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L’Omotossicologia è
una concezione innovativa dell’omeopatia, con un suo
proprio corpus teorico e metodologico e una sua
caratteristica strategia terapeutica.
L’etimologia del
termine omotossicologia, o omeopatia antiomotossica,
significa: "studio degli effetti delle tossine sull’Uomo
e relativo trattamento
omeopatico".
Il medico omotossicologo, rifiutando ogni integralismo
terapeutico, utilizza tanto le acquisizioni della
medicina omeopatica quanto quelle della medicina
convenzionale e reinterpreta dati secondo un paradigma
coerente che spiega, grazie alla propria specifica
chiave di lettura, il manifestarsi dei fenomeni della
salute e della malattia in modo completo.
I vantaggi terapeutici rispetto all’omeopatia classica
sono: possibilità di intervento anche nelle malattie
degenerative e risultati molto veloci nelle patologie
acute.
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Come
abbiamo già più volte affermato, la medicina allopatica sta passando
una fase di rivoluzione.
Questo
fermento è stato provocato anche dalla preponderanza della tecnologia
diagnostica e dai continuati tentativi di schematizzare, standardizzare
forzatamente la terapia a discapito del valore all’approccio umano del
paziente.
In
risposta a questa meccanizzazione e disumanizzazione della “arte
medica” si è formata una nuova corrente tendente a ri-umanizzare
l’approccio medico paziente.
Base
di questa nuova valutazione è sicuramente la consapevolezza che
l’uomo si esprime in salute od in malattia a seconda delle proprie
necessità e capacità. E’ sulla base
Olistica, d’insieme che il
nuovo “Dottore” (da dotto, colui che conosce), diverrà anche colui
che lenisce le ferite e le medica, quindi il nuovo “medico”.
La globalità deve sostituire i dati rilevati dalla
misurazione di dettagli.
La
diagnostica medica odierna è ancora ancorata a quel principio che tende
a riportare ogni disturbo ed ogni manifestazione patologica ad una sua
origine mono causale ricercando la sua origine solo nella alterazione
della struttura cellulare, nella morfologia di vari compartimenti; tutto
ciò in funzione dell’uso poi dell’unico mediatore (il farmaco) che
toglie i peccati dal corpo, dimenticando gli ausili naturali (medicinali
atossici).
Le
Medicine dolci e Biologiche non vengono prese in seria considerazione
(perché i medici allopati non le conoscono) dalla “scienza medica
imperante”.
Finalmente
anche fra questi medici vi è una certa “conversione” alle medicine
dolci, tant’è che alcuni iniziano ad utilizzare nuove terapie
globali, riportando alla luce antichi princìpi quali la stimolo terapia
con farmaci in soluzione che richiamano chiaramente l’antica teoria
degli “umori”.
Già
dopo l’acquisizione del concetto di
interazione e la scoperta della commutazione
vegetativa globale da parte di Hoff vi fu un rinnovamento dei
metodi terapeutici fondati sulla patologia umorale e sulle terapie
naturali sopra tutto basate su di un concetto:
La malattia è intesa come una risposta
dell’organismo, ad un processo dinamico ad un disturbo complesso di
equilibri energetici e materiali, ad una deficienza informativa.
L’Omotossicologia
è una concezione innovativa dell’omeopatia, con un suo
proprio corpus teorico e metodologico e una sua caratteristica
strategia terapeutica.
L’etimologia del termine omotossicologia, o omeopatia
antiomotossica, significa: studio degli effetti delle tossine
sull’Uomo e relativo trattamento omeopatico.
Il medico omotossicologo, rifiutando ogni integralismo
terapeutico, utilizza tanto le acquisizioni della medicina
omeopatica quanto quelle della medicina convenzionale e
reinterpreta dati secondo un paradigma coerente che spiega,
grazie alla propria specifica chiave di lettura, il
manifestarsi dei fenomeni della salute e della malattia in
modo completo.
I vantaggi terapeutici rispetto all’omeopatia classica sono:
possibilità di intervento anche nelle malattie degenerative e
risultati molto veloci nelle patologie acute "
Oltre
alla scienza Omotossicologica di Hans Heinrich Reckeweg, la terapia
biochimica secondo Sculssler,
i Complessi ISO, gli Oligoplex Madaus, la terapia Rodler, la Spargirica
secondo Zimpel, il metodo Strat, il sistema Truw, quello Wala, i
Complessi Weleda, Sat terapia, Ayurveda, ecc.
Tutti
questi sistemi terapeutici sono stati sviluppati su principi diversi sui
quali è basata la medicina allopatica.
