

Broncodilatatori
I broncodilatatori sono farmaci che aprono le vie aeree nell'apparato respiratorio. Sono molto prescritti, sotto forma di compresse e spray da inalazione a pazienti con asma per alleviare il respiro affannoso e la difficoltà di respirare, caratteristiche della malattia. Gran parte di questi farmaci agiscono stimolando il sistema nervoso simpatico, che regola le pareti muscolari dei tubi bronchiali: di conseguenza, oltre all'effetto voluto, di norma provocano eccitazione, ansia, irrequietezza e insonnia. Il paziente non gradisce questi effetti collaterali, ma se vuole respirare non ha alternativa a tali farmaci.
Un altro problema dei broncodilatatori stimolanti è la loro forte predisposizione a causare la dipendenza: quando l'effetto di una dose svanisce, la costrizione bronchiale aumenta in reazione al farmaco, rendendo necessarie altre dosi. Gli asmatici inalano spesso i broncodilatatori durante tutto il giorno, oltre a prenderli regolarmente per via orale: tale frequenza d'uso accresce i rischi di assuefazione e cambiamento d'umore.
Uno dei farmaci più ampiamente prescritto in questa categoria, la teofillina, viene tenuto sotto attento esame come possibile causa di comportamenti violenti e singolari. La teofillina è il principio attivo del tè ed è un parente stretto della caffeina. Per molti anni molti asmatici hanno ingerito grosse dosi giornaliere di questo stimolante, che un tempo veniva considerato un farmaco sicuro ed efficace. Ora, invece, è sempre più comprovato che tale sostanza può produrre cambiamenti comportamentali seri, di conseguenza i suoi giorni d'uso nella terapia medica stanno per finire.

Analgesici "blandi"
I farmacologi non sono riusciti a produrre degli analgesici (antidolorifici) di forza media per colmare il divario tra aspirina e morfina. Ci hanno fornito molti derivati degli oppiacei che, a loro giudizio, sono più efficaci dell'aspirina, ma più sicuri e meno capaci di dare dipendenza rispetto alla morfina. Se tali farmaci sono efficaci nel controllare il dolore, tuttavia, esercitano sempre una forte attrattiva sugli oppiomani ed è quindi verosimile che portino alla dipendenza.
Uno di questi farmaci è il propossifene (Darvon), un analgesico da prescrizione ampiamente utilizzato negli ultimi anni. A volte, per aumentarne l'efficacia, viene combinato con aspirina e caffeina. Malgrado le dichiarazioni dei suoi entusiasti produttori, gran parte dei medici e dei pazienti hanno riscontrato che il Darvon non è poi molto più valido dell'aspirina: anzi, alcuni ritengono persino che quando tale sostanza viene mescolata con l'aspirina, sia quest'ultima a svolgere la maggior parte del lavoro. Inoltre il potenziale di abuso del Darvon è analogo a quello degli analgesici narcotici forti. C'è voluto del tempo perché i medici riconoscessero l'esistenza dell'abuso di Darvon, ma adesso la conoscono bene e sono molto più cauti nel somministrarlo.
Oltre ai farmaci di queste categorie, molti altri medicinali da prescrizione hanno effetti psicotropi, malgrado medici, farmacologi e produttori non li riconoscano. A volte questi affetti si manifestano in molti pazienti che assumono il farmaco, a volte invece solo in pochi. Se si comincia una terapia di farmaci prescritti dal medico e si prova sonnolenza, depressione, stati di ebbrezza, sogni insoliti e altri cambiamenti umorali che non si riescono a spiegare altrimenti, il responsabile di questi disturbi potrebbe essere proprio il farmaco. Per provarlo occorrerebbe sospenderne l'assunzione e, dopo un certo intervallo, ricominciare per vedere se esiste una relazione tra questo e i sintomi.

