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Omeostasi:
Capacità di un organismo di mantenere costanti le condizioni
chimico-fisiche interne anche al variare delle condizioni
ambientali esterne.
Il concetto di
omeostasi
quindi spiega la “Costanza dell'Ambiente Interno” e
serve da fondamento teorico della fisiologia delle
regolazioni corporee - vedi anche
Osmosi +
Infiammazione
+
Intossicazione
Un ambiente conservatore:
Sebbene l'ambiente interno sia stato scoperto solo un secolo fa, la sua
nascita risale all'alba della vita.
La vita, compare in forma
rudimentale nell'oceano primordiale:un'immensità salata che in seguito continuerà ad
accumulare sempre più sale a mano a mano che le acque dilaveranno la terra emersa.
Consideriamo per il momento questa
acqua salmastra; essa riunisce l'insieme delle condizioni fisiche e chimiche che rendono
possibile la vita.
E' l'ambiente appropriato alla
vita, ma al tempo stesso ne è anche la prigione: se infatti qualcuna delle sue proprietà
si modifica, l'essere vivente è spacciato.
Esso allora per difendersi dalle
possibili variazioni, si organizza e delimita il proprio ambiente in modo da poterne
controllare direttamente la costanza.
L'autonomia nei confronti
dell'ambiente esterno che in tal modo l'organismo ha conquistato gli conferisce
indipendenza e libertà di evolvere.
In effetti, al contrario
dell'ambiente esterno, inerte e sottoposto a cambiamenti incontrollabili, l'ambiente
interno è elastico.
Questa elasticità riflette
l'esistenza di forze di richiamo messe in azione ogni volta che, sotto l'influenza delle
variazione dell'ambiente esterno, una caratteristica dell'ambiente interno tende ad
allontanarsi dal suo valore normale: un aumento della temperatura ambiente scatena
meccanismi di raffreddamento, ed al contrario il freddo esterno stimola una maggior
produzione di calore.
Si potrebbero fare moltissimi
esempi di ciò che W. Cannon ha chiamato "omeostasi".
L'ambiente interno si presenta
caratterizzato da un certo numero di grandezze dette "variabili regolate".
Senza questa regolazione, i
cambiamenti dell'ambiente esterno e il funzionamento delle cellule provocherebbero la
variazione di queste grandezze, la cui costanza è indispensabile per la sopravvivenza
dell'organismo.
La costanza è ottenuta grazie a un sistema regolatore che comprende diversi sottosistemi,
ognuno dei quali è sottoposto a meccanismi di controllo ed è responsabile di variabili
dette "controllate".
Una variabile regolata rimane
dunque fissa entro limiti ristretti grazie all'intervento delle variabili controllate, le
quali invece, possono variare entro un ampio intervallo; le variabili regolate sono dunque
costanti grazie alle variazioni delle grandezze controllate.
Le costanti obbediscono ad una
gerarchia (nel corpo umano =
Ipotalamo +
Ipofisi)
Le più importanti devono essere
mantenute a qualsiasi costo, qualche volta anche sacrificando una costante subalterna.
In caso di necessità, una variabile regolata può diventare una variabile controllata.
Per esempio, la pressione
arteriosa è costante; ma se il tasso di ossigeno, che è una costante prioritaria,
diminuisce in modo pericoloso, essa aumenterà per assicurare una maggiore circolazione
del gas (ossigeno), e da variabile regolata diventerà variabile controllata.
La vera lezione che ci proviene dall'ambiente interno non è
tanto l'idea della perfezione delle funzioni quanto quella che gli esseri viventi sono
sempre meno legati passivamente al loro ambiente di vita.
(By Lam)
vedi
Pressione osmotica
Il Corpo Umano (cosi come tutti gli esseri Viventi)
e' ben noto, e' un'insieme di cellule e quindi
esso segue e sopravvive con i
Principi e gli Schemi
del
funzionamento della Cellula, la quale
come e' ben evidenziato in questa pagina funziona
per mezzo dei Giusti Rapporti fra l'ambiente
esterno il liquido extracellulare e quello interno
(liquido intracellulare), i quali sono determinati
in primis dai rispettivi
pH, - regolati nei loro giusti rapporti
dai processi
acidi-base extra ed intra cellulare,
cioe' dalla loro carica ionica - bio elettronica.
