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Due
o tre cose della Bibbia che non sappiamo:
Noi
genericamente definiamo "Bibbia" quel
librone di oltre mille pagine che troviamo un pò
dappertutto, in chiesa come a casa nostra come nei
motel dei film americani.
Ma quel libro in realtà contiene sia il
"Vecchio" che il "Nuovo"
Testamento, ovvero la Bibbia originale degli ebrei
- detta Tanach, che risale al 600-1200 A.C - più
i Vangeli cristiani "canonici", scritti
invece dopo Cristo.
(NdR: Gesu’ detto il Cristo – Cristo NON era
il suo nome e/o cognome), bensi’ solo un suo
attributo: “Messia”, in Ebraico antico,
Samaritano = Mashia - che i suoi seguaci gli hanno attribuito
-
il suo nome proprio era in Aramaicio/Ebraico/fenicio
=
YASHOUE’.
Il "cristianesimo" quindi è, in un
certo senso, una "libera
interpretazione" della Bibbia originale
ebraica, rivista, tramite l'aggiunta dei Vangeli,
alla luce della predicazione di Gesù. La
differenza fondamentale fra le due religioni sta
proprio nel fatto che l'ebraismo non riconosce
nella fìgura di Gesù il "Messia"
annunciato dalle profezie bibliche, mentre il
cristianesimo sì.
In questa sede, comunque, per "Bibbia"
intendiamo esclusivamente il testo sacro, o Torah,
composto dei 39 singoli libri originali (Genesi,
Esodo,….. Isaia, Ezechiele,...ecc.) del canone
ebraico.
(Lista che, per la precisione, differisce per
alcuni libri da quella adottata dal nostro
"Vecchio Testamento").
BREVE
STORIA DELLA BIBBIA -
ORIGINE
E CONTENUTO
Va detto innanzitutto che la Bibbia non è affatto
un testo unitario, ma piuttosto un intricato
compendio di tradizione orale, di fonti storiche,
di miti e leggende popolari, sia locali che
importate, di scritti dei vari profeti, di leggi e
regole per l'igiene e la nutrizione, di poesie,
canti e proverbi di ogni tipo. In altre parole,
una summa cumulativa di tutto il sapere
contemporaneo di quella regione, che cominciò a
prendere forma definitiva, e ad essere considerata
"Legge di Dio", soltanto intorno
all'ottavo secolo avanti Cristo. Più avanti
parleremo dell'effettiva stesura dei testi, che
iniziò in quel periodo, per mano di scribi che
non erano in nessun modo gli autori del testo
originale.
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IL
TESTO ORIGINALE
I testi biblici erano scritti - in ebraico
antico ovviamente, eccetto per brevi
segmenti in aramaico - su lunghi rotoli di
pelle, o di pergamena. Ben lungi dall'essere
leggibili a prima vista, però, questi
rotoli apparivano al lettore come una
sequenza interminabile di lettere, dalla
prima all'ultima riga. (In realtà, come si
vede dalla foto accanto, ogni tanto ci sono
delle spaziature multiple, che indicano però
delle pause "emotive", e non hanno
nulla a che vedere con la composizione delle
singola parole).
P
r a t i c a m e n t e l a b i b b i a a p p
a r i v a s c r i t t a c o s ì
Non sono indicate le parole vere e proprie,
ma devi trovartele tu, separando i gruppi di
lettere al punto giusto. E siccome in realtà
gli ebrei non scrivevano nemmeno le vocali,
l'equivalente per noi sarebbe stato questo:
P
r t c m n t l b b b p p r v s c r t t c s
Moltiplicate
questo rebus per circa 2 milioni e mezzo di
lettere consecutive, ed avrete davanti la
Bibbia originale.
vedi:
alfabeto
Ebraico antico =fenicio
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INTERPRETABILITA'
Il problema dell'"interpretabilità"
della Bibbia è quindi a strati multipli, poiché
bisogna prima di tutto mettersi d'accordo su
quello che c'è effettivamente scritto sopra.