PREPARATI DA BANCO

Sciroppi per la tosse
Gli sciroppi per la tosse da banco sono di varia composizione. Alcuni non contengono alcuna sostanza manifestamente psicotropa. Altri hanno invece noti sedativi come alcol e cloroformio, stimolanti come la pseudoefedrina, antistaminici o derivati degli oppiacei considerati come non narcotici. A volte chi cerca disperatamente un po'di droga e non riesce ad avere nulla di meglio, arriva a consumare grosse dosi di questi preparati tentando di sballarsi.
Il principale sedativo da banco della tosse è una sostanza denominata destrometorfano, un parente della codeina che calma il nucleo della tosse, ma che in teoria non produce euforia, dipendenza o altri effetti caratteristici dei narcotici. Alcuni, tuttavia, la assumono proprio per inebriarsi. Si trova nello sciroppo Robitussin e nelle compresse per il raffreddore Coricidin (red devils, triple-Cs), ma può essere venduto anche sul mercato di strada in forma pura come destrometorfano (DXM). I consumatori ne assumono grandi quantità per ottenere uno stato da zombie chiamato dexing o robotripping. Il potenziale di assuefazione e i danni medici prodotti da un uso eccessivo di destrometorfano sono ancora ignoti.

Farmaci per il raffreddore
Una larga percentuale nella vendita dei farmaci da banco è rappresentata da capsule e compresse per alleviare i sintomi del raffreddore. Come per gli sciroppi per la tosse, i farmaci per il raffreddore sono un miscuglio di formule di varia efficacia. Gli ingredienti comuni sono: antistaminici, aspirina e altri analgesici, medicinali derivati dalle solanacee per asciugare la secrezione eccessiva nel naso e in gola, caffeina e pseudoefedrina o sinefrina per compensare gli effetti sedativi degli altri ingredienti. Di norma queste miscele sono confezionate in compresse multicolori e capsule sgargianti perché appaiano esotiche ed efficaci. E' poi opinabile se influiscano sul corso del raffreddore o ne riducano considerevolmente i sintomi.
Quel che è certo è che i farmaci da banco per il raffreddore possono influire sull'umore, di solito in modo spiacevole. Metodi alternativi per la cura del raffreddore, e quindi per evitare tali problemi, sono un bagno caldo, bere liquidi, mangiare di meno, riposare di più e diminuire stress e stimolazione.

Decongestionanti nasali
Uno degli effetti fisici degli stimolanti è quello di contrarre i vasi sanguigni nel naso e nei seni. Tale costrizione restringe questi tessuti, consentendo all'aria di passare liberamente. L'effetto è temporaneo e, quando l'effetto stimolante svanisce, di solito viene seguito da una reazione opposta detta "rimbalzo", nella quale i passaggi nasali diventano più bloccati di prima. Si tratta di un modello analogo a quello che si verifica con i farmaci broncodilatatori descritti in precedenza.
I primi inalanti nasali contenevano delle strisce di carta impregnate dianfetamina. Chi li assumeva provava una stimolazione generica: qualcuno provava ebbrezza, altri ne diventavano dipendenti. Alcuni, poi, aprivano addirittura il contenitore per estrarne l'anfetamina e assumerla in altri modi. Alla fine i produttori smisero di utilizzare l'anfetamina per gli inalanti nasali e la sostituirono con altre sostanze, in teoria meno stimolanti e con meno capacità di dare assuefazione.
Oggi gli inalanti e gli spray da banco per sbloccare il naso chiuso non sono considerati psicotropi: alcuni inalanti non contengono droghe ma solo sostanze aromatiche come il mentolo. Possono essere piacevoli da usare, ma non sono affatto efficaci come le sostanze chimiche che costringono i vasi sanguigni. Indubbiamente gli spray e gli inalanti che invece contengono droghe funzionano nel breve termine, ma, malgrado i produttori sostengano il contrario, sono tuttora stimolanti e danno spesso dipendenza.
Non tutti provano una sensazione di stimolazione generica da questi prodotti, ma solo coloro che arrivano a farne uso abitualmente.
Probabilmente un rischio maggiore di dipendenza sorge dalla natura temporanea del sollievo che danno: se si continua a usarli per far fronte al "rimbalzo" che segue alla dose iniziale, in breve non si riuscirà più a respirare senza. I preparati ad azione più lunga possono essere più sicuri, da questo punto di vista.
Sono disponibili anche alcune forme di decongestionanti orali, per esempio la pseudoefedrina (Sudafed), un parente stretto dell'efedrina stimolante naturale: questa viene immessa in bocca e non nel naso, quindi è meno probabile che causi il "rimbalzo" e la conseguente dipendenza, ma per alcuni consumatori, e ad alte dosi, risulta decisamente stimolante. Anche la sinefrina, un prodotto ricavato dall'arancia amara, è stimolante.

