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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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MAIS OGM, AUTORIZZATO.... +  OGM
Ingegneria Genetica
Mutazioni genetiche del Grano duro   OGM   +  Disastri della Monsanto  +  OGM Bocciati (studio)
Aziende SI o NO 
+  Legge per Vendita OGM  +  Danni OGM (studio)  +  Raggiro del Biotech
10 Comandamenti del Pasto  Consigli alimentari  +  Malassorbimento +  Multinazionali
BUONE REGOLE per una SANA ALIMENTAZIONE  +  Dieta del Gruppo Sanguigno
Contaminazione da Colza OGM in Germania  +  DIGESTIONE OGM provoca Cancro 
Gli OGM ammalano ed uccidono: http://it.youtube.com/watch?v=dlYLsJdZJJU
Questa potrebbe essere l'Azienda che vi controllera' nel molto prossimo futuro
La Finanza mondiale controlla e possiede le multinazionali degli OGM - ci vogliono morti

Ricordiamo che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute, 
non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
 

Varata Legge per la Commercializzazione
MAIS OGM ? NIENTE PAURA .....

Il Consiglio superiore di sanità presieduto da un biotecnologo: né il mais OGM per alimentazione umana né quello destinato ai mangimi fanno male alla salute, anzi è quello "tradizionale" a pullulare di potenti cancerogeni !

Il mais transgenico non fa male alla salute...... Nè quello dolce, che colora le nostre insalate, ne’ quello destinato ai mangimi, bloccato dal decreto Amato.
Lo affermano due studi che potrebbero dare il via libera alla commercializzazione in Italia e che, di fatto, stanno aprendo la porta del mercato europeo ad altri prodotti geneticamente modificati, interrompendo una moratoria che dura da anni.

Le ricerche sono opera della Commissione europea e dell'Isaaa, un centro studi americano (sponsorizzato dalla Fondazione Rockefeller), e costituiscono le prime documentazioni scientifiche adottate ufficialmente per "scagionare" gli OGM destinati all'alimentazione umana e animale: le abbiamo rintracciate nei verbali della quarta sezione del Consiglio Superiore della Sanità che si è riunita su richiesta del ministro Sirchia per fare il punto sulla tossicità di questi prodotti.
L'assenza di garanzie aveva indotto nel 2000 il governo Amato a bloccare la vendita di quattro varietà di granoturco geneticamente modificato, invocando il "principio di precauzione". Scelta condivisa da altri paesi europei ma contestata dalla Corte di Giustizia della Comunità e dalla Organizzazione mondiale del commercio.

Per uscire dall'angolo, l'Europa ha intensificato il lavoro scientifico e si è data una regolamentazione che condiziona l'importazione alla rintracciabilità e alla dichiarazione degli OGM in etichetta.
Entrerà in vigore in aprile e per allora Bruxelles chiede ai partner di prendere una decisione sui cibi OGM che bussano alle loro porte.
L'Autorithy alimentare europea ha già dato il suo OK al mais dolce, che attende la decisione dei ministri europei.
I
l parere del Consiglio superiore della Sanità (italiano) ha una gittata ancora più lunga, perché "sdogana" l'intero gruppo dei mais congelati in Italia, anche se la scelta finale spetta al governo, che sull'argomento è ancora diviso.
"Secondo noi, sono superate le preoccupazioni che avevano condotto i nostri predecessori a bloccare la vendita delle varietà transgeniche" ci spiega il presidente della quarta sezione del Consiglio, Giorgio Poli. "Noi procediamo per dossier, cioè non valutiamo "tutti" gli alimenti geneticamente modificati ma ci esprimiamo caso per caso e su richiesta del Ministro. Il Consiglio, nel dicembre 1999, bloccando la commercializzazione in Italia aveva chiesto che si facessero ricerche mirate, che sono state fatte da centri di ricerca sovrannazionali e indipendenti. Già l'Istituto superiore di sanità nel luglio 2000 ha detto che "alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, non risultavano esistere rischi per la salute umana ed animale", parere condiviso dal comitato scientifico sugli alimenti dell'UE e dal comitato nazionale biosicurezza e biotecnologie nel 2002".  Poli è preside di veterinaria dell'Università di Milano.
E' nella lista nera dei verdi che gli rinfacciano di aver lavorato per le multinazionali, ma il "ribaltone" scientifico porta anche la firma di Giuliano D'Agnolo, uno dei massimi dirigenti dell'Istituto superiore di Sanità e di un noto genetista, Francesco Sala, che ha portato le prove della salubrità del mais Ogm.