Soltanto dopo si potrà affrontare un'eventuale
lettura allegorica, o simbolica, del testo, e
casomai, in ultimo, quella ancor più complessa ed
arcana detta esoterica, o "cabalistica".
In un testo cosi lungo si verificano, per pura
legge statistica, migliaia di casi in cui certe
lettere possono essere attribuite sia alla parola
precedente che a quella seguente, dando comunque
un senso compiuto. L'udito, oppure lu dito ? (Per
un sardo, il problema potrebbe anche porsi).
Vi sono poi altrettanti casi in cui la variazione
delle semplici vocali può dare adito a letture
completamente diverse. Una cosa è dire "ti
amo tanto", ben altra è dire "tu mi
tenti", anche se le consonanti - t m t n t -
rimangono le stesse. (Per non parlare poi di
"temo i tonti", o di "Tom è
tinto").
Naturalmente, nel corso del tempo le varie
generazioni di rabbini sono giunte ad un consenso
di massima sul significato di ogni frase, che è
rispecchiato dalla moderna versione ebraica della
Bibbia. Già che c'erano hanno pensato bene di
aggiungere anche le vocali, e di staccare le
parole. Anche l'occhio vuole la sua parte.
AUTENTICITA'
Come facciamo noi a sapere che questa versione
"ufficiale" corrisponde davvero
all'antico originale ? In fondo, abbiamo visto
come i Vangeli canonici siano stati martoriati,
nel corso dei primi secoli, da correzioni, tagli e
interpolazioni di ogni genere, volute dai padri
della chiesa per adattare il credo,
originariamente nato in Palestina, al mondo e alla
mentalità dei gentili.
Per
quel che riguarda la Bibbia, diciamo innanzitutto
che per "originale" si intende, in realtà,
la versione redatta nel 539 a.C. dal
profeta Ezra, sulla via del ritorno da
Babilonia, andando completamente a memoria. I
"veri" testi antichi, infatti, erano
stati tutti distrutti nel rogo del Primo Tempio,
dai soldati di Nabuccodonosor. Fortunatamente sono
stati ritrovati, nell'ultimo dopoguerra, i
cosiddetti Rotoli del Mar Morto, dei libri
sacri che la comunità sacerdotale degli Esseni
aveva nascosto nelle inaccessibili grotte di
Qumran (v. foto), e che così sono sfuggiti
anche alla distruzione del Secondo Tempio, ad
opera dei Romani, nel 70 d.C.
Fra questi rotoli si è ritrovato un libro quasi
completo di Isaia (foto sotto), che
antedatava l'esodo di Babilonia, e che risultò
essere identico, lettera per lettera, alla
versione tramandataci a memoria da Ezra.
Questa
fu messa definitivamente per iscritto nel secondo
secolo a.C., nella versione cosiddetta "masoretica",
della quale però nessun originale riuscì a
superare intatto le intemperie della storia.
Il più antico testo completo della Bibbia ebraica
disponibile oggi è il Codex Leningradensis, che
è una copia del masoretico che fu redatta
"soltanto" nel 1008 dopo Cristo.
Nonostante questo, grazie ad una seri di
complicatissimi riscontri incrociati fra tutti i
reperti biblici ritrovati finora - dal completo
Isaia di Qumran, al più microscopico frammento di
testo sacro - è stato possibile affermare con
relativa certezza che la Bibbia ebraica
contemporanea, cioè la versione masoretica,
corrisponda fedelmente al testo originale del
tempo dei profeti.
Ma vediamo adesso che cosa dice questo testo
originale, nella sua traduzione letterale.
Il CONFRONTO con L'ORIGINALE
PENTATEUCO
La
tradizione vuole che i primi 5 libri della Bibbia,
che noi chiamiamo Pentateuco, e gli ebrei Torah,
siano stati scritti direttamente da Mosè, intorno
al 1200 a.C. Fra questi sicuramente il piu'
importante è il primo, che noi chiamiamo Genesi,
e gli ebrei chiamano Behreshit
("l'inizio"). In esso si descrivono sia
la cosmogenesi che l'antropogenesi, cioè la
nascita del mondo materiale, e quella dell'Uomo e
delle altre forme viventi.