Inibitori dell'appetito
Abbiamo già menzionato queste forme orali di stimolanti. Fino a poco tempo fa contenevano efedrina, a volte associata a caffeina, e vengono confezionati o denominati in modo da sembrare anfetamina.

Uppers da banco
La caffeina pura viene venduta in molte farmacie (per molto più di ciò che vale) con forme fuorvianti che sembrano alludere a potenti anfetamine: per esempio, un prodotto denominato Caffedrine, venduto in capsule grigio-bianche a rilascio graduale e che ha lo stesso aspetto del Dexamyl farmaceutico. Sicuramente chi lo compra lo rivenderà poi sul mercato illegale come Dexamyl ad acquirenti ignari. Prodotti meno recenti e ingannevoli sono il Vivarin, e il NoDoz, sotto forma di semplici compresse bianche. Se questi prodotti risultano più efficaci del caffè o del tè è solo perché la gente ha fiducia nelle pillole.

Downers da banco
Nelle farmacie è disponibile anche tutta una gamma di prodotti che favoriscono il sonno di notte (Nytol, Sominex, Unisom). Vengono diffusamente prescritti come sostituti da banco dei più forti tranquillanti minori e dei sonniferi. Tutti contengono antistaminici: di norma difenidramina (Benedryl), pirilamina o doxilarnina. Come già rilevato, queste sostanze non sono innocue e tendono a influire sulle funzioni mentali in modo sgradevole: danno sonnolenza, ma possono produrre anche depressione e possono dare assuefazione.
Noi siamo favorevoli a rimedi meno tossici per l'insonnia: per esempio fare più esercizio fisico durante il giorno, diminuire l'uso degli stimolanti, soprattutto di sera (ricordate di leggere le informazioni di ogni analgesico, pasticca per il raffreddore e altri medicinali per vedere se contengono caffeina o stimolanti vari), tecniche di rilassamento, bagni caldi e semplici integratori alimentari come compresse di calcio e magnesio: molti trovano rilassanti, se prese prima di andare a letto.
Tratto da: disinformazione.it

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FARMACOUTILIZZATO come ANTITUMORALE, GENERA altri CANCRI ! Pillola abortiva Uccide...

TAMOSSIFENE SOTTO ACCUSA per le DONNE SANE

Ancora una battuta d'arresto per il tamossifene (farmaco utilizzato per i tumori al seno). Dopo l'allarme lanciato l'anno scorso dalle pagine del Journal of the National Cancer Institute da Mitchell Gail (vedi Tempo Medico numero 651, pagina 4), uno studio olandese conferma l'esistenza di un aumento netto del rischio di cancro all'endometrio nelle donne che assumono il farmaco a lungo termine per un tumore della mammella.

Lo studio riassume i dati ottenuti paragonando circa 300 donne che avevano sviluppato una neoplasia uterina dopo essere state malate di cancro mammario a quasi 900 pazienti con tumore della mammella, ma con un utero sano. La prima diagnosi risaliva almeno al 1976, anno in cui la maggior parte dei centri olandesi ha iniziato a proporre l'uso del tamossifene.

I risultati parlano chiaro: il rischio di sviluppare un cancro all'utero per chi ha fatto uso di tamossifene è in media di 1,5 volte superiore a quello di chi non ne ha mai assunto, e aumenta in maniera progressiva con la durata del trattamento. Infatti, chi si è sottoposto alla terapia per più di cinque anni vede crescere di circa sette volte la probabilità di avere una neoplasia uterina.