"Dalla letteratura istituzionale e dal dibattito scientifico - si legge nelle carte del Consiglio - non emergono nuovi dati che mettano in evidenza danni per la salute umana".
Il mais transgenico viene "assolto" in virtù di un rapporto della Commissione europea, costato 70 milioni di euro e pubblicato nel 2001, che riassume quindici anni di ricerche sui rischi delle piante geneticamente modificate e in particolare sul mais bt 11.  
"In tutti i casi analizzati - scrive il Consiglio - i rischi di tossicità  e allergenicità sono stati decisamente esclusi".
Il documento in questione si può scaricare dal sito
http://europa.eu.int/.

Il secondo documento proviene dall'Isaaa (International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications, un'istituzione finanziata dalla fondazione Rockfeller e dalla fondazione Bussolera Branca) per il quale le proteine ingegnerizzate sono tossiche solo per la piralide che infierisce sulla pannocchia di mais.
"Altri insetti e mammiferi - spiegano gli esperti della Sanità- non sono sensibili anche a dosi 1000 volte più alte di quelle attese dall'uso alimentare, umano o animale. In questo caso la tossina è rapidamente degradata e non stimola reazioni allergiche".
Anzi, lo studio dimostra "che potenti cancerogeni quali le aflatossine sono presenti in molto minor quantità nel mais bt rispetto al mais tradizionale", partendo dal quale "finiscono nei prodotti alimentari, incluso il latte".
Tratto da: http://www.greenplanet.net/Articolo518.html


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Ci risiamo con gli OGM. Questa volta tocca al pomodoro. Normalmente è rosso,  ma sotto l'azione dei genetisti diventa viola, e tende ad assomigliare ad una melanzana.
Quello che so è che viene dato dal Corriere come "importante passo avanti  nella lotta contro il cancro".
Poi però uno va avanti a leggere, e scopre che il pomodoro in questione è  viola perchè si becca due geni del dente di leone (volgarmente conosciuto  come tarassaco), che consentono alla sua mezza vita come pomodoro, di  produrre il triplo di una famiglia di sostanza dette "antocianine".
Queste sostanze, abitualmente stra abbondanti in natura, nei mirtilli e nei  frutti di bosco in particolare, normalmente non hanno nessuna intenzione di stare nei pomodori.
Ma siccome gli occidentali mangiano poca frutta, allora cosa possiamo fare  di bello ? Visto che mangiano invece tanti pomodori, ficchiamo direttamente le antocianine nei pomodori !!!
Comunque sia "prendetene e mangiatene tutti", il fatto che il famelico prof. Umberto Veronesi sia il testimonial ufficiale di questa vicenda e' una  garanzia......

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_27/pomodori_ogm_anticancro_bf90381c-a3f1-11dd-b65a-00144f02aabc.shtml

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No alla soia transgenica per l’alimentazione animale - Regioni UE - Agricoltura e Alimentazione - OGM