GENESI
Se ora noi confrontassimo il testo originale del Behreshit con quello della nostra Genesi,
rimarremmo probabilmente di stucco. Che dire, ad
esempio, di fronte alla scoperta che il mondo non
sarebbe stato creato affatto da "Dio"
(singolare maschile), ma da una allegra
combriccola di "Dei" ?
Il termine Elohim
infatti, che nella nostra Genesi è tradotto con
"Dio",
in ebraico è solo plurale, ed è sia maschile che
femminile. (Qualcuno ricorda la frase
"infelice" di Papa Luciani, che prima di
morire volle farci sapere a tutti i costi che
"Dio è uomo, ma anche donna" ?).
Oppure, cosa dire di fronte al fatto che non fu
l'uomo ad essere fatto "a sua immagine e
somiglianza", ma è l'umanità che fu fatta
"ricalcando i loro contorni"? Cioè,
proiettando dei loro "parametri"
astratti, ideali, nel mondo concreto della
materia. Una cosa è lo "stampino" della
ceralacca - che fra l'altro ci ha condannato a
visualizzare l'uomo barbuto che ci perseguita da
millenni col bastone alzato - ben altra è pensare
ad una "cristallizzazione" nel mondo
denso della materia di un progetto ideale, tanto
puro quanto assoluto. Nello stesso modo, in un
certo senso, in cui un regista "sogna"
il proprio film, e poi gli dà una forma concreta
usando attori, pellicola e cineprese.
(Curioso come gli Aborigeni d'Australia, il più
antico popolo vivente sulla terra, chiamino la
nostra dimensione terrena "dreamworld",
il mondo dei sogni).
ELOHIM
O JAVEH ?
A
chi si ritrovasse ora confuso sul "nome
di Dio" originale, ricordiamo che è la
Bibbia stessa a mescolare le carte, poiché a
volte presenta il Creatore come Elohim,
altre volte lo chiama Javeh, o Jehovah (Giavè,
Geova), e più raramente Adonài (Signore,
Padrone).
Elohim però, come detto, è soltanto plurale,
maschile e femminile insieme (significa
letteralmente "coloro che sono in alto",
"i signori di sopra"), mentre sia Javeh
che Adonài sono al singolare maschile (in realtà
Javeh è neutro, ma non pone comunque una
questione di pluralità).
Ma perché allora, viene da domandarsi,
"Dio" nella nostra Bibbia è stato
tradotto al singolare? Qui non sta certo a noi
rispondere, e possiamo al massimo avanzare
un'ipotesi: già ai tempi dell'ebraismo, una delle
chiavi unificatrici, a livello popolare, fu
proprio l'introduzione del monoteismo (quante
volte insiste a ricordarcelo, lo Javeh della
Bibbia, che "non avrai altro Dio
all'infuori di me"?). Un' altra cosa che
contribuì a rinforzare l'impatto della nuova
religione fu l'abolizione dell'idolatria. Fu
quindi chiaro alla classe sacerdotale, già da
allora, che meno "dispersione" simbolica
c'è, nella mente del credente, più facile è per
lui recepire il messaggio complessivo di quella
religione.
Non stupisce quindi che i rabbini non amino troppo
sentirsi chiedere "che cosa significa
esattamente Elohim ?", poichè dovrebbero
introdurre una dimensione spirituale molto più
complessa e delicata di quella del semplice
"Dio" Javeh. Figuriamoci quindi gli
stessi padri della chiesa cristiana, che già
avevano mille problemi a mettersi d'accordo sui
Vangeli canonici, che voglia avevano di rispettare
anche questa distinzione, quando traducendo (in
greco) tutto con "Dio", almeno quel
problema non si poneva nemmeno. Accadde così che
a loro volta gli anglosassoni, che tradussero dal
greco - in inglese, con Erasmo da Rotterdam, ed in
tedesco, con Martin Lutero - la loro versione
della Bibbia, si ritrovarono come noi con un
semplice "God" al singolare.