L'osservazione più preoccupante è però un'altra: i tumori che si sviluppano nelle donne trattate con il tamossifene per un tempo prolungato sono spesso più maligni e invasivi, vengono riconosciuti in fase avanzata, inquadrati allo stadio III e IV della classificazione ufficiale, e presentano anche un'alta percentuale di sarcomi e di tumori mesodermici misti maligni (MMMT), molto difficili da curare.
Tutto questo comporta una diminuzione della sopravvivenza.
«Anche se i numeri sono piccoli, la statistica conferma che c'è differenza tra chi ha seguìto la terapia e chi non l'ha mai assunta» commenta Liesbeth Bergman, epidemiologa dell'Istituto dei tumori olandese e coordinatrice dello studio.
«Inoltre, il nostro studio contraddice ciò che si pensava finora, e cioè che il tamossifene tendesse ad aumentare il rischio di tumori uterini, ma che questi fossero per lo più di un tipo istologico a prognosi più favorevole».
Lo studio del 1999 a cura di Mitchell Gail, che aveva partecipato a un workshop sul BCPT ai National Cancer Institutes di Bethesda, aveva già dimostrato come il farmaco, presentasse effetti collaterali molto gravi, quali tumori endometriali, ma anche ictus ed embolia polmonare.

E' interessante notare come il pericolo di sviluppare un tumore uterino aumenti con l'aumento della durata del trattamento, mentre sembra essere indipendente dalla dose di farmaco assunta ogni giorno. Per di più, non è modificato nemmeno da altri fattori di rischio noti quali il sovrappeso, l'obesità, o l'assunzione di terapia ormonale sostitutiva per la menopausa. Inoltre, l'intervallo tra la sospensione della terapia e l'insorgenza della malattia non ha alcuna influenza, quasi a dimostrazione del fatto che il rischio, potenzialmente, non finisce mai.

Il commento che accompagna l'articolo della Bergman, a cura di Karen Gelmon, della British Columbia Cancer Agency di Vancouver, in Canada, individua alcuni punti deboli dello studio olandese, sui quali si dovrà concentrare la ricerca futura. Uno di questi è il fatto che lo studio ha avuto inizio circa 25 anni fa, quando non era ancora nota l'associazione del tamossifene con i tumori uterini. Il grande numero di casi di neoplasie ad alta malignità potrebbe essere pertanto imputabile a un ritardo nella diagnosi, che oggi si verifica molto meno spesso grazie alla consapevolezza maggiore degli oncologi nei confronti di questo rischio.
Si
ntesi tratta da: Tempo Medico (n. 679 del 11 ottobre 2000)

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Cala del 7% il cancro al seno: merito di cosa ?

I tassi di incidenza del cancro al seno sono scesi del 7 per cento (del 15 per cento se si considerano soltanto le forme positive agli estrogeni) tra agosto 2002 e dicembre 2003 negli Usa, e studi europei mostrano l'identico trend .

I ricercatori dell'M.D. Cancer Center di Houston ritengono che il fenomeno epidemiologico sia dovuto al fatto che milioni di donne in quel periodo hanno abbandonato la terapia ormonale per i sintomi della menopausa, ritenuta responsabile di un aumento del rischio di insorgenza del cancro al seno. "Ma anche se la correlazione tra calo della terapia ormonale e calo dei casi di cancro è impressionante, occorre molta cautela e ulteriori verifiche", spiega Peter Ravdin, oncologo e leader del team di ricercatori texani. I dati più marcati sono stati rilevati nelle donne dai 50 ai 69 anni, proprio la fascia di età nella quale la terapia ormonale era più diffusa.

Il fatto che la terapia ormonale incoraggi la crescita dei tumori positivi agli estrogeni è noto da tempo ai ricercatori: l'ipotesi è che quando le donne smettono di assumere ormoni anti-menopausa, i tumori in fasi precoci eventualmente presenti nel loro seno vengano di colpo privati di estrogeni e smettano di crescere, senza mai raggiungere uno stadio in cui sono visibili alla mammografia.
"Questo potrebbe essere lo studio dell'anno", afferma Otis Brawley, direttore del Georgia Cancer Center della Emory University.
"I dati raccolti spiegherebbero anche perché i tassi di cancro al seno sono inferiori nelle donne di colore, tradizionalmente meno inclini ad assumere ormoni".

Fonte: Kolata G. Reversing trend, big drop is seen in breast cancer.
The New York Times 15/12/2006.