Biotech non fa rima con qualità: le regioni europee Ogm-free partono da qui per reclamare l’utilizzo di soia priva di Organismi geneticamente modificati per l’alimentazione animale.
Ogni anno in Europa vengono importati 38 milioni di tonnellate di soia, di cui l’80 per cento contaminata con Ogm.
Poiché l’alimentazione animale nell’Ue è oggi fortemente dipendente dalla soia importata, questo significa - sottolineano le regioni del network Ogm-free - che nella grande maggioranza della carne, del pollame e dei formaggi europei, il prodotto finale che arriva sul mercato è il risultato di una catena alimentare inquinata da mangimi contaminati.
Per invertire questa tendenza e proporre strade alternative d’approvvigionamento di mangimi, le regioni hanno organizzato a Bruxelles una conferenza di due giorni, il 5 e 6 dicembre, alla quale partecipano rappresentanti di sedici paesi Ue, ma anche di Brasile, Canada, Usa, India e Cina, nonchè del mondo delle imprese e delle associazioni per un totale di 117 comparti.
La dipendenza di mangime dalle importazioni, hanno detto a chiare lettere diversi rappresentanti regionali, non “deve diventare un ricatto”.
“Abbiamo bisogno di un piano per garantire prodotti Ogm-free agli allevamenti con approvvigionamenti anche extra Ue”, ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura delle Marche, Paolo Petrini, che come molti altri colleghi italiani reclama “un’etichettatura d’origine” per garantire il consumatore negli acquisti di prodotti di qualità liberi da Ogm.
Ci sono Paesi extra Ue, come il Brasile che possono rifornire il mercato europeo anche di soia Ogm-free ad un costo più elevato di circa il 10 per cento che, ha fatto notare Petrini, potrebbe essere però largamente recuperato grazie alla valorizzazione delle produzioni di qualità.
Con le regioni italiane, francesi e austriache in prima fila, si sono schierate all’attacco degli Ogm e per la salvaguardia della produzione di qualità anche alcune regioni spagnole, a partire dai Paesi Baschi, inglesi, greche e tedesche.
Alla conferenza organizzata nella sede del Comitato delle regioni Ue, hanno preso parte rappresentanti di 65 regioni, ben di più delle 43 che hanno già aderito alla rete di quelle Ogm-free.
Fonte: Ansa - 5 Dicembre 2007

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Sette punti contro gli OGM
Primo: Depauperazione dei complessi pro-vitaminici e vitaminici delle piante. Depauperazione di complessi vitaminici e pro-vitaminici non più presenti negli alimenti, con conseguente incremento delle malattie degenerative e carenti come ad esempio il Cancro.

Secondo: le mutazioni genetiche delle piante e conseguentemente l' alterazione della Biochimica umana a causa dell'introduzione di geni estranei (es. di animali, batteri, virus, retrovirus) nel DNA della pianta.
Possono così comparire nuove sostanze simili alle vitamine naturali, ma in realtà con caratteristiche di reattività enzimatica e biochimica diverse da quelle naturali, con induzione di modifica della loro componente di attività biochimica sul genoma umano, una volta introdotte con l'alimentazione. Di qui la comparsa potenziale di nuove malattie insorte "artificialmente".

Terzo: la minaccia alla dieta-anticancro.
Come già dimostrato da diversi Autori, solo un'alimentazione basata su frutta e verdura fresca biologica è in grado di indurre risposta immunitaria contro il tumore, la detossificazione e disinfiammazione degli organi e dei tessuti.
Oggi però, tramite l'introduzione in commercio di cereali, legumi e altri vegetali modificati geneticamente (O.G.M.) in molti di questi alimenti sono contenuti tutti gli aminoacidi essenziali, rendendo in tal modo effettivamente non più curabile il Cancro secondo quanto descritto nella terapia ideata da Max Gerson, e da molti altri autori.

Quarto: malattie indotte da virus transgenici.
I virus transgenici con cui oggi si fanno gli Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) entrano nel DNA della pianta, modificandola in maniera a noi sconosciuta. Questi virus dovrebbero restare latenti, ma nulla può escludere che possano anche riattivarsi e divenire così portatori di malattie nuove o di malattie abbastanza simili a ben note sindromi purtroppo ancora poco comprese nella loro dinamica (AIDS, Mucca Pazza, ecc.), e di cui è ancora molto vaga l'origine (forse virus trangenici ).

Quinto: intossicazione da veleni sintetizzati da piante transgeniche.
Intossicazione cronica di cibi a causa di sostanze tossiche insetticide contenute nelle piante per renderle resistenti ai parassiti come il Bacillus thuringiensis,
con conseguente possibile incremento di cancri, aborti spontanei, mutazioni genetiche sulla discendenza, Sindromi da Immunodeficienze acquisite, malattie degenerative e da sostanze tossiche, ecc..

Sesto: modificazione transgenica di piante naturali.
Passaggio a specie "indigene" naturali delle sostanze tossiche artificiali, come ad esempio il "Bacillus thuringiensis" o di altro tipo, tramite impollinazione incrociata, con potenziale minaccia anche per le piante e le erbe mediche oggi impiegate in FitoTerapia poiché queste ultime saranno inquinate dai geni transgenici provenienti dalle zone agricole a coltura transgenica (OGM).

