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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVES MEDICINES

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Le API boicottano i campi coltivati con OGM e MUOIONO con i pesticidi
API, Cellulari ed ELETTROSMOG  +  La piaga dei Coleotteri
OGM = Organismi Geneticamente Mutati 
+  Multinazionali  +  Soia  +  METANOLO 
Mutazioni genetiche del Grano duro
(OGM)   +  Disastri della Monsanto  +  OGM Bocciati (studio)
Aziende SI o NO 
+  Legge per Vendita OGM  +  Danni OGM (studio)  +  Raggiro del Biotech
Aspartame  +  Additivi e Conservati  +  Glutammato  +  Contaminazioni da OGM
10 Comandamenti del Pasto    Consigli alimentari  +  OGM nei PESCI
BUONE REGOLE per una SANA ALIMENTAZIONE  +  Dieta del Gruppo Sanguigno
La CINA diventera' il piu' importante produttore al mondo di RISO OGM
Contaminazioni OGM
  +  Pro e contro gli OGM  +  Mangiare crudo = Crudismo
Importante Ruolo delle Vitamine anche nel Cancro  +  Malassorbimento
Semi Antichi salvezza della salubrita' dei cibi vegetali  +  Riso
Questa potrebbe essere l'Azienda che vi controllera' nel molto prossimo futuro

Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra salute ed una alimentazione salubre non industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e NON toccati dall'industria alimentare !

Bari (Italy) - Luigi Monti è stato rinviato a giudizio per avere arrecato un danno enorme al patrimonio dell'umanità e dello Stato italiano, danneggiando i semi conservati dal Dott. Perrino nelle celle refrigerate dell'Istituto di Germoplasma a Bari dal 1969. Culla della biodiversità mondiale, il tesoro è stato distrutto da questo individuo (il 40% degli 80000 semi morto, il restante moribondo). Dovrà rispondere solo di "abuso di ufficio".
 

Le Api boicottano le piante OGM

Se lo saranno detto con le sequenze di simboli nascosti nelle danze a mezz'aria ?
Oppure con le emanazioni dei recettori odorosi, che - rivelano studiosi  americani come James Nieh - sono state elaborate con milioni di anni di  sforzi e oggi ricordano in tutto e per tutto i codici cifrati degli agenti
segreti ?
Di certo l'evoluzione non le aveva preparate all'imprevisto fabbricato dai  loro partner da almeno 8 mila anni, gli esseri umani: le api si stanno  scambiando informazioni via via più preoccupate e da un po' di tempo si  consigliano reciprocamente di stare alla larga dai campi geneticamente  modificati che ricoprono superfici in rapida espansione, dalle praterie  della "corn belt" statunitense alle pampas argentine, fino alle pianure  infinite di India, Cina e Australia.
Gli studiosi se ne sono accorti quando  hanno deciso di osservare che cosa succede attorno a una pianta che non  esiste in natura, ma è una fortunata manipolazione che genera fiumi di dollari.
vedi:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=25&ID_sezione=243&sezione=News

In un'altro studio al contrario si e' dimostrato che e' POSSIBILE che polline Transgenico (OGM) sia prelevato dalle api le quali potrebbero impollinare le piante selvatiche o di coltivazione NON OGM distanti anche chilometri.
Lo afferma una ricerca pubblicata su Pnas, condotta dal Cnetro Internazionale di fisiologia ed ecologia deglki Insetti di nairobi, assieme all'Istituto francese di ricerca per lo sviluppo. lo studio e' stato realizzato in vista della pianificata introduzione di fagiolini OGM, resistenti agli insetti, in zone dell'Africa dov'e' diffusa la varieta' selvatica.
I ricercatori hanno seguito gli spostamenti dell'Xylocopa flavorufa, una specie di grossa ape di colore nero-violaceo con il radiotracking, tecnica impiegata per la prima volta sugli insetti impollinatori. Grazie alla precisa mappatura dei voli, i ricercatori hanno scoperto che l'insetto visita fiori di piante sia coltivate che spontanee in un raggio di 6 Km dall'alveare. Cio' significa che il polline transgenico, a bordo delle api, viaggerebbe su lunghe distanze, vanificando i tentativi di isolare le colture OGM !