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Pillola abortiva, E siamo alla 16ª vittima - SILENZIO OMERTOSO IN VISTA DEL VARO

E siamo a sedici. La pillola abortiva Ru486, che forse tra pochi mesi sarà commercializzata in Italia, ha provocato la morte di un'altra donna, che va ad aggiungersi alle quindici di cui abbiamo già dato notizia. Una notizia, però, che quasi nessuno ha raccolto. La grande stampa italiana ha ostinatamente ignorato queste morti, e ha preferito prendere per buono il ritornello ripetuto meccanicamente dai sostenitori della pillola: si tratta di un farmaco assolutamente sicuro, usato in Europa da anni, e l'Italia, autorizzandone la diffusione, non farebbe altro che colmare un vistoso ritardo.
Pazienza, ci siamo abituati: che i mezzi di comunicazione di massa filtrino le notizie secondo il proprio orientamento ideologico non sorprende.
Sorprende invece, e soprattutto inquieta, che persino chi ha il compito ufficiale di vigilare sulla sicurezza dei farmaci non disponga di informazioni certe sul numero delle morti.
Nell'ultimo bollettino dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) si può leggere un articolo intitolato «Ru 486: efficacia e sicurezza di un farmaco che non c'è». Lo scopo del pezzo, si legge nel sommario, è di fornire «un aggiornamento dettagliato» sulla pillola abortiva, ma la bibliografia non appare molto aggiornata. Le morti, secondo l'articolo, sarebbero in tutto 9, di cui 6 per sepsi.
I conti non tornano: le donne morte per sepsi sono già 9, mentre il totale dei decessi è arrivato, con quest'ultimo tragico caso (ne parliamo diffusamente nell'inserto «è vita») appunto a 16. Non è, però, la sola lacuna dell'articolo citato; anche la contabilità degli eventi avversi non è aggiornata, mentre le percentuali di efficacia si basano su fonti e criteri di valutazione molto discutibili.
Nel testo, fra l'altro, non si accenna a uno degli aspetti sanitari più problematici del metodo chimico: circa il 20% delle donne francesi e addirittura il 50% delle inglesi che si rivolgono alle cliniche «Marie Stopes» non si presentano alla visita finale di controllo, e degli esiti dell'aborto non si sa più nulla.
Su tutto questo, e su altre informazioni imprecise o incomplete contenute nell'articolo del Bollettino Aifa, torneremo con maggiori dettagli. Oggi vogliamo soltanto ricordare la ragazza di diciott'anni, senza volto, senza nome, senza storia, che è morta grazie alla pillola che i media americani chiamano da tempo «kill pill».
Le 16 donne che hanno pagato così duramente la loro scelta di interrompere la gravidanza, in Europa non hanno mai avuto l'onore di una pagina di giornale. Nessuno ha raccontato la vicenda di Rebecca Tell Berg, sedicenne svedese morta sotto la doccia per una violenta e inarrestabile emorragia, o di Oriane Shevin, figlia del presidente del Comitato nazionale di bioetica francese Didier Sicard.
Nemmeno la morte della diciottenne Holly Patterson, che negli Usa ha provocato una campagna di stampa sulle misteriose infezioni letali provocate dal batterio Clostridium, ha avuto eco in Europa.
Il velo di silenzio che avvolge i decessi da aborto chimico è così fitto che il New York Times ha avanzato l'ipotesi che le morti possano essere più di quelle di cui con tanta fatica si riesce a sapere qualcosa.
Ci auguriamo che l'Agenzia italiana del farmaco, che dovrà esaminare la documentazione scientifica sulla Ru486 per autorizzarne l'eventuale registrazione nel nostro Paese, non si fermi a un approccio superficiale, e svolga in piena trasparenza il proprio compito, offrendo una risposta convincente ai tanti dubbi che la pillola suscita.
Ci auguriamo che l'Agenzia del farmaco non si fermi a un approccio superficiale.
By Eugenio Roccella - Tratto da: Avvenire del 29/11/2007

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I FARMACI RITIRATI E QUELLI A RISCHIO

Cerivastatina (Lipobay/Baycol)
Appartiene alla classe degli anticolesterolo (statine) usati per prevenire eventi coronarici in pazienti con cardiopatie. Fu ritirato nel 2001 con l'accusa di aver causato numerosi decessi. Specie se associato ai fibrati provoca danni muscolari, fino a rabdomiolisi, con gravi conseguenze a livello renale e cardiaco.