Settimo: scomparsa irreversibile del patrimonio genetico delle piante naturali !
Graduale ed irreversibile scomparsa delle diversità biologiche, cioè della normale flora naturale. Le coltivazioni transgeniche arrecheranno infatti una gravissima minaccia alle zone ricche di bio-diversità (genomi naturali): il flusso transgenico che andrà dalle piante modificate alle piante naturali sarà inevitabile quando il rapporto numerico fra aree coltivate con piante artificiali supererà le superfici delle piante naturali, determinando così la perdita irreversibile di gran parte del patrimonio genetico naturale di tutte le piante esistenti al mondo.
Tratto da un Blog in Internet (blog ormai chiuso)

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Le grandi firme del business genetico -
Monsanto, Bayer, BASF, Syngenta & Co. - hanno depositato insieme ben 532 brevetti di sequenze genetiche «che favoriscono l'adattamento ai cambiamenti climatici» delle piante. Il 49% di questi brevetti sono di due sole ditte, Monsanto e BASF: le stesse mega-corporation che nel maggio 2007 hanno stretto fra loro un accordo di ricerca per sviluppare sementi resistenti a condizioni climatiche estreme, desertificazione, tropicalizzazione, alluvioni, salinità crescente dei suoli.
I due colossi ci spendono 1,5 miliardi di dollari.
«Il più grande accordo privato di ricerca mai stipulato», commenta ETC Group, il gruppo di ricerca indipendente canadese che ha denunciato l'accordo . Vuol dire che intendono guadagnarci dieci volte tanto. O cento.
«Si concentrano sui geni 'climatici' perchè per loro è una occasione d'oro per spingere gli OGM come soluzione al problema del clima», scrive ETC: «Queste tecniche proprietarie finiranno per concentrare il potere della corporations, aumentare i costi, inibire la ricerca indipendente e minacciare il diritto dei coltivatori a farsi le proprie sementi e a scambiarsele».

In altre parole: questa direzione di ricerca così titanicamente finanziata è intesa ad imporre il modello agro-industriale anche nel nuovo clima, proprio mentre la comunità degli agronomi  sostiene che, per far fronte ai cambiamenti climatici, la soluzione è il sostegno ai piccoli coltivatori e all'agricoltura autarchica da autoconsumo.

Nell'aprile scorso, un rapporto ONU scritto da scienziati della coltivazione aveva consigliato appunto la seconda soluzione, a misura umana, citando anche vari esempi in cui l'agronomia classica (non ingegneristica) è riuscita a selezionare dei risi che crescono in condizioni di estrema aridità.
Monsanto e le altre si affannano a brevettare praticamente tutte le varietà naturali anche allo scopo di sbarrare il passo alla ricerca da parte di organismi pubblici e ai contadini che, in tante parti del mondo, già da secoli usano sementi adatte al clima estremo.
«Se le compagnie multinazionali controllano i geni-chiave della resistenza alla aridità in culture transgeniche», scrive ETC, «i ricercatori pubblici saranno accusati di violare i diritti di proprietà».
La Monsanto è famosa per intentare cause, in cui i suoi eserciti di avvocati di grido esigono risarcimenti miliardari.

Infine, la creazione di piante geneticamente modificate resistenti a climi estremi solleva molti problemi scientifici ancora non risolti: il gene introdotto per resistere alla mancanza d'acqua può - come sanno gli scienziati del settore - dare alla pianta anche altre caratteristiche, impreviste. E' il fenomeno biologico detto «pleiotropia».

Niente da fare: è cominciata la colossale opera di marketing e di lobby per «vendere» la soluzione transgenica al «global warming». Con la distribuzione di grandi mazzette, pardon «contributi alla ricerca», per coinvolgere e tacitare i laboratori pubblici di ricerca più grossi, come il Cimmyt (Centro internazionale di miglioramento del mais e del frumento) e il CGIAR (Gruppo consultivo internazionale di ricerca agricola).