Ma perché esiste, da dove origina, e cosa
significa questo doppio presenza di Elohim e Javeh
nella Bibbia originale ? Questa è una domanda che
assilla gli studiosi sin dai tempi dell'università
di Tubinga, che agli inizi dell'800 dedicò
un intero ramo dei suoi studi all'esegesi biblica.
Noi qui possiamo soltanto cercare di riassumere la
tesi oggi generalmente più accettata, in cui
tutto il materiale biblico sarebbe stato
unificato, e messo per iscritto, da almeno quattro
mani diverse, che sono riconoscibili dai diversi
stili riscontrabili nell'arco della lettura.
Questi stili però non si presentano in blocchi
distinti e separati, ma si alternano ed
accavallano in continuazione, a volte anche per
pochi paragrafi, creando spesso una notevole
confusione.
"CONTRADDIZIONI" nel TESTO BIBLICO
Si potrebbero peraltro spiegare, in questo
modo, certe contraddizioni plateali nel testo
biblico, che dovrebbero saltare all'occhio anche
del lettore meno attento. Nella Genesi, ad
esempio, la stessa creazione viene
raccontata non una ma due volte, a distanza di
pochissime pagine, e in ordine capovolto una
rispetto all'altra.
Nella prima versione viene creato prima l'Uomo, e
poi tutti gli altri animali. Nella seconda, che
appare a prima vista una semplice ripetizione,
pochi paragrafi più sotto, vengono invece creati
prima gli animali, e poi l'Uomo. Parimenti,
all'inizio Uomo e Donna vengono creati insieme,
poco più avanti l'Uomo precede la Donna, che
viene creata dopo di lui.
In realtà la lista di contraddizioni - che di
certo sono tali, se si legge il testo in maniera
letterale - è abbastanza lunga da impegnare in
discussioni che non terminerebbero mai. A queste
andrebbero poi aggiunte le varie
"imprecisioni scientifiche", come l'età
della Terra fissata in circa seimila anni, oppure
il fatto che la Terra sia "immobile al centro
dell'universo, ben piantata sul suo
piedestallo", che fu argomento del contendere
sin dal tempo di Galileo. Tutto cambia,
ovviamente, se si affronta la Bibbia come un testo
a diversi livelli di lettura, ma questo ci
porterebbe su un territorio che non siamo
assolutamente preparati ad affrontare, e che esula
comunque dal nostro intento.
Diciamo soltanto una cosa sull'apparente
incompatibiltà fra Elohim e monoteismo. E'
evidente che la "versione originale",
con gli Elohim, ci propone non una molteplicità
dispersiva di divinità, tutte in competizione una
con l'altra, ma piuttostio una precisa gerarchia,
armonica e ordinata, in cui Javeh starebbe molto
più in alto di loro stessi. Nelle religioni
orientali si trova una corrispondenza molto
precisa, ad esempio, nei Cohan del buddhismo
tibetano, che sono detti anche "i creatori
della materia". Essi stessi sottostanno,
gerarchicamente parlando, all'Uno Assoluto,
esattamente come le mille divinità del pantheon
indù rispondono obbedienti all'Ordine Assoluto
del Brahma, o Uno Cosmico Universale.
Nel Corano invece sono gli Arcangeli, ereditati
dalla Bibbia ebraica, ad occuparsi del mondo
materiale, sotto lo sguardo attento di Allah,
(NdR: vedi anche Lotte
Millenarie) e la stessa Bibbia nostrana ci
parla ripetutamente di Angeli e Arcangeli,
confermando quindi l'esistenza di una gerarchia
superiore, funzionale ed omogenea, ma tutt'altro
che dispersiva in senso politeistico.
TANTO RUMORE per NULLA
Un'altra realizzazione, che potrebbe congelare in
un solo istante le più accanite discussioni fra
"evoluzionistì" e "creazionisti"
(fra atei e credenti, alla fin dei conti) è che
in realtà essi si accapigliano per nulla, poiché
la Bibbia è un testo provvisorio, che va
comunque sostituito da un'altro, che ancora non
conosciamo.
Purtroppo noi non la leggiamo quasi mai con
attenzione critica, attivamente, ma ce la beviamo
passivamente, "così com'è", e accade
spesso di non cogliere dettagli importanti come
questo.