Antidepressivi (Prozac, Zoloft, Paxil, Effexor)
Gli antidepressivi di nuova generazione, gli Ssri, che inibiscono la ricaptazione della serotina, erano considerati efficaci anche negli adolescenti. Nel 2004 la Fda e l'Emea hanno stabilito che non solo gli Ssri ma l'intera categoria degli antidepressivi aumenta il rischio di comportamenti suicidi nei pazienti pediatrici e negli adolescenti.

Cisapride (Cipril/Alimix)
Farmaco usato anche nei bambini contro il reflusso gastroesofageo: ritirato dal commercio nel 2000 dopo che Vanessa Young, una 15enne con lievi disturbi gastrici, morì di infarto a causa del farmaco. Negli Usa viene ancora prescritto, in casi particolari e sotto stretta sorveglianza del medico.

Sibutramina (Meridia/Reductil)
Sviluppata inizialmente come antidepressivo, si scoprì che poteva servire a perdere peso, facendo crescre i livelli di serotonina e noradrenalina. Fa aumentare la pressione arteriosa ed espone a rischio cardiovascolare anche fatale.
Nel marzo 2002 il ministero della Salute sospende cautelativamente la vendita del farmaco e richiede all'Emea una rivalutazione del profilo rischio/beneficio. La sospensione della sibutramina è annullata nell'agosto 2002 ed è riammessa in commerco con precise controindicazioni e a uso specialistico.

Terapia sostitutiva ormonale
Nel 2002 uno studio su 16 mila donne, il Women's health initiative (Whi), che prendevano ormoni (estro-progestinici) in menopausa è stato interrotto prima della data prevista, il 2005, dopo 5 anni e due mesi: l'assunzione in dosi fisse di questa combinazione di ormoni ha evidenziato che i rischi erano superiori ai benefici: aumento di ictus, trombosi venosa, embolia polmonare e tumore al seno.

Rosuvastatina (Crestor)
Introdotta sul mercato nel 2003 è anch'essa sotto stretta sorveglianza, come tutte le altre statine. David Graham, dell'Fda, in contrasto con la sua Agenzia per la sicurezza sui farmaci sostiene sia necessario sottoporre a revisione il Crestor per gli alti rischi cui è associato: danni muscolari, come la rabdomiolisi, e insufficienza renale.

Valdecoxib (Bextra), Parecoxib (Dynastat), Celecoxib (Celebrex/Artilog/Solexa), Eterocoxib (Arcoxia, Algix, Tauxib), Lumiracoxib (Prestige, registrato in Europa, sospeso temporaneamente il lancio)
Appartengono alla classe dei nuovi antinfiammatori, i Coxib, inibitori selettivi della cox-2. Il rofecoxib (Vioxx) è stato ritirato, ma tutti i Coxib sono sottoposti a revisione da parte di Fda ed Emea: per valutare l'opportunità di mantenerli in commercio.
L'Emea ha indicato forti limitazioni d'impiego, controindicazioni nei pazienti con malattia cardiaca o ictus, e ulteriori controindicazioni nei pazienti con ipertensione, precauzione nei pazienti a rischio cardiovascolare e utilizzo alla dose più bassa per un trattamento il più breve possibile.

Sartani Candersartan (Blopress, Ratacand) Eprosartan (Tevetenz), Irbersartan (Aprovel, Karvea) Losartan (Loortan, Losaprex, Neolotan), Telmisartan (Micardis, Pritor) Valsartan (Tareg, Valpression)
Sono antagonisti dei recettori dell'angiotensina-2, efficaci come antipertensivi, nell'insufficienza cardiaca e come nefroprotettori. Negli ultimi tempi hanno registrato una crescita vertiginosa di prescrizioni sostituendosi agli Ace-inibitori. In realtà, studi concludono che i sartani espongono a maggior rischio di infarto.
Tratto dall'archivio di panorama.it
vedi:
INTEGRATORI (Mineral-Vitaminici) e Farmaci a CONFRONTO  +  Pericolo Farmaci

 

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