Per esempio, il Cimmyt ha ricevuto 47 milioni di dollari dalla Bill & Melinda Gates Foundation (il miliardario monopolista di Microsoft) per diffondere gli OGM in Africa.
E i Paesi africani si sono visti imporre da USA e Brasile l'obbligo di adottare alberi transgenici (con il pretesto di ricavarne biocarburanti da cellulosa) alla Conferenza per la biodiversità tenutasi a Bonn il 30 maggio
scorso. Gli africani volevano una moratoria, per capire l'effetto che questi alberi avranno sull'ecosistema. Niente: devono piantarli, e zitti. E il tutto, in nome della «biodiversità». Evidentemente, gli organizzatori saranno stati «finanziati».
Non manca la grancassa pubblicitaria per il promettente business. In coincidenza con la conferenza FAO per l'alimentazione e l'agricoltura di Roma, Monsanto, dalla sua sede di Saint Louis - ha emanato un altisonante «impegno in tre punti».

La Monsanto si impegna a «raddoppiare la produttività di mais. Soya e cotone nel 2030», a «sviluppare sementi che ridurranno di un terzo le risorse d'acqua e fertilizzanti richieste», e «migliorare la vita dei contadini, fra cui cinque milioni dei più poveri, entro il 2020».

I contadini che ci hanno avuto a che fare lo sanno bene: la Monsanto è tutta dedita al bene dell'umanità e al loro. Ma questo proclama non è per i contadini: è la «linea» dettata ai giornalisti liberi e incorruttibili, che dovranno ripetere e ripetere nei loro articoli e reportages: Solo gli OGM ci salveranno dalla fame per global warming, non c'è altra soluzione......
Tratto da effedieffe.com


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Parmigiano Reggiano OGM ? - Sembra che la produzione proveniente dal Consorzio del Parmigiano Reggiano non sia esente da OGM.
Video di Greenpeace: http://it.youtube.com/watch?v=DdlDQBehxzI
Lettera sugli OGM di Fabrizia Pratesi De Ferrariis, coordinatrice del Comitato Scientifico EQUIVITA, inviata ad alcuni esponenti del governo italiano, tra i quali
Luca Zaia
, ministro per le politiche agricole, che ha suo tempo ebbe a dichiarare di essere favorevole “all'avvio della sperimentazione in maniera molto coerente e coscienti del fatto che l'80% dei cittadini in Italia è contrario agli OGM”.
"Vorremmo contribuire alla Vostra riflessione sugli Ogm con alcune spiegazioni che non vengono quasi mai riportate dai media. Siamo convinti che saprete dare loro il giusto peso.

La caratteristica principale e unica delle sementi modificate è di essere coperte da brevetto. Dovrebbe far riflettere chiunque il fatto che gli Ogm furono varati negli USA (1980), e poi in Europa (1998), insieme ad incredibili nuove leggi brevettuali che, per la prima volta nella storia, consentivano  di privatizzare il “bene comune” più prezioso: la materia vivente del pianeta.
Da quel momento è bastato introdurre un gene estraneo in una pianta perché l’intera pianta diventasse proprietà privata, come fosse un’invenzione umana e non un elemento della natura.

Scriveva The Guardian nell’ottobre del ’97: “Con rapidità sorprendente un gruppetto di imprese sta cercando di prendere il controllo di produzione e commercializzazione della merce più importante del mondo: il cibo”.
Negli ultimi venti anni il binomio modifica genetica e brevetto (i cui diritti si riscuotono ad ogni ciclo riproduttivo o risemina) è stato per le aziende biotech, insieme all’acquisto delle aziende sementiere, non strumento di maggiore benessere per agricoltori o cittadini, ma strumento di una guerra economica, sotterranea e di conquista, o, se vogliamo, di una nuova forma di colonizzazione a cui siamo tutti esposti.

Ciò spiega perché ogni strategia sia stata usata per imporci il cibo transgenico:
- nonostante gli Ogm abbiano fino ad oggi tradito tutte le promesse su produttività, sostenibilità, capacità di “sfamare il mondo”
-  nonostante si siano rivelati assai dannosi per l’ambiente, la salute, la sovranità alimentare che sola garantisce la sicurezza alimentare, la libertà di scelta alimentare, la biodiversità e la tutela dei diritti umani
-  nonostante siano stati quasi sempre catastrofici per l’economia dei paesi poveri (vedi Argentina e India)
-   nonostante siano una minaccia per i paesi che come il nostro puntano sui prodotti di qualità
-   nonostante si siano rivelati un cattivo investimento anche per i paesi produttori.