Ricordiamo che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
vedi anche:
Bio Elettronica +
Pompa Sodio-Potassio
Quindi il corpo umano si
ammala solamente
quando questi Giusti Rapporti si
alterano
(vedi
Come e
Perche' nasce la malattia) e la
guarigione DEVE seguire assolutamente ed in primis
il riordino di questi. La malattia e' una sola (non
esistono malattie) essa e' l'alterazione della
funzionalita' cellulare e corporea per l'alterazione
dei Giusti Rapporti del
pH + rH + ro' extra ed intracellulare.
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I processi vitali della Perfetta Salute (P.S.) dellorganismo
hanno luogo
SOLO
se il pH è stabile e leggermente basico
anche nei liquidi del
Terreno. Se il
pH è
costantemente acido, ciò significa che lorganismo
non è più in grado di
compensare e compensarsi, con il conseguente accumulo di
tossine acide e con
perdita di
sostanze basiche come il sodio, magnesio, calcio,
minerali, fondamentali per il
metabolismo corporeo e per mantenere nei giusti rapporti lomeostasi fisiologica.
Ciò genera il malEssere, la sofferenza che si manifesta con
sintomi più o meno gravi, più o meno dolorosi e con la morte prematura; questo riordino
può essere risolto abbastanza facilmente con lalimentazione appropriata, con
lapporto di sostanze basiche (sali tampone) tipo i carbonati,
bicarbonati, citrati e
fosfati ecc. e con il riordino della flora batterica intestinale.
Il giusto rapporto acido/basico e di
Red-Ox è di importanza
VITALE ed il termine indica il mantenimento omestatico della concentrazione di ioni
idrogeno nei liquidi corporei.
Quando questo tipo di stato vitale si altera anche solo
lievemente, si creano alterazioni nel normale processo delle reazioni biochimico cellulari
enzimatiche che sono alla base della vita e sopra tutto di quella
SANA.
Il nostro organismo quando lavora al massimo delle sue
possibilità (pH stabile, leggermente basico), pur producendo acidi, mantiene i giusti
rapporti acido/basici
+ Red-Ox
attraverso:
-
sistemi tampone ematici
- respirazione
- escrezione urinaria
Il compito fondamentale del Rene
è il
mantenimento
dell’omeostasi corporea:
vedi:
http://w3.uniroma1.it/fisiofarm/didatt/MedicinaArgomentiLezioni/RENE2/sld002.htm
Esempio: l'Omeostasi
del sangue:
Il pH
del sangue (quando l'acidita' aumenta, il pH
diminuisce) e' mantenuto costante entro margini
stringenti ad un valore (medio) di circa 7.4 +/-
0.02, da un sistema tampone basato sull'equilibrio
bicarbonato/CO2, regolato non solo in base alle
proprieta' chimiche del tampone stesso e secondo
l'equazione di
Henderson-Hasselbach, ma anche tramite
l'intervento del polmone e del rene che pero’ tende
invece a ripristinare il sistema tampone in tempi
piu' lunghi - vedi anche:
acidi, basi e sistemi tampone
Le variazioni di pH del sangue stimolano anche
l'aumento o la diminuzione degli atti respiratori al
fine di diminuire od aumentare la pressione parziale
di CO2, sicche' il pH possa essere rapidamente
riportato al suo valore medio.
L'eccesso di equivalenti acidi nella dieta e nel
metabolismo, viene estratto dai reni ed eliminato
con urine piu' acide.
Oggi il pH si dice che e' obsoleto, perche' ora si
ragiona anche e forse meglio, in nanomoli (concentrazione
dei protoni H+).
"La cellula è
teoricamente immortale, è il fluido nel quale vive
che si degrada. Sostituendo questo fluido a
intervalli regolari daremo alla cellula ciò che le
necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il
pulsare della vita potrà continuare
indefinitivamente". (dott. Alexis Carrel).
"Tutte le morti sono dovuto ad situazione
progressiva di acidità organica" (Dr. Cee W.
Crile M.D.).
Quindi il mantenimento
di uno stabile giusto rapporto
acido-base
è una componente vitale dell'omeostasi corporea.