Giorgio Celli: "La natura si ribella alle follie della scienza"
Professor Giorgio Celli, sembra che la natura cominci a ribellarsi agli OGM.
E' così ?
"Il fenomeno segnalato in Canada è ancora tutto da approfondire, ma sono  molto preoccupato: sono sempre stato contro gli OGM e credo siano solo un  danno alla natura. La strategia con cui si ottengono organismi con  caratteristiche che prima non possedevano dovrebbe essere messa sotto  stretto controllo. Abbiamo sequenziato il Dna dell'uomo e dell'ape, ma non  abbiamo capito le interazioni tra i nucleotidi. Non sappiamo ancora come  interagiscono. Al momento, se inseriamo un pezzo di Dna tra due vegetali o  animali, i risultati sono imprevedibili".

vedi:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=112&ID_sezione=76&sezione=Ambiente

Api e OGM
Della moria di
api che sta investendo gli USA, la Germania e il Brasile non  si parla piu' molto, come se l'emergenza fosse rientrata, anche se non e'  affatto cosi'.
Anche in Italia, di recente, si e' osservato uno strano comportamento di api  e vespe, che sono state viste nel milanese muoversi in grossi sciami come  "impazziti".
Sulle possibili cause del CCD (Colony Collapse Disorder), che ha fatto  sparire fino al 90% delle api operaie sulla costa ovest degli Stati Uniti,  ci sono varie teorie: c'e' chi da' la colpa alle emissioni dovute ai  ripetitori per telefonia mobile, chi ad alcuni pestidici che si sarebbero  rivelati particolarmente pericolosi per le api, chi agli OGM.
E' anche quest'ultima possibilita' e' stata presa recentemente in seria considerazione, fatto che finora si era dato meno credito che ad altri fattori,  non capendo quale relazione potesse esserci tra una simile scomparsa di massa e l'impollinazione da piante geneticamente modificate.
vedi:  http://isoladeilotofagi.wordpress.com/2007/05/04/api-e-ogm/  +  OGM dott. Nacci

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Troppi fitofarmaci nel piatto degli italiani:
Le mele e l'uva sono le regine dei frutti più contaminati. C'è una maggiore attenzione nei controlli (13% in più rispetto al 2005) e sui principi attivi ricercati, ma c'è chi, come il Molise, conquista la maglia nera registrando una assenza totale di analisi nella Regione. E se l'84% delle verdure analizzate risulta regolare e privo di residui chimici, desta forti preoccupazioni il fenomeno della moria delle api a causa della diffusione in agricoltura di alcuni fitofarmaci sistemici. Sono questi, in sintesi, i numeri e le storie contenuti nel dossier Pesticidi nel piatto 2007, l'annuale rapporto di Legambiente, presentato a Roma, sulla presenza di residui chimici sull'ortofrutta, realizzato sulla base dei dati forniti dai laboratori pubblici provinciali e regionali relativi alle analisi condotte nel corso del 2006.

Su 253 campioni di uva analizzati, infatti, ben 117 (pari al 46,2%) risultano contaminati da più di un residuo chimico, 53 rilevano la presenza di un solo residuo (21%) e 3 (1,2) risultano pienamente irregolari, cioè fuori legge per superamento dei limiti di concentrazione di residuo chimico o per uso di pesticidi non autorizzati. Solo il 31, 6% sono campioni di uva regolari, senza cioè la presenza di alcun fitofarmaco. Eclatante è poi il caso delle mele, frutto tradizionalmente associato alla salute della persona, di cui solo il 39% risulta essere esente da pesticidi: il 30% dei campioni analizzati presenta più di un principio attivo e addirittura il 3,6% risulta irregolare. Anche il 20% dei prodotti derivati risulta contaminato da uno o più principi attivi: dato significativo se si considera come tra questi compaiano l'olio e il vino, prodotti tipici del made in Italy.

Scorrendo le pagine del rapporto, emerge che la percentuale dei campioni irregolari di prodotti ortofrutticoli rimane pressoché invariata rispetto allo scorso anno (1,3%), mentre i campioni con più di un residuo diminuiscono leggermente, con un calo stimato dell'1,7 per cento. Salta agli occhi il dato sulle analisi della provincia di Bolzano, località a tradizionale vocazione produttiva di mele, che evidenziano 5 mele di provenienza locale con 5 residui. Anche il Dipartimento provinciale di Roma ha rilevato 5 residui in un campione di mele proveniente da Napoli, mentre l'uva è il genere alimentare che più preoccupa, secondo le analisi condotte in Puglia, con 5 e 6 residui chimici rilevati contemporaneamente. Stesso trend per le analisi condotte in Lombardia.

Il rapporto registra comunque un lento, ma graduale miglioramento, a testimonianza, sottolineano da Legambiente, della maggior attenzione da parte degli operatori agricoli alla salubrità dei cibi e alle richieste dei consumatori, sempre più orientati, nelle scelte, ai prodotti provenienti da un'agricoltura di qualità. «Il costante anche se lento miglioramento dei dati - evidenzia Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - conferma la validità delle nostre battaglie a favore di un'agricoltura di qualità, il più possibile sana, stagionale e legata al territorio».