Charles Benbrook, già direttore Agricoltura della “Academy of Science” statunitense, ha spiegato in occasione di un convegno a Roma alla Camera dei Deputati, il 18/05/03, che gli studi fatti su 8.200 siti sperimentali universitari degli USA dimostrano che gli Ogm non producono di più, ma dal 7 al 10% in meno, mentre inquinano 4 volte di più. Oggi l’imponente studio di Friends of the Earth, “Who benefits from GM crops: the rise in pesticide use” conferma questi dati e li peggiora (l’uso del glifosato, sostanza cancerogena, è aumentato in USA di 15 volte in 11 anni). Il direttore della Soil Association britannica, P. Melchett, dice “i prodotti con i quali le compagnie biotech dicono di poter “sfamare il mondo” non hanno mai recato un aumento di produzione complessivo, ma al contrario una riduzione”.
Certi che terrete nel dovuto conto questi argomenti inviamo i nostri più cordiali saluti."

Per il Comitato Scientifico EQUIVITA Fabrizia Pratesi De Ferrariis
Fonte: http://www.beppegrillo.it/2008/07/_fabrizia_prate/index.html?s=n2008-07-06

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OGM, “limitati e a livello di tracce” sul mercato italiano - 10 luglio 2008
Controllati il circuito convenzionale, il biologico e l'importazione
”Si conferma che sul mercato italiano sostanzialmente i prodotti rispettano i requisiti d'etichettatura previsti dalla normativa vigente e che la presenza di Ogm negli alimenti sul territorio è limitata ed a livello di tracce”.

Queste le conclusioni dei controlli effettuati nel 2007 per la ricerca di Ogm negli alimenti. Il 1 luglio scorso, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha infatti pubblicato i risultati del Piano Nazionale di Controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati negli alimenti. Il documento
 - http://www.anmvioggi.it/files/CONTROLLI%20OGM,%20RISULTATI%202007.pdf -, a cura della Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione, riporta i risultati dei controlli condotti nel circuito convenzionale e in quello biologico e all'importazione.
    Tuttavia, 'la pianificazione del controllo ufficiale non è ancora completa ed omogenea sul territorio: continua, infatti, a mancare per il secondo anno il contributo di alcune regioni e non è a regime la trasmissione delle informazioni nei tempi e nei modi previsti'. Un'ulteriore osservazione finale riguarda anche la opportunità di intensificare l'attività di controllo sulla materia prima e all'importazione. La valutazionecomplessiva è in ogni caso 'positiva'. Infatti, la percentuale di non conformità emersa nei controlli è estremamente ridotta (inferiore allo 0,5%).

    Relativamente alle matrici analizzate nel circuito convenzionale, complessivamente 98 campioni, il 25% ha interessato la farina di mais, il 10% bevanda di soia, il 9% fiocchi di cereali, l'8% biscotti, il 6% il mais dolce, il 5% granella di mais fino ad arrivare all'1-2% di diverse matrici quali amido di mais, snacks dolci o crackers. In quest'ambito le positività riscontrate, relative ad Ogm autorizzati sul territorio comunitario, sono state 65 ossia il 9,3%. Nell'ambito di tali positività la maggior parte dei campioni hanno rilevato una presenza di Ogm autorizzati molto bassa, con valori sotto allo 0,1%. Solo un campione è risultato non conforme (> 5%) rispetto ai requisiti di etichettatura, in quanto sopra la soglia di tolleranza dello 0,9% prevista dalla normativa vigente.
    I controlli condotti su alimenti biologici per la ricerca di Ogm hanno riguardato 97 campioni prelevati nelle diverse Regioni, di cui il 16% di bevanda di soia, il 12% di farina di mais, l'11% prodotti da forno, l'8% fiocchi di cereali il 7% snacks salati ed altre varie matrici sempre a base di mais e soia nell'ordine dell'1-2%, con una percentuale di positività del 3%. Le 3 positività per la presenza di soia Roundup Ready, sono state riscontrate in due campioni di farina di soia e in un prodotto dolciario da forno.
    I controlli all'importazione hanno rilevato quattro campioni positivi per la presenza di Ogm su otto. In tre casi di positività inoltre la presenza di evento Gm autorizzato era superiore al 5%: per due campioni di olio di soia grezzo provenienti dall'Argentina e uno di granella di mais proveniente dal Brasile. Le partite in questione sono state ammesse all'importazione con l'obbligo di etichettatura. Anche se il numero di campioni è esiguo, emerge l'indicazione di una più alta percentuale di positività, quando il controllo è effettuato sulla materia prima all'importazione.
Fonte: anmvioggi.it