Chi non ha mai letto, almeno una volta, la discesa
dal Monte di Mosè, dopo che ha ricevuto da Javeh
le Tavole della Legge? Ebbene, quando Mosè si
accorge che il suo popolo non ha saputo aspettare,
e si è messo ad adorare il vitello d'oro, dalla
rabbia spezza le tavole di una legge che non si
meritano, e le scaglia sotto il monte.
E in seguito darà loro delle leggi molto più
infantili, semplici e grossolane, in attesa che il
suo popolo maturi e sia pronto a ricevere quelle
vere.
Il problema è che Mosè poi è morto, Javeh è
bel pò che non si fa più sentire, e a noi sono
rimaste sul gobbo delle leggi crude, violente ed
obsolete, scritte 3000 anni fa per un branco di
nomadi ignoranti e adulatori. Volendo obbedire
letteralmente alla Bibbia, ad esempio, se per caso
nostro fratello morisse dopo il matrimonio, e noi
invece non fossimo sposati, ci toccherebbe sposare
per forza la cognata rimasta vedova, e fare subito
un figlio con lei - anche se ha i baffi lunghi un
metro. E se non lo facessimo, lei avrà il diritto
di sputarci in faccia, davanti a tutta la famiglia
riunita.
(Chissà perchè certi cristiani si ricordano di
citare la Bibbia solo quando gli serve contro gli
omosessuali, o per giustificare schiavitù e pena
di morte, ma poi si dimenticano completamente di
osservare i mille obblighi come questo ?)
A questo punto sorge però un dubbio: non sarà
che questo Javeh è sparito apposta, perchè si
aspetta magari che ci accorgiamo da soli di tutte
queste incongruenze ridicole ? Perchè non
smettiamo per un attimo di seguire pedantemente la
Bibbia come "parola di Dio", e proviamo
invece a considerarla, alla pari di molti altri
suoi equivalenti sulla Terra, come un prezioso
documento storico, il cui valore spirituale -
indipendentemente da chi sia stato a scriverla -
va ricercato in profondità, in maniera attiva,
cosciente e selettiva, e non soltanto
"letto" in superficie, in maniera
meccanica e passiva ?
(Fatti non foste… )
By Massimo Mazzucco per
www.luogocomune.net
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ORIGINI
della BIBBIA
(Bibbia parola greca che
significa: tà biblia, i libri), raccolta
dei testi sacri delle religioni ebraica e
cristiana. Comprende due grandi parti: il "libro
della sacra alleanza", cui si attiene il giudaismo
e che i cristiani chiamano Antico Testamento, e il
"libro della nuova alleanza", che il cristianesimo
associa al primo come Nuovo Testamento. Le origini
della Bibbia vanno ricondotte alla memoria del
popolo ebraico, sulla sua eccezionale esperienza
di alleanza con Dio-Jahvé, trasmessa per
generazioni in forma orale, e poi confluita in
raccolte utilizzate dalla comunità (legale,
cultuale, storico) e risistemate in tempi
successivi. Da qui la presenza nella Bibbia di
stili letterari diversi, doppioni, ripetizioni,
discordanze (tra cui due diversi racconti delle
origini dell'uomo, nel libro della Genesi).
I più antichi testi scritti (ca dal 1000 al 750
a.C.), identificabili in linea generale con il
Pentateuco, si rifanno alle tradizioni elohista e
jahvista (così chiamate perché usano
rispettivamente per designare Dio il nome di
Elohim, Dio, e di Jahvé, Signore). A essi vanno
aggiunti scritti riferibili alla tradizione
sacerdotale (caratterizzata dalla presenza di
molti testi legislativi nel Deuteronomio,
riconducibili ai sacerdoti del tempio di
Gerusalemme) e profetica (ca 750-500 a.C. e
successiva all'esilio
babilonese degli ebrei). Le forme letterarie
di questi testi, e di quelli successivi, sono le
più varie, adattate nel corso del tempo ai
mutamenti delle condizioni politiche e della vita
sociale del popolo ebraico, e alle molteplici
sfaccettature della sua esperienza dell'alleanza
con Dio.