Sul versante dei controlli (10.493 in tutto), inoltre, il rapporto rileva come a fronte di un aumento del 13% delle analisi sui campioni di prodotti ortofrutticoli e derivati, siano ancora molto esigue le analisi condotte sui prodotti derivati da agricoltura biologica. Nel Belpaese, infatti, si rilevano solo 394 campioni bio analizzati, un dato poco significativo se paragonato agli oltre 10.500 campioni di agricoltura tradizionale.
Il captano è il principio attivo più spesso riscontrato nelle analisi. Seguono, il carbofuran, il chlorpirifos e il cyprodinil. Nella frutta presenti anche il procimidone e la propargite.

I pesticidi sono killer per l'organismo umano: alcuni principi attivi, infatti, presenti nei pesticidi, sono fra le possibili cause dell'endometriosi e dell'infertilità. Non solo. Il rapporto di Legambiente ricorda che la diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici in agricoltura sta determinando una significativa moria delle api. Legambiente e l'Unione nazionale associazioni apicoltori italiani hanno scritto ai ministri della Salute Livia Turco e delle Politiche agricole Paolo De Castro perché si attivino per contrastare efficacemente il preoccupante fenomeno. Ricordando che secondo Albert Einstein, «se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita».
Tratto da: Legambiente.it

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PESTE delle API - Dove comincia l'infezione

I ricercatori tedeschi hanno compreso uno dei processi iniziali dell'attacco: i batteri colonizzano l'intestino delle larve e si nutrono del cibo ingerito dall'insetto 

Un gruppo di scienziati tedeschi ha scoperto un nuovo meccanismo di diffusione dell’infezione della più fatale delle malattie delle api, la peste americana (Abf, American foulbrood).
L’Abf è l’unica malattia infettiva che può uccidere intere colonie di api: ogni anno questa terribile infezione è la causa di ingenti perdite economiche tra gli allevatori di api di tutto il mondo e l’unica misura di controllo è distruggere l’alveare infetto.

In un contributo pubblicato su Enviromental Microbiology, Elke Genersch dell'Institute for Bee Research (Berlino, Germania) e colleghi spiegano di aver scoperto come l’Abf si diffonde.
Il batterio Panebacillus larvae, responsabile della malattia, colonizza l’intestino delle larve di ape, moltiplicandosi all’interno e sopravvivendo grazie al cibo ingerito dagli insetti. Quando non arriva più il nutrimento, i batteri invadono gli organi vitali delle larve, uccidendole.
Questa scoperta rappresenta una svolta radicale nel campo delle patologie delle api. Prima, infatti, si riteneva che la sede di proliferazione dei batteri fossero gli organi vitali della larva e non che la moltiplicazione dei batteri avvenisse all’interno dell’apparato digerente.

“Adesso che abbiamo scoperto come si diffonde la malattia, possiamo cominciare a cercare il modo di impedire la propagazione dell’infezione”, sostiene il Professor Genersch. La comprensione delle interazioni degli agenti patogeni è infatti alla base dello sviluppo di effettive misure di cura e controllo delle malattie. (e.r.)
Tratto da: galileonet.it

Commento NdR: Con tutti i fitofarmaci che vengono immessi sulle piante nei campi agricoli trattati con la chimica, questi sono i risultati, il loro sistema immunitario non  e' piu' in grado di resistere ai batteri che tentano di colonizzarle, cosi' come avviene nei bambini vaccinati che sono anch'essi immunodepressi !

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Allarme per le api: insetticidi sotto accusa
Nel nostro Paese la moria è spaventosa. Le api si sono ridotte del 40-50%. E a rischio c'è anche l'alimentazione che dipende, per oltre un terzo, da coltivazioni impollinate proprio di questi insetti

Povere api: è in atto una vera mattanza
E' un allarme mondiale, ma non risparmia l'Italia. Anzi, la Lombardia è una delle regioni, con il Piemonte, più colpite: a fare paura è la moria delle api, dimezzate del 40-50 per cento. Muoiono come mosche anche se la realtà suona come una battuta.
Ma perchè questi preziosi insetti sono falcidiati ? Sotto accusa sono alcuni potenti insetticidi, responsabili della moria. 
A rischio c'è anche l'alimentazione che dipende, per oltre un terzo, da coltivazioni impollinate proprio di questi insetti. "Se le api dovessero davvero estinguersi l'umanità rischierebbe una carestia a livello mondiale", sottolinea, senza mezzi termini, l'etologo Giorgio Celli, docente all'Istituto di Entomologia all'Università di Bologna. 
I danni, comunque, si contano già. L'Unione degli apicoltori italiani (Unaapi) stima una perdita economica per la mancata impollinazione di 250 milioni di euro.
Tratto da: laprovinciadivarese.it

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