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Gordon Brown ed altri leader europei stanno preparando una campagna segreta senza precedenti per diffondere colture e cibi OGM in Gran Bretagna e in tutto il continente, secondo quanto rivelato da documenti confidenziali ottenuti dall'Independent on Sunday. I documenti, verbali di una serie di incontri privati tra i rappresentanti di 27 governi - rivelano i programmi per "accelerare" l'introduzione delle colture e dei cibi modificati e per "far fronte" alla resistenza del pubblico. §
E mostrano che i leader vogliono che "rappresentanti agricoli" e l'"industria" - includendo presumibilmente giganti aziende nel settore della biotecnologia come la Monsanto - siano più espliciti per contrapporsi agli "interessi acquisiti" degli ambientalisti.

La notizia dei piani segreti è destinata a creare una tempesta di proteste in un momento in cui la preoccupazione popolare riguardo alla tecnologia OGM è in aumento, persino in paesi che fino ad ora l'avevano accettata.

L'opposizione pubblica ha impedito che qualsiasi specie modificata potesse essere coltivata in Gran Bretagna. La Francia uno dei tre paesi ad avere coltivato specie modificate in certe quantità, ne ha sospeso la coltivazione e negli altri due stati la Spagna e il Portogallo, la resistenza sta aumentando rapidamente.

Sul piede di guerra l'industria biotech ha condotto una campagna di pubbliche relazioni fondata sulla molto contestata asserzione che la modificazione genetica è necessaria per sfamare il mondo. Ha riscontrato qualche successo all'interno del Governo dove i ministri si sono espressi sempre più favorevolmente riguardo alla tecnologia, e nell'ambito della Commissione Europea, con la quale i gruppi di pressione dell'industria hanno vantato di intrattenere "eccellenti relazioni di lavoro".

Gli incontri segreti sono stati convocati da Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione e pro OGM, e sono stati presieduti dal suo capo di gabinetto Joao Vale de Almeida. Ai primi ministri di ciascuno dei 27 stati membri dell'UE è stato chiesto di nominare un rappresentante speciale.

Non sono stati resi pubblici né i nomi degli appartenenti al gruppo, né gli obiettivi né i risultati degli incontri. Ma l'Independent on Sunday ha ottenuto documenti confidenziali, compreso un elenco dei convenuti e le conclusioni dei due incontri tenutisi fino ad ora – il 17 luglio e appena due settimane fa il 10 ottobre - scritti dal presidente.

L'elenco mostra che il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno inviato degli stretti assistenti. La Gran Bretagna è stata rappresentata da Sonia Phippard, direttore del settore alimentare e agricolo del Department of Environment, Food and Rural Affairs.

Le conclusioni rivelano che le discussioni sono state incentrate prevalentemente sul come accelerare l'introduzioni delle colture geneticamente modificate e su come persuadere il pubblico ad accettarle.

I prodotti modificati devono essere approvati dall'UE prima che possano essere seminati o venduti in qualsiasi parte dell'Europa. Ma sebbene i funzionari della Commissione siano generalmente nettamente a favore, i governi europei sono in disaccordo portando il Consiglio dei Ministri in cui sono rappresentati, ad un punto di stallo. In tale eventualità i burocrati nella Commissione li fanno procedere comunque.
Hanno legalmente il potere di farlo, ma governi scavalcati e gruppi ambientalisti non sono contenti.

Le conclusioni del primo incontro sono state di "accelerare il processo di autorizzazione sulla base di solide valutazioni in modo da rassicurare il pubblico" mentre nel secondo si aggiungeva che "le decisioni possono essere prese più rapidamente senza compromettere la sicurezza".