Ai libri storici (intessuti anch'essi di
riferimenti dottrinali, liturgici, parabolici), si
affiancano spezzoni di raccolte legislative,
scritti profetici, sapienziali, apocalittici,
libri poetici. Il giudaismo ha fondato la propria
esperienza comunitaria sulla Bibbia, accrescendo
le sue caratteristiche di "religione del libro".
In quest'ottica la Bibbia è stata nel corso dei
secoli annotata, commentata e chiosata da un
amplissimo corpus dottrinale (Midrashim,
Mishnah,
Talmud).
Le "Sacre scritture" della Bibbia si sono
conservate attraverso la costante ricopiatura
degli originali papiri su rotoli, pergamene e
codici (scoperta importante fu quella dei "Rotoli
del Mar Morto", presso la comunità essena di
Qumràn, nel 1948). I cristiani hanno aggiunto al
libro dell'alleanza gli scritti riguardanti
l'esperienza di Gesù Cristo (i quattro Vangeli) e
degli apostoli: essi costituiscono il corpus
detto del Nuovo Testamento, scritto tra il 51-52 e
l'inizio del sec. II d. C. Il giudaismo e il
cristianesimo riconoscono ciascuno il carattere di
ispirazione divina diretta, e quindi la
normatività per la fede di un diverso elenco
("canone") di libri, che si è precisato nel tempo.
La storia del ruolo della Bibbia nel cristianesimo
è molto particolare, intrecciandosi con la
progressiva restrizione dell'approccio al testo
scritto ai soli dotti (clero).
La centralità da essa assunta nella
Riforma soprattutto attraverso l'opera di
Martin Lutero (con l'affermazione del principio
della fede basata sulla sola scriptura) ha
causato una forte cautela da parte del
cattolicesimo moderno verso la divulgazione
popolare della Bibbia, cautela che solo in tempi
recenti è stata abbandonata dal
concilio Vaticano II. Tra il sec. XIX e il
sec. XX, inoltre, la Bibbia è stata sottoposta a
un accurato esame storico-filologico condotto
secondo i criteri delle moderne scienze storiche,
possibilità che si è affermata non senza
polemiche. (come nel caso del
modernismo).
Tratto da:
http://www.sapere.it
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Les
origines de la Bible (le origini
della Bibbia) -
publié le
03.09.05 (Francais)
Quelques
familles errantes – pauvres, misérables,
sans éducation, arts, ou connaissances ;
descendants de ceux qui furent mis en
esclavage depuis quatre cent ans ; aussi
ignorants que les habitants de l'Afrique
centrale, ont juste échappé à leurs
maîtres dans le désert du Sinaï.
Leur chef était Moïse, un homme qui
avait été élevé dans la famille du
pharaon et enseigné des lois et de la
mythologie de l'Egypte. Dans le but de
contrôler ceux qui l'avaient suivi, il a
prétendu qu'il était instruit et assisté
par Jéhovah, le Dieu de ces nomades.
Tout ce qui arrivait était attribué à la
volonté de ce Dieu. Moïse a déclaré qu'il
avait rencontré ce Dieu face à face ;
qu'au sommet de mont Sinaï des mains de
ce Dieu il avait reçu les tablettes de
pierre sur lesquelles, par le doigt de
ce Dieu, les Dix Commandements avaient
été écrits, et que, en plus de ça,
Jéhovah avait fait savoir quels
sacrifices et cérémonies lui étaient
agréables et les lois selon lesquelles
le peuple devrait être gouverné.
De cette manière la religion Juive et le
Code Mosaïque furent établis.
'Il est maintenant proclamé que cette
religion et ces lois furent et sont
révélées et établies pour toute l'humanité.
'A cette époque ces nomades n'avaient
pas de rapports avec les autres nations,
ils n'avaient pas de langage écrit, il
ne pouvaient ni lire ni écrire. Ils n'avaient
pas de moyen par lequel ils pouvaient
faire connaître cette révélation aux
autres nations, aussi est-elle restée
enfouie dans le jargon de quelques
tribus ignorantes, pauvres et inconnues
pendant plus de deux milliers d'années.