Reckeweg
Hans Heinrich nel 1952 a Baden-Baden (fu insegnante di Omeopatia per
conto della società dei medici Omeopati di Berlino) formulò la sua
teoria omotossicologica, derivando di conseguenza le omotossine,
sostanze “tossiche” le quali provocano nell’organismo situazioni
difensive da parte di un Sistema Immunitario Globale (neuro endocrino
cito umorale).
Queste
sostanze entrando nel corpo entrano in reazione, vengono trasformate e
poi riespulse; durante questo “tragitto” esse provocano reazioni
difensive che si manifestano nelle “malattie”, mediante 6 fasi
diverse.
Mediante
terapie biologiche o farmacologiche (omeopatiche o naturali) atte a
favorire l’espulsione delle omotossine si cerca di accelerare,
stimolare e riattivare la tendenza all’auto guarigione.
Egli
fondò un’azienda che preparava dei rimedi in funzione delle sue
scoperte.
Questa
ditta preparò e commercializzò: le linee degli unitari, gli injeel, i
nosodi, i catalizzatori intermedi e dei preparati allopatici
omeopatizzati.
La
sua terapia antiomotossica è basata su solide basi teoriche da lui
insegnate; ebbe numerosi seguaci ed oggi trova ancor più seguito fra i
medici che si stanno convertendo alle tecniche mediche dolci.
Non
vi è “guerra” alla malattia, essa
NON va combattuta, bensì essa,
essendo l’espressione di un modo di vita, essa quindi rappresenta il
frutto di un naturale processo di guarigione, cioè di
disintossicazione
dell’organismo.
Reckeweg
parla di 6 fasi di risposta antitossica: le prime 3 sono risposte
relativamente innocue (fasi di escrezione) come infiammazioni (fasi di reazione) come
depositi (fasi di deposito); questo significa che le tossine mediante il
processo infiammatorio vengono neutralizzate e portate all’escrezione;
questo processo NON va ostacolato assolutamente, anzi va favorito.
I
medici allopati valutano e “curano” queste 3 fasi in modo sbagliato.
Con
la repressione della febbre, l’inibizione delle infiammazioni,
l’impedimento delle escrezioni si bloccano non solo i normali processi
di disintossicazione, ma si provocano processi di riverbero (reintossicazione
più grave) cioè la malattia si fa cronica anche se il sintomo
scompare apparentemente, esso riesploderà anche in altra forma in un
altro momento nel quale l’organismo sarà in grado di manifestarlo.
Durante
la fase di “reinpregnamento”
(con la repressione farmacologica) le tossine penetrano nelle
cellule e
ne danneggiano la struttura e/o la funzione; a questa fase può seguire quella di
degenerazione cellulare ed in seguito se il
Conflitto Spirituale è
intenso, quella di neoplasma.
Il
principio della legge biologica di Arndt-Schultz dice: “dosi piccole sono stimolanti,
dosi medie sono indifferenti, dosi grandi bloccano, paralizzano od
uccidono”.
I
bioterapici antiomotossici agiscono sempre nel senso di una vicariazione
regressiva biologicamente corretta, che mira ad uno spostamento della
fase patologica verso la fase fisiologica dell’escrezione e della
disintossicazione.
Reckeweg
ha capito che l’alterazione strutturale come espressione della
malattia è preceduta da processi biologici di trasformazione materiale
ed energetica e di trasmissione di informazione.
Con
la sua opera ha potuto dimostrare che la coerente applicazione del
principio Omeopatico di Hanemann e di quello di Arndt-Schultz, nella
formulazione di preparati Omeopatici, permettendo una più profonda
comprensione dei rimedi Omeopatici e di quelli Fitoterapici, Ayurvedici
ecc., per un loro nuovo sviluppo.
Ovviamente
occorre ricordare che per ottenere i migliori effetti di eliminazione
dei fattori tossici dall’organismo bisogna anche fornire al malato
l’opportuna alimentazione personalizzata in funzione delle alterazioni
Termico Nutrizionali intervenute e che hanno indotto l’intossicazione
generale e locale.
A questo tipo di tecnica medica ricordiamo che:
Le malattie
come abbiamo già più volte affermato, sono la conseguenza dei
conflitti Spirituali che “scendono dal
cielo dello Spirito” nella ”terra fisiologica” e quando trovano il
“Terreno” adatto - vedi voce
Bio
Elettronica - proliferano
generando il corpo del conflitto, la malattia, ovvero l’azione del
male, cioè dell’ignoranza.
Ciò
significa che ogni Conflitto irrisolto quindi, tende a scendere nel
corpo fisico ed a fissarsi nell’organo bersaglio collegato
all’archetipo conflittuale.
Ricordiamo che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
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Produttrici e/o che commercializzano Rimedi Omepatici e/o
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