Ma i documenti mettono anche in luce che Barroso va oltre la semplice esortazione cercando di indurre i primi ministri ad opporsi ai propri ministri dell'agricoltura e dell'ambiente in favore dell' OGM.
Riferiscono che il presidente "ha ricordato l'importanza di guardare alla situazione generale", "ha invitato i partecipanti a riferire le discussioni del gruppo ai loro capi di governo" e "ha sottolineato l'importanza di portare la loro attenzione sulle discussioni in corso nel Consiglio [dei Ministri]".

Helen Holder di Friends of The Earth Europa ha detto: "L'intento di Barroso è di portare l'OGM in Europa il prima possibile. Quindi va dritto dai primi ministri e dai presidenti per dirgli di passare sopra ai loro ministri e di metterli in riga".

Le conclusioni degli incontri per quanto riguarda l'opposizione pubblica sono ancora più incendiarie. I documenti ponderano su "come meglio gestire l'opinione pubblica" e chiedono "un dialogo non emotivo, basato sui fatti, sugli standard elevati della politica sul
GM dell'UE". E verbalizzano che il presidente ha messo in risalto "il ruolo dell'industria, dei partner economici e della scienza nel contribuire attivamente a tale dialogo". Aggiunge che "il pubblico si sente male informato" e dice che "i rappresentanti agricoli dovrebbero essere più espliciti". Ed in un velato accenno ai gruppi ambientalisti dice che il dibattito "non dovrebbe essere lasciato a certi azionisti che vi hanno un interesse legittimo ma acquisito".

Quello che dicono

"Dobbiamo sfamare altri 2,5 bilioni di persone . Sarebbe straordinario se decidessimo di non sfruttare la più grande conquista delle scienze biologiche"
Professore Allan Buckwell

"Gli agricoltori più poveri del mondo trarranno beneficio dai nuovi sviluppi: riso geneticamente modificato che è resistente alla siccità; colture transgeniche con geni che proteggono dalle malattie"
Lord Dick Taverne, Sense About Science

"Le colture GM costituiscono un rischio inaccettabile per gli agricoltori e per l'ambiente e non sono riuscite ad aumentare la produzione nonostante i finanziamenti che sono costati milioni ai contribuenti nel Regno Unito"
Kirtana Chandrasekaran, FoE (Friends of the Earth)

"Le colture GM non aumentano la produzione. Gli scienziati hanno scoperto che gli insetticidi geneticamente ingegnerizzati nelle colture possono infiltrarsi nel suolo uccidendo funghi benefici"
Peter Melchett, Soil Association

Domanda e Risposta

Quante coltivazioni GM ci sono in Europa ?
Molto poche. I documenti vantano che l'area sia aumentata del 21 per cento lo scorso anno, dimostrando un "crescente interesse". Ma continua a coprire solo lo 0.119 per cento del terreno agricolo europeo.

Quali sono i problemi ?
Prevalentemente di natura ambientale. Le sperimentazioni ufficiali in Gran Bretagna hanno dimostrato che è peggio per la fauna coltivare specie GM rispetto alle specie convenzionali. Ancora peggiore è il fatto che i geni fuoriescono dalle piante modificate e creano piante infestanti superresistenti oltre a contaminare colture normali e organiche, negando ai consumatori la scelta di essere liberi da OGM.

Sono un pericolo per la salute ?
Difficile dare una risposta. Alcuni studi dicono di sì, mentre altri (compresi quasi tutti quelli effettuati dall'industria) sono rassicuranti. Il problema è che è stata fatta ben poca ricerca davvero indipendente e riesaminata da altri esperti. La gran parte dei consumatori ha concluso che è meglio non correre rischi, anche perché non traggono alcun beneficio dall'acquisto di prodotti OGM.

Possono sfamare il mondo ?
Quasi certamente no. Nonostante la montatura, le attuali varietà di OGM hanno rendimenti minori rispetto alle loro controparti tradizionali. Le sementi sono costose da acquistare e da coltivare, quindi i ricchi agricoltori nei paesi in via di sviluppo tenderebbero ad usarle, mettendo quelli più poveri sul lastrico e aumentando la povertà.
La più grande valutazione delle scienze agricole che sia mai stata effettuata - diretta dal Professor Robert Watson, ora ufficiale scientifico principale del Defra - ha recentemente concluso che gli OGM non sono quello che ci vuole.
By Geoffrey Lean
Fonte:
www.independent.co.uk

 

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