Bien des siècles après que Moïse, le
chef, soit mort – bien des siècles après
que tous ceux qui l'avaient suivis
soient passés – le Pentateuque fut écrit,
le travail de plusieurs écrivains, et
pour lui donner force et autorité il fut
proclamé que Moïse en était l'auteur.
Nous savons maintenant que le
Pentateuque n'a pas été écrit par Moïse.
Des villes sont mentionnées qui n'existaient
pas quand Moïse vivait.
La monnaie, qui n'a pas été frappée
plusieurs siècles après sa mort est
mentionnée.
Aussi, beaucoup ce ses lois n'étaient
pas applicables aux nomades du désert –
lois sur l'agriculture, sur le sacrifice
des boeufs, des moutons et des colombes,
sur le port des vêtements, sur les
ornements d'or et d'argent, sur la
culture des terres, sur la moisson, sur
le battage du grain, sur les maisons et
les temples, les cités et les refuges,
et sur beaucoup d'autres sujets sans
applications possibles pour quelques
nomades affamés des sables et des
rochers.
Maintenant il n'est pas seulement admis
par les théologiens intelligents et
honnêtes que Moïse n'est pas l'auteur du
Pentateuque, mais ils admettent tous que
personne ne sait qui étaient les auteurs,
ou qui a écrit l'un de ses livres ou un
chapitre ou une ligne. Nous savons que
ces livres n'ont pas été écrit dans la
même génération ; qu'ils n'ont pas été
écrit par une seule personne ; qu'ils
sont remplis d'erreurs et de
contradictions. Il est aussi admis que
Josué n'a pas écrit le livre qui porte
son nom, parce qu'il se réfère à des
événements qui sont arrivés longtemps
après sa mort.
Personne ne connaît, ou ne prétend
connaître, l'auteurs des Juges ; tout ce
que nous savons est qu'ils furent écrit
plusieurs siècles après que les Juges
aient cessé d'exister. Personne ne
connaît l'auteur de Ruth, ni du premier
et du deuxième Samuel ; tout ce que nous
savons est que Samuel n'a pas écrit les
livres qui portent son nom. Dans le
25ème chapitre du premier Samuel il y a
un récit de l'élévation de Samuel par la
Sorcière d'En-Dor.
Personne ne connaît l'auteur du premier
et deuxième Rois, ni du premier et
deuxième Chroniques, tout ce que nous
savons est que ces livres n'ont pas de
valeurs. Nous savons que les Psaumes n'ont
pas été écrit par David. Dans les
Psaumes on parle de la captivité, et
elle a eu lieu environ cinq cent ans
après que David ait rejoint ses ancêtres.
Nous savons que Salomon n'a pas écrit
les Proverbes ou le Cantique des
Cantiques ; qu'Esaïe n'est pas l'auteur
du livre qui porte son nom, que personne
ne connaît les auteurs de Job, de l'Ecclésiaste,
ou d'Esther, ou de n'importe quel livre
de l'Ancien Testament à l'exception d'Esdras.
Nous savons que Dieu n'est pas mentionné
et qu'on ne s'y réfère d'aucune façon
dans le livre d'Esther.
Nous savons, aussi, que ce livre est
cruel, absurde et impossible.
Dieu n'est pas mentionné dans le
Cantique des Cantiques, le meilleur
livre de l'Ancien Testament. Et nous
savons que l'Ecclésiaste a été écrit par
un incroyant. Nous savons, aussi, que
les Juifs eux-mêmes n'ont pas décidé
quels livres étaient inspirés – étaient
authentiques – avant le deuxième siècle
après Christ.
Nous savons que l'idée d'inspiration fut
longue à se former, et que l'inspiration
a été déterminée par ceux qui avaient
certaines fins à accomplir.
Extrait de "Au sujet de la "Sainte"
Bible" - Par Robert G. Ingersoll
Tratto da:
Traduction du texte en anglais par
Thierry Scandella :
http://www.infidels.org/library/historical/ro
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