Oltre cento diagrammi, normogrammi, equazioni e
regole sono state introdotti per rappresentare il
rapporto acido-base: lungi dal semplificare le cose,
queste diverse rappresentazioni hanno contribuito a
complicarle a causa dell'introduzione di diversi
nuovi termini e definizioni.
Negli esseri umani, per
esempio il pH del sangue deve rimanere costante
attorno a pH 7.4, altrimenti la morte puo'
sopraggiungere. Cosi come il pH dei liquidi del
corpo (Terreno
+ Matrice) i quali, per mantenere la buona salute, DEVONO
rimanere leggermente basici !
Ricordiamo che la
vecchiaia e' il risultato anche della
cronica perdita di bicarbonati nel sangue e
del continuo aumento delle
intossicazioni
che producono
infiammazioni
e quindi fenomeni di acidosi locale e/o corporea.
Ma un determinato
pH
ha enormi variabili di
resistivita' (ro'), misurabile in Homs e di
carica ionica, ovvero di potenziale elettronico di
ossido-riduzione (rH), misurabile in
microVolt. Essi sono SEMPRE correlati ed
interdipendenti !
Se non si tiene conto di queste variabili e'
impossibile avere un panorama chiaro, completo e
descrittivo (es.:nell'esame del sangue e dei valori
reali del suo pH, oppure in quello dell'urina, ecc.)
della salute di un essere umano od animale.
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Riflessioni del Dott. Veccia Vito (Medico):
L'organismo deve poter controllare le proprie funzioni
per non perdere la propria individualità e per questo deve essere "stabile", ma
il progressivo apporto di errori parametrici e di altri effetti destabilizzanti che nel
tempo tendono a rendere instabile l'organismo biologico (effetti che definiremo d'ora in
poi come "disturbi"), fanno si che le condizioni di stabilità mutino
continuamente e postulano un continuo "adattamento" delle strutture biologiche
alle nuove condizioni di stabilità, pena l'instabilità, che per intendersi, posso
significare neoplasia, malattie metaboliche e morte.
Il vantaggio di questo tipo di "progettazione" sta
nel poter sempre garantire il massimo delle prestazioni possibili in presenza di un
margine di stabilità che sia sempre contenuto in termini accettabili, malgrado il
continuo apporto di "disturbi".
E' quindi in questo senso che va inteso il senso di
"omeostasi": è un concetto dinamico di ricerca continua del miglior equilibrio
possibile tra prestazioni e stabilità dell'organismo, per quelle condizioni di
"integrità" dei sistemi biologici.
L'invecchiamento non è che l'esasperazione naturale di
questo processo: quello che vediamo è una progressiva perdita di "prontezza"
(Si pensi che nell'invecchiamento i valori basali di pressoché tutti gli ormoni, indici
umorali, densità recettoriali, ecc. appaiono sostanzialmente rispettati o poco alterati,
a dispetto delle risposte fasiche (transitorio), che appaiono, mano a mano che si
invecchia, sempre più lontane da quelle del giovane in termini di prontezza, precisione,
guadagno, smorzamento, ecc.
Questa variazione nella risposta dinamica agli stimoli è
proprio quello che ci si attenderebbe nel processo di ricerca continua di stabilità,
anche a scapito di altri parametri come prontezza, guadagno e precisione, descritta
precedentemente come omeostasi.
Ancora, due sono i periodi della vita in cui massimo è il
rischio di instabilità:
a) durante l'accrescimento (nelle prime epoche della vita si
richiedono alte prestazioni alle strutture biologiche =elevato guadagno = alto rischio di
instabilità)
b) dopo l'età media: certamente una filosofia di
compensazio-ne come quella descritta non prevede l'invecchiamento: infatti essa nasce da
un compromesso di fondo legato da un lato alla necessità di massime prestazioni possibili
per motivi evoluzionistici (e quindi alla necessità di non sprecare nulla: spreco che si
realizzerebbe con valori di compensazione "fissi" che avrebbe reso poco
competitivo un organismo biologico ricorso ai sistemi controreazionati per migliorare le
proprie prestazioni), e dall'altro, dalla necessità di mantenerle per un periodo
sufficientemente lungo, almeno per espletare le funzioni riproduttive in modo efficace.
Col progredire dell'età l'azione cumulativa dei
"disturbi" (tra cui le varie malattie, accidenti vari, ecc.) e le variazioni
conseguenti delle condizioni di stabilità, favoriscono l'insorgenza di circoli viziosi:
se si riduce il guadagno di un sistema si riduce anche la precisione e questo significa
che un ulteriore errore parametrico farà sentire maggiormente il suo effetto, con maggior
rischi di instabilità relativa, causati dalla maggior "correzione" di
stabilità necessaria a correggere un ulteriore errore parametrico di uguale entità ed
effetto.
Ancora, tagliando le frequenze per le quali si verificano le
condizioni di instabilità a fini di stabilizzazione, si riduce la banda passante e
conseguentemente la "prontezza" del sistema, che nel caso dell'organismo
biologico significa minor adattabilità agli stimoli esterni.
Ecco quindi il compromesso: massime prestazioni possibili
anche a prezzo dell'introduzione di fattori di per sé limitanti la durata della vita
oltre l'età riproduttiva: un compromesso valido in un quadro di selezione biologica
competitiva.
Il discorso teorico di fattori limitanti la sopravvivenza,
cioè di fattori con effetto sempre più marcato mano a mano che si invecchia (nel senso
di una aumentata probabilità di instabilità), è in accordo con l'andamento della curva
di mortalità generale, specialmente nelle classi di età più avanzate.
La malattia neoplastica e la morte sarebbero quindi aspetti
comuni dell' invecchiamento, proprio perché espressione la prima, di una
"instabilità locale" tutto sommato ancora compatibile con la sopravvivenza
dell'organismo in toto per periodi più o meno lunghi, e la seconda di una instabilità
più generale o di funzioni il cui controllo è indispensabile alla sopravvivenza.
CONCLUSIONI
La filosofia del controllo automatico applicata agli organismi biologici porta a
sorprendenti conclusioni: l'invecchiamento diventa una esasperazione del processo di
omeostasi.
La morte e le neoplasie sarebbero accomunate allo stesso livello patogenetico
di "insufficienza omeostatica" ai "disturbi" esterni.
Si ribadisce il concetto scolastico che "si invecchia irreversibilmente dalla nascita".
Infine, l'invecchiamento, e la patologia ad esso associata,
sono una scoperta dei nostri tempi, se si vuole "un punto di funzionamento anomalo e
non previsto" del servomeccanismo biologico, realizzato per essere competitivo; resta
tuttavia un processo necessario a mantenere l' individualità dell'organismo.
Questa filosofia porta alla "rielaborazione" di
alcuni aspetti clinici: ad esempio la "cachessia" potrebbe rappresentare,
anziché l'esito dello "strapotere" metabolico della neoplasia, un tentativo,
portato oltre ogni limite, di ridurre in qualche modo l'amplificazione, sottraendo
nutrimenti alla neoplasia attraverso un ipercatabolismo generalizzato.
Più in generale la riduzione dell'amplificazione o
l'introduzione di fattori di "smorzamento" nei blocchi instabili potrebbero
rappresentare uno sbocco terapeutico alternativo, inquadrato nell'esigenza fondamentale di
una analisi metabolica longitudinale.
I liquidi extra cellulari - (Terreno
+ Matrice) sono anche un
grande deposito di tossine in grado di intervenire durante il periodo solare del giorno
sottraendo le tossine acide ai tessuti per rilasciarle durante il periodo notturno, per
permettere lescrezione renale ed urinaria.
Quando le condizioni naturali di questi sistemi vengono
compromesse con unalimentazione ricca di cibi che creano reazioni finali acide; una
vita troppo sedentaria, cioè senza movimento; diete malsane; digiuni troppo prolungati;
inquinamento ambientale; età; stress spiritual/emozionale continuo; utilizzo di farmaci e
vaccini, il metabolismo si altera ed i liquidi intra ed extracellulari si intossicano
sempre più !
Per invertire questo stato di acidosi e di
ossidazione,
occorre cambiare i comportamenti, modificare lEtica e seguire le indicazioni
contenute nel Protocollo della Salute”
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